LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Rinuncia Al Ricorso In Cassazione

Pagina 3 di 8

149 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso in Cassazione: la fine della lite bancaria
Una Società debitrice e i suoi garanti hanno impugnato davanti alla Corte di Cassazione una sentenza emessa in favore di un Istituto di Credito relativa a rapporti bancari. La banca si è costituita nel giudizio contestando l'impugnazione e presentando a sua volta un ricorso incidentale. Successivamente, prima che i giudici si pronunciassero sul merito della causa, le parti hanno raggiunto un accordo e hanno formalizzato la rinuncia al ricorso in Cassazione per tutti gli atti di impugnazione depositati. I magistrati della Suprema Corte hanno preso atto della volontà comune di abbandonare la lite e hanno dichiarato l'estinzione formale del processo, applicando le norme previste dal codice di procedura civile per la cessazione del giudizio.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: il reato prescritto costa caro
L'Imputato era stato accusato di falsità ideologica in atti pubblici, ma la Corte d'Appello ha dichiarato l'estinzione dei reati per intervenuta prescrizione. L'Imputato ha presentato impugnazione contestando le motivazioni dei giudici di merito, pur senza aver previamente rinunziato alla prescrizione. Successivamente, prima dell'udienza di legittimità, l'interessato ha presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha preso atto di tale atto, evidenziando il sopravvenuto difetto di interesse ad agire. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, condannando L'Imputato al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di cinquecento euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso in cassazione: scatta la condanna
L'Imputato, a seguito di una sentenza di patteggiamento, ha inizialmente proposto ricorso contestando la legalità della pena applicata. Successivamente la difesa ha depositato la formale rinuncia al ricorso in cassazione. La Corte di Cassazione ha preso atto della scelta e ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge processuale stabilisce che l'inammissibilità determinata da rinuncia comporta comunque l'obbligo di pagare le spese del procedimento. Inoltre, il ricorrente deve versare una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende, quantificata nel caso specifico nell'importo di cinquecento euro.
Continua »
Rinuncia al ricorso in cassazione: sanzioni e spese
L'Imputato ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione per contestare il trattamento sanzionatorio stabilito dalla Corte d'Appello. Prima dell'udienza, il suo difensore, munito di apposita procura speciale, ha formalizzato la rinuncia al ricorso in cassazione. A fronte di tale atto volontario, la Suprema Corte ha preso atto della scelta della difesa e ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. La decisione comporta dirette conseguenze economiche per l'Imputato, il quale è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione di 500 euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: sanzione e spese
L'imputato ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione contro la sentenza emessa dalla Corte di Appello. Prima dell'udienza, la difesa ha depositato un formale atto di rinuncia ai motivi di impugnazione. I giudici di legittimità hanno preso atto della volontà della parte e hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La rinuncia al ricorso in Cassazione non cancella tuttavia gli oneri economici della procedura giudiziaria. La Suprema Corte ha condannato l'imputato al pagamento integrale delle spese del procedimento penale e al versamento di una sanzione di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: condanna e spese
L'Imputato, condannato in appello per reati legati alle armi e associazione a delinquere, presentava ricorso alla Suprema Corte. Successivamente, manifestava la propria volontà di abbandonare il giudizio depositando la dichiarazione presso l'ufficio del carcere in cui era detenuto. La Corte di Cassazione ha preso atto della scelta, confermando la validita formale della Rinuncia al ricorso in Cassazione. Questo atto rende la condanna definitiva. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, condannando L'Imputato al pagamento delle spese del processo e al versamento di una sanzione di cinquecento euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso in cassazione: inammissibilità e spese
Il Ricorrente ha impugnato in Cassazione l'ordinanza emessa dal Tribunale di sorveglianza. Successivamente, tramite il proprio difensore munito di procura speciale, ha presentato formale dichiarazione di rinuncia al ricorso in cassazione. La Suprema Corte ha preso atto di tale scelta e ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso ai sensi del codice di procedura penale. Di conseguenza, la Corte ha condannato Il Ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento della somma di cinquecento euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop al giudizio e no sanzioni
Un'impresa ha formalizzato la Rinuncia al ricorso in Cassazione in una controversia contro un Ente Regionale, dopo che le Sezioni Unite avevano chiarito le questioni di diritto al centro della causa. A seguito di questa scelta, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. Essendo caduto il ricorso principale, anche il ricorso incidentale dell'Ente Regionale è diventato del tutto inefficace. La Corte ha disposto la compensazione delle spese legali tra le parti, considerando la novità e la complessità delle decisioni giurisprudenziali intervenute solo durante il processo. Infine, i giudici hanno confermato che la rinuncia non comporta l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato. La sanzione fiscale si applica infatti esclusivamente nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: scattano le spese processuali
L'Imputato, condannato per il reato di rapina aggravata, aveva proposto impugnazione di fronte alla Corte di Cassazione lamentando vizi di motivazione ed errori nell'applicazione della pena. Tuttavia, prima dell'udienza, l'Imputato ha depositato una formale Rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. Quando la parte decide di abbandonare il processo senza una causa giustificata a lui non imputabile, si applica la regola generale sull'inammissibilità. Di conseguenza, i giudici hanno condannato l'Imputato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: fine della lite sul fondo
Una controversia agraria tra un affittuario e una società proprietaria ha riguardato la cessazione di un contratto di affitto di un terreno e l'obbligo di rilascio del fondo. L'affittuario ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione per contestare la sentenza d'appello. Nelle more della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale. I rispettivi avvocati, muniti di procura speciale, hanno depositato la Rinuncia al ricorso in Cassazione e la relativa accettazione. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza provvedere sulle spese processuali, chiudendo definitivamente la vertenza.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione e la fine della lite
Un cittadino ha impugnato una decisione sfavorevole dinanzi alla Corte di Cassazione. Nel corso del procedimento, la parte ha formalizzato la rinuncia al ricorso in Cassazione per porre fine alla controversia. Gli avversari costituiti hanno dichiarato di accettare integralmente l'atto di rinuncia. La Corte ha riscontrato il pieno rispetto dei requisiti prescritti dal codice di procedura civile. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno dichiarato l'estinzione del giudizio. L'accordo espresso tra le parti ha evitato qualsiasi condanna al pagamento delle spese legali.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: accordo e nessuna sanzione
Un Ente Locale e una Cittadina avevano avviato una causa davanti alla Corte di Cassazione proponendo ricorso principale e incidentale. Durante il procedimento le parti hanno raggiunto un accordo formale depositando un atto congiunto di rinuncia al ricorso in Cassazione con reciproca accettazione. Il Sindaco dell'Ente ha ottenuto la preventiva autorizzazione dalla Giunta Comunale per sottoscrivere la rinuncia. La Corte di Cassazione ha preso atto della volonta condivisa delle parti e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese legali sono state integralmente compensate tra i contendenti come concordato. La Corte ha inoltre chiarito che la rinuncia non comporta il pagamento del doppio contributo unificato, quanto tale misura sanzionatoria si applica soltanto nei casi di rigetto, inammissibilita o improcedibilita del ricorso.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione e spese compensate
Gli eredi del titolare di un'azienda agricola avevano promosso impugnazione in sede di legittimità contro un ente pubblico. Nel corso del procedimento, i familiari hanno formalizzato la rinuncia al ricorso in Cassazione ai sensi dell'articolo 390 del codice di procedura civile. L'amministrazione pubblica ha accettato la decisione chiedendo la declaratoria di estinzione della lite e l'assorbimento del proprio ricorso incidentale condizionato. La Suprema Corte ha preso atto della volontà delle parti e ha dichiarato estinto il processo. I giudici hanno disposto la compensazione integrale delle spese legali tra i contendenti e hanno escluso l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, poiché non si è verificato un rigetto nel merito dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: l’accordo chiude la lite
Una cittadina e un Comune si sono opposti davanti alla Corte di Cassazione proponendo ricorso principale e incidentale. Durante la causa, le parti hanno raggiunto un accordo per chiudere la vertenza. Entrambe hanno firmato e depositato un atto di rinuncia al ricorso in Cassazione, accettando la decisione reciprocamente e chiedendo la compensazione delle spese legali. La Cassazione ha constatato la regolarità delle firme e dell'autorizzazione della giunta comunale. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato estinto il processo. La Corte ha inoltre chiarito che la rinuncia al ricorso in Cassazione non comporta il pagamento del doppio del contributo unificato, sanzione prevista soltanto per le impugnazioni respinte, inammissibili o improcedibili. Il giudizio si conclude quindi senza vincitori né vinti.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione e spese di lite
Un cittadino ha impugnato una sentenza favorevole all'Ente Pubblico. Prima dell'udienza, il cittadino ha formalizzato la rinuncia al ricorso in Cassazione. L'Ente Pubblico ha preso atto della decisione senza formalizzare un'accettazione esplicita. La Corte di Cassazione ha chiarito che in sede di legittimità la rinuncia costituisce un atto unilaterale recettizio. Essa produce l'estinzione del giudizio a prescindere dall'accettazione della controparte. La sentenza di secondo grado diventa così definitiva, passando in giudicato. Valutando l'andamento complessivo della vertenza e l'assorbimento delle posizioni avversarie, la Corte ha disposto l'integrale compensazione delle spese legali. Inoltre, i giudici hanno precisato che in caso di rinuncia spontanea non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop al processo e spese
Un cittadino ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione la sentenza emessa dalla Corte d'Appello favorevole a un ente pubblico regionale. L'ente si è costituito con controricorso. Prima dell'udienza, la parte ricorrente ha formalizzato la propria rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che questa scelta estingue il giudizio senza necessità di accettazione della controparte, trattandosi di un atto unilaterale recettizio. Di conseguenza, la sentenza impugnata è passata definitivamente in giudicato. I giudici hanno inoltre stabilito la compensazione integrale delle spese tra le parti. Infine, la Corte ha confermato che la rinuncia non comporta l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, misura riservata esclusivamente alle ipotesi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione e spese compensate
Una ditta individuale promuove ricorso davanti alla Corte di Cassazione contro un Ente Regionale. Prima della decisione, la parte ricorrente deposita un formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte dichiara quindi l'estinzione del giudizio. Valutata la notevole complessità delle questioni giuridiche affrontate, i giudici dispongono la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti. Inoltre, il collegio chiarisce che la rinuncia al ricorso in Cassazione non comporta l'applicazione del doppio contributo unificato, sanzione riservata esclusivamente ai casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso in cassazione e condanna alle spese
Un detenuto ha richiesto il differimento della pena o la detenzione domiciliare per motivi di salute. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la domanda. Il condannato ha presentato ricorso in Cassazione ma successivamente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso in cassazione, adducendo un generico venir meno dell'interesse. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di cinquecento euro alla Cassa delle Ammende. Poiché la rinuncia è dipesa da una scelta volontaria e non da motivi oggettivi non imputabili, la condanna pecuniaria rimane obbligatoria.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop al giudizio e spese
Un'Azienda Agricola impugna la sentenza di secondo grado promossa contro un Ente Regionale. Successivamente, la stessa parte presenta la formale rinuncia al ricorso in Cassazione. L'Ente Regionale prende atto della decisione ed esprime parere favorevole all'estinzione del processo. La Corte di Cassazione dichiara estinto il giudizio e considera assorbito il ricorso incidentale dell'Ente. Riguardo ai costi processuali, i giudici dispongono l'integrale compensazione delle spese di lite. La Corte precisa inoltre che la rinuncia al ricorso in Cassazione evita il pagamento del doppio contributo unificato, non sussistendo i presupposti sanzionatori di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: l’accordo estingue la lite
Due private cittadine hanno impugnato la sentenza d'appello sfavorevole emessa nei confronti di un istituto di credito. Durante la fase di definizione anticipata davanti alla Corte Suprema, le parti hanno raggiunto un intesa stragiudiziale autonoma per regolare le spese legali. Conseguentemente, le ricorrenti hanno formalizzato la rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata formalmente dalla banca controricorrente. La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà delle parti e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione ha confermato che l'accordo stragiudiziale prevale sul proseguimento della causa, escludendo l'applicazione di sanzioni per responsabilità processuale e il raddoppio del contributo unificato fiscale.
Continua »