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Scorrimento Graduatoria

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40 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Scorrimento graduatoria: chi decide tra i giudici?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8452/2024, ha chiarito la ripartizione della giurisdizione in materia di assunzioni pubbliche. Se la Pubblica Amministrazione decide di non procedere allo scorrimento graduatoria, preferendo assunzioni esterne, la competenza è del giudice amministrativo, trattandosi di una scelta discrezionale. Se invece il contenzioso riguarda le modalità irregolari con cui lo scorrimento è stato effettuato, la giurisdizione spetta al giudice ordinario, poiché viene leso il diritto soggettivo del candidato all'assunzione secondo l'ordine di merito.
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Scorrimento graduatoria: quando sorge il diritto?
Un candidato idoneo in un concorso pubblico, classificatosi oltre il numero dei posti disponibili, ha intrapreso un lungo percorso legale per ottenere l'assunzione a seguito di rinunce da parte dei vincitori. La Corte di Cassazione ha esaminato il caso, incentrato sulla determinazione della corretta data di decorrenza giuridica del rapporto di lavoro e sul risarcimento del danno. La decisione finale ha dichiarato inammissibile il ricorso del candidato per motivi procedurali, in particolare per la violazione del principio di autosufficienza. La Suprema Corte ha confermato la decisione di merito che aveva limitato le pretese del lavoratore sulla base di un precedente giudicato amministrativo, evidenziando come lo scorrimento graduatoria non determini un diritto automatico e immediato all'assunzione dalla data della rinuncia dei vincitori.
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Scorrimento graduatoria: obbligo anche per gli enti locali
Un lavoratore, quarto in una graduatoria per un posto in un ente locale, ha ottenuto il diritto alla prova selettiva. La Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che l'ente era tenuto a richiedere un numero doppio di candidati rispetto ai posti disponibili e a procedere allo scorrimento graduatoria in caso di non idoneità dei primi selezionati, applicando la normativa nazionale anche in una Regione a statuto speciale.
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Scorrimento graduatoria: chi decide il giudice?
Una candidata idonea in una graduatoria pubblica ha citato in giudizio l'ente per ottenere l'assunzione tramite scorrimento graduatoria. La Corte d'Appello le aveva dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la giurisdizione spetta al giudice amministrativo. Il diritto all'assunzione per scorrimento, infatti, non è automatico ma sorge solo a seguito di una scelta esplicita dell'amministrazione. In assenza di tale decisione, il candidato vanta solo un interesse legittimo, non un diritto soggettivo.
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Scorrimento graduatoria: quando è un diritto? Cass.
Due dipendenti pubbliche, risultate idonee in una selezione per progressione di carriera, hanno richiesto l'assunzione tramite scorrimento graduatoria per posti resisi vacanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, stabilendo che la mera idoneità e l'intenzione dell'amministrazione di coprire i posti non sono sufficienti a creare un diritto all'assunzione. Lo scorrimento graduatoria, equiparato a una nuova assunzione, necessita sempre di una specifica e formale autorizzazione.
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Scorrimento graduatoria: nessun diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di dipendenti pubblici che chiedevano l'inquadramento in un'area superiore tramite lo scorrimento della graduatoria. La Corte ha stabilito che, in assenza di una completa autorizzazione governativa per tutti i posti banditi e a causa di una modifica normativa successiva (ius superveniens), i candidati idonei non avevano maturato un diritto quesito all'assunzione, rendendo legittimo il diniego dell'Amministrazione.
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Scorrimento graduatoria: no diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto allo scorrimento graduatoria a un gruppo di dipendenti pubblici. La sentenza chiarisce che, senza una specifica autorizzazione per tutte le posizioni messe a bando, non sorge un diritto soggettivo all'assunzione. L'intervento di una nuova legge (ius superveniens) prima dell'approvazione della graduatoria ha legittimamente bloccato la procedura per i posti non autorizzati, poiché i candidati non avevano ancora maturato un diritto quesito.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto quesito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di dipendenti pubblici che chiedevano lo scorrimento di una graduatoria per una progressione verticale. La Corte ha stabilito che, in assenza di una preventiva e completa autorizzazione per tutti i posti messi a bando, i candidati idonei non avevano maturato un "diritto quesito" all'assunzione. Pertanto, l'entrata in vigore di una nuova legge (ius superveniens) ha legittimamente bloccato la procedura per i posti non autorizzati, impedendo lo scorrimento della graduatoria.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto allo scorrimento graduatoria e all'assunzione di alcuni dipendenti pubblici. La mancanza dell'autorizzazione governativa per i posti aggiuntivi e l'entrata in vigore di una nuova legge hanno impedito la maturazione di un diritto quesito, rendendo legittimo il diniego dell'amministrazione.
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Progressioni verticali: stop senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'inquadramento superiore a un gruppo di dipendenti pubblici in un caso di progressioni verticali. L'amministrazione aveva bandito 920 posti, ma l'autorizzazione era stata concessa solo per 460. La Corte ha stabilito che, in assenza di un'autorizzazione completa e a causa di una nuova legge (ius superveniens) che ha modificato le regole, i candidati idonei oltre il 460° posto non avevano maturato un diritto quesito all'assunzione, respingendo così il loro ricorso.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto all’assunzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2140/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti pubblici che chiedevano l'assunzione tramite lo scorrimento graduatoria. I giudici hanno stabilito che l'inserimento come 'idoneo' in una graduatoria non conferisce un diritto soggettivo all'assunzione, specialmente se manca l'autorizzazione preventiva per la copertura di tutti i posti e se interviene una nuova legge (ius superveniens) che modifica le regole di progressione di carriera prima dell'approvazione della graduatoria stessa.
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Scorrimento graduatoria: la giurisdizione del giudice
Una candidata idonea in una graduatoria pubblica ha agito in giudizio contro un'università per ottenere l'assunzione tramite scorrimento graduatoria. Tuttavia, l'ente aveva deciso di bandire un nuovo concorso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice amministrativo. La Corte ha chiarito che quando la richiesta di scorrimento si pone in contrasto con la decisione discrezionale dell'amministrazione di indire una nuova procedura selettiva, la controversia non riguarda un diritto soggettivo all'assunzione, ma un interesse legittimo avverso l'atto amministrativo.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto senza autorizzazione
Un lavoratore, idoneo in un concorso interno, ha chiesto l'assunzione tramite scorrimento graduatoria per posti mai ufficialmente autorizzati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che senza la necessaria autorizzazione amministrativa per i posti ulteriori, non sorge alcun diritto soggettivo all'assunzione. L'intervento di una nuova legge (ius superveniens) ha ulteriormente precluso tale possibilità, non essendosi consolidato alcun diritto quesito prima della riforma.
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Scorrimento graduatoria: quando nasce il diritto?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice pubblica che chiedeva la progressione di carriera basandosi sulla sua idoneità in una graduatoria. La Corte ha stabilito che lo scorrimento graduatoria non è un diritto automatico. Il diritto all'assunzione sorge solo se i posti sono stati preventivamente autorizzati e se l'amministrazione decide di coprirli. Una legge successiva (ius superveniens) può legittimamente impedire l'assunzione se, al momento della sua entrata in vigore, il diritto del candidato non si è ancora consolidato per mancanza dell'autorizzazione governativa.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto quesito
Una dipendente pubblica, risultata idonea in un concorso interno ma oltre i posti autorizzati, ha agito in giudizio per ottenere la promozione tramite scorrimento graduatoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che non sussisteva alcun diritto quesito. La decisione si fonda sulla mancanza della necessaria autorizzazione ministeriale per la copertura dei posti aggiuntivi e sull'intervento di una nuova legge (ius superveniens) che ha modificato le regole sulle progressioni di carriera prima che la graduatoria fosse approvata e che il diritto potesse consolidarsi.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto allo scorrimento graduatoria a un gruppo di dipendenti pubblici. La sentenza chiarisce che, in assenza di una specifica autorizzazione governativa per i posti aggiuntivi e a seguito di una nuova legge più restrittiva (ius superveniens), i candidati idonei non vantano un diritto soggettivo all'assunzione, ma solo una mera aspettativa.
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Scorrimento graduatoria: quando non è un diritto
Un dirigente biologo, già assunto a tempo determinato da una graduatoria, ha citato in giudizio l'Azienda Sanitaria per non aver continuato con lo scorrimento della graduatoria, preferendo indire un nuovo concorso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la pretesa del lavoratore non configura un diritto soggettivo all'assunzione, ma un interesse legittimo. La decisione della P.A. di bandire un nuovo concorso è un atto amministrativo che il giudice ordinario non può annullare, ma solo disapplicare se lede un diritto soggettivo, cosa che in questo caso non sussiste.
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Scorrimento graduatoria: P.A. libera su nuove selezioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ente pubblico non è obbligato a utilizzare lo scorrimento di una graduatoria esistente per le progressioni di carriera interne. Alcuni dipendenti, idonei in una selezione del 2008, avevano chiesto la promozione e l'accesso a una selezione superiore, ma la Corte ha confermato la legittimità della scelta dell'ente di indire una nuova procedura selettiva, in virtù del suo potere discrezionale.
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Scorrimento graduatoria: chi decide? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito la questione della giurisdizione in materia di scorrimento graduatoria nel pubblico impiego. Il caso riguardava alcuni candidati risultati idonei in un concorso pubblico che, anziché essere assunti, vedevano l'ente locale indire nuove procedure selettive interne. La Suprema Corte ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice amministrativo, e non a quello ordinario, quando la pretesa all'assunzione non si basa su un semplice diritto allo scorrimento, ma consegue alla contestazione delle scelte discrezionali e di macro-organizzazione della Pubblica Amministrazione, come l'indizione di nuovi concorsi. Tale contestazione investe l'esercizio del potere pubblico, tutelando una posizione di interesse legittimo.
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Scorrimento graduatoria: quando scatta l’obbligo di assunzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di autorizzazione da parte di un ente pubblico per trasformare un contratto a termine in indeterminato, utilizzando una graduatoria esistente, manifesta una volontà inequivocabile di assumere. Tale atto, seguito dall'autorizzazione, perfeziona una fattispecie complessa che fa sorgere il diritto del lavoratore all'assunzione a tempo indeterminato, anche se la richiesta è successiva all'assunzione a termine. La Corte ha cassato la precedente decisione d'appello che non aveva riconosciuto il valore vincolante di tale richiesta, ritenendola un atto decisivo nello scorrimento graduatoria.
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