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Riesame Nel Merito

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nuova valutazione dei fatti e delle prove di una causa da parte di un giudice di grado superiore. La Corte di Cassazione, di norma, non può effettuare un riesame nel merito, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Società in perdita sistematica: la prova contraria
La Corte di Cassazione chiarisce come una società in perdita sistematica possa vincere la presunzione di non operatività. Con l'ordinanza n. 28999/2025, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la prova di un'effettiva attività imprenditoriale, seppur in crisi, è sufficiente a superare la presunzione legale. La valutazione di tale prova costituisce un accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità.
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Ricorso per cassazione: no al riesame del merito
Un cittadino, condannato a una pena pecuniaria per non aver ottemperato a un ordine dell'autorità, ha presentato appello, qualificato come ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti e le prove del caso (riesame del merito), ma solo di verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione della sentenza impugnata. Il ricorso è stato respinto perché chiedeva un'indebita rivalutazione dei fatti e i motivi erano generici.
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Inammissibilità ricorso: la Cassazione e i limiti
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un soggetto per ottenere il riconoscimento del vincolo della continuazione tra più reati. La Corte ha stabilito che l'impugnazione costituiva una richiesta di riesame nel merito, non consentita in sede di legittimità, e si poneva in contrasto con la giurisprudenza consolidata, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile relativo all'istituto della continuazione tra reati. L'impugnazione è stata giudicata generica, meramente riproduttiva di argomenti già respinti in primo grado e in palese contrasto con la consolidata giurisprudenza. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prova dell’usura: quando il ricorso è inammissibile
Un debitore si è opposto a un decreto ingiuntivo, sostenendo che i prestiti ricevuti fossero usurari. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la tesi per mancanza di prove sufficienti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità. Il punto cruciale è stata l'insufficiente prova dell'usura fornita dal ricorrente, che ha portato alla conferma delle decisioni precedenti.
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Abuso contratti a termine: no sanatoria da assunzione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento per un gruppo di lavoratori pubblici a seguito di un prolungato abuso di contratti a termine. La Corte ha stabilito che la successiva assunzione a tempo indeterminato, avvenuta tramite una procedura concorsuale autonoma, non costituisce una sanatoria per l'illegittimità pregressa. Il ricorso della Pubblica Amministrazione, che mirava a un riesame dei fatti, è stato dichiarato inammissibile, consolidando il principio secondo cui la stabilizzazione non cancella il danno derivante dall'abuso contratti a termine.
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