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Risoluzione Del Contratto

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659 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Risarcimento danni da risoluzione: opere pre-accordo e vantaggi
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso di risarcimento danni da risoluzione convenzione urbanistica tra un Comune e una Società. Il contenzioso riguardava l'inadempimento del Comune a una convenzione del 1966, che aveva portato la Società a chiedere il risarcimento per opere di urbanizzazione. La Cassazione ha cassato la sentenza d'Appello, stabilendo che il risarcimento non può includere opere realizzate prima della convenzione, poiché manca il nesso di causalità. Ha inoltre ribadito che la Società doveva dimostrare l'effettiva perdita di valore dei terreni, considerando anche eventuali vantaggi (compensatio lucri cum damno) derivanti dalle opere. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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IMU leasing risolto: chi paga tra concedente e utilizzatore?
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della soggettività passiva IMU in caso di contratto di leasing risolto. Una Società Concedente aveva ricevuto un avviso di accertamento IMU per immobili il cui contratto di leasing era stato risolto per inadempimento dell'Utilizzatore, ma i beni non erano ancora stati materialmente riconsegnati. La Società Concedente contestava la propria responsabilità. La Cassazione ha stabilito che, con la risoluzione del contratto di leasing, la soggettività passiva IMU torna in capo alla Società Concedente, indipendentemente dalla materiale riconsegna del bene. Il vincolo contrattuale, non la detenzione fisica, determina la titolarità dei diritti rilevanti ai fini impositivi. Il ricorso della Società Concedente è stato rigettato.
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Interpretazione contratto: immobile libero o solo sfrattabile?
Un Ente ha venduto un immobile a una Società. Il pagamento di una parte del prezzo era legato alla condizione che l'immobile fosse 'libero dal contratto di locazione' e potesse cambiare destinazione d'uso. L'Ente ha chiesto la risoluzione del contratto per inadempimento, sostenendo che la condizione si era avverata. La Società acquirente ha contestato, affermando che l'immobile non era stato effettivamente rilasciato dal Comune inquilino, nonostante un titolo di sfratto. La Corte di Cassazione ha confermato che l'interpretazione contratto data dai giudici precedenti era corretta: la condizione di 'immobile libero' richiedeva il rilascio spontaneo e materiale dell'immobile, non solo l'ottenimento di un titolo esecutivo. Il ricorso dell'Ente è stato rigettato.
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Obblighi informativi intermediario finanziario: la Banca condannata
Un Investitore ha citato in giudizio una Banca per ottenere la risoluzione di un'operazione di acquisto di obbligazioni Cirio. L'Investitore lamentava la mancanza di informazioni sui rischi, un conflitto di interessi della Banca e l'inadeguatezza dell'investimento al suo profilo. La Banca si difendeva sostenendo di essere solo un acquirente e che l'Investitore aveva un profilo speculativo. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, ribadendo la responsabilità della Banca per la violazione degli **obblighi informativi intermediario finanziario**. La Corte ha stabilito che la Banca doveva acquisire e fornire informazioni adeguate sui rischi dei titoli, anche se il cliente era propenso al rischio. Il ricorso della Banca è stato rigettato, con condanna alle spese.
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Macchina difettosa: la Risoluzione contratto di appalto e l’onere della prova
Un'Azienda Committente aveva incaricato un'Azienda Appaltatrice di realizzare una macchina speciale, ma questa presentava difetti e non era conforme alle normative. L'Azienda Committente chiedeva la risoluzione contratto di appalto e il risarcimento danni. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte d'Appello aveva rigettato nuovamente la domanda. La Cassazione, accogliendo il ricorso, ha ribadito che spetta all'Azienda Appaltatrice dimostrare che la macchina consegnata fosse conforme e idonea all'uso pattuito, anche in presenza di modifiche successive apportate dal committente. La sentenza è stata cassata con rinvio, per un nuovo esame che tenga conto di questo principio sull'onere della prova.
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Diffida e Interruzione della Prescrizione: La Cassazione cambia rotta
Un'impresa di costruzioni ha venduto un immobile futuro a un'azienda pubblica. A seguito di modifiche richieste, l'impresa ha subito ritardi e costi aggiuntivi. Ha chiesto il risarcimento dei danni e l'arricchimento senza causa. I giudici di merito hanno respinto le domande, ritenendole prescritte. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa. Ha stabilito che una diffida dell'avvocato, anche se proponeva una conciliazione, poteva costituire un atto idoneo all'Interruzione della prescrizione, se manifestava chiaramente la volontà di far valere il diritto. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Terreno Torboso: Mancanza di Qualità Promesse o Acquisto Consapevole?
Un acquirente ha chiesto la risoluzione di un contratto preliminare per l'acquisto di un terreno. Sosteneva che il terreno fosse privo delle qualità promesse perché la sua natura torbosa richiedeva costose opere di palificazione per costruire una casa a due piani. Il Tribunale aveva inizialmente accolto la sua richiesta, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. La Cassazione ha confermato che il terreno era edificabile e che l'acquirente era a conoscenza della sua natura e della necessità di palificazione. Pertanto, non sussisteva la lamentata mancanza di qualità promesse. Il ricorso dell'acquirente è stato rigettato, con condanna al pagamento delle spese legali.
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Risoluzione Contratto d’Appalto: Possibile anche a Lavori Conclusi?
Un'Azienda Appaltatrice ha chiesto la risoluzione contratto d'appalto per la costruzione di infrastrutture, lamentando gravi inadempimenti del Committente (difetti progettuali, sospensioni lavori, aumento costi) e eccessiva onerosità. I giudici di merito avevano negato la risoluzione, sostenendo che il contratto fosse già stato completato e che l'Appaltatrice avesse rinunciato implicitamente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Appaltatrice. Ha stabilito che la risoluzione contratto d'appalto è possibile anche dopo il completamento dell'opera. La sentenza è stata cassata e rinviata alla Corte d'Appello per riesaminare la questione, riconoscendo l'interesse dell'Appaltatrice a ottenere la risoluzione con il conseguente ripristino dello status quo ante tramite equivalente monetario.
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Responsabilità del Direttore Lavori: Incarico Revocato, Danni Confermato
Un Comune ha citato in giudizio un professionista, progettista e direttore dei lavori per una piscina comunale, a causa di gravi difetti costruttivi. Il Tribunale ha condannato il professionista a restituire il compenso e risarcire i danni. La Corte d'Appello ha ridotto il risarcimento, ritenendo l'inadempimento meno grave e non tale da giustificare la risoluzione del contratto. La Cassazione ha confermato la **responsabilità del direttore dei lavori** anche se l'incarico era stato revocato prima del completamento, rigettando il ricorso principale del professionista e dichiarando inammissibile il ricorso incidentale del Comune. Le spese sono state compensate.
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Garanzia per vizi della compravendita: stop ai ricorsi tardivi
Un compratore acquista tra il 2002 e il 2005 sette volumi e un quadro presentati come pezzi esclusivi e di pregio artistico. Anni dopo, scopre tramite perizie e notizie di stampa che le opere sono prive del valore promesso. Nel settembre 2011 invia la prima contestazione formale alla società venditrice e promuove una causa per ottenere lo scioglimento degli acquisti e la restituzione delle somme versate. La Corte di Cassazione respinge integralmente le richieste dell'acquirente. I giudici evidenziano che la garanzia per vizi della compravendita impone la denuncia entro otto giorni dalla scoperta e stabilisce la prescrizione dell'azione entro un anno dalla consegna materiale dei beni. Il ritardo pluriennale preclude ogni tutela legale, lasciando a carico dell'acquirente le spese di giudizio.
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Risoluzione del Contratto di Vitalizio: Inammissibile il Ricorso per Revocazione
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di risoluzione del contratto di vitalizio. Due anziani avevano ceduto la nuda proprietà di immobili alla figlia in cambio di assistenza. A causa dell'inadempimento della figlia, i genitori chiesero la risoluzione del contratto. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte d'Appello aveva accolto la domanda di risoluzione. La figlia ha poi proposto un ricorso per revocazione contro la sentenza della Cassazione che aveva confermato la risoluzione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione, ribadendo la correttezza della precedente decisione e confermando la risoluzione del contratto di vitalizio.
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Furto del Bene Locato: La Responsabilità del Conduttore tra Inadempimento e Oneri Probatori
L'Azienda Locatrice ha chiesto la risoluzione di un contratto di locazione di veicoli e il risarcimento danni all'Azienda Conduttrice per mancato pagamento dei canoni e per il furto di un autocarro. Il Tribunale ha risolto il contratto per inadempimento nel pagamento, ma ha negato il risarcimento per il furto, ritenendo che non fosse un inadempimento imputabile all'Azienda Conduttrice. La Corte d'Appello ha confermato. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la responsabilità del conduttore per furto di un bene locato non era stata adeguatamente provata come inadempimento contrattuale, né le censure procedurali erano specifiche. L'Azienda Locatrice ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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IMU leasing risolto: chi paga tra locatore e utilizzatore?
Una società finanziaria (il Locatore) ha ricevuto un avviso di accertamento IMU per il 2013 da un Comune. Gli immobili erano stati oggetto di un contratto di leasing risolto, ma l'utilizzatore manteneva ancora la detenzione. La società ha contestato l'accertamento, sostenendo di non essere il soggetto passivo IMU. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ribadito che, in caso di IMU leasing risolto, il soggetto passivo torna ad essere il locatore, anche se l'utilizzatore detiene ancora materialmente il bene. Rileva il vincolo contrattuale che legittima la detenzione qualificata, non la detenzione materiale.
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IMU Leasing Risolto: Azienda Paga, ma Sanzioni Annullate per Incertezza
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione del soggetto passivo IMU leasing risolto. Un'Azienda di Leasing aveva un contratto con un Utilizzatore, risolto ma con l'immobile non restituito. Il Comune aveva richiesto l'IMU all'Azienda. La Corte ha stabilito che l'Azienda di Leasing diventa soggetto passivo IMU dalla data di risoluzione del contratto, anche senza la riconsegna fisica del bene. Tuttavia, ha annullato le sanzioni e gli interessi, riconoscendo un'oggettiva incertezza normativa sull'interpretazione della legge al momento dei fatti.
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Auto in Fiamme: Garanzia Vizi Venduta, Compratore Non Prova Difetto
Un Compratore ha acquistato un'auto usata da una Concessionaria. Meno di due mesi dopo, l'auto è stata distrutta da un incendio, attribuito dai Vigili del Fuoco a un corto circuito. Il Compratore ha chiesto la risoluzione del contratto e il rimborso, invocando la **garanzia per vizi della cosa venduta**. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Compratore. Ha stabilito che, anche applicando la normativa sui beni di consumo con la presunzione di difetto entro sei mesi, il Compratore non aveva provato uno specifico vizio dell'auto, ma solo l'evento dannoso (l'incendio). Il verbale dei Vigili del Fuoco non aveva piena fede probatoria sulle cause dell'incendio, essendo una valutazione. Il Compratore è stato condannato a pagare le spese legali.
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Caparra Confirmatoria o Mutuo? La Cassazione decide sul Preliminare
Un Promittente Venditore ha proposto ricorso contro la Promissaria Acquirente. La controversia riguardava un contratto preliminare di compravendita immobiliare. La Promissaria Acquirente aveva chiesto la risoluzione del contratto e la restituzione del doppio della caparra confirmatoria a causa di ipoteche non dichiarate sull'immobile. Il Promittente Venditore sosteneva che la somma versata non fosse una caparra ma un mutuo e che la domanda fosse di risoluzione, non di recesso. La Corte di Cassazione ha confermato che la richiesta di doppio della caparra configura un recesso dal contratto preliminare, rigettando il ricorso del venditore e condannandolo alle spese.
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Obblighi informativi banca: Cassazione chiarisce su forma e giudicato
Un cliente ha citato in giudizio una banca per la nullità o risoluzione di operazioni di acquisto di bond argentini, lamentando la mancanza di informazioni sui rischi e l'assenza di ordini scritti. Dopo gradi di giudizio contrastanti, la Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso della banca. Ha chiarito che la questione della forma scritta convenzionale e del "giudicato interno" (parte di sentenza non impugnata) non era stata correttamente valutata. Tuttavia, ha ribadito l'importanza degli **obblighi informativi banca** a carico dell'intermediario finanziario, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova decisione su questi aspetti cruciali.
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Risoluzione Contratto Preliminare: Cassazione conferma inadempimento grave
Due proprietari hanno promesso di vendere un podere a un acquirente tramite un contratto preliminare. L'acquirente ha preso possesso del bene ma non ha saldato il prezzo pattuito, né ha onorato i debiti accollati, causando il pignoramento del podere da parte di una banca. I proprietari hanno chiesto la risoluzione del contratto preliminare per grave inadempimento e il risarcimento dei danni. L'acquirente ha resistito, chiedendo il trasferimento della proprietà o il rimborso delle migliorie. La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto preliminare, ribadendo che la valutazione della gravità dell'inadempimento è una questione di fatto non sindacabile in sede di legittimità. L'acquirente ha perso, il contratto è stato sciolto e dovrà risarcire i danni.
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Contratto di cooperazione d’affari: prove perse, ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore che aveva stipulato un Contratto di cooperazione d'affari con un'Azienda. Dopo la morte del Lavoratore, i suoi eredi hanno chiesto il pagamento di prestazioni eseguite. La Corte d'Appello aveva dichiarato risolto il contratto per inadempimento dell'Azienda, ma aveva negato il pagamento agli eredi per la mancanza di prove documentali, dato che il fascicolo di parte di primo grado era andato smarrito. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi, poiché non avevano adeguatamente contestato la motivazione principale della sentenza d'appello, ovvero la mancata produzione dei documenti essenziali. Gli eredi hanno perso e devono pagare le spese legali.
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Risoluzione Contratto Associazione: Inadempimento non Sempre Basta
Due Proprietari hanno stipulato un contratto di associazione in partecipazione con una Società Immobiliare, conferendo un terreno edificabile. La Società si è impegnata a costruire e a condividere gli utili. I Proprietari hanno chiesto la risoluzione contratto associazione in partecipazione per inadempimento, lamentando la mancata costruzione entro cinque anni e l'omessa fornitura dei rendiconti. La Corte di Cassazione ha confermato che il contratto non prevedeva un termine per l'inizio dei lavori, ma richiedeva un'esecuzione secondo buona fede. Il mancato rendiconto, pur essendo un inadempimento, non era grave al punto da giustificare la risoluzione, poiché i bilanci fornivano informazioni sufficienti. La richiesta di risoluzione è stata respinta.
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