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Risoluzione Del Contratto

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659 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Risoluzione del Contratto d’Ufficio: Il Limite del Giudice sui Vizi
Un Fornitore aveva ottenuto un decreto ingiuntivo contro uno Studio Legale Cliente per il pagamento di porte e finestre. Lo Studio Legale Cliente si è opposto, sostenendo difetti nella merce e contestando la propria responsabilità per alcuni lavori. La Corte d'Appello aveva accolto le ragioni dello Studio Legale Cliente, dichiarando risolto il contratto e ordinando la restituzione delle somme. Il Fornitore ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha confermato l'esistenza dei difetti e la non responsabilità dello Studio Legale Cliente per parte dei lavori. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo alla risoluzione del contratto d'ufficio, stabilendo che un giudice non può sciogliere un contratto se la parte interessata non lo ha espressamente chiesto. La sentenza d'Appello è stata parzialmente cassata, eliminando solo la statuizione sulla risoluzione.
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Risoluzione contratto preliminare: venditori inadempienti condannati
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione contratto preliminare per l'acquisto di un garage con grotta. I venditori non hanno adempiuto all'obbligo di trasferire la proprietà della grotta, che era demaniale, omettendo le necessarie attività di sdemanializzazione e accatastamento. Nonostante l'invito del compratore a stipulare il definitivo, i venditori non hanno fornito la documentazione richiesta. La Corte ha ritenuto grave l'inadempimento dei venditori, rigettando il loro ricorso e condannandoli al pagamento delle spese legali a favore del compratore.
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Nullità del contratto di vendita: veicolo difettoso non è nullo
Un'Azienda ha acquistato un semirimorchio nel 2004, riscontrando successivamente difformità rispetto al modello omologato e cedimenti strutturali. L'Azienda ha chiesto la nullità del contratto di vendita, l'annullamento o la risoluzione. I giudici di merito hanno respinto le domande, ritenendo prescritta la garanzia per vizi e infondata la richiesta di nullità. La Corte di Cassazione ha confermato, precisando che le difformità gravi costituiscono "aliud pro alio" (consegna di cosa diversa), che porta alla risoluzione del contratto, non alla sua nullità. Tuttavia, la richiesta di risoluzione era già prescritta. L'impugnazione è stata rigettata, e l'Azienda acquirente ha perso la causa.
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Moto difettosa: Cassazione ribalta la sentenza sulla risoluzione del contratto
Un acquirente ha comprato una motocicletta nuova che ha manifestato numerosi difetti fin da subito, culminati in una rottura del cambio e una caduta. Dopo vari tentativi di riparazione, l'acquirente ha chiesto la risoluzione del contratto per difetto di conformità e il risarcimento dei danni. Il Tribunale gli ha dato ragione, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso dell'acquirente, stabilendo che il consumatore ha diritto a una gerarchia di rimedi e che l'accettazione delle riparazioni non esclude la possibilità di chiedere la risoluzione se i difetti persistono o causano notevoli disagi. La sentenza di appello è stata cassata con rinvio.
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IMU leasing risoluzione contratto: paga la società proprietaria
Un Comune ha notificato un avviso di accertamento a una Società di Leasing per il mancato versamento dell'imposta su un immobile. Il contratto si era sciolto, ma l'utilizzatore non aveva restituito il bene. La Società di Leasing riteneva di non dover pagare il tributo fino alla riconsegna effettiva. La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'IMU leasing risoluzione contratto la responsabilità fiscale torna alla società concedente subito dopo lo scioglimento dell'accordo. Non conta la mancata restituzione materiale dell'immobile, poiché viene meno il titolo contrattuale che giustificava la detenzione qualificata. Il Comune vince quindi la causa e la Società di Leasing deve saldare l'imposta.
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Compenso appaltatore e vizi dell’opera tra danni e saldo
Un committente rifiutava di versare il saldo dei lavori di ristrutturazione a causa di gravi difetti riscontrati nelle strutture dei solai. L'impresa appaltatrice agiva in giudizio per ottenere il corrispettivo spettante, mentre il committente richiedeva il risarcimento per la riparazione dei vizi e l'applicazione della penale da ritardo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la relazione tra compenso appaltatore e vizi dell'opera deve basarsi sul principio dell'equilibrio patrimoniale: se il committente ottiene il risarcimento integrale del costo necessario per eliminare i difetti, l'appaltatore conserva il diritto al saldo del corrispettivo. Esonerare il committente dal pagamento comporterebbe un indebito arricchimento a suo favore. La Corte ha inoltre chiarito che la penale per il ritardo spetta solo fino alla risoluzione del contratto.
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Risoluzione contratto preliminare: il venditore deve restituire le somme
Un Acquirente aveva stipulato un contratto preliminare per l'acquisto di un immobile da un Venditore. Il Venditore non aveva completato i lavori e non aveva fornito la documentazione necessaria. L'Acquirente aveva chiesto la risoluzione del contratto e la restituzione delle somme versate. Il Tribunale aveva dato ragione al Venditore, ma la Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione, dichiarando la risoluzione del contratto preliminare per inadempimento del Venditore e ordinando la restituzione delle somme, inclusi i costi per i lavori. Il Venditore ha proposto ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha rigettato, confermando la risoluzione del contratto e l'obbligo di restituzione.
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Vizi materiali nell’appalto: committente perde senza prove concrete
Un Proprietario ha commissionato a un'Azienda lavori di copertura del sottotetto. Ha poi lamentato vizi dei materiali nell'appalto e infiltrazioni, chiedendo la risoluzione del contratto e il risarcimento danni. L'Azienda ha chiamato in causa il Fornitore dei materiali. I giudici di merito hanno respinto le richieste del Proprietario, non trovando prova dei difetti. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che la domanda del Proprietario contro il Fornitore era inammissibile perché nuova e ha sottolineato che le norme sui vizi della vendita non si applicano a un contratto di appalto. Il ricorso del Proprietario è stato rigettato, con condanna alle spese legali.
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Risoluzione Contratto Preliminare: Recesso o Inadempimento?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di risoluzione del contratto preliminare di compravendita immobiliare. Un acquirente non si è presentato al rogito, contestando presunti difetti dell'immobile e mancanza di documentazione. Il venditore ha chiesto la risoluzione del contratto e il risarcimento per l'occupazione dell'immobile. La Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, che aveva risolto il contratto per inadempimento dell'acquirente. La Suprema Corte ha chiarito che una domanda di "recesso" può essere qualificata come richiesta di "risoluzione" se accompagnata da una richiesta di risarcimento danni per l'uso del bene, senza configurare un'inammissibile mutatio libelli. Ha inoltre validato l'uso della consulenza tecnica d'ufficio per quantificare l'indennità di occupazione. L'acquirente ha perso la causa.
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Risoluzione contratto quadro investimento: la banca condannata
Una investitrice ha citato in giudizio una banca per operazioni di investimento non autorizzate, chiedendo la nullità o la risoluzione del contratto quadro e il risarcimento dei danni. Il Tribunale ha condannato la banca. La Corte d'Appello ha dichiarato la risoluzione del contratto quadro di investimento per inadempimento della banca, riconoscendo il risarcimento del danno. Gli eredi dell'investitrice hanno presentato ricorso in Cassazione, lamentando vizi procedurali e questioni relative al calcolo del danno e alla restituzione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso principale, confermando la risoluzione del contratto quadro di investimento e il diritto al risarcimento, senza riscontrare errori procedurali o di calcolo.
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Acquirente inadempiente: la risoluzione del contratto è a suo carico
Un Acquirente ha chiesto la risoluzione del contratto di compravendita di un macchinario, accusando il Venditore di grave inadempimento per ritardi e mancata consegna di documenti essenziali. Il Venditore ha replicato, sostenendo l'inadempimento dell'Acquirente. La Corte di Cassazione ha confermato che la risoluzione del contratto per inadempimento era imputabile all'Acquirente. Quest'ultimo non aveva fornito i dati necessari per completare il macchinario. Il Venditore aveva quindi legittimamente sospeso la propria prestazione. Il ricorso dell'Acquirente è stato dichiarato inammissibile.
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Risarcimento danni preliminare immobile: calcolo e tutele
Un acquirente firma un contratto preliminare per un garage e versa un acconto. Il venditore non realizza l'immobile a causa del mancato rilascio della concessione edilizia. L'acquirente richiede quindi lo scioglimento dell'accordo e il risarcimento danni preliminare immobile. L'erede del venditore sostiene l'assenza di colpa per l'ostacolo amministrativo. La Corte di Cassazione rigetta sia il ricorso dell'erede sia quello dell'acquirente. I giudici stabiliscono che il venditore deve provare la non imputabilità dell'ostacolo. Il risarcimento ammonta alla differenza tra il valore di mercato dell'immobile al momento della domanda giudiziale e il prezzo pattuito rivalutato.
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Inadempimento Contrattuale Grave: quando il ritardo non basta
Un'Azienda Committente ha richiesto la risoluzione di un contratto di fornitura per presunto inadempimento contrattuale grave da parte dell'Azienda Fornitrice, a causa di ritardi nella consegna di materiali e problemi igienico-sanitari delle pedane. I giudici di merito hanno escluso la gravità dell'inadempimento e la natura essenziale del termine di consegna, condannando la Committente al pagamento. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso della Committente. Ha ribadito che la valutazione sull'essenzialità del termine e sulla gravità dell'inadempimento spetta ai giudici di merito, se motivata correttamente.
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Redditi da locazione non percepiti: la Cassazione ribalta il Fisco
L'Amministrazione Fiscale ha contestato a una contribuente il mancato pagamento dell'IRPEF sui redditi da locazione per un immobile nel 2012. La contribuente sosteneva che il contratto era risolto e i **redditi da locazione non percepiti**. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all'Amministrazione, non considerando valide le prove della contribuente (lettera di recesso e dichiarazione del conduttore) perché prive di data certa e non opponibili. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. Ha stabilito che la dichiarazione del conduttore, sebbene non una prova testimoniale, è un indizio valido. La Corte ha anche evidenziato l'omessa valutazione degli estratti conto bancari che dimostravano l'assenza di pagamenti. La causa tornerà alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Incommerciabilità Immobile: Venditore Responsabile, Acquirente Legittimato al Recesso
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un contratto preliminare per la vendita di un immobile. La Promittente Venditrice aveva promesso di vendere una casa con abusi edilizi non sanabili, rendendo l'immobile incommerciabile. La Promissaria Acquirente si era rifiutata di stipulare il contratto definitivo. La Cassazione ha confermato la decisione del giudice di rinvio, che aveva attribuito la responsabilità principale alla Venditrice. Quest'ultima non aveva adeguatamente informato l'Acquirente sull'effettiva natura degli abusi e sull'impossibilità di sanatoria. Il rifiuto dell'Acquirente è stato ritenuto legittimo. La Venditrice è stata condannata a restituire il doppio della caparra e a rimborsare i miglioramenti, mentre l'Acquirente ha dovuto pagare un'indennità per l'occupazione dell'immobile.
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Custodia Veicoli: Risarcimento Estingue Credito? Il Frazionamento del Credito
Un Custode di veicoli ha chiesto al Ministero della Difesa il pagamento per la custodia di mezzi sequestrati. Il Ministero della Difesa ha contestato, sostenendo che un altro Ministero (dell'Interno) aveva già risarcito il Custode per la risoluzione di un contratto di vendita, con un importo pari alle spese di custodia. Il Custode aveva tentato un frazionamento del credito. La Corte di Cassazione ha chiarito che un giudicato contro un Ministero non vincola automaticamente un altro, data la loro autonomia. Tuttavia, nel caso specifico, la Corte ha respinto la richiesta del Custode, ritenendo che il precedente risarcimento avesse già soddisfatto il credito per la custodia, evitando un inammissibile arricchimento. Il ricorso è stato respinto.
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Risoluzione Contratto Preliminare: Inadempienza del Compratore, Non del Venditore
Un promissario acquirente ha chiesto la risoluzione contratto preliminare di vendita di un immobile, sostenendo l'inadempimento del promittente venditore. Quest'ultimo aveva promesso la vendita di una quota di bene indiviso, impegnandosi a procurare l'intera proprietà. Tuttavia, l'immobile era stato assegnato in divisione a un altro comproprietario. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'assegnazione a un terzo non costituisce di per sé inadempimento definitivo del venditore, che può comunque procurare l'acquisto. Poiché i promissari acquirenti non avevano pagato il saldo, erano loro gli inadempienti. La loro successiva diffida ad adempiere era quindi inefficace. Il ricorso del promissario acquirente è stato respinto.
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Soggetto passivo IMU leasing: paga la proprietà senza possesso
Un Ente Locale ha emesso un avviso di accertamento IMU contro una Società di Leasing, proprietaria di un immobile concesso in locazione finanziaria. Il contratto era stato risolto per inadempimento dell'utilizzatore, ma l'immobile era rimasto nella materiale disponibilità di quest'ultimo. La società proprietaria sosteneva di non essere tenuta al pagamento dell'imposta fino alla materiale riconsegna del bene. La Corte di Cassazione ha accolto le ragioni del Comune. La Suprema Corte ha stabilito che, con la risoluzione del contratto, la società proprietaria torna ad essere il soggetto passivo IMU leasing, a prescindere dalla mancata riconsegna fisica dell'immobile. La detenzione materiale abusiva non esonera il proprietario.
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Firma Falsificata: La Responsabilità Intermediario Finanziario Confermato
La Corte di Cassazione ha confermato la **responsabilità dell'intermediario finanziario** per i danni subiti da una cliente. Un dipendente della banca aveva falsificato la firma della cliente su un modulo per modificare il suo profilo di investimento, portando all'acquisto di azioni che hanno generato una perdita significativa. I giudici hanno riconosciuto l'inadempimento della banca nella corretta gestione del dossier titoli e hanno quantificato il risarcimento come differenza tra il valore iniziale e finale dell'investimento. La Corte ha rigettato il ricorso principale della banca e dichiarato inammissibile il ricorso incidentale della cliente per ulteriori danni, ritenendo che i fatti non fossero stati provati nei gradi precedenti. Le spese legali sono state compensate.
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Risoluzione del Contratto: L’Inadempimento Reciproco Blocca la Diffida
La Broadcaster ha cercato di recuperare crediti dal Fallimento di una Società di Produzione, nati da contratti per una serie televisiva. La Broadcaster aveva inviato diffide ad adempiere e dichiarato la risoluzione del contratto per inadempimento. I giudici di merito hanno però riconosciuto un inadempimento reciproco di entrambe le parti, ritenendo inefficace la diffida. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la risoluzione del contratto per inadempimento tramite diffida non opera se anche la parte che la invia è gravemente inadempiente, applicando il principio "inadimplenti non est adimplendum". Il ricorso della Broadcaster è stato rigettato, confermando l'infondatezza della sua pretesa.
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