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Rituale

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atto compiuto nel pieno rispetto delle forme e delle procedure stabilite dal codice di rito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Notificazione del ricorso in appello valida: inutile rinnovarla
L'Ente Previdenziale ha proposto appello contro una sentenza favorevole ad alcuni Lavoratori. La Corte d'Appello ha dichiarato improcedibile il gravame, ritenendo nulla la prima notifica e non eseguita correttamente la rinnovazione presso il domicilio eletto. L'Ente Previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione, dimostrando che la prima notificazione del ricorso in appello era stata eseguita regolarmente presso lo studio del difensore dei Lavoratori. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'ordine di rinnovazione di una notifica già valida è nullo per violazione delle regole processuali. Di conseguenza, la decisione di improcedibilità è stata cassata con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello.
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Esenzione IMU: limiti per gli alloggi sociali
Un ente gestore di edilizia residenziale pubblica ha impugnato il diniego di rimborso relativo all'imposta municipale propria per l'anno 2012. La tesi difensiva sosteneva la spettanza dell'esenzione IMU per gli alloggi sociali, in quanto privi di finalità produttiva di reddito. Dopo le sentenze sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, l'ente ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, a fronte di un orientamento giurisprudenziale di legittimità ormai consolidato in senso contrario, il ricorrente ha depositato atto di rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'assenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato in caso di rinuncia.
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Impugnazione penale: validità del deposito atti
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un cittadino contro il diniego del nulla osta per il rilascio di documenti validi per l'espatrio. Il ricorrente contestava la validità dell'impugnazione penale del Pubblico Ministero, sostenendo vizi formali nel deposito dell'atto. La Suprema Corte ha stabilito che l'impugnazione è valida se la provenienza dell'atto è certa, anche se materialmente consegnato da personale di segreteria delegato, ribadendo la legittimità del diniego basato sui precedenti penali del soggetto.
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Lodo arbitrale: validità come titolo esecutivo
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo a un'opposizione all'esecuzione basata su un lodo arbitrale. Il nucleo della controversia riguardava la qualificazione dell'arbitrato come rituale o irrituale. Mentre il ricorrente sosteneva la natura irrituale del lodo (e quindi la sua inidoneità a fungere da titolo esecutivo), i giudici di merito avevano accertato la natura rituale basandosi sull'atto di deferimento e sull'apposizione dell'exequatur. La Suprema Corte ha ribadito che tale valutazione interpretativa spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a una controversia per occupazione senza titolo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. Tale rinuncia è stata formalizzata dopo la fissazione dell'adunanza camerale e ha ricevuto l'accettazione rituale da parte della società controricorrente. In conformità agli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, i giudici hanno preso atto della concorde volontà delle parti di porre fine alla lite, stabilendo inoltre che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese legali proprio in virtù dell'accettazione della controparte.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della Rinuncia al ricorso presentata da un lavoratore socialmente utile impegnato presso un ente universitario. La controversia originaria riguardava il calcolo dell'assegno integrativo, con particolare riferimento all'inclusione della tredicesima mensilità e dell'indennità di ateneo. Poiché la rinuncia è stata formalmente accettata dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese, la Suprema Corte ha preso atto della volontà delle parti, escludendo inoltre l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata da una lavoratrice. La controversia originava dalla richiesta di differenze retributive sull'assegno integrativo per lavoratori socialmente utili, contestando l'esclusione della tredicesima e dell'indennità di ateneo dal calcolo. Poiché la rinuncia è stata accettata dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese, la Corte ha preso atto della volontà delle parti, escludendo inoltre l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, tipico dei casi di rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione in Cassazione
Un lavoratore impegnato in attività socialmente utili ha presentato ricorso in Cassazione per contestare il calcolo del proprio assegno integrativo, escludente tredicesima e indennità specifiche. Prima della decisione, il ricorrente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso, formalmente accettato dall'ente universitario controricorrente. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia accettata esclude sia la condanna alle spese, sia l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato, trattandosi di una definizione non sanzionatoria del processo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una lavoratrice ha impugnato la sentenza d'appello relativa al calcolo dell'assegno integrativo per lavoratori socialmente utili, contestando l'esclusione di alcune indennità. Prima della decisione di legittimità, la ricorrente ha presentato una formale rinuncia al ricorso, accettata dall'ente universitario resistente. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la validità dell'accordo sulla compensazione delle spese e chiarendo che, in caso di estinzione, non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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