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Scorrimento Delle Graduatorie

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Procedura con cui una Pubblica Amministrazione, invece di indire un nuovo concorso, assume i candidati risultati idonei (ma non vincitori) in una precedente graduatoria ancora valida per coprire posti resisi vacanti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Scorrimento delle graduatorie: scontro tra assunzioni e vizi
Un gruppo di giornalisti, idonei non vincitori in una selezione del 2015 indetta da una società televisiva concessionaria, ha richiesto il riconoscimento del diritto all'assunzione prioritaria. I lavoratori invocavano lo scorrimento delle graduatorie basandosi su una legge del 2017 che prorogava l'efficacia delle vecchie selezioni. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo che la norma attribuisse all'azienda una semplice facoltà e non un obbligo di assunzione. Giunti in Cassazione, è emerso un problema procedurale: i ricorrenti avevano depositato telematicamente solo la prima e l'ultima pagina della sentenza impugnata. La Suprema Corte, ritenendo la questione di rilevante importanza per la regolarità dei depositi digitali e per lo scorrimento delle graduatorie, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Scorrimento delle graduatorie: nessun diritto senza fondi
I dipendenti di un Ente di Ricerca pubblico, risultati idonei in una selezione del 2010, hanno fatto causa chiedendo il passaggio al livello superiore o il risarcimento del danno. Lamentavano la mancata indizione biennale delle selezioni e il mancato scorrimento delle graduatorie da parte dell'amministrazione, basandosi sul contratto collettivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei lavoratori, confermando che non esiste un diritto soggettivo allo scorrimento delle graduatorie nel pubblico impiego contrattualizzato. L'attivazione delle procedure selettive e l'uso delle graduatorie dipendono dalle scelte discrezionali dell'ente, condizionate alla previa definizione delle risorse finanziarie tramite contrattazione integrativa. Senza fondi stanziati, l'amministrazione non ha alcun obbligo di avviare le selezioni, escludendo così qualsiasi illecito o risarcimento per perdita di chance.
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Scorrimento delle graduatorie: niente obbligo senza fondi
Un dipendente pubblico idoneo in una selezione interna ha chiesto il risarcimento dei danni o l'inquadramento superiore, lamentando la mancata progressione di carriera. Il lavoratore sosteneva che l'ente pubblico avesse l'obbligo di procedere allo scorrimento delle graduatorie o di indire nuove selezioni biennali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione d'appello. I giudici hanno chiarito che la contrattazione collettiva non impone un obbligo incondizionato di indizione o scorrimento, poiché tali procedure dipendono dalle risorse finanziarie disponibili e dalla programmazione del fabbisogno di personale, elementi subordinati alla contrattazione integrativa e all'approvazione del bilancio. Pertanto, in assenza di fondi autorizzati, non sussiste alcun inadempimento datoriale né diritto al risarcimento.
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Precariato Scuola: No a risarcimento danno se arriva il ruolo
La Corte di Cassazione ha escluso il diritto al risarcimento del danno per alcuni collaboratori scolastici che, dopo anni di contratti a termine, avevano ottenuto l'assunzione a tempo indeterminato. Secondo i giudici, la stabilizzazione, anche se avvenuta tramite il normale scorrimento delle graduatorie e non con piani straordinari, costituisce una sanzione adeguata per l'abuso subito. L'ottenimento del posto fisso, considerato il 'bene della vita' a cui aspirava il lavoratore, assorbe e cancella la pretesa di un ulteriore risarcimento danno da precariato, chiudendo la questione. I lavoratori hanno quindi perso la causa.
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Scorrimento graduatorie: no ai concorsi riservati
Un gruppo di dipendenti pubblici, risultati idonei in un concorso "riservato", ha agito in giudizio per ottenere l'assunzione tramite lo scorrimento della graduatoria. La Pubblica Amministrazione aveva invece deciso di interrompere l'uso di tale graduatoria a favore di concorsi esterni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le proroghe legislative sulla validità delle graduatorie si applicano solo ai concorsi pubblici aperti a tutti, e non a quelli interni riservati. Inoltre, ha chiarito che la pretesa all'assunzione tramite scorrimento non costituisce un diritto soggettivo, ma un interesse legittimo, poiché la decisione di utilizzare una graduatoria è un atto discrezionale dell'amministrazione.
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