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Rinuncia Al Ricorso In Cassazione

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149 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alle liti senza sanzioni
I Ricorrenti hanno proposto ricorso contro il Fallimento di una società. Prima della decisione della Corte di Cassazione, i difensori delle parti hanno depositato un atto di rinuncia al ricorso in Cassazione, accettato dalla controparte, chiedendo l'estinzione del processo e la compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Inoltre, i giudici hanno stabilito che, in caso di estinzione per rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato (la tassa per avviare la causa). Di conseguenza, il processo si chiude senza vincitori né vinti, e senza sanzioni fiscali aggiuntive per i ricorrenti.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: processo estinto senza spese
Il Ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione contro il Ministero dell'Interno avverso un decreto del Tribunale di Ancona. Successivamente, Il Ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia e rilevato che la costituzione del Ministero era tardiva e priva di effetti giuridici (definita tamquam non esset), ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, non è stata disposta alcuna condanna al pagamento delle spese di lite, poiché l'amministrazione non si era costituita validamente nei termini previsti.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alle spese e al raddoppio
Una società immobiliare ha impugnato in Cassazione il decreto del Tribunale che liquidava centotrentamila euro a favore del commissario giudiziale per l'attività svolta durante un concordato preventivo poi revocato. Successivamente, la società ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione, regolarmente sottoscritto dal proprio legale rappresentante. La Suprema Corte, verificata la sussistenza dei requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Non è stata pronunciata alcuna condanna alle spese poiché la controparte non ha svolto attività difensiva. Inoltre, i giudici hanno escluso l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato, inapplicabile in caso di estinzione per rinuncia.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: quando arrendersi costa caro
Il Ricorrente, condannato nei precedenti gradi di giudizio per spaccio di lieve entità, ha impugnato la sentenza d'appello. Successivamente, ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile l'impugnazione a causa del recesso, condannando il soggetto al pagamento delle spese processuali e di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite sul fallimento
Un professionista ha proposto opposizione allo stato passivo per ottenere il riconoscimento del proprio credito professionale verso una società fallita. Il Tribunale ha accolto parzialmente la domanda, ammettendo il credito in parte come privilegiato e in parte come chirografario. Il professionista ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, e la procedura fallimentare ha risposto con un ricorso incidentale. Successivamente, entrambi i difensori, muniti di apposita procura, hanno depositato formale atto di rinuncia ai rispettivi ricorsi. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso in Cassazione, disponendo la compensazione delle spese di lite poiché entrambe le parti hanno concordato sulla cessazione della materia del contendere.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: l’accordo spegne la lite
Nel corso di un giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il Ricorrente ha presentato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso in Cassazione. Questa decisione è scaturita dal raggiungimento di un accordo amichevole, definito transazione, tra il Ricorrente e l'Intimato per risolvere definitivamente la controversia. Poiché l'Intimato non ha svolto alcuna attività difensiva nel processo di legittimità, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza dover provvedere alla liquidazione delle spese legali. Il processo si è così concluso anticipatamente senza una decisione sul merito della vicenda.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alle liti senza tasse
Un avvocato ha proposto opposizione contro un precetto notificato da un'associazione in liquidazione. Dopo il rigetto nei gradi precedenti, il professionista ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, lo stesso ricorrente ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno inoltre chiarito che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura punitiva non colpisce chi decide di abbandonare spontaneamente la causa prima della decisione.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite sui vizi
L'Acquirente di un immobile ha citato in giudizio I Venditori per gravi difetti di costruzione. Dopo alterne vicende nei primi due gradi di giudizio, incentrate sull'applicabilità della garanzia decennale per i difetti dell'opera, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, L'Acquirente ha presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione, regolarmente accettata dai Venditori. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi sulle spese di lite.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite con le banche
Due debitori hanno impugnato in Cassazione la sentenza d'appello che aveva parzialmente accolto l'azione revocatoria promossa da due banche creditrici. Nel corso del giudizio, i debitori hanno depositato formale rinuncia al ricorso in Cassazione nei confronti di entrambi gli istituti di credito. Le banche resistenti hanno aderito alla rinuncia, chiedendo la compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato interamente le spese tra le parti. Ha inoltre specificato che non si può disporre d'ufficio la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale in assenza di un'espressa richiesta delle parti interessate.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite sui compensi
Un gruppo di lavoratori impiegati in lavori socialmente utili presso un'università ha richiesto il ricalcolo del compenso integrativo per le ore di lavoro extra, pretendendo l'inclusione della tredicesima e dell'indennità di ateneo. Dopo la decisione sfavorevole della Corte d'Appello, i lavoratori hanno proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, i lavoratori hanno presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dall'università con accordo sulla compensazione delle spese. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito della questione retributiva.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: lite da 65mila euro si spegne
Una privata otteneva un decreto ingiuntivo contro una società per il rimborso di somme anticipate per estinguere un'ipoteca. La Corte d'Appello qualificava il rapporto come mutuo, confermando il debito della società. Quest'ultima proponeva ricorso in Cassazione, mentre la privata presentava ricorso incidentale. Prima dell'udienza, entrambe le parti firmavano un atto di rinuncia ai rispettivi ricorsi, accettato reciprocamente. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza condanna alle spese, poiché la reciproca accettazione della rinuncia al ricorso in Cassazione esclude la necessità di regolare le spese di lite.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite tra coniugi
Un marito ha avviato una causa contro la moglie per ottenere la divisione dei beni in comunione legale e il rimborso di somme spese per la casa coniugale e del conto corrente comune. Dopo le sentenze di primo e secondo grado, il marito ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, lo stesso ricorrente ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha preso atto di questa decisione e ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 390 del codice di procedura civile, senza pronunciarsi sulle spese poiche la moglie non si era difesa in questa fase.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Causa Estinta Senza Vincitori
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo a seguito della rinuncia al ricorso in Cassazione da parte di un'azienda. La controparte, un fallimento societario, ha accettato la rinuncia. Questa decisione procedurale ha messo fine alla controversia legale nell'ultimo grado di giudizio senza una valutazione nel merito della questione. Di conseguenza, il giudizio si è concluso senza una sentenza che stabilisse chi avesse ragione o torto, e senza una pronuncia sulle spese legali, chiudendo definitivamente la vicenda processuale.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: la multa di 3000€ è dovuta
La Corte di Cassazione affronta il caso di un imputato che, dopo aver presentato ricorso, decide di ritirarlo. La Corte dichiara il ricorso inammissibile ma stabilisce un principio importante: la rinuncia al ricorso in Cassazione non è un atto privo di conseguenze economiche. Anche se la rinuncia è una scelta volontaria, essa provoca l'inammissibilità dell'atto. Per questo motivo, la legge prevede comunque una condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. In questo caso, l'imputato è stato condannato a versare 3.000 euro alla Cassa delle ammende, dimostrando che ritirare un'impugnazione non esonera da responsabilità economiche.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: ritira l’appello e paga le spese
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato che, dopo aver presentato appello, ha deciso di ritirarlo. La legge considera questa azione una 'rinuncia al ricorso in Cassazione'. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, senza nemmeno entrare nel merito della questione. Questa decisione ha reso definitiva la condanna precedente e ha comportato per l'imputato l'obbligo di pagare sia le spese del processo sia una sanzione di 500 euro alla Cassa delle ammende. La sentenza chiarisce che la rinuncia non è un atto neutro, ma produce effetti giuridici ed economici precisi.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Causa Estinta ma Spese Pagate
Un Promissario Acquirente, dopo aver perso una causa per l'acquisto di un immobile, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, decide di abbandonare il giudizio attraverso una rinuncia al ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Società Creditrice, controparte nel processo, non accetta la rinuncia. La Corte Suprema di Cassazione, pur dichiarando estinto il giudizio, applica una precisa regola procedurale: condanna chi ha rinunciato a pagare tutte le spese legali della controparte. La sentenza chiarisce che la rinuncia non è sempre 'gratuita' e può avere conseguenze economiche significative se l'altra parte non vi acconsente.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Causa Chiusa Senza Sentenza
Un cittadino aveva avviato un ricorso in Cassazione contro una compagnia di assicurazioni, gestore del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada. Prima che la Corte potesse decidere, le parti hanno raggiunto un accordo. Di conseguenza, il cittadino ha presentato una dichiarazione di rinuncia al ricorso in Cassazione, che la compagnia assicurativa ha formalmente accettato. La Corte Suprema ha quindi preso atto della volontà delle parti e ha dichiarato il processo estinto, chiudendolo definitivamente senza emettere una sentenza sul merito della controversia e senza decidere sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: appello ritirato, condanna alle spese
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo che, dopo aver impugnato un sequestro preventivo per occupazione abusiva di demanio marittimo, ha deciso di ritirare il proprio appello. La sentenza stabilisce un principio procedurale chiaro: la rinuncia al ricorso in Cassazione ne determina l'immediata inammissibilità. Questa decisione non è priva di conseguenze. Il ricorrente che fa un passo indietro viene comunque condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, poiché ha attivato la macchina della giustizia per poi interromperla volontariamente.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Ritirarsi Costa 500 Euro
Un uomo, sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, però, decide di ritirare l'impugnazione. La Corte Suprema, prendendo atto della sua scelta, dichiara il ricorso inammissibile. Questa decisione non è priva di conseguenze: la Cassazione stabilisce che la rinuncia al ricorso in Cassazione è una causa di inammissibilità attribuibile alla colpa del ricorrente. Di conseguenza, lo condanna non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una sanzione di 500 euro alla Cassa delle ammende, stabilendo che ritirarsi da un processo ha un costo.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: l’appello finisce con una multa
Un imputato, dopo aver concordato in appello una pena per rapina aggravata, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, però, cambia idea e presenta una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, dichiara l'impugnazione inammissibile. Questa decisione comporta non solo la conferma definitiva della condanna, ma anche l'obbligo per l'imputato di pagare le spese processuali e versare una somma di 1.000 euro alla Cassa delle ammende come sanzione per aver avviato un ricorso poi abbandonato.
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