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Ricorso Ex Art. 700 C.P.C.

23 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È un provvedimento d'urgenza atipico che può essere richiesto al giudice quando si ha il fondato motivo di temere che, durante il tempo occorrente per far valere il proprio diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Riserva Servizio Civile: limiti nelle assunzioni docenti
Il Tribunale ha rigettato il ricorso d'urgenza di una docente che rivendicava l'immediata immissione in ruolo basandosi sulla Riserva Servizio Civile del 15%. Il Giudice ha stabilito che, nonostante il diritto alla quota riservata, l'assunzione deve seguire l'ordine cronologico delle fasi di reclutamento previste dalla normativa, escludendo il pericolo di danno irreparabile.
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Silenzio inadempimento visto: guida al ricorso
Il caso riguarda un cittadino residente in Italia che ha agito contro il silenzio inadempimento visto di un'ambasciata estera. Il Tribunale ha dichiarato cessata la materia del contendere poiché l'amministrazione ha fissato l'appuntamento durante il giudizio, rigettando però la richiesta di rilascio immediato del visto per mancanza di urgenza irreparabile.
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Interruzione servizi condominiali: quando è negata
Un condominio ha agito in via d'urgenza per ottenere l'interruzione servizi condominiali di acqua e riscaldamento verso un condomino moroso. Il Tribunale ha respinto il ricorso evidenziando la mancanza di prova di un pericolo imminente per l'intero stabile e l'indeterminatezza del credito specifico per tali utenze rispetto alle spese gestionali generali.
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Rinnovo permesso di soggiorno: ordine alla Questura
Un cittadino bengalese, in attesa dell'esito del ricorso per la protezione internazionale, ha agito contro il silenzio della Questura che non fissava l'appuntamento per il rinnovo permesso di soggiorno. Il Tribunale di Venezia, ravvisando il rischio di perdita del lavoro e di espulsione, ha ordinato in via d'urgenza all'amministrazione di fissare l'appuntamento entro sette giorni.
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Responsabilità Avvocato: se i documenti tardano, paga il legale
Un lavoratore cita in giudizio il suo ex legale per aver ritardato la presentazione di un ricorso d'urgenza, causandone il rigetto. L'avvocato si difende accusando il cliente di aver consegnato in ritardo i documenti. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, chiarisce un punto fondamentale sulla responsabilità professionale avvocato: non spetta al cliente dimostrare di aver fornito la documentazione, ma è l'avvocato a dover provare di averla richiesta con diligenza e di aver sollecitato il cliente. L'onere della prova della propria condotta corretta ricade interamente sul professionista. La Corte ha quindi dato ragione al lavoratore.
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Spostamento linea elettrica: quando manca l’urgenza
Il Tribunale di Venezia ha respinto un ricorso ex art. 700 c.p.c. finalizzato allo spostamento linea elettrica presente su una proprietà privata. I ricorrenti lamentavano l'impossibilità di costruire un edificio e il rischio di scadenza del permesso edilizio. Il Giudice ha motivato il rigetto evidenziando l'assenza di un pericolo imminente e irreparabile, in quanto il rischio era prevedibile e il danno puramente economico, recuperabile attraverso un giudizio ordinario.
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Interruzione servizi telecomunicazioni: ripristino linea
Un'impresa di manutenzione ha ottenuto dal Tribunale di Roma il ripristino d'urgenza della linea telefonica e internet dopo un'interruzione servizi telecomunicazioni durata oltre due settimane. Il giudice ha accertato il diritto al servizio e il grave danno all'immagine aziendale, condannando il gestore a una penale di 250 euro per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione dell'ordinanza.
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Ricorso d’urgenza infiltrazioni: quando è rigettato
Il caso riguarda un ricorso d'urgenza infiltrazioni presentato da due condomini contro il proprio ente condominiale per presunti danni da umidità e rischi alla salute. Il Tribunale ha rigettato l'istanza poiché la consulenza tecnica d'ufficio ha accertato l'assenza di fenomeni infiltrativi attuali e gravi all'interno dell'abitazione, escludendo così il requisito del periculum in mora necessario per ottenere una tutela cautelare immediata.
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Passaggio di consegne: obblighi dell’amministratore
Un condominio ha agito in via d'urgenza contro il precedente amministratore per ottenere la documentazione gestionale. Il Giudice, respingendo l'eccezione sulla legittimità della nomina di un'associazione professionale come nuovo amministratore, ha ordinato l'immediato passaggio di consegne, riconoscendo l'urgenza e la necessità dei documenti per la corretta amministrazione dell'immobile.
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Protezione speciale: obbligo di fissare l’appuntamento
Un cittadino straniero, a seguito della revoca del suo permesso di soggiorno, ha richiesto alla Questura un appuntamento per presentare domanda di protezione speciale, senza però ricevere alcuna risposta. Il Tribunale, adito con ricorso d'urgenza, ha accolto la richiesta, ordinando all'amministrazione di fissare l'appuntamento. La decisione si fonda sul riconoscimento del diritto soggettivo del richiedente a formalizzare l'istanza e sul rischio di un grave pregiudizio derivante dallo stato di irregolarità.
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Iscrizione anagrafica straniero senza permesso
Un cittadino extracomunitario, convivente con una cittadina italiana, ha richiesto tramite un provvedimento d'urgenza (ex art. 700 c.p.c.) l'iscrizione anagrafica per registrare il contratto di convivenza, nonostante fosse privo di permesso di soggiorno. Il Tribunale di Monza ha rigettato il ricorso, non entrando nel merito del diritto all'iscrizione, ma ritenendo che il richiedente non avesse adeguatamente provato l'esistenza di un pregiudizio imminente e irreparabile ('periculum in mora'). Secondo il Giudice, il pericolo di espulsione era stato descritto in termini troppo astratti e non concreti, requisito fondamentale per la concessione della tutela cautelare richiesta.
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Segnalazione Centrale Rischi: quando è legittima?
Il Tribunale di Brescia ha rigettato un ricorso d'urgenza volto a impedire una segnalazione alla Centrale Rischi. Secondo i giudici, la contestazione generica del debito e la mancata prova di un danno imminente rendono la minacciata segnalazione legittima, in assenza di fumus boni juris e periculum in mora.
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Obbligo consegna documenti: non risponde l’ex AD
Una società in liquidazione agisce in via d'urgenza contro il suo ex amministratore per ottenere la consegna della documentazione contabile. Il Tribunale rigetta il ricorso, poiché l'ex amministratore ha dimostrato di non avere la disponibilità materiale dei documenti, indicando correttamente al suo successore dove reperirli (in parte su server sociali, in parte presso un fornitore terzo). Viene così chiarito che l'obbligo di consegna documenti presuppone il possesso effettivo degli stessi.
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Comunicazione trasferimento: WhatsApp non basta
Un'ordinanza del Tribunale di Firenze ha respinto il ricorso d'urgenza di un lavoratore che contestava una comunicazione di trasferimento ricevuta via WhatsApp. Il giudice ha ritenuto che tale messaggio informale fosse stato superato da una successiva comunicazione ufficiale (PEC) dell'azienda, la quale chiariva che nessuna decisione definitiva era stata presa. Di conseguenza, è stato riscontrato un "difetto di interesse ad agire" da parte del lavoratore, poiché non esisteva un provvedimento di trasferimento concreto ed efficace da impugnare.
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Riapertura procedimento sospeso: ordine del Giudice
Con decreto del 02/07/2025, il Tribunale di Ancona (proc. 2980/2025) ha accolto un ricorso ex art. 700 c.p.c., ordinando la riapertura del procedimento sospeso per la domanda di protezione internazionale. La sospensione era stata disposta per l'allontanamento del richiedente dal centro di accoglienza. Il Giudice ha ritenuto fondata la richiesta di riattivazione, sottolineando che il termine per chiederla decorre dalla notifica della sospensione e non dall'allontanamento.
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Domanda protezione internazionale: ordine del giudice
Con l'ordinanza del 03.07.2025 (R.G. 6665/2024), il Tribunale di Ancona ha affrontato il caso del silenzio della Pubblica Amministrazione riguardo una domanda protezione internazionale. Un richiedente, dopo inutili tentativi via PEC di ottenere un appuntamento, ha fatto ricorso d'urgenza. Il Giudice ha accolto il ricorso, ordinando alla Questura di ricevere la domanda e concludere il procedimento entro 60 giorni, condannando l'inerzia dell'Amministrazione.
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Protezione internazionale: no urgenza senza vulnerabilità
Un cittadino straniero ha presentato un ricorso d'urgenza per obbligare la Questura a registrare immediatamente la sua domanda di protezione internazionale, lamentando un lungo ritardo. Il Tribunale ha rigettato la richiesta, pur riconoscendo il diritto del ricorrente. La decisione si basa sulla mancanza del requisito del 'periculum in mora' (pericolo di danno imminente), poiché era già stato fissato un appuntamento, seppur a distanza di mesi, e il richiedente non ha dimostrato una specifica e grave condizione di vulnerabilità che giustificasse di scavalcare la lista d'attesa degli altri richiedenti.
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Restituzione beni comodato: l’abbandono giustifica
Il Tribunale di Torino ha ordinato l'immediata restituzione di un impianto di distribuzione carburanti concesso in comodato. La decisione è stata presa a seguito dell'abbandono ingiustificato del bene da parte della società comodataria, che aveva falsamente comunicato di essere in liquidazione. Il giudice ha ritenuto sussistenti sia il 'fumus boni iuris', per il palese inadempimento contrattuale, sia il 'periculum in mora', dato il rischio di deperimento, furti e pericolo per la pubblica incolumità. Questa ordinanza cautelare conferma l'importanza della custodia e della corretta gestione dei beni ricevuti in comodato.
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Blocco conto corrente illegittimo: la banca condannata
Un'ordinanza del Tribunale di Pescara ha accolto il ricorso d'urgenza di una società contro il blocco del conto corrente operato dal proprio istituto di credito. La banca aveva giustificato il blocco citando una generica 'operazione anomala' ai sensi della normativa antiriciclaggio, senza però fornire alcuna prova o dettaglio specifico. Il Giudice ha ritenuto il blocco conto corrente illegittimo, ordinando lo sblocco immediato e la condanna della banca al pagamento delle spese legali, avendo riscontrato sia la fondatezza del diritto della società (fumus boni iuris) sia il rischio di un danno grave e irreparabile (periculum in mora).
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Compensazione spese legali: il dovere di comunicazione
Una società fa causa alla propria banca per il blocco ingiustificato del conto. Sebbene la banca avesse già risolto il problema prima del ricorso, non aveva informato la cliente. Il Tribunale, in sede di reclamo, ha stabilito la compensazione spese legali, attribuendo alla banca la responsabilità del contenzioso a causa della sua scarsa collaborazione e diligenza.
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