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Rinuncia Agli Atti

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144 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: niente doppio contributo
Una società aveva presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza del Tribunale. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo e hanno rinunciato agli atti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il versamento del doppio contributo unificato. Questa sanzione, infatti, si applica solo nei casi tassativi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso e non può essere estesa per analogia.
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Condono e processo tributario: estinzione parziale
Un contribuente aderisce a un condono per il ruolo provvisorio e rinuncia all'appello. La Cassazione chiarisce che il condono e il processo tributario non si estinguono per l'intero debito, ma solo per la parte sanata. La parte residua del debito diventa definitiva a seguito della rinuncia all'impugnazione. La Corte cassa la sentenza di merito e dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia agli atti.
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Obbligo solidale avvocato: rinuncia atti è transazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25271/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di compensi professionali. Due legali, dopo che i loro clienti avevano rinunciato a un'azione legale, si sono visti negare il pagamento in solido da tutte le parti coinvolte. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo solidale al pagamento delle spese legali scatta non solo in caso di transazione formale, but also when a lawsuit is terminated by a mutually accepted withdrawal of the action (rinuncia agli atti). This broad interpretation aims to protect lawyers from collusive agreements between parties designed to avoid paying legal fees.
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Rinuncia agli atti: chi paga le spese legali?
Un gruppo di condomini ha perso una causa contro una società costruttrice riguardo la proprietà di alcune aree. Alcuni hanno fatto appello, ma poi hanno effettuato la rinuncia agli atti. La Cassazione ha chiarito che chi rinuncia deve sempre pagare le spese, salvo diverso accordo, e non è possibile la compensazione da parte del giudice. Inoltre, ha stabilito i criteri per la condanna in solido.
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Estinzione del giudizio per rinuncia agli atti
Un contribuente, dopo aver impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale, ha aderito a una procedura di definizione agevolata dei ruoli. Tale procedura prevedeva la rinuncia alle liti pendenti. Avendo formalmente rinunciato al ricorso, il contribuente ha ottenuto dalla Corte di Cassazione la dichiarazione di estinzione del giudizio. La Corte ha stabilito che la rinuncia, basata su una specifica norma di legge, soddisfa i requisiti per l'estinzione, rendendo superfluo l'esame del merito e disponendo la compensazione delle spese legali.
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Estinzione giudizio di Cassazione: la rinuncia agli atti
Un'ambasciata di uno stato estero ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza relativa a una complessa cessione di crediti. Tuttavia, prima che la Corte potesse decidere nel merito, le parti hanno raggiunto un accordo, presentando una rinuncia reciproca agli atti. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione, chiudendo il caso senza una pronuncia finale e compensando le spese tra le parti.
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Rinuncia agli atti: quando non si pagano le spese legali
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in tema di rinuncia agli atti del giudizio. Con una recente ordinanza, ha chiarito che se la rinuncia avviene prima che la controparte si sia formalmente costituita in giudizio, il rinunciante non può essere condannato al pagamento delle spese legali. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva erroneamente addebitato i costi a una parte appellante, la cui rinuncia aveva di fatto estinto il processo prima che le controparti, prive di un reale interesse alla prosecuzione, formalizzassero la loro partecipazione.
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Tassazione pensione integrativa: il caso risolto
Un ex dipendente pubblico ha richiesto un rimborso fiscale sulla sua pensione integrativa, sostenendo di avere diritto a un regime fiscale favorevole. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la sua richiesta. Il contribuente ha fatto ricorso alla Corte di Cassazione, ma ha successivamente rinunciato all'appello, portando all'estinzione del procedimento giudiziario relativo alla tassazione della pensione integrativa.
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Rinuncia agli atti avvocato: validità e poteri
Una società ha contestato l'estinzione di un processo basata su una rinuncia agli atti effettuata da uno solo dei suoi due avvocati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, in caso di difesa con più legali, ciascun avvocato ha pieni poteri di rappresentanza per compiere atti come la rinuncia agli atti, a meno che il mandato non preveda diversamente. La Corte ha anche chiarito che il decesso di uno dei due difensori non causa l'interruzione del giudizio.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude la causa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una causa intentata da un gruppo di professionisti del settore sanitario contro un'azienda sanitaria pubblica per il pagamento di alcune quote retributive. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, i ricorrenti hanno rinunciato al ricorso in Cassazione. Tale rinuncia è stata accettata dalla controparte, portando alla chiusura del processo senza una decisione nel merito e senza statuizioni sulle spese legali.
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Estinzione del giudizio: quando la rinuncia chiude il caso
Un gruppo di dipendenti del settore sanitario, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio una causa contro l'ente pubblico datore di lavoro per il pagamento di indennità specifiche, ha presentato ricorso in Cassazione. Prima della decisione finale, i ricorrenti hanno formalizzato la rinuncia agli atti. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente il procedimento senza una pronuncia nel merito. La Corte ha inoltre specificato che, data la rinuncia, non era dovuto alcun ulteriore versamento a titolo di contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 6181/2024, ha dichiarato l'estinzione di un processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che in caso di rinuncia al ricorso non è dovuto il versamento del raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Legge Pinto e rinuncia: niente indennizzo presunto
Un'azienda agricola ha chiesto un indennizzo per l'eccessiva durata di una causa, conclusasi dopo molti anni con un accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che in caso di Legge Pinto e rinuncia agli atti, si presume che l'accordo tra le parti copra anche il danno da ritardo. La parte che chiede l'indennizzo deve fornire una prova contraria specifica per superare tale presunzione.
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Transazione condebitore solidale: effetti del regresso
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della transazione stipulata da un solo condebitore solidale. L'ordinanza stabilisce che se un debitore transige il debito e agisce in regresso, gli altri condebitori non possono pretestuosamente rifiutare di beneficiare di un accordo palesemente vantaggioso. Viene inoltre confermato che la rinuncia agli atti in appello comporta il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado, che costituisce valido titolo per l'azione di regresso.
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Rinuncia ricorso Cassazione: effetti e spese legali
Una lavoratrice del settore sanitario, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza d'appello sfavorevole in materia di differenze retributive, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che la rinuncia al ricorso in Cassazione non necessita di accettazione per essere efficace, e ha condannato la parte rinunciante al pagamento delle spese processuali.
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Rinuncia agli atti: come chiudere una causa civile
Una causa di risarcimento danni per un infortunio è stata dichiarata estinta. A seguito di una proposta conciliativa del giudice, la parte attrice ha accettato di effettuare una rinuncia agli atti, mossa accettata anche dalle controparti. Il Tribunale ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese legali tra tutte le parti coinvolte, in applicazione dell'art. 306 c.p.c.
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Estinzione del processo: la rinuncia chiude il caso
Una società, dopo aver impugnato un avviso di accertamento per sovrafatturazione, ha rinunciato al ricorso in Cassazione aderendo a una definizione agevolata. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito e compensando le spese legali.
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Rinuncia agli atti: estinzione del processo tributario
Un contribuente aveva impugnato una sentenza della Commissione tributaria regionale sfavorevole. Durante il giudizio in Cassazione, il suo difensore ha depositato una formale rinuncia agli atti. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, non ha disposto la condanna alle spese legali, data la mancata attività difensiva della controparte, e ha escluso l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché incompatibile con l'estinzione per rinuncia.
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Rinuncia agli atti: no al doppio contributo unificato
La Cassazione chiarisce che in caso di rinuncia agli atti del giudizio, non si applica il doppio contributo unificato. L'ordinanza analizza il caso di un ricorso estinto per accordo tra le parti, escludendo la sanzione prevista per le impugnazioni dilatorie o inammissibili.
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Rinuncia agli atti: estinzione del giudizio di Cassazione
Una società agroalimentare, dopo aver proposto ricorso per Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, ha presentato una formale rinuncia agli atti. La società agricola resistente ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione, verificati i presupposti di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese legali data l'adesione della controparte alla rinuncia.
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