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Rimessione Del Processo

191 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Istituto del diritto processuale penale che consente di trasferire un processo da un giudice a un altro, situato in un diverso distretto di corte d'appello, per gravi situazioni locali che possono pregiudicare la libera determinazione delle persone o la sicurezza pubblica, oppure per legittimo sospetto sull'imparzialità del giudice.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sospensione termini custodia cautelare: ricorso inammissibile in Cassazione
Un Lavoratore ha impugnato la decisione che negava l'inefficacia di una misura cautelare custodiale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il Lavoratore lamentava violazioni procedurali nella sospensione dei termini di custodia cautelare, sostenendo la mancata garanzia del contraddittorio. La Corte ha chiarito che la richiesta di rimessione del processo comporta automaticamente la sospensione di tutti i termini processuali, inclusi quelli di custodia. Ha inoltre evidenziato che l'ordinanza di sospensione non era stata impugnata tempestivamente. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Rimessione del processo: inammissibile l’istanza dopo la sentenza
Un imputato ha depositato una richiesta di rimessione del processo per legittima suspicione per trasferire il procedimento a un'altra sede giudiziaria. Il difensore ha però depositato l'istanza alcuni giorni dopo che la Corte di Appello aveva già emesso la sentenza conclusiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso a causa della sua totale tardività. Lo strumento della rimessione del processo serve a garantire il corretto svolgimento del giudizio e richiede tassativamente un procedimento ancora pendente. Essendosi ormai esaurito il potere decisionale del giudice d'appello, l'istanza è risultata inutile. Il ricorrente ha subito la condanna al pagamento delle spese legali e a una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende per aver promosso un giudizio viziato da evidente colpa.
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Rimessione del processo: errore sulle notifiche e condanna
L'Imputato ha presentato istanza di rimessione del processo per ottenere lo spostamento della causa ad altra sede, lamentando pregiudizi ambientali e irregolarità locali. Tuttavia, l'istante ha omesso di notificare la richiesta al Pubblico Ministero e alle altre parti entro il termine tassativo di sette giorni previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'istanza inammissibile, ribadendo che la tempestiva notifica della rimessione del processo è un requisito di legge non sostituibile da depositi informali. L'errore procedurale ha precluso ogni esame del merito delle contestazioni ambientali. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio e al versamento di quattromila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Rimessione del processo: quando il sospetto non basta al Giudice
Un Lavoratore, imputato per un reato ambientale, ha chiesto la **rimessione del processo** dal Tribunale di Gela ad un'altra sede giudiziaria. Ha sostenuto che i magistrati di Gela fossero prevenuti nei suoi confronti a causa di sue precedenti denunce e segnalazioni contro funzionari e membri delle Forze dell'Ordine. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. Ha ritenuto che la richiesta fosse tardiva e, soprattutto, infondata. I fatti addotti non dimostravano un concreto pericolo per l'imparzialità del giudizio, ma solo illazioni o sospetti non supportati da elementi oggettivi. La Corte ha ribadito che la rimessione è un rimedio eccezionale e non può basarsi su mere tensioni personali.
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Rimessione del processo: stop della Cassazione ai sospetti generici
Un magistrato imputato in un procedimento penale ha chiesto la rimessione del processo per spostare la causa dal Tribunale di Messina a un'altra sede. L'imputata ha denunciato un presunto clima di ostilità e presunti condizionamenti dovuti a correnti della magistratura, criticando le decisioni sfavorevoli dei giudici locali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta. I giudici hanno chiarito che la rimessione del processo richiede un pericolo concreto e oggettivo che coinvolga l'intero ufficio giudiziario locale. Non bastano contestazioni personali contro singoli magistrati o risentimenti verso provvedimenti sgraditi. Per eventuali dubbi sui singoli giudici esistono gli strumenti dell'astensione e della ricusazione. Il processo prosegue nella sede naturale e la richiedente deve pagare le spese e una sanzione di tremila euro.
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Rimessione del processo: il vizio formale blocca il ricorso
Un imputato ha presentato un'istanza per ottenere la rimessione del processo penale a un altro tribunale, sostenendo la sussistenza di un concreto pericolo di parzialità del giudice. La Corte di Cassazione ha esaminato la questione in camera di consiglio, respingendo preliminarmente le eccezioni difensive relative a presunti vizi di notifica e alla mancata presenza fisica dell'imputato in udienza. I giudici supremi hanno poi rigettato integralmente l'atto per una ragione formale decisiva: la richiesta era priva dell'autenticazione della firma dell'istante. Tale mancanza ha determinato l'inammissibilità insanabile dell'atto, comportando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione di 4.000 euro in favore della cassa delle ammende per aver promosso un ricorso viziato da colpa.
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Rimessione del processo: il sospetto non basta al Giudice
Un Cittadino, imputato in un processo penale, ha chiesto la rimessione del processo dal Tribunale di Gela, sostenendo una mancanza di imparzialità dei giudici locali. Questa presunta ostilità derivava dalle sue precedenti denunce contro magistrati e forze dell'ordine per reati ambientali. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. Ha ribadito che la rimessione del processo è una misura eccezionale e richiede prove oggettive e concrete di un turbamento della serenità del giudizio, non bastando mere illazioni o sospetti.
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Rimessione del processo penale: richiesta negata, spese a carico
Un individuo ha chiesto la rimessione del processo penale a suo carico, sostenendo che il giudice avesse permesso al Pubblico Ministero di fare affermazioni non veritiere. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. La Corte ha chiarito che i motivi addotti non rientravano nei presupposti legali per la rimessione, che riguarda situazioni ambientali che turbano il processo, non l'imparzialità del singolo magistrato. Inoltre, la richiesta non era stata corredata dai motivi e dalle notifiche necessarie. L'individuo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Rimessione del processo: quando la parentela non basta
L'Imputata, accusata di diffamazione verso un cittadino, ha chiesto la rimessione del processo a un altro tribunale. La donna ha sostenuto che la persona offesa fosse il padre di un magistrato in servizio nello stesso ufficio del giudice chiamato a decidere la causa. Secondo la tesi difensiva, questo legame creava un legittimo sospetto di parzialità dell'intero ufficio giudiziario. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta. I giudici hanno chiarito che la rimessione del processo è una misura eccezionale. Essa richiede gravi fattori ambientali e locali capaci di condizionare l'intero ufficio giudiziario. Le semplici relazioni personali o i conflitti singoli non bastano e si gestiscono con i diversi istituti dell'astensione o della ricusazione. L'Imputata deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Rimessione del Processo Penale: Parte Offesa Chiede, Cassazione Nega
Un cittadino, in qualità di parte offesa in un procedimento penale, ha chiesto alla Corte di Cassazione la rimessione del processo penale ad un'altra sede giudiziaria. La Corte ha però stabilito che la legge riserva questa facoltà solo al Pubblico Ministero o all'imputato, non alla parte offesa. Di conseguenza, la richiesta è stata dichiarata inammissibile. Il richiedente è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro a favore della cassa delle ammende, confermando i limiti della legittimazione attiva in questi casi.
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Rimessione del Processo: Quando la percezione non basta
Un Lavoratore, imputato per estorsione, ha chiesto la rimessione del processo penale dal Tribunale di Chieti ad un'altra sede, sostenendo di essere malvisto da alcuni magistrati locali. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile e infondata. L'inammissibilità è derivata dalla mancata notifica della richiesta alle altre parti del processo. Inoltre, la richiesta era infondata perché la percezione di essere "malvisto" non costituisce una "grave situazione locale" oggettiva e concreta, necessaria per la rimessione del processo penale. Il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Rimessione del Processo: Sospetti Infondati, Richiesta Negata
Un Cittadino ha chiesto la rimessione del processo penale, ovvero lo spostamento del suo caso ad un altro tribunale, sostenendo l'imparzialità del giudice. Ha basato la richiesta su meri sospetti e presunte minacce al suo difensore. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile, ritenendo le motivazioni manifestamente infondate e insufficienti a dimostrare un legittimo sospetto. Il processo continuerà nella sede originale e il Cittadino dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Rimessione del Processo: Richiesta Inammissibile per Vizi Formali
Un cittadino ha presentato alla Corte di Cassazione una richiesta di rimessione del processo, ovvero di spostamento del procedimento penale, pendente dinanzi alla Corte d'Appello di Bologna. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. I motivi principali di questa decisione sono stati la mancata notifica della richiesta alle altre parti coinvolte, in particolare al Pubblico Ministero, e il deposito della richiesta presso un ufficio giudiziario non competente. Questo caso sottolinea l'importanza cruciale del rispetto delle procedure formali per la rimessione del processo. Di conseguenza, il richiedente è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Denunce ai magistrati e rimessione del processo: la decisione
Un cittadino imputato in un procedimento penale ha richiesto la rimessione del processo presso un altro tribunale. L'imputato sosteneva che l'intero presidio giudiziario locale fosse parziale nei suoi confronti a causa delle numerose denunce da lui presentate negli anni contro diversi magistrati della zona. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'istanza inammissibile. I giudici hanno chiarito che le tensioni personali tra un imputato e i magistrati non costituiscono una grave situazione ambientale esterna. Per tutelare l'imparzialità del singolo giudicante esistono gli strumenti dell'astensione e della ricusazione. Di conseguenza, la Corte ha confermato la competenza del tribunale originario e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Rimessione del processo penale: rigetto e sanzione
L'Imputato ha presentato dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari una richiesta di rimessione del processo penale per trasferire il giudizio in altra sede. Il giudice locale ha trasmesso l'istanza alla Corte di Cassazione. Il richiedente, tuttavia, non ha notificato l'atto alle altre parti processuali entro i termini di legge. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile l'istanza per il mancato rispetto delle forme obbligatorie. L'Imputato ha subito la condanna alle spese e al versamento di una sanzione di tremila euro.
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Rimessione del processo penale: richieste inammissibili, spese a carico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili le richieste di `rimessione del processo penale` presentate da due soggetti. La richiesta di Luciana è stata respinta perché non aveva la `veste processuale` necessaria, essendo solo una congiunta dell'imputato. La richiesta di Vincenzo, l'imputato, è stata giudicata `inammissibile` per due motivi: non era stata correttamente presentata a tutte le parti offese del reato di calunnia e le sue argomentazioni erano generiche e infondate, non configurando una situazione locale tale da turbare lo svolgimento del processo. Entrambi sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Rimessione del processo: sospetti generici e rigetto
L'Imputato ha presentato istanza di rimessione del processo verso un'altra sede giudiziaria, lamentando fondati dubbi sull'imparzialità del magistrato giudicante. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'istanza inammissibile e manifestamente infondata. Sotto il profilo formale, il richiedente non ha notificato l'atto alle altre parti processuali entro il termine perentorio di sette giorni dal deposito in cancelleria. Sotto il profilo sostanziale, la richiesta conteneva solo generici sospetti e illazioni, senza dimostrare alcun fatto concreto capace di turbare la serenità ambientale o l'imparzialità del tribunale. Tale carenza probatoria impedisce qualsiasi deroga al principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge. Di conseguenza, i giudici hanno respinto la domanda e condannato l'istante al pagamento delle spese di giudizio e di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Rimessione del Processo: Pregiudizio vs. Astensione, la Cassazione decide
Una giudice ha chiesto la rimessione del processo penale a suo carico, sostenendo l'esistenza di un clima di pregiudizio generale da parte dei magistrati locali. La Corte di Cassazione ha però dichiarato la richiesta inammissibile. Ha stabilito che le situazioni di presunto pregiudizio che riguardano l'imparzialità del giudice devono essere gestite tramite la procedura di astensione, non attraverso la rimessione del processo, che ha presupposti diversi e più gravi. La giudice è stata condannata a pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
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Rimessione del processo: richiesta respinta, condanna alle spese
Due imputati hanno chiesto la rimessione del processo penale, sostenendo che l'ambiente giudiziario locale fosse compromesso. Hanno denunciato numerosi magistrati del Tribunale locale, credendo che ciò creasse un condizionamento sfavorevole. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. Ha ribadito che il legittimo sospetto per la rimessione del processo deve derivare da situazioni esterne alla dinamica processuale, non da presunte incompatibilità personali dei giudici. I richiedenti sono stati condannati a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende, oltre alle spese legali della parte civile.
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Rimessione del processo: Sospetti personali non bastano per spostare il caso
Un Imputato, accusato di omicidio, ha chiesto la rimessione del processo ad un'altra sede giudiziaria. Ha sostenuto che il Pubblico Ministero e l'organo giudicante non fossero imparziali, citando presunti rapporti personali tra la famiglia della vittima e il Pubblico Ministero, oltre a contestare alcuni atti procedurali. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. Ha ribadito che la rimessione del processo è un'eccezione e richiede un rischio concreto e oggettivo per l'imparzialità dell'intero ufficio giudiziario, non solo di singoli magistrati. Sospetti basati su illazioni o lamentele su atti processuali non sono sufficienti. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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