La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto che lamentava una detenzione degradante presso un istituto penitenziario. Il ricorrente contestava lo spazio vitale ridotto e disservizi quali il malfunzionamento dell'aerazione e limitazioni nell'uso delle docce. La Suprema Corte ha confermato che, per ottenere il risarcimento ex art. 35-ter Ord. pen., non basta un generico disagio, ma occorre superare una soglia minima di gravità che renda il trattamento inumano secondo i parametri della CEDU. Nel caso specifico, lo spazio superiore ai 3 mq e la mancanza di prove su sofferenze eccedenti la normale detenzione hanno portato al rigetto della richiesta.
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