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Scorrimento Graduatoria

40 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Procedura con cui la Pubblica Amministrazione, per coprire posti vacanti, assume i candidati risultati idonei in un concorso già espletato, seguendo l'ordine della graduatoria, invece di bandire un nuovo concorso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Scorrimento graduatoria concorso pubblico: diritto negato se il posto è già coperto
Un Lavoratore, idoneo in una selezione interna per un posto di operatore tecnico, non viene assunto nonostante la vincitrice sia stata destinata a mansioni diverse. La Corte d'Appello aveva riconosciuto il suo diritto all'inquadramento. La Corte di Cassazione, invece, ha ribaltato questa decisione. Ha chiarito che le dichiarazioni rese in un tentativo di conciliazione non hanno automaticamente valore confessorio. Inoltre, ha stabilito che l'assegnazione di mansioni diverse al vincitore non rende il posto vacante per lo **scorrimento graduatoria concorso pubblico** a favore di altri idonei. Lo scorrimento è una scelta discrezionale dell'ente, possibile solo se i posti restano scoperti per rinuncia o decadenza dei vincitori. L'Azienda ha vinto, e la causa tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Diritto all’Assunzione: Scorrimento Graduatoria, Obbligo o Discrezione?
Diversi Ministeri avevano indetto concorsi pubblici. Alcuni candidati, sia vincitori che idonei non vincitori, non furono assunti, nonostante le graduatorie fossero valide. L'Amministrazione sosteneva il blocco delle assunzioni. I candidati ottennero ragione nei primi due gradi di giudizio, vedendosi riconosciuto il diritto all'assunzione. La Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere perché tutti i candidati sono stati assunti durante il processo. Tuttavia, ha esaminato la questione per le spese legali. Ha confermato che il diritto all'assunzione per gli idonei non vincitori tramite lo scorrimento graduatoria sorge solo se l'Amministrazione decide attivamente di coprire quei posti.
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Scorrimento graduatoria: diritto all’assunzione, vince il Giudice Civile
Una candidata idonea in una graduatoria ha citato in giudizio un'Azienda Ospedaliera per non essere stata assunta, nonostante l'ente avesse deciso di coprire i posti vacanti tramite lo scorrimento graduatoria. La questione centrale era stabilire quale giudice fosse competente: quello ordinario o quello amministrativo. La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale: una volta che la Pubblica Amministrazione manifesta la volontà di utilizzare lo scorrimento graduatoria, il candidato vanta un vero e proprio diritto soggettivo all'assunzione. Di conseguenza, la competenza a decidere spetta al giudice ordinario. La candidata ha quindi vinto la sua battaglia sulla giurisdizione.
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Scorrimento Graduatoria: Legge non resuscita liste scadute
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sullo scorrimento graduatoria nel pubblico impiego. Alcuni candidati, inseriti in una graduatoria concorsuale del 1999 e ormai scaduta, chiedevano di essere assunti da un Ente Pubblico. Essi sostenevano che una legge del 2008 avesse 'resuscitato' la validità della loro lista. La Corte ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio netto: una norma che dispone una 'proroga' può estendere la validità solo delle graduatorie ancora efficaci. Non può, invece, far rivivere quelle già scadute. Di conseguenza, il diritto allo scorrimento graduatoria è stato negato perché la lista aveva perso validità anni prima dell'intervento legislativo.
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Scorrimento graduatoria: regole su inquadramento
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento graduatoria per l'assunzione nel pubblico impiego non costituisce una prosecuzione della procedura concorsuale originaria. Nel caso esaminato, alcuni dipendenti assunti nel 2019 da una graduatoria del 2009 rivendicavano l'inquadramento nel livello D3 previsto dal bando iniziale. Tuttavia, la Corte ha confermato che l'entrata in vigore del nuovo CCNL nel 2018, che fissa il livello D1 come soglia d'accesso, prevale sulle vecchie disposizioni. Poiché la procedura concorsuale si era conclusa con l'approvazione della graduatoria, lo scorrimento successivo è soggetto alla normativa vigente al momento dell'assunzione effettiva.
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Scorrimento graduatoria: regole su inquadramento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori che chiedevano l'inquadramento nel livello D3 a seguito di uno scorrimento graduatoria relativo a un concorso bandito nel 2009. La Corte ha stabilito che l'inquadramento deve seguire le norme vigenti al momento dell'assunzione effettiva, avvenuta nel 2019, e non quelle del bando originario. Poiché nel 2018 è entrato in vigore un nuovo CCNL che prevede l'accesso iniziale al livello D1, l'operato dell'amministrazione è stato ritenuto legittimo.
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Scorrimento graduatoria: regole inquadramento
La Corte di Cassazione ha chiarito che lo scorrimento graduatoria nel pubblico impiego non garantisce l'inquadramento economico previsto dal bando originario se, nel frattempo, è intervenuto un nuovo CCNL. Nel caso di specie, alcuni lavoratori assunti nel 2019 tramite una graduatoria del 2010 pretendevano il livello D3. Tuttavia, la Corte ha stabilito che l'assunzione deve seguire le regole vigenti al momento della firma del contratto, che prevedevano l'ingresso al livello D1. Poiché la procedura concorsuale si era conclusa anni prima con l'approvazione della graduatoria, non era applicabile alcuna clausola di salvaguardia.
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Scorrimento graduatoria: regole su inquadramento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti pubblici assunti tramite scorrimento graduatoria di un concorso bandito nel 2009. I lavoratori contestavano l'inquadramento nella categoria D1 anziché nella D3 prevista dal bando originale. La Corte ha stabilito che, essendo intervenuto un nuovo CCNL prima dell'assunzione e risultando la procedura concorsuale già conclusa con l'approvazione della graduatoria dei vincitori, l'amministrazione ha correttamente applicato il nuovo sistema di classificazione che prevede il livello D1 come unico accesso iniziale per la categoria D.
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Scorrimento graduatoria: quando è un obbligo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento della graduatoria di un concorso pubblico non costituisce un diritto soggettivo per il candidato idoneo quando il posto si rende vacante dopo essere stato occupato dal vincitore. Un ricercatore, classificatosi quarto in un concorso, aveva chiesto l'assunzione dopo che la vincitrice, assunta da anni, aveva rinunciato all'incarico. La Corte ha chiarito che, una volta coperto il posto, il concorso esaurisce i suoi effetti. La decisione di coprire la nuova vacanza attingendo alla vecchia graduatoria rientra nel potere discrezionale della Pubblica Amministrazione e non è un atto dovuto.
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Scorrimento graduatoria: la giurisdizione è del G.O.
Una candidata idonea in una graduatoria ha richiesto l'assunzione presso un ente locale a seguito di una posizione resasi vacante. Di fronte al diniego, la questione è giunta in Cassazione per decidere sulla giurisdizione. La Suprema Corte ha stabilito che le controversie relative allo scorrimento graduatoria rientrano nella competenza del giudice ordinario, poiché il candidato fa valere un vero e proprio diritto soggettivo all'assunzione, e non un interesse legittimo.
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Scorrimento graduatoria: quando esiste il diritto?
Un dipendente pubblico, idoneo ma non vincitore in un concorso del 1997, ha richiesto l'assunzione tramite scorrimento graduatoria a seguito della vacanza di nuove posizioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, ribadendo che lo scorrimento graduatoria non è un diritto soggettivo del candidato, ma una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione. Tale diritto sorge solo se l'amministrazione manifesta esplicitamente la volontà di utilizzare la graduatoria esistente.
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Scorrimento graduatoria: facoltà e non obbligo P.A.
Un candidato idoneo in un concorso pubblico, classificatosi subito dopo i vincitori, ha agito in giudizio per ottenere l'assunzione a seguito della rinuncia di uno di questi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che lo scorrimento graduatoria è una scelta discrezionale (una facoltà) della Pubblica Amministrazione e non un obbligo. Pertanto, l'idoneo non vincitore non vanta un diritto soggettivo all'assunzione.
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Blocco assunzioni pubblico impiego: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che il blocco assunzioni pubblico impiego, imposto da leggi di spending review, prevale sul diritto del vincitore di concorso. Il ritardo nell'assunzione da parte della P.A. è legittimo e non genera diritto al risarcimento danni, poiché il diritto all'impiego non è assoluto ma condizionato dalle normative sopravvenute.
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Scorrimento graduatoria: quando è un diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 27299/2024, ribadisce un principio fondamentale del pubblico impiego: lo scorrimento della graduatoria degli idonei non è un diritto soggettivo del candidato, ma una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione. Il caso riguardava un candidato, classificatosi secondo in una selezione, che chiedeva l'assunzione a seguito della creazione di nuovi posti vacanti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, in assenza di un obbligo specifico previsto dal bando di concorso o dalla contrattazione collettiva, l'ente non è tenuto ad assumere gli idonei, potendo optare per altre modalità di copertura dei posti.
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Scorrimento graduatoria: stop con nuova legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento graduatoria di un concorso interno non è più possibile se una nuova legge (ius superveniens) modifica le modalità di progressione di carriera, imponendo concorsi pubblici. Nel caso di specie, il D.Lgs. 150/2009 ha impedito a un'amministrazione pubblica di promuovere dipendenti attingendo da una graduatoria di un concorso puramente interno bandito prima del 2010, annullando la decisione favorevole della Corte d'Appello.
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Scorrimento graduatoria: nuove regole e ius superveniens
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14732/2024, ha stabilito che lo scorrimento graduatoria di un concorso interno non è un diritto soggettivo dei candidati. La normativa applicabile è quella vigente al momento della decisione di coprire i posti vacanti (ius superveniens), non quella del bando. Pertanto, l'entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2009 ha legittimamente impedito la promozione di dipendenti pubblici idonei in una graduatoria precedente, in quanto la nuova legge ha modificato le modalità di progressione verticale, richiedendo concorsi pubblici.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto soggettivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13757/2024, ha stabilito che lo scorrimento graduatoria non costituisce un diritto soggettivo per i candidati idonei di un concorso pubblico. Il caso riguardava alcuni dipendenti pubblici che, risultati idonei in un concorso interno per la progressione di carriera, avevano chiesto l'assunzione per coprire posti vacanti. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la decisione di utilizzare la graduatoria è una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione, la quale deve operare nel rispetto delle leggi vigenti al momento della decisione, anche se successive al bando di concorso (ius superveniens). Nel caso specifico, una nuova legge aveva introdotto limiti ai concorsi interni, legittimando il diniego dell'amministrazione.
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Scorrimento graduatoria: Diritto o aspettativa?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un candidato idoneo ma non vincitore in un concorso pubblico non vanta un diritto soggettivo all'assunzione tramite scorrimento graduatoria, ma solo una mera aspettativa. Nel caso di specie, una dipendente classificatasi ottava in una selezione per quattro posti non poteva pretendere l'assunzione, anche se si erano resi disponibili sette posti in totale, poiché la sua posizione non era raggiungibile dall'effettivo scorrimento.
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Scorrimento graduatoria: limiti e interpretazione bando
Una candidata, idonea in una graduatoria di un concorso pubblico, ha citato in giudizio un'università per non averla assunta tramite scorrimento graduatoria, preferendo candidati da concorsi successivi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'interpretazione del bando di concorso, che in questo caso limitava l'uso della graduatoria a un dipartimento specifico, è di competenza del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se non per palesi violazioni delle norme ermeneutiche.
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Scorrimento graduatoria: chi decide? Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9829/2024, ha stabilito che le controversie relative allo scorrimento graduatoria nei concorsi pubblici rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha chiarito che, una volta conclusa la procedura concorsuale, la pretesa del candidato idoneo all'assunzione costituisce un diritto soggettivo, poiché l'amministrazione agisce con la capacità di un datore di lavoro privato e non esercita più un potere autoritativo. Di conseguenza, è stato annullato il verdetto della Corte d'Appello che aveva erroneamente declinato la giurisdizione in favore del giudice amministrativo.
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