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Rinuncia Agli Atti

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144 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Indennità di avviamento: guida alla rinuncia agli atti
Una società conduttrice ha impugnato un decreto ingiuntivo relativo al pagamento dell'indennità di avviamento commerciale per oltre 36.000 euro. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la società ha presentato ricorso in Cassazione contestando la violazione dell'Art. 34 della Legge 392/1978. Durante il procedimento di legittimità, la ricorrente ha depositato una formale rinuncia agli atti, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato in caso di rinuncia accettata.
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Rinuncia agli atti: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia agli atti presentata dai ricorrenti e regolarmente accettata dalle controparti. Il caso riguardava l'impugnazione di una sentenza di appello in materia civile. In presenza di una rinuncia formale e della relativa accettazione, la Corte, applicando gli articoli 390 e 391 c.p.c., ha preso atto della volontà delle parti di non proseguire la lite, chiudendo il procedimento senza alcuna condanna alle spese legali.
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Accordo e rinuncia al ricorso: niente sanzioni per l’azienda
Un lavoratore fa causa all'azienda per aver svolto mansioni superiori e vince nei primi gradi di giudizio. L'azienda decide di proseguire la battaglia legale. Durante l'ultimo grado di giudizio, le parti trovano un accordo amichevole e presentano una rinuncia al ricorso. La Corte chiude il caso dichiarando l'estinzione del processo. I giudici stabiliscono un principio fondamentale: chi formalizza la rinuncia al ricorso a seguito di una conciliazione non deve pagare il raddoppio della tassa giudiziaria. Questa sanzione economica si applica esclusivamente quando il giudice respinge la richiesta o la dichiara inammissibile, premiando così chi sceglie la via dell'accordo pacifico.
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Accordo tra le Parti: Estinzione del Processo per Rinuncia
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una complessa controversia civile che vedeva contrapposti una società di servizi, un ente locale e un consorzio. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno trovato un accordo stragiudiziale. I rispettivi legali hanno depositato atti formali per documentare l'avvenuta rinuncia ai propri ricorsi principali e incidentali. Tutti i soggetti coinvolti hanno accettato reciprocamente tali rinunce, richiedendo congiuntamente la compensazione delle spese legali. Preso atto di questa volontà concorde, la Suprema Corte ha applicato gli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile, dichiarando l'estinzione del processo per rinuncia. La vertenza si chiude così definitivamente senza una pronuncia sul merito, con i costi legali che restano a carico di ciascuna parte come da accordo.
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Risarcimento Negato e Rinuncia agli Atti: Il Processo si Estingue
A seguito di un incidente stradale, la persona danneggiata otteneva un risarcimento parziale, vedendosi negare il rimborso delle spese legali sostenute prima del processo. Dopo un appello parzialmente vittorioso, la questione giungeva in Cassazione per ottenere il riconoscimento totale delle spese stragiudiziali. Tuttavia, poco prima dell'udienza, il difensore della ricorrente depositava una formale rinuncia agli atti, dichiarando il sopravvenuto disinteresse alla prosecuzione della causa. La Corte di Cassazione, preso atto della regolarità della richiesta, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Non essendosi costituita la compagnia assicurativa intimata, la Corte non ha dovuto provvedere alla condanna per le spese legali. Il caso illustra perfettamente gli effetti procedurali ed economici della rinuncia agli atti nel processo civile.
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Rinuncia agli atti nel giudizio tributario: stop al ricorso
Una contribuente ha impugnato un atto impositivo relativo al recupero di accise sull'energia elettrica, scaturito da un accertamento per allaccio abusivo. Dopo la conferma della pretesa tributaria nei gradi di merito, la donna ha proposto ricorso in Cassazione contestando la prescrizione del credito e il proprio difetto di legittimazione passiva. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, il difensore della ricorrente ha depositato una formale rinuncia agli atti nel giudizio tributario. Poiché l'Amministrazione Finanziaria non si era costituita, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico della parte che le ha anticipate. La decisione conferma l'efficacia della rinuncia come strumento per chiudere il contenzioso pendente.
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Contratto e inattività: quando il processo si estingue per sempre
Un fornitore di caffè ha citato in giudizio i titolari di un esercizio commerciale per l'inadempimento di un contratto di esclusiva. Dopo vari passaggi di proprietà dell'azienda e l'interruzione del giudizio per la cancellazione di una società, il giudice ha ordinato l'integrazione del contraddittorio. Il fornitore ha rinunciato agli atti verso un convenuto, ma non ha provveduto alla corretta riassunzione del processo nei termini assegnati. Il Tribunale ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per inattività. La Corte d'Appello ha confermato la decisione e la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di specificità e violazione del principio di autosufficienza, rendendo definitiva la chiusura del caso.
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Rinuncia agli atti del giudizio e spese legali
Una società ha rinunciato all'appello contro un avviso di addebito contributivo dopo aver raggiunto un accordo transattivo con l'ente creditore. La Corte d'Appello ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia agli atti del giudizio, condannando l'appellante al pagamento delle spese legali in favore dell'ente, non essendo stato pattuito diversamente tra le parti.
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Responsabilità solidale e difetti di costruzione
Un professionista incaricato della progettazione e direzione lavori ha impugnato la sentenza che lo condannava al risarcimento per gravi difetti costruttivi in un immobile. Il ricorrente sosteneva che la rinuncia del proprietario verso le imprese costruttrici fallite dovesse configurarsi come remissione del debito, riducendo la propria Responsabilità solidale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, distinguendo tra la rinuncia agli atti del processo, di natura meramente procedurale, e la remissione del debito sostanziale. Inoltre, la Corte ha ritenuto inammissibili le doglianze relative all'interpretazione delle clausole della polizza assicurativa, in quanto attinenti al merito della valutazione dei fatti.
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Rinuncia agli atti e contributo unificato
Una società ha impugnato la vendita di beni mobili nell'ambito di una procedura fallimentare, sostenendo di averli acquistati da un precedente aggiudicatario. Dopo il rigetto nei gradi precedenti per mancanza di prove sulla data certa dei documenti e sul pagamento, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la ricorrente ha depositato una formale rinuncia agli atti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e riguarda solo il rigetto o l'inammissibilità del ricorso.
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Tempo tuta: conciliazione e fine del giudizio
Una fondazione datrice di lavoro ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello relativa alla retribuibilità del **tempo tuta** per alcuni dipendenti. Prima della decisione di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo tramite conciliazione sindacale. La ricorrente ha quindi depositato atto di rinuncia al ricorso, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio senza procedere all'esame del merito.
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Rinuncia agli atti: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della formale rinuncia agli atti presentata dai ricorrenti. La decisione, basata sulla volontà delle parti di non proseguire la lite, ha comportato la chiusura del procedimento senza una valutazione del merito. Poiché le parti intimate non hanno svolto alcuna attività difensiva nel corso del giudizio di legittimità, la Corte non ha emesso alcuna statuizione relativa alla rifusione delle spese processuali, applicando rigorosamente le norme del codice di procedura civile.
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Soccombenza virtuale: spese legali in caso di rinuncia
La Corte di Cassazione chiarisce che, in caso di rinuncia al ricorso, le spese processuali sono regolate dal principio della soccombenza virtuale. Se il ricorso era destinato a essere dichiarato improcedibile per un vizio formale, come il tardivo deposito della relazione di notifica, il ricorrente rinunciante è comunque tenuto a rifondere le spese legali alla controparte, in quanto sarebbe risultato virtualmente soccombente.
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Spese processuali: la rinuncia agli atti non basta
Una società si opponeva a un precetto, notificava la rinuncia all'azione alla controparte ma non la depositava telematicamente in tribunale. La controparte si costituiva in giudizio e otteneva la condanna della società al pagamento delle spese processuali. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della società e chiarendo che la rinuncia, per essere efficace e bloccare le spese, deve essere formalizzata con il deposito in cancelleria prima che per la controparte scada il termine per costituirsi.
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Rinuncia agli atti: come chiudere una causa in appello
Una società, dopo aver ottenuto una vittoria parziale in appello in una causa bancaria, ha deciso di procedere con la rinuncia agli atti. La banca ha accettato la rinuncia e l'accordo sulle spese. La Corte d'Appello, applicando l'art. 306 c.p.c., ha dichiarato l'estinzione del processo, chiudendo definitivamente la controversia senza una decisione finale nel merito.
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Rinuncia agli atti in Cassazione: estinzione giudizio
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce l'iter per l'estinzione del giudizio a seguito di una rinuncia agli atti. Nel caso specifico, la parte ricorrente ha formalizzato la propria rinuncia dopo aver raggiunto un accordo con la controparte. Quest'ultima ha accettato la rinuncia, portando la Corte a dichiarare l'immediata estinzione del processo, in conformità con il Codice di Procedura Civile.
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Estinzione del giudizio per rinuncia agli atti
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia agli atti da parte dell'ente ricorrente, accettata dalle controparti. La decisione chiarisce che, in caso di accettazione della rinuncia, non vi è condanna alle spese legali né l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, fornendo un'importante chiave di lettura sulla conclusione anticipata del processo.
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Rinuncia agli atti: estinzione del processo in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della formale rinuncia agli atti da parte del ricorrente. Il caso, originato da una richiesta di risarcimento per danno alla persona, era giunto in Cassazione per una presunta errata applicazione delle tabelle di liquidazione del danno. Tuttavia, la rinuncia ha impedito alla Corte di pronunciarsi nel merito, chiudendo il processo senza alcuna statuizione sulle spese, data la mancata costituzione delle controparti.
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Rinuncia agli atti: estinzione senza notifica
La Corte di Appello di Firenze ha dichiarato l'estinzione di un processo a seguito della rinuncia agli atti da parte dell'appellante. La decisione si fonda sul fatto che la controparte non era mai stata raggiunta dalla notifica dell'appello e, di conseguenza, non si era costituita in giudizio. In tale scenario, la Corte ha stabilito che non è necessaria né la notifica della rinuncia né l'accettazione della stessa, e non ha emesso alcuna statuizione sulle spese processuali.
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Rinuncia agli atti: estinzione e spese compensate
La Corte d'Appello di Lecce ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia agli atti da parte dell'appellante. La sentenza chiarisce che, in caso di rinuncia, le spese legali possono essere interamente compensate se la controparte, rimasta contumace, non ha sostenuto costi. Inoltre, viene escluso l'obbligo del raddoppio del contributo unificato, poiché non applicabile ai casi di estinzione del processo.
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