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Rinuncia Al Ricorso

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3355 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Multa per eccesso di velocità: l’accordo ferma il processo
Un automobilista ha impugnato cinque verbali per una multa per eccesso di velocità rilevata tramite un dispositivo elettronico. Il Giudice di Pace ha inizialmente accolto l'opposizione, ma il Tribunale ha ribaltato la decisione, ritenendo legittimo il posizionamento dell'apparecchio poiché l'incrocio segnalato era in realtà una strada privata. L'automobilista ha proposto ricorso in Cassazione contestando la visibilità del dispositivo e la qualificazione della strada. Tuttavia, prima della decisione finale, il ricorrente ha depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dal Comune resistente. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Multa per eccesso di velocità: la rinuncia estingue il giudizio
Un'automobilista ha impugnato sei verbali per una multa per eccesso di velocità rilevata tramite autovelox su una strada provinciale. L'automobilista contestava la distanza del dispositivo dal segnale di limite di velocità e la presenza di un'intersezione con una via privata. Dopo alterne decisioni nei primi due gradi di giudizio, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione di merito, l'automobilista ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dal Comune con accordo per la compensazione delle spese. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio di legittimità, senza alcuna condanna alle spese o al versamento del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinguere la lite senza raddoppio dei costi
Una società in liquidazione e concordato preventivo ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso per accelerare la chiusura della sua procedura concorsuale. L'Amministrazione Finanziaria ha aderito alla richiesta accettando la compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno chiarito che la rinuncia al ricorso è un atto unilaterale che estingue il processo immediatamente, senza necessità di accettazione della controparte se non per regolare le spese. Inoltre, la Corte ha stabilito che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al fisco senza sanzioni
Una società in liquidazione e concordato preventivo ha impugnato un avviso di accertamento per imposte non pagate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione per accelerare la chiusura della propria procedura concorsuale. L'Agenzia delle Entrate ha aderito alla richiesta concordando sulla compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia estingue il processo senza necessità di accettazione della controparte. Inoltre, i giudici hanno chiarito che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto misura sanzionatoria limitata ai soli casi di rigetto o inammissibilità. Le spese sono state interamente compensate.
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Rinuncia al ricorso: dalla difesa alla condanna definitiva
L'Imputato, condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di furto aggravato, ha presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, poco prima dell'udienza fissata per la discussione, lo stesso ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso, sottoscritta di proprio pugno. La Suprema Corte, preso atto di questa volontà, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro in favore della Cassa delle ammende, confermando in via definitiva la precedente condanna penale.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle liti col Fisco
L'Agente della Riscossione ha impugnato la sentenza tributaria favorevole al Contribuente, riguardante diciassette cartelle di pagamento per un valore di oltre ventunomila euro. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per chiudere bonariamente la lite. Di conseguenza, l'ente creditore ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno chiarito che tale rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere valida ed esclude l'obbligo di pagare il doppio del contributo unificato, previsto solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione. Non è stata pronunciata alcuna condanna alle spese poiché il contribuente non si è costituito in questa fase.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si estingue ma costa caro
Nel corso di un giudizio di legittimità tra due società, la parte ricorrente ha inizialmente rifiutato una proposta di definizione accelerata, insistendo per la decisione e depositando una memoria difensiva. Tuttavia, nell'imminenza dell'udienza in camera di consiglio, la stessa società ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Nonostante la rinuncia, la mancata accettazione della controparte ha spinto i giudici a liquidare le spese di lite. Valutando il comportamento altalenante della ricorrente, la Corte l'ha condannata a pagare le spese processuali in favore del difensore della controparte.
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Definizione agevolata: si estingue la causa TARI senza sanzioni
Un contribuente ha impugnato l'avviso di pagamento della TARI contestando la mancata raccolta dei rifiuti nella propria zona. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Nel frattempo, ha aderito alla definizione agevolata con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, pagando l'intero debito. Avendo estinto il debito, il contribuente ha rinunciato al ricorso per cessato interesse. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, stabilendo che in questo caso non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché la rinuncia non equivale a un rigetto o a una dichiarazione di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite con la banca
Una società ha impugnato la decisione d'appello che respingeva le sue domande di nullità di un conto corrente e di tre mutui contro una banca, per mancato assolvimento dell'onere della prova e prescrizione dei diritti restitutori. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla banca. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: nessun raddoppio delle tasse
Un cittadino straniero impugna il diniego della protezione internazionale. Successivamente, a causa di un vizio della procura alle liti, il ricorrente presenta formale rinuncia al ricorso per cassazione, sottoscritta anche dal difensore. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio. Il nodo centrale riguarda l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, la tassa dovuta per i ricorsi respinti. La Suprema Corte stabilisce che la rinuncia al ricorso per cassazione non comporta l'obbligo di versare il doppio contributo. Questa misura ha infatti natura eccezionale e sanzionatoria, applicandosi solo nei casi tipici di rigetto, inammissibilità o improcedibilità, senza possibilità di estensione analogica.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo chiude la lite
Un'impresa edile ristruttura un immobile violando di sessanta centimetri la servitù di non sopraelevare a favore di un condominio vicino. Il Tribunale e la Corte d'Appello condannano l'impresa alla rimessione in pristino dei luoghi. L'impresa propone ricorso in Cassazione. Prima della decisione, le parti raggiungono un accordo transattivo davanti a un notaio per risolvere la controversia. Di conseguenza, l'impresa presenta una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal condominio. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo per intervenuto accordo, stabilendo che non si applica il raddoppio del contributo unificato e non vi è alcuna condanna alle spese di giudizio, poiché la rinuncia accettata preclude la compensazione giudiziale delle spese.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: pace senza vinti
Un imprenditore edile impugnava un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA basato sui valori OMI. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente decideva di aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie per chiudere la pendenza con il fisco. Di conseguenza, presentava formale rinuncia al ricorso. L'Agenzia delle Entrate accettava tale rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia accettata, disponendo la compensazione delle spese di giudizio tra le parti ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato. Il contenzioso si chiude così definitivamente senza vincitori né vinti sul merito, ma con il perfezionamento della pace fiscale.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’Amministrazione perde e paga
Una docente ha ottenuto in appello il riconoscimento del servizio preruolo e degli scatti biennali negati dall'Amministrazione Pubblica. Quest'ultima ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, ma ha notificato l'atto oltre i termini di legge. Rilevato l'errore, l'ente pubblico ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Applicando il principio della soccombenza virtuale, i giudici hanno condannato l'Amministrazione Pubblica al pagamento delle spese legali in favore del difensore della lavoratrice, confermando la vittoria di quest'ultima e la definitività della sentenza d'appello.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al giudizio e multa
L'Indagata, sottoposta alla misura cautelare dell'obbligo di dimora per il reato di associazione per delinquere, ha proposto ricorso contro la decisione del Tribunale del Riesame. Successivamente, l'Indagata ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile proprio a causa di tale rinuncia, applicando l'articolo 591 del codice di procedura penale. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle Ammende, non essendoci elementi per escludere la sua colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: liberi senza spese
L'Indagato, accusato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, ha proposto ricorso contro l'ordinanza del Tribunale del riesame che confermava la sua custodia cautelare. Successivamente, un altro provvedimento dello stesso Tribunale ha disposto la scarcerazione dell'indagato. Di conseguenza, il difensore ha depositato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso per cassazione per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso a causa della rinuncia. Poiché la scarcerazione è derivata da un provvedimento autonomo, la Corte ha stabilito che non si applica la condanna al pagamento delle spese processuali, solitamente prevista in caso di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alle feste in piscina
Un condomino impugna la delibera condominiale che autorizza eventi musicali in piscina. La Corte d'Appello dichiara nulla la delibera. Il Condominio propone ricorso in Cassazione, ma prima dell'udienza deposita formale rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dal condomino con accordo sulle spese. La Suprema Corte dichiara estinto il giudizio per intervenuta rinuncia. Di conseguenza, non si applica il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità. Vince il condomino, in quanto la sentenza d'appello che dichiarava nulla la delibera diventa definitiva.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: l’accordo spegne la lite
Un condomino impugna la delibera del proprio condominio riguardante alcune spese e la nomina dell'amministratore. Dopo la sentenza d'appello, il condomino propone ricorso in Cassazione. Successivamente, le parti raggiungono un accordo amichevole per risolvere la lite. Di conseguenza, il difensore del condomino deposita un atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte prende atto dell'accordo e dichiara l'estinzione del giudizio. Non viene disposta alcuna condanna alle spese poiché il condominio non si è costituito, e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: sfumano 8 milioni di euro
Una società creditrice ha proposto ricorso contro una grande azienda in amministrazione straordinaria per contestare la revoca di pagamenti per circa otto milioni di euro, eseguiti nell'anno precedente alla dichiarazione di insolvenza. Successivamente, la società ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'estinzione del processo senza alcuna condanna alle spese di giudizio. La decisione mette fine alla controversia senza entrare nel merito delle contestazioni iniziali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle tasse doppie
Nel corso di una controversia sulla comunione di un bene, La Ricorrente ha presentato formale dichiarazione di rinuncia al ricorso per cassazione. La Controricorrente ha accettato la rinuncia, concordando sulla compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha stabilito che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione economica colpisce solo i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità. Trattandosi di una norma eccezionale e punitiva, essa non può essere estesa per analogia alla rinuncia volontaria, che chiude pacificamente la lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si estingue la multa da milioni
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva sanzionato una società con oltre otto milioni di euro per un'intesa restrittiva della concorrenza in una gara d'appalto. Dopo alterne vicende tra TAR e Consiglio di Stato, quest'ultimo ha revocato la propria decisione favorevole all'Autorità. Di conseguenza, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, venendo meno l'oggetto della contesa. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione integrale delle spese processuali tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato, applicabile solo in caso di rigetto o inammissibilità.
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