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Art. 13 d.l. n. 201 del 2011

21 provvedimenti

IMU leasing risolto: chi paga tra concedente e utilizzatore?
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della soggettività passiva IMU in caso di contratto di leasing risolto. Una Società Concedente aveva ricevuto un avviso di accertamento IMU per immobili il cui contratto di leasing era stato risolto per inadempimento dell'Utilizzatore, ma i beni non erano ancora stati materialmente riconsegnati. La Società Concedente contestava la propria responsabilità. La Cassazione ha stabilito che, con la risoluzione del contratto di leasing, la soggettività passiva IMU torna in capo alla Società Concedente, indipendentemente dalla materiale riconsegna del bene. Il vincolo contrattuale, non la detenzione fisica, determina la titolarità dei diritti rilevanti ai fini impositivi. Il ricorso della Società Concedente è stato rigettato.
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Esenzione IMU doppia residenza: Cassazione rinvia per questione costituzionale
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di Esenzione IMU doppia residenza. Un Comune contestava l'agevolazione IMU concessa a un contribuente. La Commissione Tributaria Regionale aveva riconosciuto l'esenzione per l'IMU 2015, anche se i coniugi risiedevano in immobili diversi nello stesso Comune, a seguito di una scissione del nucleo familiare. Il Comune sosteneva che l'agevolazione non spettasse a ciascun immobile in caso di residenze diverse. La Cassazione ha rinviato la causa a una diversa sezione, in attesa di una pronuncia sulla legittimità costituzionale della norma che regola l'esenzione IMU per i coniugi con residenze separate.
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IMU immobili merce: lite sospesa per la definizione agevolata
Un Comune ha richiesto il pagamento dell'imposta municipale per gli anni 2012 e 2013 a una società edile su fabbricati destinati alla vendita. La società sosteneva l'esenzione totale retroattiva per la specifica categoria della IMU immobili merce. Davanti alla Corte di Cassazione, la società contribuente ha avanzato richiesta di sospensione del giudizio per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie pendenti. La Corte ha ordinato il rinvio della causa a nuovo ruolo. I giudici devono verificare se l'ente locale abbia approvato il regolamento per estendere la sanatoria ai tributi comunali, sospendendo temporaneamente la pronuncia sulla debenza del tributo.
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Agevolazione IMU coltivatori diretti: pensionati contro Comuni
Il Contribuente, pensionato ma attivo come coadiuvante nell'azienda agricola del figlio, ha impugnato l'avviso di accertamento IMU per il 2012 emesso dal Comune. Il Contribuente rivendicava il diritto all'agevolazione IMU coltivatori diretti, in quanto iscritto alla previdenza agricola. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto il ricorso, ritenendo che la pensione escludesse il beneficio. In Cassazione, le parti hanno discusso l'applicazione di una nuova norma di interpretazione autentica (art. 78-bis d.l. 104/2020), che estende l'agevolazione ai pensionati attivi. Poiché il Comune ha sollevato dubbi di costituzionalità e mancano precedenti chiari, la Corte ha rinviato la decisione alla pubblica udienza.
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Efficacia espansiva del giudicato: ko per la società
Una società alberghiera ha impugnato gli avvisi di accertamento IMU emessi da un Comune per alcuni terreni considerati edificabili. La contribuente sosteneva che una precedente sentenza sull'ICI avesse accertato l'inedificabilità delle aree, invocando l'efficacia espansiva del giudicato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che, per far valere un giudicato esterno, è necessario produrre la sentenza con l'attestazione di cancelleria del passaggio in giudicato. Inoltre, l'effetto vincolante non opera per imposte periodiche se cambiano gli elementi variabili o se i soggetti sono diversi. Infine, la presenza di un vincolo di inedificabilità nel piano regolatore non esclude la natura edificabile del terreno, ma incide solo sulla riduzione della base imponibile. La società è stata condannata anche per abuso del processo.
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IMU su immobili in ristrutturazione: paga l’area, non la rendita
Una società proprietaria di un immobile a Milano ha impugnato un avviso di accertamento per il pagamento di una maggiore imposta comunale. L'azienda sosteneva di avere diritto alla riduzione del 50% della tassa per inagibilità, poiché parte dell'edificio era interessata da lavori di ristrutturazione. Il Comune ha invece calcolato l'imposta basandosi sul valore dell'area edificabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che in caso di lavori di recupero edilizio la base imponibile è costituita esclusivamente dal valore dell'area, senza considerare il fabbricato in corso d'opera. Inoltre, l'inagibilità temporanea dovuta a lavori programmati non dà diritto alle agevolazioni previste per il degrado strutturale. Di conseguenza, l'applicazione dell'IMU su immobili in ristrutturazione deve seguire il valore del terreno edificabile fino al termine dei lavori.
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Tassazione immobili in ristrutturazione: paga l’area edificabile
Una società proprietaria di un edificio a Milano ha contestato un avviso di accertamento TASI. La società sosteneva che, essendo l'immobile in corso di ristrutturazione (categoria F/4) e parzialmente inagibile, la tassa dovesse essere ridotta o calcolata sulla rendita catastale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la tassazione immobili in ristrutturazione deve basarsi sul valore dell'area edificabile. La riduzione per inagibilità non si applica se lo stato dell'immobile può essere superato con lavori di manutenzione. Di conseguenza, la società ha perso la causa ed è stata condannata a pagare le spese di giudizio al Comune.
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Esenzione IMU abitazione principale: no se il coniuge vive altrove
Un Comune ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di una contribuente per il recupero dell'imposta municipale del 2012. L'ente sosteneva che l'immobile non potesse beneficiare dell'esenzione IMU abitazione principale poiché il marito della donna, non legalmente separato, risiedeva e dimorava in un altro Comune. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che l'agevolazione richiede la coincidenza della residenza anagrafica e della dimora abituale dell'intero nucleo familiare nello stesso immobile. Poiché il marito viveva altrove, l'immobile non poteva considerarsi abitazione principale della famiglia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la decisione favorevole alla contribuente, rigettando il suo ricorso originario e condannandola al pagamento delle spese di giudizio.
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Sequestro antimafia e IMU: validi gli accertamenti pregressi
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole per l'applicazione e l'accertamento dell'IMU in caso di beni sottoposti a sequestro antimafia. Nel caso specifico, un Comune aveva notificato un avviso di accertamento IMU per l'intero anno 2015 a una società sottoposta a sequestro a fine novembre dello stesso anno. La Cassazione ha stabilito che per il periodo precedente al sequestro (gennaio-novembre) il Comune può legittimamente emettere l'accertamento, anche se dovrà poi insinuarsi al passivo davanti al giudice delegato per riscuotere il credito. Al contrario, per il periodo successivo al sequestro, il versamento dell'imposta è sospeso per legge e il Comune non può emettere accertamenti finché non viene individuato il proprietario definitivo dei beni.
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Riduzione IMU per inagibilità: negato lo sconto per i lavori
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società immobiliare contro il Comune per il pagamento di IMU e ICI. La società chiedeva la riduzione IMU per inagibilità per alcuni immobili oggetto di ristrutturazione edilizia. I giudici hanno chiarito che la riduzione IMU per inagibilità spetta solo in caso di degrado fisico oggettivo e non superabile con normali lavori di manutenzione. Inoltre, i lavori di ristrutturazione intrapresi volontariamente non danno diritto allo sconto d'imposta. Infine, la Corte ha confermato la validità dell'ingiunzione di pagamento, non impugnata tempestivamente nei suoi atti presupposti.
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Usufrutto e riduzione IMU per comodato: lo sconto salta
Una contribuente ha richiesto la riduzione IMU per comodato al 50% per un appartamento concesso in uso gratuito alla figlia. L'Ente Comunale ha negato l'agevolazione poiché la donna risultava titolare di un diritto di usufrutto al 50% su un'altra abitazione in un diverso comune. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune. I giudici hanno chiarito che il termine "possesso" rilevante ai fini dell'imposta comprende non solo la piena proprietà, ma anche altri diritti reali come l'usufrutto. Di conseguenza, la titolarità di una quota di usufrutto su un secondo immobile residenziale costituisce un ostacolo insuperabile, escludendo il diritto allo sconto fiscale. La contribuente perde la causa e deve pagare l'imposta intera oltre alle spese legali.
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Agevolazioni IMU Pensionati: Vince il Contribuente contro il Comune
Un contribuente, pensionato e coadiuvante nell'azienda agricola del figlio, si è visto negare dal Comune le agevolazioni IMU sui terreni. Il Comune sosteneva che lo status di pensionato impedisse il beneficio, non essendo il reddito agricolo la sua fonte prevalente. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, dando ragione al cittadino. Grazie a una nuova legge di interpretazione retroattiva, i giudici hanno stabilito un principio fondamentale: per le **agevolazioni IMU pensionati** non conta più la prevalenza del reddito. L'unica condizione necessaria è mantenere l'iscrizione alla previdenza agricola, che di per sé dimostra il proseguimento dell'attività. Di conseguenza, essere pensionato non è più un ostacolo per ottenere gli sconti fiscali.
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Esenzione IMU: limiti per gli alloggi sociali
Un ente gestore di edilizia residenziale pubblica ha impugnato il diniego di rimborso relativo all'imposta municipale propria per l'anno 2012. La tesi difensiva sosteneva la spettanza dell'esenzione IMU per gli alloggi sociali, in quanto privi di finalità produttiva di reddito. Dopo le sentenze sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, l'ente ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, a fronte di un orientamento giurisprudenziale di legittimità ormai consolidato in senso contrario, il ricorrente ha depositato atto di rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'assenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato in caso di rinuncia.
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IMU su cave e rendita catastale: prevale il dato del catasto
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per la determinazione della base imponibile IMU su cave e rendita catastale. Una società proprietaria di una cava aveva contestato alcuni avvisi di accertamento comunali sostenendo che il bene dovesse essere tassato come area edificabile in base al valore venale. I giudici di merito avevano inizialmente accolto questa tesi. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione stabilendo che le cave devono essere accatastate nella categoria D/1. Se la rendita catastale attribuita dall'Agenzia delle Entrate non viene impugnata nei termini, essa diventa definitiva. Di conseguenza, il Comune deve applicare l'imposta basandosi esclusivamente sulla rendita iscritta in catasto. Il contribuente non può contestare il valore catastale durante l'impugnazione di un avviso di accertamento tributario se non ha precedentemente impugnato l'atto di attribuzione della rendita stessa.
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Riduzione IMU inagibilità: quando la domanda non serve
Una società immobiliare ha contestato il diniego della riduzione IMU per un immobile inagibile, nonostante l'amministrazione comunale fosse a conoscenza dello stato del bene tramite una pratica di demolizione. La Cassazione ha stabilito che la riduzione IMU inagibilità spetta anche senza domanda formale se l'ente locale possiede già informazioni documentali certe sullo stato di fatiscenza dell'immobile, in virtù del principio di collaborazione tra fisco e contribuente.
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Immobili merce: esenzione IMU non retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IMU per gli immobili merce, introdotta a partire dal 2014, non ha valore retroattivo. Di conseguenza, le imprese costruttrici sono obbligate al pagamento dell'imposta per le annualità 2012 e 2013. La Corte ha respinto l'interpretazione che vedeva nella norma del 2014 un'abrogazione tacita delle disposizioni precedenti, confermando la legittimità costituzionale del prelievo basato sul valore patrimoniale degli immobili, intesi come indice di ricchezza.
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Agevolazione IMU: quando la dichiarazione non serve
Un istituto di credito ha contestato il recupero d'imposta operato da un ente locale che negava l'**Agevolazione IMU** per immobili strumentali a causa della mancata presentazione della dichiarazione annuale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'obbligo dichiarativo non sussiste se l'amministrazione dispone già di una conoscenza qualificata dei presupposti di fatto. Tale principio deriva dal dovere di collaborazione e buona fede tra fisco e cittadino, impedendo all'ente di ignorare dati già presenti nei propri archivi istituzionali.
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IMU stabilimenti balneari: si paga tutto l’anno?
Una società che gestisce uno stabilimento balneare ha contestato un avviso di accertamento IMU, sostenendo che le sue strutture amovibili e stagionali non dovessero essere tassate per l'intero anno. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12638/2024, ha stabilito che per l'IMU stabilimenti balneari, il presupposto è il possesso dell'immobile, non l'effettiva produzione di reddito. Di conseguenza, l'imposta è dovuta per tutti i mesi di possesso, indipendentemente dalla rimozione temporanea delle strutture durante la bassa stagione. La causa è stata rinviata per decidere sulla corretta base imponibile.
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Esenzione IMU immobile locato: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha richiesto l'esenzione IMU per un immobile locato, basandosi su precedenti decisioni favorevoli. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la locazione di un immobile costituisce un'attività a scopo di lucro per il proprietario, impedendo così l'accesso all'esenzione IMU immobile locato. Inoltre, la Corte ha chiarito che il principio del giudicato non si estende alle interpretazioni di norme giuridiche, che possono essere riesaminate in giudizi futuri.
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Esenzione IMU beni merce: no se usati per parcheggio
Una società di costruzioni si è vista negare l'esenzione IMU per alcuni box auto invenduti, poiché li aveva messi a disposizione del pubblico come parcheggio a rotazione. La Corte di Cassazione ha confermato che tale utilizzo, anche senza un formale contratto di locazione, modifica la destinazione del bene da 'merce' a 'strumentale' o 'patrimonio', facendo decadere il diritto all'agevolazione fiscale. L'esenzione IMU beni merce è infatti subordinata alla condizione che gli immobili rimangano destinati esclusivamente alla vendita.
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