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Sale And Lease Back

54 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Operazione finanziaria con cui un'impresa vende un proprio bene a una società finanziaria, la quale glielo concede contestualmente in locazione finanziaria (leasing).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Base imponibile IVA: conta il prezzo pattuito, non il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società finanziaria la detrazione fiscale IVA relativa a un'operazione di sale and lease back immobiliare, sostenendo che l'immobile fosse stato sovrastimato. Il Fisco ha quindi ricalcolato il tributo basandosi sul valore ritenuto congruo anziché sul prezzo pattuito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo un chiaro principio di diritto: la base imponibile IVA coincide esclusivamente con il corrispettivo stabilito nel contratto dalle parti e non con l'ipotetico valore reale del bene. Di conseguenza, il Fisco non può rideterminare l'imposta sulla base di una propria stima della congruità del prezzo. La Suprema Corte ha annullato la sentenza di secondo grado limitatamente a questo punto, rinviando la causa al giudice di merito per il riesame.
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Patto Commissorio: Quando il divieto non è Ordine Pubblico per il Lodo
Un'azienda ha contestato un lodo arbitrale che aveva ritenuto valido un contratto di sale and lease back. L'azienda sosteneva che il contratto nascondesse un patto commissorio vietato, violando così l'ordine pubblico. La Corte d'Appello aveva dichiarato l'impugnazione inammissibile, affermando che il divieto del patto commissorio, pur essendo una norma imperativa, non rientra nei principi di ordine pubblico che consentono di annullare un lodo arbitrale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la violazione del divieto di patto commissorio non è sufficiente per impugnare un lodo arbitrale per contrarietà all'ordine pubblico, poiché tale divieto tutela interessi individuali del contraente più debole e non valori generali dell'ordinamento.
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Sale and Lease Back: La Cassazione Ridefinisce la Tassazione della Plusvalenza
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla tassazione plusvalenza sale and lease back. Un'Azienda aveva venduto un immobile e lo aveva riaffittato, generando una plusvalenza. L'Agenzia delle Entrate voleva tassare questo guadagno in 5 anni, ma l'Azienda sosteneva dovesse essere spalmato in 15 anni, pari alla durata del leasing. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che la plusvalenza deve essere tassata per l'intera durata del contratto di locazione finanziaria, riconoscendo la natura finanziaria dell'operazione. L'Azienda ha vinto, ottenendo il rimborso delle spese.
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Plusvalenza da sale and lease back: tassazione diluita
Una società cede un immobile a una società finanziaria tramite un'operazione di locazione finanziaria di ritorno. L'Agenzia delle Entrate contesta la tassazione immediata e integrale della plusvalenza da sale and lease back nell'anno del rogito. I giudici di merito confermano la pretesa fiscale, ma la Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società. La Suprema Corte stabilisce che questa specifica operazione possiede una causa finanziaria unitaria e distinta dalla vendita ordinaria. Di conseguenza, il guadagno non deve essere tassato interamente nell'esercizio di vendita, ma deve essere ripartito per quote lungo tutta la durata del contratto di locazione finanziaria.
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Sale and Lease Back: Plusvalenza tassata su 15 anni, non 5
La Corte di Cassazione ha chiarito un importante aspetto della Tassazione Plusvalenza Sale and Lease Back. L'Agenzia delle Entrate contestava il metodo di una società per tassare il guadagno (plusvalenza) derivante da un'operazione di sale and lease back, sostenendo dovesse essere spalmato su 5 anni. La società, invece, lo aveva ripartito su 15 anni, pari alla durata del contratto di locazione finanziaria, basandosi su principi contabili civilistici. La Suprema Corte ha confermato che la plusvalenza deve essere tassata lungo l'intera durata del leasing, riconoscendo la natura unitaria e finanziaria del contratto e allineando la disciplina fiscale a quella civilistica. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
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Tassazione Plusvalenza Sale and Lease Back: Cassazione Smentisce Fisco
L'Amministrazione Fiscale contestava a un'Azienda Sanitaria la modalità di tassazione di una plusvalenza derivante da un'operazione di sale and lease back. L'Amministrazione riteneva che la plusvalenza dovesse essere tassata in 5 anni, mentre l'Azienda sosteneva che, trattandosi di un contratto con finalità finanziaria, la tassazione plusvalenza sale and lease back dovesse essere spalmata su 15 anni, pari alla durata del leasing. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che la plusvalenza deve essere ripartita per tutta la durata del contratto di locazione finanziaria, confermando così la posizione dell'Azienda Sanitaria e annullando l'accertamento fiscale.
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Sale and Lease Back: La Cassazione chiarisce la tassazione della plusvalenza
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **tassazione plusvalenza sale and lease back**. L'Agenzia delle Entrate contestava una società per aver ripartito su 15 anni (durata del leasing) la plusvalenza ottenuta dalla cessione di un immobile tramite un contratto di sale and lease back. L'Agenzia riteneva che la ripartizione dovesse avvenire in 5 anni, come per una normale cessione a titolo oneroso. La società, invece, applicava l'art. 2425-bis c.c., che permette di "spalmare" il guadagno per l'intera durata della locazione finanziaria. La Cassazione ha dato ragione alla società, confermando che la plusvalenza di un sale and lease back si ripartisce per la durata del contratto di locazione finanziaria, riconoscendo la natura finanziaria dell'operazione.
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Sale and Lease Back: la Cassazione chiarisce la tassazione plusvalenza
Un centro medico ha contestato la `tassazione plusvalenza sale and lease back` di un immobile. L'Agenzia delle Entrate voleva tassare il guadagno in 5 anni, mentre il contribuente su 15, pari alla durata del leasing. La Cassazione ha accolto il ricorso del centro medico, stabilendo che la plusvalenza deve essere ripartita per l'intera durata del contratto di locazione finanziaria, riconoscendo la natura finanziaria dell'operazione e annullando la pretesa dell'Agenzia.
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Divieto di patto commissorio: immobile salvo e sentenza nulla
Una società finanziaria acquista un immobile da un'impresa debitrice e lo concede in leasing a una società collegata. Dopo il mancato pagamento dei canoni, la concedente chiede la risoluzione contrattuale e la restituzione dell'immobile. La curatela fallimentare dell'impresa venditrice eccepisce la nullità dell'operazione per violazione del divieto di patto commissorio, lamentando anche il mancato svolgimento della mediazione. I giudici di merito accolgono le domande della finanziaria ritenendo valida l'operazione. La Corte di Cassazione chiarisce che il leasing non richiede la mediazione obbligatoria preventiva. Tuttavia, la Suprema Corte accoglie il ricorso della curatela perché la sentenza d'appello presenta una motivazione apparente e contraddittoria. Il giudice di merito ha ignorato il collegamento tra le società e la reale finalità di garanzia dell'operazione negoziale.
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Imposte ipotecarie e catastali: immobili d’impresa a tassa piena
Una società agricola ha venduto un fabbricato strumentale in corso di costruzione a una società di leasing per riutilizzarlo tramite leasing di ritorno (sale and lease back). L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento proporzionale del tributo, mentre la società sosteneva la tassazione fissa per via della mancata ultimazione del bene. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando che il trasferimento di fabbricati strumentali sconta le imposte ipotecarie e catastali in misura proporzionale (rispettivamente 3% e 1%), indipendentemente dall'eventuale assoggettamento a IVA o dallo stato di ultimazione del fabbricato.
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Detrazione IVA nel sale and lease back: leasing o finanziamento
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la detrazione IVA su fatture emesse per oneri di prefinanziamento collegati a un contratto di compravendita e locazione finanziaria. L'operazione prevedeva la cessione di un terreno a una società di leasing per costruire un capannone. I giudici hanno accertato la natura simulatoria dell'accordo, qualificandolo come mero finanziamento esente da imposta. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'impresa contribuente, confermando il disconoscimento del credito d'imposta. Il tema centrale riguarda la contestata detrazione IVA nel sale and lease back quando l'operazione nasconde un prestito di denaro vietato dalle norme tributarie.
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Patto commissorio e leasing: quando la garanzia diventa nulla
Una società vende un immobile a un'azienda di leasing per poi riutilizzarlo pagando canoni mensili (operazione di sale and lease back). Una banca creditrice impugna l'atto ritenendo che l'operazione nasconda un patto commissorio vietato dalla legge, volto a trasferire la proprietà del bene in garanzia di un debito. I giudici di merito dichiarano nullo il contratto. La Corte di Cassazione conferma la decisione, respingendo il ricorso dell'azienda di leasing. La Corte chiarisce che la clausola di vendita non si salva come patto marciano poiché manca una stima imparziale del valore del bene al momento dell'inadempimento, elemento essenziale per garantire l'equilibrio contrattuale ed evitare abusi ai danni del debitore.
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Sale and lease back: tra finanziamento lecito e patto vietato
Una società vendeva un capannone industriale a una banca, la quale contestualmente lo concedeva in locazione finanziaria a una società collegata, con garanzia dei soci. A causa del mancato pagamento dei canoni, la banca otteneva un decreto ingiuntivo. La società utilizzatrice e i garanti si opponevano, sostenendo che l'operazione di sale and lease back nascondesse un patto commissorio vietato, volto a trasferire la proprietà del bene in garanzia di un debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità dell'operazione. La Corte ha chiarito che il sale and lease back è lecito se mancano indizi di frode, quali un debito preesistente, la grave sproporzione di valore del bene o l'approfittamento dello stato di bisogno del debitore. Vince la banca, che ha diritto al pagamento dei canoni insoluti.
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Sale and lease back: finanziamento lecito o danno ai creditori
Una società stipula un'operazione di sale and lease back: riscatta un capannone industriale dal precedente leasing, lo vende a una nuova società finanziaria e lo riprende contestualmente in locazione finanziaria. A seguito del fallimento della società, la curatela promuove un'azione revocatoria ordinaria per dichiarare inefficace l'operazione. La Corte d'Appello accoglie la domanda, ma la Corte di Cassazione annulla la decisione. I giudici di legittimità stabiliscono che la sentenza d'appello manca di motivazione adeguata. Non è stato spiegato come un'operazione di sale and lease back, volta a fornire liquidità immediata e a far entrare la proprietà del bene nel patrimonio aziendale, possa aver impoverito l'impresa o danneggiato i creditori. La causa viene quindi rinviata per un nuovo esame.
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Operazioni antieconomiche: il fisco smaschera il finto leasing
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva realizzato una serie di compravendite e contratti di "sale and lease back" su immobili a Milano e Napoli. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la deducibilità dei costi e la detraibilità dell'IVA, ritenendo che i prezzi fossero stati gonfiati per nascondere un finanziamento sotto forma di leasing. I giudici hanno confermato la legittimità dell'accertamento fiscale basato su presunzioni semplici. La vistosa sproporzione dei prezzi e la rapidità dei passaggi di proprietà costituiscono indizi gravi, precisi e concordanti di operazioni antieconomiche prive di una reale giustificazione commerciale. Di conseguenza, la società perde definitivamente la causa ed è condannata a pagare le spese di giudizio.
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Comportamento antieconomico: il Fisco vince sui costi gonfiati
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società l'indebita deduzione di canoni di locazione gonfiati, derivanti da una complessa operazione di sale and lease back con una società collegata, e di interessi passivi su mutui contratti nonostante un grosso credito non riscosso verso i soci. Il Fisco ha ravvisato un comportamento antieconomico volto a erodere la base imponibile. La CTR aveva dato ragione alla società con una motivazione superficiale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la sentenza d'appello è nulla per motivazione apparente. I giudici di secondo grado dovranno riesaminare la vicenda, valutando l'effettiva inerenza dei costi e l'anomalia economica delle operazioni.
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Sale and lease back: tra finanziamento lecito e abuso fiscale
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società un'operazione di sale and lease back immobiliare. Secondo il Fisco, la società ha venduto alcuni immobili a un prezzo artificialmente gonfiato rispetto al valore di mercato per ottenere un finanziamento extra e dedurre canoni di leasing più alti. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento basato su presunzioni per questa operazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso della società su un altro punto fondamentale: i giudici d'appello, dopo aver rilevato la mancanza di motivazione della sentenza di primo grado su altre contestazioni relative a interessi passivi e indennizzi, si erano rifiutati di decidere nel merito. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame di queste ultime voci.
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Sale and lease back: tra garanzia lecita e patto vietato
Due fideiussori si opponevano a un decreto ingiuntivo ottenuto da una banca per canoni di leasing non pagati da una società poi fallita. I garanti sostenevano che l'operazione di sale and lease back nascondesse un patto commissorio vietato, poiché la banca aveva acquistato un immobile da una società per poi concederlo in leasing a un'altra società con la stessa compagine sociale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei fideiussori, confermando la validità del contratto. La Corte ha chiarito che il sale and lease back è lecito e diventa nullo per frode alla legge solo se coesistono tre indici: un debito preesistente tra le parti, difficoltà economiche del venditore e una sproporzione tra il valore del bene e il prezzo pagato. Mancando tali elementi, l'operazione è pienamente legittima.
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Contratto di sale and lease back: tra finanziamento e frode
Una banca chiedeva di essere ammessa al fallimento di una società per recuperare i canoni di un contratto di sale and lease back e riottenere un immobile. Il Tribunale aveva respinto la richiesta, ritenendo il contratto nullo per violazione del divieto di patto commissorio, a causa della presunta sproporzione del prezzo e delle difficoltà economiche della società. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della banca. I giudici hanno chiarito che il contratto di sale and lease back è generalmente valido. Per dichiararlo nullo, il giudice deve accertare contemporaneamente tre indici: un debito preesistente tra le parti, la crisi dell'impresa e la sproporzione del prezzo. Poiché il Tribunale ha commesso errori di calcolo e non ha verificato la reale identità dei soggetti coinvolti, la Cassazione ha annullato la decisione, disponendo un nuovo giudizio.
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Sale and Lease Back Fittizio? La Pace Fiscale Causa la Cessazione Materia del Contendere
L'Agenzia delle Entrate contesta a un contribuente un'indebita detrazione IVA, derivante da una complessa operazione di 'sale and lease back' ritenuta fittizia. Il caso arriva fino in Cassazione. Tuttavia, il processo si conclude prima di una decisione sul merito della questione. Il contribuente aderisce a una definizione agevolata ('pace fiscale'), pagando una somma ridotta. Di conseguenza, la Corte dichiara la cessazione materia del contendere, estinguendo il giudizio. La lite si chiude quindi senza un vincitore né un vinto, ma con la risoluzione del debito tributario tramite un accordo previsto dalla legge.
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