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Ricorso Incidentale — Anno 2025

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712 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorso Incidentale

Provvedimenti

Doppia Conforme: Quando il Ricorso in Cassazione è Fermo
Un contribuente, soggetto a un accertamento fiscale per movimentazioni bancarie non giustificate, ha visto il suo ricorso respinto sia in primo che in secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il successivo ricorso inammissibile applicando la regola della "doppia conforme", poiché entrambe le sentenze di merito si fondavano sulle medesime ragioni di fatto, precludendo un ulteriore esame nel giudizio di legittimità.
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Decadenza tributi locali: la Cassazione chiarisce
Una società contribuente ha contestato un avviso di pagamento per la tassa sui rifiuti (TARSU), sostenendo che fosse stato notificato oltre i termini. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio chiave sulla decadenza tributi locali. Se l'ente possiede già una dichiarazione completa del contribuente, non deve emettere un avviso di accertamento (con termine di 5 anni), ma procedere alla liquidazione e iscrizione a ruolo entro termini più brevi. Poiché l'atto era tardivo, è stato annullato.
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Cumulo sospensione termini: COVID e feriale si sommano
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16717/2025, ha chiarito il principio del cumulo sospensione termini. La sospensione dei termini processuali per l'emergenza COVID (64 giorni) si somma a quella feriale (31 giorni) nel calcolo del termine lungo per l'impugnazione. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva dichiarato tardivi gli appelli di un ente fiscale e di un'associazione, ritenendo erroneamente non cumulabili i due periodi di sospensione.
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Tardiva costituzione appello: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21586/2025, ha dichiarato inammissibile un appello in materia tributaria a causa della tardiva costituzione in appello del contribuente. Nonostante la notifica dell'atto fosse avvenuta nei termini, il deposito dello stesso presso la cancelleria del giudice di secondo grado è avvenuto con un solo giorno di ritardo. Questo errore procedurale, sollevato dall'Amministrazione Finanziaria con ricorso incidentale, ha reso inutile l'esame dei motivi di merito del contribuente, portando alla conferma della sentenza di primo grado e alla sua condanna alle spese.
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Giudicato penale nel tributario: stop della Cassazione
Una società di servizi, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento per omesse ritenute su utili presunti, vede il proprio caso complicarsi a causa di un giudizio penale parallelo. I suoi rappresentanti legali vengono assolti con formula piena. La Corte di Cassazione, di fronte a questa sentenza penale e a una nuova legge in materia, ha deciso di sospendere il procedimento tributario. L'ordinanza interlocutoria rimette la questione dell'efficacia del giudicato penale nel tributario alle Sezioni Unite, affinché venga fornito un principio di diritto definitivo sul tema.
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Benefici vittime mafia: contano i legami familiari?
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare i benefici previsti per le vittime di mafia ai familiari di una persona uccisa per errore dalla criminalità organizzata. La motivazione si fonda sui legami di parentela dei richiedenti con soggetti gravati da precedenti penali, ritenuti sufficienti a far dubitare della loro totale estraneità ad ambienti delinquenziali, come richiesto dalla legge per l'erogazione dei benefici vittime mafia.
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Giudicato penale: la Cassazione attende le Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha sospeso un giudizio fiscale riguardante la deducibilità di costi e l'esistenza di operazioni fatturate. La decisione è stata rinviata in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite sul valore del giudicato penale di assoluzione nel processo tributario, questione resa ancora più rilevante da una recente modifica legislativa. Il caso verteva su compensi ad amministratori, costi per carburante e fatture ritenute inesistenti, per le quali era intervenuta un'assoluzione in sede penale.
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Immissioni rumorose: quando scatta il risarcimento?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di immissioni rumorose provenienti da un'attività di ristorazione. La sentenza chiarisce che il superamento della normale tollerabilità del rumore giustifica un risarcimento per il danno alla serenità personale, anche senza una prova diretta di un danno biologico. La Corte ha confermato il risarcimento liquidato in via equitativa, ma ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per omessa pronuncia su una distinta domanda relativa ad abusi edilizi.
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Distanze legali: demolizione per il nuovo proprietario
La Corte di Cassazione ha confermato che l'obbligo di ripristinare le distanze legali tra costruzioni ricade sull'attuale proprietario dell'immobile, anche se la violazione è stata commessa dal precedente titolare. Il caso riguardava una sopraelevazione e un ampliamento che violavano le norme del piano regolatore. La Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo che l'azione per il rispetto delle distanze è di natura reale e segue il bene, rendendo l'attuale proprietario l'unico soggetto tenuto alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi.
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Rinnovazione notifica ricorso: la Cassazione decide
In una controversia tributaria, l'Agenzia delle Entrate notificava un ricorso incidentale all'indirizzo sbagliato. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha dichiarato la notifica nulla ma non inesistente. Di conseguenza, ha ordinato la rinnovazione della notifica ricorso, applicando un principio generale di sanatoria degli atti processuali per garantire il diritto di difesa. La causa è stata quindi rinviata a nuovo ruolo in attesa della corretta notificazione.
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Ripartizione oneri: chi paga le opere idrauliche?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro la decisione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, che aveva annullato una delibera sulla ripartizione oneri per la costruzione di un'opera idraulica. La delibera, che addebitava i costi a una società fallita e ad altri proprietari, è stata giudicata irragionevole e arbitraria. La Cassazione ha confermato che, in presenza di più motivazioni autonome a sostegno di una sentenza, il ricorrente deve impugnarle tutte efficacemente, altrimenti il ricorso è inammissibile per difetto di interesse.
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Motivazione avviso accertamento: i chiarimenti Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento milionario. La Corte ha stabilito che la motivazione avviso accertamento è valida anche se rinvia ad altri atti (motivazione per relationem), a condizione che sia già di per sé esauriente o che riporti il contenuto essenziale degli atti richiamati. Inoltre, ha confermato la piena competenza delle Direzioni Regionali dell'Agenzia delle Entrate a svolgere attività ispettive, in virtù del potere di auto-organizzazione dell'ente.
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Estinzione giudizio Cassazione: accordo tra le parti
Una controversia tra un ente ecclesiastico e un comune, giunta dinanzi alla Corte di Cassazione, si è conclusa con una rinuncia congiunta al ricorso a seguito di un nuovo accordo. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione, chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto misura sanzionatoria di stretta interpretazione limitata ai soli casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Cessione passività bancarie: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito subentrato nelle passività di una banca in liquidazione. La questione verteva sulla successione in un contenzioso relativo a conti correnti. La Corte ha stabilito che il ricorso era inammissibile perché non contestava adeguatamente la 'ratio decidendi' della Corte d'Appello, la quale aveva accertato in fatto che i rapporti non erano estinti né 'in sofferenza' al momento della cessione. Questa ordinanza sottolinea l'importanza di centrare l'impugnazione sui fondamenti della decisione precedente per evitare una declaratoria di inammissibilità.
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Estinzione del giudizio: rinuncia reciproca al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso principale da parte di due istituti bancari e della rinuncia al ricorso incidentale da parte di una società. La decisione si basa sull'accettazione reciproca delle rinunce, conformemente agli artt. 390 e 391 c.p.c., senza statuizione sulle spese.
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Duplice ratio decidendi: appello inammissibile
Una disputa tra un comune e un ente idrico su canoni e forniture si conclude in Cassazione con il rigetto di entrambi i ricorsi. La decisione si fonda sul principio della "duplice ratio decidendi", evidenziando come, per avere successo in appello, sia necessario contestare tutte le autonome ragioni giuridiche su cui si basa la sentenza impugnata. Il mancato assolvimento di questo onere ha reso inammissibile il ricorso principale del comune.
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Obbligazione ex lege e rifiuti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso complesso tra un Ente Locale e una società di gestione rifiuti. Il nodo centrale era il pagamento di servizi resi in assenza di una richiesta formale. La Corte ha stabilito che per i servizi essenziali di gestione rifiuti, l'obbligo di pagamento discende direttamente dalla legge (obbligazione ex lege), superando le clausole statutarie della società che prevedevano una richiesta esplicita. Ha quindi respinto il ricorso dell'Ente Locale che si rifiutava di pagare, ma anche quello della società che chiedeva il riconoscimento di utili e interessi commerciali, confermando che il rapporto non ha natura contrattuale.
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Spese di giudizio: la Cassazione chiarisce i criteri
Un contribuente vinceva in primo grado contro l'Agenzia delle Entrate, che veniva condannata al pagamento delle spese di giudizio. In appello, le spese venivano compensate perché una domanda accessoria del contribuente era stata rigettata. La Cassazione ha annullato questa decisione, chiarendo che il rigetto di una domanda accessoria (come quella per lite temeraria) non costituisce soccombenza parziale e non può giustificare la compensazione delle spese di giudizio. La causa è stata rinviata al giudice d'appello per una nuova liquidazione delle spese.
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Fatture false: onere della prova e costi indeducibili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20270/2025, ha stabilito principi chiave sull'onere della prova in caso di fatture false. Se l'Amministrazione Finanziaria fornisce elementi presuntivi che il fornitore è una società 'cartiera', spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esistenza delle operazioni contestate. La sola regolarità formale dei documenti contabili e dei pagamenti non è sufficiente. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente addossato al Fisco la prova della non avvenuta operazione, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia agli atti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso civile a seguito della rinuncia congiunta agli atti del processo da parte sia del ricorrente principale che dei controricorrenti. La decisione si fonda sulla volontà concorde delle parti di porre fine alla lite, che si estendeva anche alla regolamentazione delle spese legali, evitando così una pronuncia della Corte sul punto.
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