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Riesame — Anno 2025

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485 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Riesame

Provvedimenti

Nullità dell’udienza: omesso avviso al difensore
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame, stabilendo che l'omesso avviso dell'udienza a uno dei due difensori di fiducia dell'indagato causa la nullità dell'udienza stessa e del provvedimento conseguente. La Corte ha precisato che tale vizio procedurale non comporta l'automatica perdita di efficacia della misura cautelare se la decisione, seppur viziata, è stata emessa nei termini di legge. Di conseguenza, il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Procura speciale: quando l’atto è nullo e il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un terzo contro un sequestro preventivo. La causa è un vizio nella procura speciale conferita al difensore: un'aggiunta a penna, non ratificata, non è sufficiente a conferire il potere di impugnazione, rendendo l'atto nullo e l'istanza di riesame improcedibile.
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Sequestro preventivo terzo: la disponibilità del bene
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di sequestro preventivo terzo, confermando che i beni intestati a una persona estranea alle indagini possono essere sequestrati se si dimostra la disponibilità effettiva da parte dell'indagato. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della terza interessata, poiché contestava la valutazione dei fatti e non una violazione di legge, ribadendo che la disponibilità concreta prevale sulla titolarità formale dei beni.
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Periculum in mora: annullato sequestro auto di terzi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di sequestro preventivo di un'autovettura, corpo del reato di riciclaggio, di proprietà di un terzo estraneo ai fatti. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione da parte del Tribunale del Riesame riguardo al requisito del periculum in mora, ovvero il pericolo concreto che la libera disponibilità del bene potesse pregiudicare le finalità della misura. La Corte ha ribadito che il giudice ha un obbligo specifico di motivare su questo punto, specialmente quando il bene appartiene a un soggetto terzo.
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Notifica convalida sequestro: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità per tardività di un riesame avverso un sequestro probatorio. La Corte ha chiarito che, se la notifica convalida sequestro è ambigua e riporta dati errati (es. numero di procedimento), il termine per l'impugnazione non decorre finché non si dimostra che l'interessato abbia avuto effettiva conoscenza delle ragioni del provvedimento.
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Esigenze cautelari: il ‘tempo silente’ non basta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione di tipo mafioso e traffico di stupefacenti. La difesa sosteneva che il lungo periodo trascorso dai fatti ('tempo silente') avesse affievolito le esigenze cautelari. La Corte ha stabilito che, per reati di tale gravità, il solo passare del tempo non è sufficiente a superare la presunzione di pericolosità sociale, in assenza di prove concrete di un effettivo allontanamento dal contesto criminale.
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Utilizzabilità intercettazioni Sky-Ecc: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato, confermando la misura della custodia cautelare in carcere per reati di associazione mafiosa e narcotraffico. La sentenza stabilisce la piena utilizzabilità delle intercettazioni Sky-Ecc ottenute tramite cooperazione giudiziaria internazionale con le autorità francesi. La Corte ha ritenuto infondate le censure difensive relative all'impossibilità di analizzare l'algoritmo di decriptazione e ha ribadito che, nei reati di mafia, il mero decorso del tempo ("tempo silente") non è sufficiente a escludere le esigenze cautelari.
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Frode fiscale: sede legale fittizia e sequestro
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'amministratrice contro un sequestro preventivo per frode fiscale. La sentenza stabilisce che, ai fini della competenza territoriale, prevale la sede effettiva dell'impresa su quella legale, se quest'ultima è fittizia. La Corte ha inoltre confermato la sussistenza di prove sufficienti del reato (fumus commissi delicti) e del pericolo di dispersione dei beni (periculum in mora), giustificando la misura cautelare.
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Diritto di difesa intercettazioni: annullamento senza atti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che imponeva l'obbligo di dimora a un indagato, poiché nel fascicolo processuale mancava il decreto di proroga di un'intercettazione chiave. Tale assenza ha leso il diritto di difesa dell'indagato, impedendogli di verificare la legittimità della prova a suo carico. La Corte ha stabilito che la richiesta di acquisizione del documento, anche se presentata durante l'udienza di riesame, è tempestiva e fondamentale per garantire un giusto processo. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione, sottolineando l'importanza del pieno accesso agli atti per la difesa.
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Legittimazione ad impugnare sequestro: chi può agire?
La Corte di Cassazione chiarisce la legittimazione ad impugnare del legale rappresentante di una società soggetta a sequestro preventivo. Anche in presenza di un amministratore giudiziario, il legale rappresentante, se anche imputato, conserva il diritto di contestare il provvedimento. La Corte ha annullato la decisione di inammissibilità di un tribunale, basata erroneamente sulla presunta assenza di procura speciale e sulla carenza di legittimazione, rinviando per un nuovo esame.
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Giudicato cautelare: no a preclusioni automatiche
La Corte di Cassazione ha stabilito che la rinuncia al riesame avverso un decreto di sequestro preventivo non crea una preclusione assoluta, o giudicato cautelare, che impedisca di presentare una successiva istanza di revoca parziale. Nel caso di specie, un imprenditore aveva ottenuto la restituzione di una parte cospicua dei fondi sequestrati, ma la sua richiesta di revoca era stata dichiarata inammissibile dal Tribunale del Riesame. La Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che il giudice deve sempre valutare nel merito l'istanza di revoca, distinguendola dal riesame, che attiene ai presupposti genetici della misura.
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Termine trasmissione atti riesame: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13095/2025, ha annullato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva dichiarato inefficace un sequestro preventivo. Il Tribunale aveva erroneamente applicato il termine perentorio di cinque giorni, previsto per le misure cautelari personali, alla trasmissione degli atti. La Cassazione ha ribadito che, in tema di sequestro, il termine trasmissione atti riesame ha natura meramente ordinatoria e la sua inosservanza non comporta la perdita di efficacia della misura, confermando un consolidato orientamento delle Sezioni Unite.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentato omicidio. La Corte ha confermato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ritenendo logica e coerente la valutazione del Tribunale del Riesame basata sulle intercettazioni, nonostante le contraddizioni nelle dichiarazioni della vittima e le doglianze difensive sull'origine delle captazioni.
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Udienza anticipata: quando è nullità assoluta?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Tribunale del riesame che aveva tenuto l'udienza un giorno prima della data comunicata alle parti. Tale errore procedurale, che ha impedito la partecipazione della difesa, costituisce una violazione del contraddittorio e integra una nullità assoluta. L'udienza anticipata, secondo la Corte, equivale a un'omessa citazione, ledendo gravemente il diritto di difesa dell'imputato.
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Utilizzabilità intercettazioni: i limiti tra procedimenti
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del PM, confermando l'inutilizzabilità di intercettazioni disposte in un'indagine per mafia in un separato procedimento per corruzione. La Corte ha stabilito che, in assenza di una connessione sostanziale tra i reati, l'utilizzabilità delle intercettazioni è preclusa, proteggendo la segretezza delle comunicazioni da un uso indiscriminato.
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Mandante di tentato omicidio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la misura cautelare in carcere per un uomo accusato di essere il mandante di tentato omicidio. La sentenza analizza le prove, come i messaggi scambiati con gli esecutori, che dimostrano come l'indagato avesse previsto e accettato la possibilità che l'aggressione da lui ordinata potesse avere un esito mortale, configurando così il dolo alternativo.
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Presunzione di pericolosità e tempo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, confermando la custodia cautelare in carcere. La Corte ha stabilito che la presunzione di pericolosità associata a tali gravi reati non viene meno semplicemente per il notevole tempo trascorso dai fatti. L'avvio di un'attività lavorativa lecita non è stato ritenuto sufficiente a dimostrare un reale cambiamento di vita, in quanto l'attività era preesistente alle ultime contestazioni e non provava un distacco definitivo dal contesto criminale.
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Conflitto di interessi 231: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un sequestro preventivo. La decisione si fonda sul principio del conflitto di interessi 231, in quanto il difensore della società era stato nominato dal suo legale rappresentante, a sua volta indagato per il reato presupposto. La Corte ha ribadito che il divieto di rappresentanza è assoluto e inderogabile, anche nel caso di società unipersonali.
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Ne bis in idem: no a due ricorsi contro la stessa misura
La Corte di Cassazione ha stabilito che è inammissibile un secondo ricorso per il riesame di una misura cautelare se un precedente ricorso, sebbene dichiarato inammissibile per un vizio di forma, è ancora pendente in Cassazione. La decisione si fonda su un'applicazione estensiva del principio del ne bis in idem, volto a prevenire la pendenza simultanea di più procedimenti sulla stessa questione, anche se non ancora decisa nel merito.
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Sequestro quote societarie: il diritto del socio
La Corte di Cassazione chiarisce un importante principio sul sequestro quote societarie. Sebbene un socio non possa impugnare il sequestro dei beni dell'azienda, ha pieno diritto di contestare il sequestro delle proprie quote, in quanto lesive del suo patrimonio personale. La Corte ha annullato la decisione di un Tribunale che aveva dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni soci, affermando la loro legittimazione ad agire per la tutela delle proprie partecipazioni sociali e rinviando il caso per un nuovo esame.
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