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Ricorrente — Anno 2025

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2814 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorrente

Provvedimenti

Correzione errore materiale: quando il nome è sbagliato
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente in una precedente sentenza e in un ruolo di camera di consiglio. Un nome proprio di un ricorrente era stato trascritto in modo errato. La Corte ha ordinato la rettifica ai sensi della procedura semplificata 'de plano', evidenziando l'importanza cruciale dell'esatta identificazione delle parti all'interno del processo penale per garantire la certezza del diritto.
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Indennità di coordinamento: no se manca il posto vacante
La Corte di Cassazione ha negato a un'infermiera il diritto a percepire l'indennità di coordinamento dopo un trasferimento in un nuovo reparto. Anche se di fatto svolgeva le mansioni superiori, la Corte ha stabilito che, nel pubblico impiego, l'indennità è legata all'esistenza di una posizione formalmente istituita e vacante nell'organico aziendale, da coprire con procedure selettive. La semplice attestazione del superiore o lo svolgimento di fatto delle mansioni non sono sufficienti per ottenere il beneficio economico.
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Retribuzione pubblico impiego: inammissibile ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un avvocato dipendente pubblico contro la trattenuta dell'IRAP sulla sua retribuzione. L'inammissibilità deriva dal fatto che i motivi del ricorso miravano a una nuova valutazione dei fatti e delle prove, attività preclusa in sede di legittimità, anziché contestare vizi di legge. La decisione ha quindi confermato la legittimità delle trattenute fiscali nell'ambito della retribuzione pubblico impiego in questo specifico caso processuale.
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Giurisdizione demolizione abusi edilizi: la Cassazione
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che la competenza a giudicare sull'atto di un Comune che dà esecuzione a un ordine di demolizione per abusi edilizi, emesso con sentenza penale definitiva, spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. Il caso riguardava un proprietario che contestava l'ordine di demolizione sostenendo di non essere l'autore dell'abuso. La Corte ha chiarito che l'atto comunale non è un provvedimento amministrativo autonomo, ma un mero atto esecutivo di un giudicato penale. Pertanto, la questione sulla giurisdizione demolizione abusi è risolta a favore del giudice ordinario, poiché le contestazioni del ricorrente investivano la valutazione originaria del giudice penale.
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Notifica atti giudiziari: errore e rinnovazione
Un cittadino sanzionato per assegni a vuoto ricorre in Cassazione. La Corte, prima di esaminare il merito, rileva un errore nella notifica atti giudiziari: l'atto era indirizzato all'Avvocatura distrettuale anziché a quella Generale. Viene quindi disposta la rinnovazione della notifica, sospendendo il giudizio.
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Rinvio udienza per transazione: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha concesso un rinvio udienza per transazione su richiesta congiunta delle parti. Un professionista e un ente locale, in lite a seguito di una sentenza di Corte d'Appello, hanno informato la Corte di aver raggiunto un'ipotesi di accordo transattivo. Poiché il perfezionamento dell'accordo richiede l'approvazione degli organi interni dell'ente, la Corte ha accolto l'istanza e rinviato la causa a nuovo ruolo, favorendo la risoluzione bonaria della controversia.
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Diritto alla provvigione: quando spetta al mediatore?
La Corte di Cassazione chiarisce che la semplice visita di un immobile, organizzata da un mediatore, non è sufficiente a garantire il suo diritto alla provvigione se la vendita si conclude anni dopo, a seguito di una trattativa autonoma e successiva. L'ordinanza sottolinea la necessità di un 'nesso di causalità adeguata' tra l'intervento del mediatore e la conclusione dell'affare, nesso che può essere interrotto da una lunga inerzia e dalla ripresa delle negoziazioni in modo del tutto indipendente.
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Non punibilità: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato previsto dalla legge n. 110/1975. L'imputato chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza impugnata fosse sufficiente e che le argomentazioni del ricorrente fossero meramente ripetitive, condannandolo al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Disegno criminoso: quando non si applica la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva il riconoscimento del disegno criminoso tra più reati. La decisione si fonda sulla corretta valutazione del giudice di merito, che aveva escluso l'unicità del piano criminale a causa della notevole distanza temporale tra i fatti e delle diverse modalità di esecuzione, rendendo implausibile una deliberazione unitaria e anticipata.
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Inammissibilità ricorso: discrezionalità del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul principio che la valutazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, il cui operato, se ben motivato, non è sindacabile in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: nuovi motivi
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia penale. La decisione si fonda sul principio della "catena devolutiva", poiché l'appellante ha introdotto motivi nuovi non sollevati nel precedente grado di giudizio. Questa pronuncia ribadisce l'importanza di una corretta formulazione dei motivi d'appello fin dal primo momento, pena l'inammissibilità del ricorso in Cassazione e la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e sanzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. A seguito di questa decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, confermando le gravi conseguenze di un'impugnazione proceduralmente viziata.
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Inammissibilità ricorso 131 bis: la decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso che contestava la mancata applicazione dell'art. 131 bis c.p. (particolare tenuità del fatto). La decisione si fonda sulla constatazione che la Corte d'Appello aveva fornito una motivazione sufficiente e non illogica. L'inammissibilità ricorso 131 bis ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e ammenda
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Palermo. Tale decisione ha comportato la condanna della parte ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, confermando le rigide conseguenze procedurali di un'impugnazione priva dei requisiti di legge.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della dichiarazione di inammissibilità, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende. Questa decisione sottolinea le conseguenze negative di un ricorso inammissibile.
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Appello inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un appello inammissibile, confermando la sentenza della Corte d'Appello di Bari. L'ordinanza chiarisce che la valutazione sull'entità della pena, se adeguatamente motivata dal giudice di merito, non può essere riesaminata in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: le conseguenze economiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Bari. L'ordinanza sottolinea le conseguenze dirette per il ricorrente, condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile attenuanti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per le attenuanti generiche. La decisione si fonda sulla motivazione sufficiente e non illogica della corte d'appello, che aveva negato le attenuanti per assenza di elementi positivi. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Estinzione del giudizio tributario: il caso risolto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario in un caso riguardante una cartella di pagamento per IVA. La decisione è stata presa non nel merito della controversia, ma a seguito della comunicazione da parte dell'Agenzia delle Entrate dell'avvenuta definizione agevolata della lite. Questo ha comportato la cessazione della materia del contendere, rendendo superflua una pronuncia della Corte e portando alla chiusura del procedimento.
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Comodato precario: la firma vale più dell’uso?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di comodato precario. Un soggetto utilizzava un immobile come abitazione familiare da anni, ma successivamente ha firmato un contratto che prevedeva la restituzione a semplice richiesta del proprietario. La Corte ha stabilito che il contratto scritto del 2016 è valido ed efficace, superando qualsiasi accordo o situazione di tolleranza precedente. I tentativi del comodatario di dimostrare una simulazione o di ottenere un riesame dei fatti sono stati respinti, confermando l'obbligo di rilascio dell'immobile.
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