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Ricorso Incidentale — Anno 2025

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712 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorso Incidentale

Provvedimenti

Giudicato penale in giudizio tributario: il caso
La Corte di Cassazione ha sospeso un contenzioso fiscale tra l'Agenzia delle Entrate e una società, relativo a costi indeducibili e operazioni inesistenti. La decisione di sospendere il caso deriva dalla necessità di attendere la pronuncia delle Sezioni Unite sul tema del giudicato penale nel giudizio tributario, sollevato dalla società dopo aver ottenuto una sentenza di assoluzione in sede penale per i medesimi fatti.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un complesso caso di diritto del lavoro, incentrato su un presunto demansionamento a seguito di distacco, si conclude in Cassazione con una declaratoria di estinzione del giudizio. A seguito della rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente e dell'adesione delle altre parti, la Corte Suprema ha terminato il procedimento senza pronunciarsi nel merito, evidenziando il ruolo degli atti procedurali nel definire le controversie.
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Responsabilità direttore lavori: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui limiti della responsabilità del direttore dei lavori in un complesso caso di vizi edilizi. La sentenza chiarisce che il professionista non risponde automaticamente di ogni difetto, ma solo per le violazioni del suo specifico dovere di vigilanza. Il caso riguardava la costruzione di una villa, dove il committente aveva citato in giudizio l'architetto e diverse imprese per gravi difetti. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva esteso la condanna dell'architetto oltre i motivi del suo ricorso, violando il divieto di 'reformatio in peius', e che gli aveva attribuito una responsabilità generica per tutti i vizi, senza distinguere tra errori esecutivi delle imprese e reali carenze di supervisione.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accettazione
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso principale da parte dei ricorrenti e della rinuncia al controricorso e al ricorso incidentale da parte della controparte. La decisione si fonda sull'accettazione reciproca delle rinunce, che, secondo gli articoli 390 e 391 del c.p.c., soddisfa i requisiti per chiudere il processo senza una pronuncia sul merito e senza statuizione sulle spese legali.
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Conciliazione sindacale: validità e valore probatorio
In un caso di differenze retributive, la Cassazione ha stabilito che una conciliazione sindacale presentata in appello non può essere considerata solo come prova di un pagamento parziale. Il giudice di merito deve valutare a fondo la sua natura transattiva, che potrebbe estinguere tutte le pretese del lavoratore, e le questioni relative alla sua validità, come il disconoscimento della firma. La Corte ha cassato la sentenza d'appello per non aver condotto questa analisi approfondita, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Imposta pubblicità: quando tassare l’intera insegna?
Una società concessionaria per la riscossione dei tributi contestava a una compagnia energetica il pagamento dell'imposta pubblicità sull'intera superficie della pensilina di una stazione di servizio. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del giudice di secondo grado a causa di un'insanabile contraddizione tra le motivazioni, che sembravano dar ragione al concessionario, e il dispositivo finale, che invece accoglieva l'appello della compagnia energetica. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame del merito.
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Distanze legali e usucapione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva ordinato la rimozione di impianti idrici da un muro di confine per violazione delle distanze legali. La Cassazione ha stabilito che i giudici d'appello hanno commesso un errore procedurale non esaminando l'eccezione di usucapione di servitù, sollevata dai proprietari degli impianti. Tale eccezione, se accolta, avrebbe potuto giustificare il mantenimento delle opere in deroga alle norme sulle distanze.
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Imposta sulla pubblicità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo dell'imposta sulla pubblicità in due scenari distinti. Per un unico cartello con annunci di diverse aziende, ogni messaggio è tassato singolarmente. Al contrario, più cartelli separati con lo stesso messaggio per la stessa azienda possono essere tassati come un'unica unità se si dimostra un 'collegamento strumentale inscindibile'. La precedente decisione è stata annullata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale.
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Azione revocatoria: spese legali e valore causa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20909/2025, ha stabilito che in una causa di azione revocatoria volta a tutelare sia un credito pecuniario sia un'obbligazione di 'fare' (non monetaria), il valore della controversia ai fini della liquidazione delle spese legali è da considerarsi indeterminabile. La Corte ha accolto il ricorso dei debitori su questo punto, cassando la sentenza d'appello che aveva erroneamente calcolato le spese basandosi solo sull'importo del credito pecuniario.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti principali e della contestuale accettazione della controparte. Tale accettazione ha comportato anche la rinuncia al ricorso incidentale. La decisione, basata sugli articoli 390 e 391 c.p.c., non ha previsto alcuna statuizione sulle spese legali, confermando la chiusura definitiva del contenzioso.
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Appello inammissibile: come evitare l’errore fatale
Una recente sentenza della Cassazione analizza un caso di contratto di subappalto, sottolineando le conseguenze di un appello inammissibile. L'appello di un committente è stato respinto perché non ha contestato correttamente la precedente dichiarazione di inammissibilità della Corte d'Appello, ma si è concentrato sul merito. La decisione chiarisce che, di fronte a una declaratoria di inammissibilità per aspecificità, il ricorrente in Cassazione deve prima dimostrare l'errore procedurale del giudice d'appello. Viene inoltre rigettato il ricorso incidentale del subappaltatore, confermando che l'accordo verbale sul prezzo prevale sulla quantificazione di un consulente tecnico.
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Estinzione del processo: la rinuncia all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in un caso di diritto del lavoro a seguito della rinuncia al ricorso principale da parte di un lavoratore. Le controparti, una società di logistica e una società di servizi, hanno aderito alla rinuncia, rendendo di fatto superata ogni ulteriore valutazione. Di conseguenza, il giudizio di legittimità si è concluso con la compensazione delle spese tra le parti, come previsto per i casi di estinzione del processo.
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Compensazione spese legali: motivazione obbligatoria
La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione delle spese legali deve essere sempre supportata da una motivazione esplicita che illustri le 'gravi ed eccezionali ragioni' che la giustificano. Il caso riguardava una controversia sul classamento catastale di un immobile. I contribuenti, pur ottenendo ragione nel merito, si erano visti compensare le spese dal giudice d'appello senza alcuna spiegazione. La Suprema Corte ha accolto il loro ricorso su questo punto, annullando la decisione sulle spese e rinviando la causa per una nuova valutazione motivata. È stato invece respinto il ricorso incidentale dell'amministrazione finanziaria.
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Spese giudizio di rinvio: la liquidazione del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice del rinvio, nel decidere una causa, deve liquidare le spese legali di tutte le fasi del processo, comprese quelle relative al giudizio di rinvio stesso. In caso di omissione, la Cassazione può intervenire direttamente e liquidare le spese se non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto. La decisione si basa sul principio della soccombenza virtuale e sull'esito complessivo della lite, garantendo l'economia processuale. Il ricorso del contribuente è stato accolto, mentre quello dell'Amministrazione Finanziaria è stato respinto.
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Valutazione immobile: la scelta del criterio spetta al giudice
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di un ente religioso, un'impresa di costruzioni e dell'Agenzia delle Entrate in merito alla valutazione di un immobile. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha il potere discrezionale di scegliere il criterio di stima più affidabile, come quello comparativo, per determinare il valore venale di un terreno ai fini dell'imposta di registro. Le prove fornite dalle parti non possono vincolare la decisione del giudice se questi ritiene più attendibile un altro metodo di valutazione immobile.
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Giudizio di rinvio: i limiti dopo la Cassazione
In una complessa vicenda di espropriazione per pubblica utilità durata decenni, la Corte di Cassazione interviene per definire i limiti del giudizio di rinvio. Dopo una precedente pronuncia che aveva circoscritto l'oggetto del contendere alla sola rideterminazione di una voce di danno, la Corte d'Appello aveva riesaminato anche questioni già coperte da giudicato. La Suprema Corte ha cassato tale decisione, ribadendo che il giudice del rinvio deve attenersi scrupolosamente ai punti indicati dalla Cassazione, senza poter rimettere in discussione aspetti della controversia ormai definitivi.
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Distanze legali: estinzione del giudizio in Cassazione
Una complessa controversia immobiliare riguardante la violazione delle distanze legali tra costruzioni confinanti è giunta in Cassazione. La lite, iniziata con domande reciproche di demolizione, si è conclusa inaspettatamente con una declaratoria di estinzione del giudizio. Le parti, infatti, hanno presentato una rinuncia reciproca al ricorso principale e a quello incidentale, portando la Suprema Corte a chiudere il procedimento senza una decisione nel merito, lasciando così definitiva la sentenza d'appello.
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Motivazione parvente: Cassazione e accertamento fiscale
Una società edile impugnava un accertamento fiscale basato su presunte sottovalutazioni immobiliari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, giudicandolo inammissibile perché mirava a un riesame del merito. Ha invece accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza d'appello per motivazione parvente, poiché non aveva adeguatamente spiegato perché alcuni immobili non fossero comparabili ai fini della valutazione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Risarcimento danno diritto d’autore: i criteri
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul risarcimento danno diritto d'autore in un caso di distribuzione non autorizzata di DVD. Una società distributrice ha citato in giudizio un grande gruppo editoriale per aver commercializzato opere senza una valida licenza. La Corte ha confermato la liquidazione del danno basata sul criterio del "prezzo del consenso", ovvero il compenso che sarebbe stato pattuito per una licenza. Ha rigettato la richiesta di un risarcimento maggiore, basato sulla retroversione degli utili dell'autore della violazione, poiché la società danneggiata non aveva fornito prova di aver subito un mancato guadagno (lucro cessante) specifico.
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Notifica irreperibilità società: cosa dice la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce la validità della notifica per irreperibilità società. Se un'azienda non viene trovata presso la sede legale iscritta nel registro delle imprese, la notifica degli atti tributari è legittima se eseguita con il rito degli irreperibili assoluti (deposito in casa comunale), senza necessità di ulteriori ricerche del legale rappresentante. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, affermando il principio di autoresponsabilità della società nel mantenere aggiornati i propri dati.
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