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Sequestro Preventivo — Anno 2023

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828 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Sequestro preventivo animali: la vendita è legittima
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47200/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria contro la vendita dei suoi cani, sottoposti a sequestro preventivo. La Corte ha stabilito che nel contesto del sequestro preventivo animali, questi possono essere considerati beni deperibili dal punto di vista economico, giustificando così la loro alienazione per evitarne il deprezzamento, anche in applicazione analogica delle norme sul sequestro probatorio.
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Sequestro preventivo: la Cassazione annulla per difetto
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente un decreto di sequestro preventivo per oltre 2 milioni di euro emesso nei confronti di una società e del suo amministratore per reati tributari. La decisione si fonda su due vizi fondamentali del provvedimento impugnato: la totale assenza di motivazione sul 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni, e l'insufficiente prova ('fumus commissi delicti') per il reato di omesso versamento di ritenute, non essendo più sufficiente la sola dichiarazione Modello 770.
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Ricorso inammissibile: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La decisione si fonda su due principi cardine: il mancato rispetto delle forme per la richiesta di rinvio dell'udienza e, soprattutto, l'impossibilità di sollevare per la prima volta in sede di legittimità motivi di fatto non proposti nel precedente giudizio di riesame.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali. La Corte ha ritenuto irrilevante una sentenza di proscioglimento prodotta dalla difesa, in quanto relativa a società diverse. Ha inoltre stabilito che il motivo relativo al periculum in mora non poteva essere sollevato per la prima volta in Cassazione.
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Sequestro preventivo: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che negava la revoca di un sequestro preventivo su una società. Il sequestro era stato disposto per intestazione fittizia di valori, legata a un'indagine per associazione mafiosa a carico di un familiare dei ricorrenti. La Corte ha ribadito che, in assenza di nuovi elementi, le questioni già decise in sede cautelare non possono essere riproposte, consolidando il principio del 'giudicato cautelare'. Per disporre il sequestro preventivo è sufficiente il 'fumus commissi delicti', ovvero l'astratta configurabilità del reato.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto ricorre in Cassazione contro una misura cautelare e un sequestro preventivo per partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che le critiche al merito e le giustificazioni patrimoniali tardive non possono essere esaminate in sede di legittimità. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi e sull'impossibilità di rivalutare i fatti, confermando l'importanza di presentare tutte le prove e le difese nelle fasi di merito, come quella del riesame.
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Sequestro preventivo: onere della prova senza traduzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per tentato riciclaggio. L'indagato era stato trovato in possesso di oltre 200.000 euro in contanti. La Corte ha stabilito che, nel procedimento di riesame, è onere della difesa fornire la traduzione dei documenti in lingua straniera prodotti a sostegno della liceità dei fondi. Inoltre, ha confermato che elementi logici e circostanziali, come l'ingente somma e le anomale modalità di trasporto, sono sufficienti a configurare il 'fumus commissi delicti' del reato di riciclaggio, giustificando il sequestro preventivo.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro un'ordinanza di sequestro preventivo per bancarotta e reati tributari. La Corte ha stabilito che le censure basate su una diversa ricostruzione dei fatti o sulla prescrizione del reato, se non emergenti in modo palese, non possono essere esaminate in sede di legittimità, confermando la validità del vincolo cautelare.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46422/2023, ha rigettato il ricorso di un amministratore contro un sequestro preventivo per reati tributari. La Corte ha stabilito che il 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni, può essere desunto dal 'modus operandi' dell'indagato (es. contabilità parallela, uso di contanti), rendendo irrilevante la consistenza del suo patrimonio personale o societario. La motivazione del provvedimento cautelare è stata ritenuta adeguata e non meramente apparente.
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Ricorso per Cassazione Sequestro: Limiti e Inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una madre contro il sequestro di due terreni, disposto nell'ambito di un procedimento a carico del figlio. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione sequestro è ammesso solo per violazione di legge e non per riesaminare i fatti. Le doglianze della ricorrente, volte a dimostrare la non riferibilità dei beni al figlio attraverso nuova documentazione, sono state considerate questioni di merito, non consentite in sede di legittimità.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di oltre 4 milioni di euro. Sebbene abbia ritenuto sussistente il 'fumus commissi delicti' (sospetto di reato), ha accolto il ricorso per la mancanza di una motivazione specifica sul 'periculum in mora'. La Corte ha ribadito che non è sufficiente invocare la natura fungibile del denaro per giustificare il sequestro; è necessario dimostrare un concreto pericolo di dispersione dei beni basato sulla condotta dell'indagato. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Carenza di Interesse: Appello Inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché nel frattempo il giudice per le indagini preliminari aveva revocato il sequestro. Di conseguenza, il ricorrente non è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Procura speciale cassazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una socia di un'azienda contro il sequestro preventivo delle quote sociali. La decisione si fonda sulla mancanza di una procura speciale cassazione, un mandato specifico che autorizzi il difensore a impugnare dinanzi al giudice di legittimità. Questo vizio formale ha impedito l'esame nel merito del ricorso, confermando un principio consolidato in giurisprudenza.
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Inutilizzabilità atti indagine: quando va eccepita?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46133/2023, chiarisce i termini per sollevare l'eccezione di inutilizzabilità degli atti di indagine compiuti oltre la scadenza del termine. Il ricorso di un indagato, sottoposto a sequestro preventivo per truffa aggravata, è stato dichiarato inammissibile perché l'eccezione è stata sollevata tardivamente. La Corte ha ribadito che tale inutilizzabilità, definita 'relativa', deve essere eccepita dalla parte alla prima occasione utile, individuata nel procedimento di riesame, e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice.
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Sequestro preventivo riciclaggio: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo riciclaggio per oltre 700.000 euro. Il caso riguarda il trasferimento di fondi da una società indebitata con l'Erario a una società fiduciaria di nuova costituzione, gestita dall'indagato. Secondo i giudici, tale operazione, pur essendo tracciabile, era finalizzata a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa del denaro, integrando così il reato di riciclaggio e giustificando la misura cautelare.
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Legittimazione socio sequestro: il diritto del socio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile il ricorso di una socia contro il sequestro delle sue quote in una S.r.l. La Corte ha stabilito il principio della legittimazione del socio al sequestro, affermando che la quota sociale è un bene autonomo di proprietà del socio, non della società. Pertanto, il socio ha un interesse diretto e concreto a impugnare il provvedimento che vincola il suo patrimonio personale, indipendentemente dalla legittimazione del rappresentante legale della società a difendere i beni aziendali.
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Sequestro preventivo: obbligo di motivazione del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per peculato a carico di un dirigente di una fondazione culturale. La decisione si fonda sulla motivazione 'apparente' del Tribunale, che aveva omesso di confrontarsi con le argomentazioni e le prove fornite dalla difesa, limitandosi a riassumere le accuse. La sentenza ribadisce che per disporre un sequestro preventivo è necessario un esame concreto del 'fumus commissi delicti' e un'adeguata risposta alle censure difensive.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo il vincolo?
Una società operante nel settore estrattivo ricorre in Cassazione contro un'ordinanza che conferma il sequestro preventivo di alcuni terreni. L'accusa è di corruzione. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del vincolo. La sentenza ribadisce l'importanza del 'giudicato cautelare' e chiarisce che la finalità del sequestro preventivo è impedire il consolidamento di un vantaggio illecito, anche in presenza di incertezze sulla precisa qualificazione giuridica del reato.
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Sequestro preventivo: quando i soldi sono sospetti?
Un individuo, indagato per detenzione di oltre 3kg di hashish, si è visto confermare un sequestro preventivo di circa 64.000 euro in contanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, sottolineando l'illogicità della giustificazione fornita sulla provenienza del denaro (risparmi di famiglia) e confermando la sussistenza di un quadro indiziario sufficiente (fumus commissi delicti) per mantenere la misura cautelare reale.
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Periculum in mora: sequestro e onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per reati tributari. La difesa lamentava l'assenza di motivazione sul periculum in mora, ma la Corte ha ritenuto che la sproporzione tra il debito e il patrimonio liquido, unita alla cessione di un'autovettura al figlio, fossero elementi sufficienti a giustificare il timore di dispersione dei beni, validando così la decisione del Tribunale del Riesame.
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