LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Rinuncia Al Ricorso

Pagina 13 di 40

3355 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso in Cassazione e la fine della lite
Un cittadino ha impugnato una decisione sfavorevole dinanzi alla Corte di Cassazione. Nel corso del procedimento, la parte ha formalizzato la rinuncia al ricorso in Cassazione per porre fine alla controversia. Gli avversari costituiti hanno dichiarato di accettare integralmente l'atto di rinuncia. La Corte ha riscontrato il pieno rispetto dei requisiti prescritti dal codice di procedura civile. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno dichiarato l'estinzione del giudizio. L'accordo espresso tra le parti ha evitato qualsiasi condanna al pagamento delle spese legali.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: accordo e nessuna sanzione
Un Ente Locale e una Cittadina avevano avviato una causa davanti alla Corte di Cassazione proponendo ricorso principale e incidentale. Durante il procedimento le parti hanno raggiunto un accordo formale depositando un atto congiunto di rinuncia al ricorso in Cassazione con reciproca accettazione. Il Sindaco dell'Ente ha ottenuto la preventiva autorizzazione dalla Giunta Comunale per sottoscrivere la rinuncia. La Corte di Cassazione ha preso atto della volonta condivisa delle parti e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese legali sono state integralmente compensate tra i contendenti come concordato. La Corte ha inoltre chiarito che la rinuncia non comporta il pagamento del doppio contributo unificato, quanto tale misura sanzionatoria si applica soltanto nei casi di rigetto, inammissibilita o improcedibilita del ricorso.
Continua »
Rinuncia al ricorso per condotta antisindacale e lite chiusa
Un sindacato promuove una causa contro un'azienda ospedaliera contestando la modifica unilaterale dei criteri per le progressioni economiche del personale. Dopo un esito sfavorevole in appello, la rappresentanza dei lavoratori presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, il sindacato deposita formalmente la rinuncia al ricorso per condotta antisindacale e l'azienda sanitaria accetta la decisione. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per intervenuto accordo tra le parti. Poiche il processo termina per rinuncia accettata, i giudici non addebitano le spese di causa e stabiliscono la non applicabilita del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso tributario: niente spese extra e causa estinta
Una compagnia aerea ha impugnato l'avviso di accertamento dell'ente regionale relativo all'imposta sulle emissioni sonore degli aeromobili. La società chiedeva l'annullamento della pretesa fiscale. Durante il giudizio di legittimità davanti alla Corte di Cassazione, la giurisprudenza si è stabilizzata con pronunce favorevoli all'amministrazione finanziaria. La società ha quindi formalizzato la rinuncia al ricorso tributario per evitare l'aggravamento dei costi processuali. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno compensato integralmente le spese di lite tra le parti. La motivazione risiede nel fatto che l'orientamento giurisprudenziale sfavorevole è sopravvenuto solo dopo il deposito dell'impugnazione. La Corte ha inoltre escluso il versamento del doppio contributo unificato, misura applicabile esclusivamente nei casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Misure cautelari: la rinuncia rende il ricorso inammissibile
L'Indagato subiva la custodia per il reato di associazione a delinquere finalizzata a bancarotta e autoriciclaggio. Dopo il rigetto della richiesta di revoca da parte del Giudice per le Indagini Preliminari e del Tribunale del Riesame, la difesa proponeva ricorso in Cassazione. La difesa contestava la motivazione sui pericoli di reiterazione del reato. Durante il procedimento di legittimità, il giudice procedente accoglieva una nuova istanza e sostituiva la custodia con una misura meno restrittiva. Di conseguenza, l'Indagato presentava formale rinuncia all'impugnazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per le Misure cautelari a causa della sopravvenuta carenza di interesse, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Frode carosello IVA e rinuncia al ricorso: chi paga le spese
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società l'indebita detrazione d'imposta derivante da una frode carosello IVA con l'uso di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. Nel corso del giudizio di revocazione in Cassazione, la Società ha depositato atto di rinuncia al ricorso, sostenendo l'esistenza di un accordo conciliativo e il completo pagamento del debito. I giudici hanno tuttavia accertato che la documentazione prodotta dalla Società si riferiva ad altri avvisi di accertamento e a diverse annualità fiscali. Trattandosi di un atto unilaterale recettizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Vista l'assenza di un valido accordo estintivo sulla specifica causa, la Società rinunciante è stata condannata al pagamento integrale delle spese di lite in favore dell'Amministrazione Finanziaria.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione e spese compensate
Gli eredi del titolare di un'azienda agricola avevano promosso impugnazione in sede di legittimità contro un ente pubblico. Nel corso del procedimento, i familiari hanno formalizzato la rinuncia al ricorso in Cassazione ai sensi dell'articolo 390 del codice di procedura civile. L'amministrazione pubblica ha accettato la decisione chiedendo la declaratoria di estinzione della lite e l'assorbimento del proprio ricorso incidentale condizionato. La Suprema Corte ha preso atto della volontà delle parti e ha dichiarato estinto il processo. I giudici hanno disposto la compensazione integrale delle spese legali tra i contendenti e hanno escluso l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, poiché non si è verificato un rigetto nel merito dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: tentato omicidio e condanna
L'Imputato, condannato a sei anni di reclusione per il reato di tentato omicidio nei confronti della moglie, ha proposto impugnazione lamentando il mancato rinnovo della perizia sulla propria capacità di intendere e di volere. La difesa contestava inoltre la mancata nuova audizione della persona offesa per chiarire il clima familiare. Tuttavia, prima che i giudici potessero esprimersi sul merito dei motivi presentati, l'imputato ha formalmente depositato l'atto di rinuncia. La Suprema Corte di Cassazione ha quindi preso atto della Rinuncia al ricorso per cassazione, dichiarando l'impugnazione inammissibile. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione di cinquecento euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: l’accordo chiude la lite
Una cittadina e un Comune si sono opposti davanti alla Corte di Cassazione proponendo ricorso principale e incidentale. Durante la causa, le parti hanno raggiunto un accordo per chiudere la vertenza. Entrambe hanno firmato e depositato un atto di rinuncia al ricorso in Cassazione, accettando la decisione reciprocamente e chiedendo la compensazione delle spese legali. La Cassazione ha constatato la regolarità delle firme e dell'autorizzazione della giunta comunale. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato estinto il processo. La Corte ha inoltre chiarito che la rinuncia al ricorso in Cassazione non comporta il pagamento del doppio del contributo unificato, sanzione prevista soltanto per le impugnazioni respinte, inammissibili o improcedibili. Il giudizio si conclude quindi senza vincitori né vinti.
Continua »
Responsabilità solidale nel subappalto: limiti e rinuncia
Un'impresa subappaltatrice ha svolto servizi informatici per conto di una società partner di un Raggruppamento Temporaneo di Imprese. A seguito dell'insolvenza della società committente diretta, il subappaltatore ha chiesto il pagamento del credito alle altre aziende mandanti, invocando la responsabilità solidale nel subappalto. I giudici di merito hanno escluso la garanzia solidale delle altre mandanti, qualificando l'unione come raggruppamento di tipo verticale. Il subappaltatore ha proposto ricorso in Cassazione ma ha successivamente depositato atto di rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e condannato il subappaltatore al pagamento delle spese legali in favore delle parti controricorrenti, a causa della mancata adesione consensuale alla rinuncia delle spese.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione e spese di lite
Un cittadino ha impugnato una sentenza favorevole all'Ente Pubblico. Prima dell'udienza, il cittadino ha formalizzato la rinuncia al ricorso in Cassazione. L'Ente Pubblico ha preso atto della decisione senza formalizzare un'accettazione esplicita. La Corte di Cassazione ha chiarito che in sede di legittimità la rinuncia costituisce un atto unilaterale recettizio. Essa produce l'estinzione del giudizio a prescindere dall'accettazione della controparte. La sentenza di secondo grado diventa così definitiva, passando in giudicato. Valutando l'andamento complessivo della vertenza e l'assorbimento delle posizioni avversarie, la Corte ha disposto l'integrale compensazione delle spese legali. Inoltre, i giudici hanno precisato che in caso di rinuncia spontanea non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Lite sulle tasse: la rinuncia al ricorso chiude il processo
Un Ente Locale ha inviato un avviso di accertamento ICI e IMU a una Società per una piattaforma petrolifera situata in mare. La Società ha impugnato la richiesta fiscale ottenendo decisioni favorevoli nei primi due gradi di giudizio. L'Ente Locale ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del processo, le parti hanno sottoscritto un accordo stragiudiziale per definire i rapporti tributari. Di conseguenza, l'Ente Locale ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'intesa e ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno stabilito che nessuna parte deve pagare le spese di lite e hanno confermato che la rinuncia evita il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco frena contro il socio
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la sentenza favorevole al socio unico di una società, contestando presunti utili non dichiarati. Tuttavia, durante il procedimento, l'amministrazione finanziaria ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, vistata dal difensore del contribuente. Trattandosi di un atto unilaterale recettizio, la comunicazione ha prodotto la chiusura automatica della lite. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo ed ha dichiarato l'estinzione del processo. Contestualmente, i giudici hanno stabilito la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti. La Corte ha inoltre escluso l'obbligo del pagamento del doppio contributo unificato, quanto questa misura sanzionatoria non si applica in caso di estinzione volontaria della causa.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: no al doppio contributo
Un'azienda agricola ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello favorevole a un ente regionale. Nel corso della causa, le Sezioni Unite hanno chiarito la giurisprudenza su casi analoghi. L'azienda ha quindi presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e l'inefficacia del ricorso incidentale dell'ente. Riguardo ai costi, la Corte ha disposto la compensazione integrale delle spese di lite, valutando la complessità delle questioni risolte solo di recente. Infine, la decisione stabilisce che la rinuncia non comporta l'obbligo di versare il doppio contributo unificato, sanzione riservata soltanto ai casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: estinzione e niente sanzioni
Una lavoratrice ha impugnato la sentenza d'appello relativa alle sue spettanze retributive e alla legittimità del licenziamento. Successivamente, dopo aver appreso del decesso del datore di lavoro, la dipendente ha depositato un atto formale con cui ha manifestato la rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno chiarito che la rinuncia non richiede l'accettazione della controparte rimasta non costituita. Inoltre, trattandosi di un abbandono volontario e non di un rigetto per inammissibilità, la lavoratrice viene esonerata dal pagamento del doppio del contributo unificato. Nessun addebito di spese è stato disposto per l'assenza della parte intimata.
Continua »
Ripartizione spese condominiali: accordo e rinuncia al ricorso
Un condomino ha impugnato la delibera dell'assemblea relativa alla ripartizione spese condominiali per i lavori di restauro della facciata e del tetto. Il proprietario contestava l'addebito dei costi di progettazione e manutenzione, ritenendo che la presenza di scale autonome imponesse calcoli separati. Dopo le decisioni dei primi gradi di giudizio, la causa è arrivata in Cassazione. Prima della decisione dei giudici, il condomino e il condominio hanno raggiunto un accordo stragiudiziale per risolvere la lite. Di conseguenza, il condomino ha rinunciato al ricorso con l'adesione della controparte. La Corte di Cassazione ha preso atto della transazione e ha dichiarato l'estinzione del processo, disponendo la compensazione delle spese legali.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione e spese compensate
Una ditta individuale promuove ricorso davanti alla Corte di Cassazione contro un Ente Regionale. Prima della decisione, la parte ricorrente deposita un formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte dichiara quindi l'estinzione del giudizio. Valutata la notevole complessità delle questioni giuridiche affrontate, i giudici dispongono la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti. Inoltre, il collegio chiarisce che la rinuncia al ricorso in Cassazione non comporta l'applicazione del doppio contributo unificato, sanzione riservata esclusivamente ai casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: esonerata la sanzione
Il Condannato ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava l'affidamento in prova e la semilibertà. Successivamente, la persona reclusa ha presentato la rinuncia al ricorso per cassazione, dimostrando di aver avviato un percorso riabilitativo in comunità. Tale scelta consentirà di richiedere nuovamente le misure alternative. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per via della rinuncia. Tuttavia, i giudici hanno accolto la richiesta del ricorrente di non versare la sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende, riscontrando l'assenza di colpa. Il Condannato dovrà pagare unicamente le spese processuali ordinarie.
Continua »
Rinuncia al ricorso in cassazione e condanna alle spese
Un detenuto ha richiesto il differimento della pena o la detenzione domiciliare per motivi di salute. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la domanda. Il condannato ha presentato ricorso in Cassazione ma successivamente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso in cassazione, adducendo un generico venir meno dell'interesse. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di cinquecento euro alla Cassa delle Ammende. Poiché la rinuncia è dipesa da una scelta volontaria e non da motivi oggettivi non imputabili, la condanna pecuniaria rimane obbligatoria.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop al giudizio e spese
Un'Azienda Agricola impugna la sentenza di secondo grado promossa contro un Ente Regionale. Successivamente, la stessa parte presenta la formale rinuncia al ricorso in Cassazione. L'Ente Regionale prende atto della decisione ed esprime parere favorevole all'estinzione del processo. La Corte di Cassazione dichiara estinto il giudizio e considera assorbito il ricorso incidentale dell'Ente. Riguardo ai costi processuali, i giudici dispongono l'integrale compensazione delle spese di lite. La Corte precisa inoltre che la rinuncia al ricorso in Cassazione evita il pagamento del doppio contributo unificato, non sussistendo i presupposti sanzionatori di rigetto o inammissibilità.
Continua »