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Rinuncia Al Ricorso

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3355 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: quando l’abbandono della causa costa caro
L'Amministratrice di un'azienda di gestione rifiuti ha impugnato il sequestro preventivo di un'area di circa mille metri quadrati, utilizzata per la raccolta e miscelazione non autorizzata di materiali inerti. Il Tribunale del riesame ha confermato il blocco dei beni. Successivamente, la difesa della ricorrente ha depositato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso per cassazione tramite posta elettronica certificata, munita di procura speciale. La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà della parte e ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per intervenuta rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro in favore della Cassa delle ammende, ravvisando profili di colpa nella presentazione di un'impugnazione poi abbandonata.
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Caduta su buca stradale: la rinuncia al ricorso in Cassazione
Un pedone, caduto a causa di una buca stradale non segnalata nel centro urbano, ha richiesto il risarcimento dei danni al Comune. Dopo i primi due gradi di giudizio, il danneggiato ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la difesa del ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese poiché l'ente pubblico è rimasto intimato.
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Decadenza dal beneficio d’inventario: eredi contro avvocato
Due fratelli accettano l'eredita paterna con beneficio d'inventario su consiglio del loro legale. Tuttavia, l'inventario non viene completato nei termini di legge, causando la decadenza dal beneficio d'inventario. Diventati eredi puri e semplici, i fratelli subiscono l'aggressione dei creditori del padre e pagano ingenti debiti. Gli eredi citano in giudizio l'avvocato per negligenza professionale, chiedendo il risarcimento del danno. Dopo alterne vicende nei primi due gradi di giudizio, che vedono il rigetto delle domande risarcitorie e la prescrizione della garanzia assicurativa attivata dal legale, quest'ultimo propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimita, il ricorrente deposita formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara quindi l'estinzione del procedimento, senza pronuncia sulle spese a causa della mancata costituzione delle controparti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo sul parco acquatico
Una società di gestione di un parco acquatico ha impugnato gli avvisi di accertamento tributari emessi da un Comune. Dopo le decisioni dei giudici di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo sul pagamento del debito tributario. Di conseguenza, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal Comune, che ha a sua volta rinunciato al proprio ricorso incidentale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite senza spese
Una società immobiliare ha impugnato gli avvisi di accertamento IMU emessi da un Comune per gli anni 2015 e 2016. Dopo le decisioni sfavorevoli dei giudici di merito, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, a seguito di un accordo conciliativo tra le parti, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal Comune con richiesta di compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Trattandosi di un atto unilaterale recettizio, la rinuncia estingue il processo a prescindere dall'accettazione della controparte, la quale rileva solo per la regolazione delle spese. Avendo le parti concordato la compensazione, i giudici hanno compensato interamente le spese di lite, escludendo anche il raddoppio del contributo unificato per sopravvenuta inammissibilità.
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Estinzione del giudizio tributario: accordo tra parco e Comune
Una società di gestione di un parco acquatico ha impugnato gli avvisi di accertamento ICI emessi da un Comune. Dopo i primi gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo: la società ha pagato il debito e ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dal Comune che ha rinunciato al proprio ricorso incidentale. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, disponendo la compensazione delle spese di lite ed escludendo il raddoppio del contributo unificato, poiché la causa si è conclusa senza una decisione sul merito.
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Rinuncia al ricorso: l’associazione cede e il Comune vince
Un'associazione ha impugnato un avviso di accertamento del Comune per il pagamento dell'ICI su un complesso immobiliare. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'ente locale ha visto confermata la legittimità dell'atto. L'ente associativo ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Prima della decisione, tuttavia, l'associazione ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dal Comune. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa volontà e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: come chiudere una lite fiscale senza vinti
Una società riceve dal Comune un avviso di accertamento per il pagamento dell'ICI su un'area fabbricabile. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, l'azienda propone ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, la società presenta una formale rinuncia al ricorso, sottoscritta anche dal Comune, con l'accordo di dividere le spese legali. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà delle parti, dichiara l'estinzione del giudizio e compensa le spese di lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si spegne la lite sull’ICI
Una complessa controversia tributaria tra un Ente Locale e un'Associazione no-profit, relativa all'esenzione ICI per un palazzetto dello sport, si è conclusa davanti alla Suprema Corte senza una decisione di merito. L'Associazione rivendicava l'esenzione d'imposta, mentre il Comune contestava l'uso promiscuo dell'immobile concesso a terzi. Dopo i primi due gradi di giudizio, entrambe le parti hanno depositato un atto di rinuncia bilaterale ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione ha preso atto di questo accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese di lite. Di conseguenza, la vicenda si chiude definitivamente senza vincitori né vinti in sede di legittimità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite senza spese
I Venditori hanno citato in giudizio l'Acquirente per l'inadempimento di un contratto preliminare di vendita immobiliare. Il Tribunale ha accolto la domanda, ma la Corte d'appello ha dichiarato nulla la notifica iniziale, rimettendo la causa al primo grado e condannando i Venditori alle spese. Questi ultimi hanno proposto ricorso in Cassazione contestando la condanna alle spese. Successivamente, i Venditori hanno presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'Acquirente. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo la condanna alle spese di legittimità e il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: il dietrofront costa 3.000 euro
Un cittadino, dopo aver presentato ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello, ha deciso di depositare una formale rinuncia al ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha preso atto di questa scelta, dichiarando il ricorso inammissibile senza particolari formalità. Tuttavia, la legge prevede che la rinuncia tardiva o ingiustificata non esoneri il ricorrente dalle conseguenze economiche. Di conseguenza, i giudici hanno condannato l'uomo al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, avendo egli stesso determinato la causa di inammissibilità per colpa.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’Ente si arrende senza spese
Un Ente Sanitario si è opposto al pagamento di prestazioni specialistiche erogate da un Laboratorio di Analisi cliniche privato, pretendendo l'applicazione di uno sconto tariffario. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, l'Ente ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, l'Ente ha depositato una memoria contenente la formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese di lite poiché l'orientamento giurisprudenziale che ha spinto l'Ente alla rinuncia si è consolidato solo dopo la presentazione del ricorso.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne la lite
Una banca ha proposto ricorso per revocazione contro una decisione della Cassazione riguardante una controversia fiscale sulle aliquote d'imposta. Nel corso del giudizio, la banca e l'Amministrazione Finanziaria hanno raggiunto un accordo conciliativo per chiudere la lite. Di conseguenza, la banca ha depositato la rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che la rinuncia è un atto unilaterale recettizio che non richiede l'accettazione della controparte per produrre i suoi effetti. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: il Consorzio cede e il lavoratore vince
Un ente pubblico economico ha impugnato la sentenza d'appello che riconosceva a un lavoratore un rapporto a tempo indeterminato e un risarcimento danni per la nullità del termine apposto ai contratti. Nel corso del giudizio di Cassazione, l'ente ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dal lavoratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Grazie alla rinuncia al ricorso, il processo si chiude senza condanna alle spese e senza il raddoppio del contributo unificato, confermando di fatto la vittoria del lavoratore ottenuta nei gradi precedenti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo estingue la lite
Un cittadino ha proposto un regolamento di giurisdizione dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione contro una società per azioni, in relazione a una causa pendente davanti al Tribunale. Successivamente, lo stesso cittadino ha deciso di presentare una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La società per azioni ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia, stabilendo che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese del processo. La controversia si è così conclusa senza una decisione sul merito della giurisdizione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si chiude la lite da 600.000€
Una controversia tra una Società Immobiliare e una Società Fiduciaria, che agiva per conto di un privato per la restituzione di un finanziamento di 600.000 euro, si è conclusa davanti alla Corte di Cassazione. Dopo alterne decisioni nei gradi precedenti, con la condanna finale della Società Immobiliare in appello, entrambe le parti hanno proposto ricorso. Prima della decisione della Suprema Corte, le parti hanno depositato un atto formale di rinuncia reciproca. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione, disponendo la compensazione delle spese di giudizio.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: lite chiusa a zero spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della formale rinuncia al ricorso per Cassazione presentata dalla parte ricorrente. Poiché la controparte ha accettato tale rinuncia, i giudici hanno applicato l'articolo 391 del codice di procedura civile, decidendo di non liquidare le spese del giudizio. Il processo si conclude così senza una decisione sul merito della controversia originaria, determinando la chiusura definitiva del contenzioso tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al giudizio sul fallimento
Una società creditrice ha proposto ricorso in Cassazione contro la procedura di fallimento di un'azienda debitrice. Successivamente, la stessa società ricorrente ha deciso formalmente di rinunciare all'impugnazione. La Corte di Cassazione, preso atto di questa volontà, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Il caso si risolve quindi con la rinuncia al ricorso per cassazione, che comporta la fine anticipata del processo senza che i giudici entrino nel merito della disputa originaria, lasciando fermo il provvedimento impugnato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite senza costi
Una società finanziaria si opponeva all'esclusione di gran parte del proprio credito da leasing immobiliare dal passivo del fallimento di un'azienda. Dopo aver proposto ricorso in Cassazione tramite la propria mandataria, la società ricorrente ha depositato un formale atto di rinuncia. La Suprema Corte ha preso atto della volontà della parte e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Questa decisione comporta che il processo si chiude senza una decisione sul merito della controversia e senza condanna alle spese, poiché il fallimento non ha svolto attività difensiva. Inoltre, la rinuncia al ricorso per cassazione esclude l'obbligo di pagare il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite con l’INPS
Un libero professionista ha proposto opposizione contro una cartella di pagamento dell'INPS per contributi omessi relativi all'anno 2009, eccependo la prescrizione del credito. Dopo la decisione sfavorevole nei gradi di merito, il professionista ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza in camera di consiglio, il ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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