La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione patteggiamento presentato da un imputato condannato per la detenzione di 478 grammi di hashish. L'uomo aveva concordato una pena basata sulla fattispecie ordinaria di spaccio, ma successivamente ha impugnato la sentenza sostenendo che il fatto dovesse essere qualificato come di lieve entità. I giudici di legittimità hanno ribadito che, in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti, il ricorso è limitato a casi tassativi. La contestazione sulla qualificazione giuridica è ammessa solo se questa risulta palesemente eccentrica rispetto al capo di imputazione. Nel caso di specie, la quantità di droga e le circostanze del fatto rendevano la qualificazione originaria corretta e non manifestamente errata, portando al rigetto del ricorso e alla condanna al pagamento di quattromila euro alla Cassa delle ammende.
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