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Ricusazione — Anno 2026

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79 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricusazione

Provvedimenti

Perso il credito per un difetto di rappresentanza processuale
Una Società Immobiliare ha chiesto l'ammissione al passivo del Fallimento di un'azienda per crediti derivanti dall'occupazione senza titolo di un immobile. Il Tribunale ha respinto la domanda per il difetto di rappresentanza processuale del procuratore speciale della creditrice, privo del potere di agire in giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la procura per affari non attribuisce automaticamente il potere di stare in giudizio. Inoltre, se la controparte eccepisce tempestivamente il difetto di rappresentanza processuale, l'interessato deve sanare immediatamente il vizio senza attendere che il giudice assegni un termine. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso, condannando la ricorrente al pagamento delle spese.
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Ricusazione del giudice: denunciare il magistrato non basta
Un imputato ha proposto la ricusazione del giudice dell'udienza preliminare, sostenendo che vi fosse una grave inimicizia dovuta a una denuncia-querela presentata dallo stesso imputato contro il magistrato. La Corte d'appello ha dichiarato inammissibile la richiesta perché tardiva e priva di prove. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità della ricusazione del giudice. I giudici hanno chiarito che una denuncia unilaterale non dimostra un'inimicizia reciproca e che le decisioni del giudice in aula non possono giustificare la sua sostituzione. Inoltre, la richiesta tardiva o infondata va respinta subito senza udienza. Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese e mille euro alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità del ricorso per cassazione: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione presentato da un imputato contro la sentenza di condanna della Corte d'Appello. L'imputato lamentava l'incompatibilità del giudice di primo grado, l'errata valutazione delle prove (tra cui le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia) e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha chiarito che l'incompatibilità del giudice va sollevata solo tramite ricusazione e non comporta la nullità della sentenza. Inoltre, ha ribadito che la Cassazione non può rivalutare i fatti già accertati nei gradi precedenti. Infine, il diniego delle attenuanti è stato ritenuto legittimo a causa della gravità della condotta e dell'assenza di ravvedimento. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: tra difesa e sanzione pecuniaria
L'Imputato ha proposto una istanza di ricusazione del giudice, sostenendo che quest'ultimo avesse anticipato un giudizio di colpevolezza all'interno di un provvedimento cautelare. La Corte di appello ha dichiarato inammissibile la richiesta senza fissare l'udienza. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la ricusazione del giudice è infondata se le valutazioni sulla gravità del fatto sono necessarie per decidere sulle misure cautelari. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando l'Imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: no se rigetta la revoca cautelare
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la decisione della Corte d'appello che aveva respinto la sua dichiarazione di ricusazione del giudice. Secondo l'imputato, il giudice per le indagini preliminari, avendo rigettato la sua richiesta di revoca della misura cautelare, aveva manifestato in anticipo il proprio convincimento, condizionando la scelta del rito abbreviato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la valutazione sulle misure cautelari rientra nei normali poteri del giudice e non costituisce un'anticipazione del giudizio finale. Di conseguenza, non sussistono i presupposti per la ricusazione del giudice. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Servitù di passaggio: la recinzione abusiva e il giudice “già visto”
Una cittadina ha agito in giudizio per ottenere la reintegra nel possesso di una servitù di passaggio, bloccata abusivamente dai vicini tramite una recinzione. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, i vicini hanno fatto ricorso in Cassazione. Tra i vari motivi, hanno lamentato la mancata integrazione del contraddittorio nei confronti di presunti comproprietari e la nullità della sentenza perché uno dei giudici d'appello si era già pronunciato sul caso in primo grado. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha chiarito che l'incompatibilità del giudice va fatta valere tempestivamente tramite ricusazione e non può causare la nullità della sentenza. Inoltre, chi eccepisce il difetto di contraddittorio deve indicare e provare specificamente chi siano i soggetti esclusi. I vicini sono stati condannati a pagare le spese processuali.
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Dichiarazione di ricusazione: il giudice esita ma il tempo corre
L'Imputato ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro la Presidente del Collegio giudicante, ritenendola non imparziale per averlo già giudicato in un altro processo. In precedenza, la difesa aveva invitato il Giudice ad astenersi, ma quest'ultimo aveva riservato la decisione. La Corte d'appello ha dichiarato inammissibile la richiesta perché tardiva. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la dichiarazione di ricusazione deve essere presentata entro tre giorni da quando si conosce la causa di incompatibilità. Il semplice invito informale ad astenersi, sul quale il giudice si riservi di decidere, non sospende questo termine tassativo. Di conseguenza, il ricorso dell'Imputato è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese processuali.
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Ricusazione del giudice: quando il passato non cancella l’imparzialità
L'Imputato, accusato di bancarotta fraudolenta, ha presentato un'istanza di ricusazione del giudice contro il collegio della Corte d'Appello. Sosteneva che i magistrati fossero parziali perché avevano già deciso su alcuni sequestri legati a reati fiscali dello stesso soggetto. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta senza udienza pubblica. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la ricusazione del giudice è una misura eccezionale. Essa non scatta se i giudici hanno trattato fatti storici diversi, anche se collegati allo stesso imputato. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali.
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Impugnazione delibera condominiale: quando la lite diventa temeraria
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una condomina che chiedeva l'impugnazione delibera condominiale per vizi di convocazione di altri condomini e per la mancata iscrizione a bilancio di suoi presunti crediti. La Suprema Corte ha chiarito che solo il condomino non convocato può far valere il vizio di convocazione. Inoltre, i presunti crediti della condomina derivavano da un accordo transattivo già risolto per inadempimento. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato il rigetto dell'impugnazione e la condanna della condomina per responsabilità aggravata (lite temeraria) a causa dell'insistenza in pretese palesemente infondate.
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Giudizio di rinvio in diversa composizione: nullo il giudice bis
Una contribuente contestava la liquidazione dell'imposta di registro, sostenendo che il canone di locazione fosse bimestrale e non mensile. Dopo un primo annullamento in Cassazione, la causa veniva riassunta davanti alla Corte di Giustizia Tributaria. Tuttavia, nel collegio giudicante era presente un magistrato che aveva già deciso la precedente sentenza annullata. La contribuente ha quindi proposto un nuovo ricorso. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, sancendo la nullità della decisione per violazione delle regole sul giudizio di rinvio in diversa composizione. La presenza di anche un solo giudice del precedente collegio viola il principio di alterità e determina la nullità insanabile della sentenza per vizio di costituzione del giudice. La causa è stata nuovamente rinviata a un collegio completamente rinnovato.
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Ricusazione del giudice: senza istanza la sentenza non si annulla
Il Lavoratore, licenziato per assenza ingiustificata, ha impugnato la sentenza di appello chiedendone la revocazione. Dichiarato inammissibile il ricorso, si è rivolto alla Cassazione lamentando la mancata astensione del giudice relatore, che aveva già fatto parte del collegio nel precedente grado di giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'obbligo di astensione non può essere fatto valere come motivo di nullità della sentenza in sede di impugnazione se la parte non ha preventivamente attivato la procedura di ricusazione del giudice nei termini di legge. La mancata ricusazione del giudice sana infatti l'eventuale incompatibilità del magistrato.
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Ricusazione del giudice: no all’estensione all’intera sezione
La Ricorrente ha proposto istanza di ricusazione contro l'intera sezione penale del Tribunale, poiché il primo giudice designato (poi astenutosi) era coniuge separato del Pubblico Ministero. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la ricusazione del giudice è un istituto strettamente personale. Non è possibile estendere automaticamente il sospetto di parzialità all'intera sezione di appartenenza del magistrato, a meno che non si dimostrino motivi specifici per ogni singolo componente. La richiesta di ricusazione del giudice deve quindi basarsi su elementi concreti riferiti a ciascuna persona fisica e non a un intero ufficio. Di conseguenza, la Ricorrente ha perso la causa ed è stata condannata a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Incompatibilità del Giudice: Sentenza valida se non si fa ricusazione
Una persona condannata ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la nullità della sentenza. Il motivo era la presunta incompatibilità del giudice, che aveva già espresso valutazioni sul suo caso in una fase precedente come membro del Tribunale del Riesame. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito un principio fondamentale: l'incompatibilità del giudice non rende automaticamente nulla la sentenza. La parte interessata deve utilizzare lo strumento specifico della ricusazione, chiedendo la sostituzione del giudice nei tempi previsti. Se non lo fa, non può più sollevare la questione in seguito. La condanna è stata quindi confermata e la ricorrente condannata a pagare le spese.
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Ricusazione del giudice: “inaffidabile” non basta per cambiarlo
Un indagato per stalking ed estorsione, dopo aver saltato l'appuntamento per l'applicazione del braccialetto elettronico, si vede aggravare la misura cautelare agli arresti domiciliari. Il Giudice lo definisce 'inaffidabile'. L'indagato tenta la ricusazione del giudice, sostenendo che tale aggettivo dimostri un pregiudizio sulla sua colpevolezza. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. Ha chiarito che il giudizio di 'inaffidabilità' era strettamente legato alla necessità di decidere sulla misura cautelare e non rappresentava un'anticipazione del verdetto finale. Pertanto, non sussistono i presupposti per la ricusazione del giudice.
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Ricusazione del giudice: no se ha già condannato il complice
Un imputato, assolto in primo grado per un duplice omicidio, ha chiesto la ricusazione del giudice d'appello. Il motivo era che lo stesso giudice aveva già condannato il suo coimputato in un processo separato, basandosi sulle stesse prove. L'imputato sosteneva che il giudice avesse quindi un pregiudizio. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. Ha stabilito che aver giudicato e condannato un complice per lo stesso fatto non rende automaticamente un giudice parziale. La valutazione delle prove può legittimamente portare a risultati diversi per persone diverse. La ricusazione del giudice non è stata quindi concessa.
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Ricusazione dei Giudici: sbaglia i nomi e la Cassazione lo multa
Un uomo, già condannato per truffa e falso, presenta un'istanza di ricusazione dei giudici della Corte di Cassazione. Egli sostiene che tre magistrati non possano giudicare il suo caso perché lo hanno già fatto in passato. La Corte, tuttavia, respinge la richiesta dichiarandola inammissibile. Il motivo è un errore banale ma decisivo: un controllo ha rivelato che nessuno dei tre giudici indicati faceva parte del collegio giudicante. A causa di questa negligenza, che ha avviato un procedimento inutile, il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro.
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Ricusazione del Giudice: Denunciarlo non Basta per Sostituirlo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la **ricusazione del giudice** non può basarsi sul semplice disaccordo con le sue decisioni processuali. Un imputato aveva chiesto di sostituire il giudice, lamentando la sua gestione dell'udienza e presentando contro di lui una denuncia penale come prova di inimicizia. I giudici hanno respinto il ricorso, chiarendo che la denuncia unilaterale non dimostra la 'grave inimicizia' richiesta dalla legge, la quale deve essere personale, reciproca e non creata ad arte dalla parte. Criticare gli atti del processo non è un motivo valido per la ricusazione. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'imputato condannato a una sanzione pecuniaria.
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Giudice restituisce atti al PM: la ricusazione non è automatica
La Cassazione ha stabilito che la richiesta di ricusazione del giudice non è ammissibile quando, in un procedimento di prevenzione, lo stesso giudice aveva precedentemente restituito gli atti al Pubblico Ministero per ulteriori indagini. Questa azione non costituisce un'attività 'pregiudicante' che manifesta un convincimento sui fatti. Il procedimento di prevenzione, a differenza di quello penale, è 'monofasico', cioè si svolge in un'unica fase. La restituzione degli atti è solo un passaggio intermedio per colmare una lacuna probatoria, non una valutazione di merito. Di conseguenza, il giudice non perde la sua imparzialità e può legittimamente decidere sulla successiva richiesta di sequestro, una volta che gli atti sono stati completati. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Ricusazione del Giudice: No se ha già condannato per reato connesso
Un imputato, accusato di omicidio con aggravante mafiosa, ha chiesto la ricusazione del giudice designato per il suo processo. La richiesta si basava sul fatto che lo stesso giudice, in un precedente procedimento, lo aveva già condannato per partecipazione alla medesima associazione mafiosa. Secondo l'imputato, ciò creava una situazione di incompatibilità. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, dichiarandola inammissibile. I giudici hanno stabilito che non c'è incompatibilità perché i due processi riguardano 'fatti storici' diversi: uno è il reato associativo, l'altro è il singolo omicidio. La precedente valutazione sul clan non compromette l'imparzialità del giudice nel nuovo processo.
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Ricusazione del giudice: negare la libertà non significa essere parziali
Un'imputata chiedeva la ricusazione del giudice dell'udienza preliminare, sostenendo che avesse anticipato un giudizio di colpevolezza nel negarle la sostituzione della custodia cautelare. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l'esercizio del potere cautelare (le decisioni 'de libertate') rientra nelle normali funzioni del giudice e non è di per sé motivo di ricusazione. Tale attività costituisce una 'competenza accessoria' e non implica automaticamente un pregiudizio sul merito del processo. La ricusazione del giudice è ammissibile solo se l'anticipazione del giudizio è indebita e non giustificata dalle necessità procedurali. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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