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Rifiuti Pericolosi

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Rifiuti che, per le loro caratteristiche, possono causare un danno alla salute o all'ambiente e sono soggetti a una normativa più stringente per il loro smaltimento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rifiuti pericolosi e ricettazione: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per ricettazione e stoccaggio di rifiuti pericolosi. La difesa sosteneva che i materiali rinvenuti nell'azienda fossero rifiuti non pericolosi e che mancasse la prova della consapevolezza dell'origine illecita dei motori. La Suprema Corte ha invece confermato che organi motore, oli esausti e pneumatici non tracciati sono rifiuti pericolosi. Inoltre, il possesso di parti di auto rubate senza giustificazione integra pienamente il reato di ricettazione.
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Rifiuti pericolosi: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. La Corte ha stabilito che gli imballaggi contaminati rimangono tali senza procedure di bonifica certificate e che il pericolo per la salute pubblica impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Pena illegale per rifiuti pericolosi: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento che applicava solo una pena pecuniaria per l'abbandono di rifiuti. La Corte ha chiarito che, in presenza di rifiuti pericolosi come vecchi frigoriferi e veicoli fuori uso, la pena deve essere congiuntamente detentiva e pecuniaria. La mancata applicazione dell'arresto ha reso la pena illegale, portando all'annullamento della decisione del Tribunale.
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Prescrizione reati ambientali: la Cassazione chiarisce
La Cassazione, con sentenza n. 14221/2025, ha rigettato un ricorso in materia di reati ambientali. Ha chiarito l'applicazione della sospensione della prescrizione per reati ambientali commessi dopo la Legge Orlando e ha confermato che la natura pericolosa dei rifiuti può essere provata anche senza perizia tecnica, basandosi su altri elementi probatori.
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Rifiuti pericolosi: reato autonomo, non aggravante
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29222/2025, ha confermato una condanna per combustione illecita di rifiuti, stabilendo un principio fondamentale: la combustione di rifiuti pericolosi costituisce un reato autonomo e non una mera circostanza aggravante del reato base. Di conseguenza, non è possibile applicare il giudizio di bilanciamento tra circostanze per ridurre la pena. Il ricorso dell'imputato è stato interamente rigettato.
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Rifiuti pericolosi: inammissibile il ricorso in Cassazione
Un cittadino condannato per l'abbandono di rifiuti, inclusi rifiuti pericolosi su un'area di 20 mq, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'assoluzione per la particolare tenuità del fatto. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. Le motivazioni si basano sull'ingente quantitativo di rifiuti e sulla loro natura pericolosa, elementi che escludono la possibilità di considerare il reato di lieve entità. Il ricorso è stato inoltre ritenuto inammissibile perché basato su contestazioni di fatto, non ammesse in sede di legittimità.
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Rifiuti pericolosi: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per abbandono di rifiuti pericolosi, ovvero un veicolo fuori uso. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici, assertivi e manifestamente infondati, confermando la condanna e la sanzione pecuniaria.
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