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1698 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Imposta unica sulle scommesse: scontro tra fisco e bookmaker
Un Bookmaker estero ha impugnato un avviso di accertamento per l'anno 2009 relativo al pagamento dell'imposta unica sulle scommesse. L'Amministrazione Finanziaria pretendeva il tributo ritenendo il soggetto responsabile in solido con i centri di trasmissione dati locali, anche per i periodi precedenti alla riforma del 2010. La Corte di Cassazione, rilevando la mancanza dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, non ha potuto decidere il merito della questione. Con un'ordinanza interlocutoria, i giudici hanno disposto il rinvio a nuovo ruolo per acquisire i documenti mancanti. La decisione finale sulla legittimità della pretesa fiscale è quindi temporaneamente sospesa in attesa del completamento del fascicolo d'ufficio.
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Imposta unica sulle scommesse: scontro tra fisco e bookmaker
Una società estera di scommesse ha impugnato un avviso di accertamento del 2009 relativo all'imposta unica sulle scommesse. I giudici di secondo grado avevano ritenuto legittima la richiesta del fisco, considerando il bookmaker straniero privo di concessione responsabile del pagamento insieme ai centri di trasmissione dati sul territorio. La società ha proposto ricorso in Cassazione contestando questa interpretazione retroattiva. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha ancora deciso nel merito: con un'ordinanza interlocutoria ha rinviato la causa a nuovo ruolo per acquisire i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, che non erano presenti tra gli atti di causa.
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Rimborso del credito d’imposta: Fisco contro impresa in Cassazione
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che riconosceva a una Società Energetica il diritto al trasferimento di un credito d'imposta di oltre 117.000 euro. L'Amministrazione sosteneva che il termine per richiedere il rimborso fosse ormai scaduto. La CTR, invece, ha stabilito che il meccanismo dei versamenti in acconto genera ogni anno un nuovo saldo, impedendo la decadenza. La Corte di Cassazione, rilevando la mancanza del fascicolo dei precedenti gradi di giudizio, ha emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo il rinvio a nuovo ruolo per acquisire i documenti necessari. Il fulcro della controversia ruota attorno alla tempestività della domanda di rimborso del credito d'imposta.
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Accertamento fiscale domiciliare: fisco sconfitto sulle quote
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento per maggiori redditi d'impresa nei confronti di un contribuente, in seguito a un controllo della Guardia di Finanza. Il controllo era scaturito da un accertamento fiscale domiciliare autorizzato dalla Procura della Repubblica. Il contribuente ha contestato la validità dell'accesso a casa sua e l'attribuzione dell'intero maggior reddito, possedendo solo il 51% delle quote societarie (le restanti erano di moglie, figlia e cognata). La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto valido l'accesso domiciliare, ma ha ridotto l'addebito fiscale alla quota del 51%. Entrambe le parti hanno proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando un vizio procedurale nella formulazione della proposta di decisione semplificata, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per integrare gli atti.
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Decreto ingiuntivo opposto: la Cassazione frena sul rito rapido
Una Società ha proposto opposizione contro un decreto ingiuntivo opposto ottenuto da un Creditore. Il Tribunale ha accolto l'eccezione di incompetenza sollevata dalla Società, ma non ha dichiarato la nullità del decreto ingiuntivo opposto. La Società ha quindi fatto ricorso in Cassazione per chiedere l'annullamento parziale di questa decisione. La Corte di Cassazione ha rilevato che il ricorso non mirava a regolare la competenza, ma a contestare la validità dell'atto. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno stabilito che la causa non poteva essere decisa con rito semplificato. La Corte ha quindi disposto il rinvio a nuovo ruolo per una corretta trattazione del caso.
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Contraddittorio endoprocedimentale: la Cassazione frena il Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di pagamento e sanzioni contro un'Azienda per il mancato versamento di accise sul gas naturale. I giudici di merito hanno annullato gli atti poiché l'ufficio ha notificato il verbale e l'accertamento lo stesso giorno, violando il termine di sessanta giorni per garantire il contraddittorio endoprocedimentale. L'ente pubblico ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che il confronto preventivo non sia obbligatorio per il semplice recupero di imposte non versate. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per acquisire i documenti del processo di merito prima di decidere.
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Motivazione della cartella di pagamento: Fisco contro cessionario
L'Agenzia delle Dogane ha emesso una cartella esattoriale nei confronti di una società, ritenuta responsabile in solido come cessionaria di un ramo d'azienda di un'altra impresa. La società destinataria ha impugnato l'atto lamentando il difetto di motivazione della cartella di pagamento, poiché il documento non indicava l'atto di cessione né il debitore principale. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto il ricorso della contribuente per violazione dell'obbligo di motivazione. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la mancanza del fascicolo dei gradi di merito, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentirne l'acquisizione, senza quindi decidere ancora nel merito.
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Imposta unica sui giochi: fisco contro bookmaker, tutto rinviato
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha impugnato la decisione che annullava l'avviso di accertamento per l'Imposta unica sui giochi del 2009 emesso contro un bookmaker estero e un centro trasmissione dati. La decisione originaria si basava sulla sentenza della Corte Costituzionale che escludeva la tassa per i centri trasmissione dati prima del 2011. La Corte di Cassazione, rilevando la mancanza dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a nuovo ruolo per acquisire i documenti necessari. Nessuna delle parti ha ancora vinto in via definitiva.
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Definizione agevolata: stop al fisco sul credito omesso
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso una cartella di pagamento nei confronti de Il Contribuente a seguito di un controllo automatizzato. Il fisco contestava l'utilizzo di un credito d'imposta indicato nel 2013 ma omesso nella dichiarazione del 2012. Il Contribuente ha impugnato la cartella e ha successivamente richiesto la definizione agevolata della controversia. L'ufficio tributario ha negato la sanatoria, ritenendo la cartella un mero atto di riscossione e non un atto impositivo. Il Contribuente ha quindi impugnato il diniego. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza del ricorso contro il diniego, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire la formulazione di una nuova proposta di accordo tra le parti.
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Risoluzione del contratto di leasing: auto sequestrata e rinvio
Un utilizzatore stipula un contratto di leasing per un'auto di lusso, ma il veicolo viene sequestrato perché acquistato da un venditore non proprietario. L'utilizzatore avvia una causa chiedendo la risoluzione del contratto di leasing per evizione. La Corte d'appello rigetta la domanda ritenendo che la questione fosse già coperta da un precedente giudicato. L'utilizzatore ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la pendenza di un altro ricorso connesso relativo alla revocazione della prima sentenza, non decide nel merito ma dispone il rinvio a nuovo ruolo della causa per valutare la riunione dei due procedimenti.
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Convalida misure limitative stranieri: stop della Cassazione
Il Giudice di Pace di Catania ha confermato la convalida misure limitative stranieri nei confronti di un cittadino straniero colpito da un decreto di espulsione. Le misure consistevano nella consegna del passaporto e nell'obbligo di firma bisettimanale. Il cittadino ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la pendenza di un altro ricorso dello stesso soggetto contro il decreto di espulsione presupposto, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. Questa decisione consente la trattazione congiunta dei due procedimenti strettamente connessi, garantendo una valutazione unitaria e coerente della legittimità sia dell'espulsione sia delle misure limitative collegate.
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Rimborso IVA: la Cassazione rinvia la decisione alla pubblica udienza
Una Società ha richiesto il Rimborso IVA all'Agenzia delle Entrate. Dopo i primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. I giudici della sezione tributaria, riuniti inizialmente in camera di consiglio, hanno rilevato che la questione relativa ai termini per la presentazione dell'istanza di rimborso presenta profili di complessità tali da non consentire una decisione immediata e semplificata. Per questo motivo, la Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria con cui ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza, dove la questione potrà essere discussa approfonditamente.
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Sospensione del processo tributario: tregua tra Fisco e impresa
Una società immobiliare e i suoi soci hanno impugnato alcuni avvisi di accertamento emessi dal Fisco, che contestava la deducibilità di alcune spese di sponsorizzazione qualificandole come spese di rappresentanza. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la causa è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, i contribuenti hanno presentato un'istanza formale per ottenere la sospensione del processo tributario ai sensi della Legge di Bilancio 2023, al fine di usufruire della definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, preso atto della richiesta, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del processo tributario e rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della tregua fiscale.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole all'Azienda Contribuente, a cui era stato notificato un avviso di accertamento per il recupero di imposte non versate come sostituto d'imposta su maggiori compensi dell'amministratore. Durante il giudizio di Cassazione, l'Azienda Contribuente ha chiesto di accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023, presentando la domanda e pagando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione, verificata la presenza dei presupposti legali, ha accolto la richiesta di sospensione del processo. Il giudizio è stato quindi sospeso temporaneamente, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Deducibilità Irap: scontro tra Azienda e Fisco in Cassazione
Una grande società di credito ha richiesto il rimborso della maggiore Ires versata per la mancata deduzione dell'Irap sul costo del personale tra il 2009 e il 2011. L'Agenzia delle Entrate ha concesso solo un rimborso parziale, escludendo i contributi previdenziali e assicurativi dei lavoratori. Dopo i rifiuti nei primi gradi di giudizio, la società ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la novità e la grande importanza della questione sulla deducibilità Irap, ha deciso di non emettere una decisione immediata. Con un'ordinanza interlocutoria, i giudici hanno rinviato la causa a una pubblica udienza davanti alla sezione tributaria per un esame più approfondito.
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Risarcimento danni per infortunio sul lavoro: la causa riparte
Un lavoratore autonomo ha richiesto il risarcimento danni per infortunio sul lavoro dopo essere caduto da un ponteggio non a norma durante alcune opere di lattoneria. Dopo alterne vicende giudiziarie, la Corte d'Appello ha rigettato la domanda risarcitoria e ha ordinato la restituzione delle somme già percepite dal lavoratore. Quest'ultimo ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'adunanza in camera di consiglio, il difensore del lavoratore ha depositato un'istanza per chiedere la discussione orale della causa. La Corte di Cassazione, accogliendo la richiesta procedurale, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per la fissazione della pubblica udienza, rimandando così la decisione finale sul merito della vicenda.
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Esenzione ICI scuola paritaria: tra scontro e tregua fiscale
Un istituto religioso ha impugnato un avviso di accertamento con cui il Comune richiedeva il pagamento dell'ICI per l'anno 2011 su un immobile scolastico. Il Comune sosteneva che l'attività didattica avesse natura commerciale a causa delle rette versate dagli studenti. Nelle more del giudizio di Cassazione, l'ente religioso ha aderito alla definizione agevolata pagando oltre 18.000 euro. La Corte di Cassazione, rilevando che il Comune ha tempo per esprimere un eventuale diniego alla sanatoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa in attesa del consolidamento dell'accordo. La controversia ruota attorno alla spettanza dell'esenzione ICI scuola paritaria e agli effetti della pace fiscale sul contenzioso pendente.
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Notifica dell’avviso di udienza fallita: salta la decisione
Nel corso di un giudizio di Cassazione relativo al fallimento di una società in accomandita semplice, la Suprema Corte ha rilevato che la notifica dell'avviso di udienza alla parte controricorrente non era andata a buon fine. Per garantire il regolare svolgimento del contraddittorio e tutelare il diritto di difesa, i giudici hanno emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questo provvedimento, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, incaricando la cancelleria di effettuare nuovamente la comunicazione della nuova data d'udienza a tutte le parti costituite. Di conseguenza, il processo è temporaneamente sospeso in attesa della corretta convocazione delle parti.
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Definizione agevolata delle controversie: la Cassazione ferma il fisco
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA, contestando l'indebita deduzione dei costi di sponsorizzazione a favore di un'associazione sportiva. Durante il giudizio in Cassazione, Il Contribuente ha chiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie prevista dalla tregua fiscale della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza e ha sospeso il giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura agevolata.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la tassa sulla truffa
I Contribuenti hanno impugnato l'avviso di liquidazione dell'imposta di registro al 3% applicata su una sentenza di condanna alla restituzione di somme derivanti da una truffa subita. I Contribuenti sostenevano l'ingiustizia di tassare un recupero crediti di fatto impossibile a causa dell'insolvenza del truffatore. Nelle more del giudizio di Cassazione, i Contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per sanare la pendenza tributaria. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della pendenza della procedura di sanatoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare il perfezionamento della definizione agevolata.
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