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Ricevuta Di Avvenuta Consegna

27 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La seconda di quattro email certificate (PEC) nel processo di deposito telematico. Questa ricevuta attesta che l'atto è stato consegnato con successo nella casella di posta del destinatario (l'ufficio giudiziario) e ne determina il momento legale del deposito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Notifica cartella via PEC: valida anche senza la firma digitale
L'Agente della Riscossione ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società per debiti tributari e previdenziali. Il Tribunale ha respinto varie domande, sostenendo la nullità della notifica cartella via PEC priva di firma digitale o file xml, e rigettando crediti previdenziali non provati. La Corte di Cassazione ha stabilito la piena validità della notifica cartella via PEC: la ricevuta di consegna genera una presunzione di conoscenza. Se il debitore non segnala problemi tecnici di apertura, l'atto è valido anche senza firma digitale, bastando l'intestazione formale dell'ente. La Corte ha cassato con rinvio il decreto del Tribunale per nuovo esame.
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Deposito concordato preventivo: la tempestività
La Corte d'Appello ha accolto il reclamo di una società contro l'inammissibilità di un deposito concordato preventivo dichiarato tardivo. Il sistema telematico aveva generato errori dopo l'invio puntuale delle prime PEC. La Corte ha stabilito che la tempestività si valuta sulla ricevuta di consegna, ordinando il rinnovo delle misure protettive per quattro mesi.
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Processo tributario telematico: l’errore del Comune salva l’Ente
Un Ente Religioso impugna gli avvisi di accertamento IMU emessi dal Comune per una casa di ferie. Dopo alterne vicende nei primi gradi, la Cassazione accoglie il ricorso dell'Ente. La Corte stabilisce che, nell'ambito del processo tributario telematico, il mancato deposito delle ricevute di notifica PEC dell'appello entro trenta giorni comporta l'inammissibilità insanabile del ricorso di secondo grado. Tale vizio è rilevabile d'ufficio e non viene sanato dalla costituzione in giudizio della controparte. Di conseguenza, l'appello del Comune viene dichiarato inammissibile, confermando la vittoria dell'Ente Religioso e la definitività della sentenza di primo grado a lui favorevole.
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Deposito telematico: la ricevuta salva il compenso dell’avvocato
Un avvocato assiste un cliente ammesso al gratuito patrocinio in una causa per assegni di mantenimento. Successivamente, il professionista richiede la liquidazione del proprio compenso, ma il giudice dichiara inammissibile l'istanza. L'avvocato propone opposizione tramite deposito telematico. Il Tribunale ritiene l'opposizione tardiva, calcolando la scadenza in base al giorno di registrazione dell'atto da parte della cancelleria. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del difensore, stabilendo che il deposito telematico si perfeziona, ai fini del rispetto dei termini, nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna. Di conseguenza, l'opposizione era tempestiva.
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Opposizione allo stato passivo: la ricevuta batte il ritardo
Un creditore propone opposizione allo stato passivo del fallimento di una società. Il Tribunale dichiara il ricorso inammissibile perché tardivo, calcolando la scadenza su un secondo deposito. Tuttavia, il creditore dimostra di aver effettuato un primo tempestivo deposito telematico dell'atto, regolarmente accettato dal sistema con la ricevuta di avvenuta consegna. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del creditore, stabilendo che il deposito telematico accettato dal sistema informatico è pienamente valido e tempestivo. Eventuali anomalie non possono invalidare l'atto se non c'è stato un formale rifiuto di ricezione da parte della cancelleria. La sentenza viene cassata con rinvio al Tribunale per l'esame del merito.
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Deposito telematico: la Cassazione salva l’appello del cittadino
Il Tribunale di Roma aveva dichiarato inammissibile per tardività l'appello proposto da un cittadino contro una sanzione amministrativa, ritenendo che il deposito fosse avvenuto il giorno dell'iscrizione a ruolo. Il cittadino ha fatto ricorso in Cassazione, dimostrando di aver inviato l'atto tramite deposito telematico entro i termini di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ribadendo che il deposito telematico si perfeziona nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna (la seconda PEC), indipendentemente dal momento successivo in cui la cancelleria iscrive la causa a ruolo. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale per un nuovo giudizio.
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Deposito telematico: valido anche se la cancelleria ritarda
Gli eredi di un cliente defunto sono stati citati in giudizio da un avvocato per il pagamento delle sue competenze professionali. Il Tribunale ha dichiarato erroneamente la loro contumacia, ignorando che gli eredi si erano regolarmente costituiti il giorno prima dell'udienza tramite deposito telematico. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso degli eredi, stabilendo che il deposito telematico si perfeziona nel momento in cui viene generata la seconda PEC (ricevuta di avvenuta consegna), a nulla rilevando che i controlli manuali della cancelleria (quarta PEC) siano avvenuti il giorno stesso dell'udienza. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale di Nola.
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Notifica telematica del ricorso: l’errore che costa la causa
Una lavoratrice impugna la decisione di compensare le spese legali dopo che il suo licenziamento per superamento del periodo di comporto era stato dichiarato illegittimo. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Il motivo risiede in un grave vizio procedurale: la lavoratrice ha depositato solo il messaggio di trasmissione della PEC, omettendo le ricevute di accettazione e di avvenuta consegna in formato digitale. La Corte ribadisce che, in tema di notifica telematica del ricorso, la mancanza di tali ricevute determina l'inesistenza della notifica stessa, impedendo qualsiasi sanatoria o rinnovo dei termini. Di conseguenza, la lavoratrice perde la causa e viene condannata al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Deposito Telematico: Tardi per il Cancelliere ma in Tempo per la Legge
Un cittadino si oppone al rigetto della sua istanza di gratuito patrocinio. Il suo avvocato effettua il deposito telematico dell'atto l'ultimo giorno utile. Il sistema genera la ricevuta di consegna lo stesso giorno, ma la cancelleria accetta l'atto il giorno seguente. Il Tribunale dichiara il ricorso tardivo. La Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: nel deposito telematico, il momento che conta per rispettare la scadenza è quello della generazione della ricevuta di consegna (la seconda PEC), non l'accettazione manuale del cancelliere. Il cittadino vince e il suo ricorso viene giudicato tempestivo.
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Deposito Telematico Atti: Giudice Sbaglia Data, Cassazione Annulla
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un giudice che aveva erroneamente dichiarato tardiva un'opposizione. Il caso chiarisce un principio fondamentale sul deposito telematico atti: la validità temporale è determinata dal momento in cui il sistema genera la ricevuta di avvenuta consegna (la seconda PEC), non da date successive erroneamente percepite dal giudice. I cittadini avevano inviato l'atto entro la scadenza, ma il giudice aveva considerato una data sbagliata. La Cassazione ha corretto l'errore di diritto, rinviando il caso per un nuovo esame e confermando che il deposito era tempestivo.
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Notifica PEC Fallimento: Casella Inaccessibile, Fallimento Valido
Un'azienda viene dichiarata fallita ma si oppone sostenendo di non aver mai ricevuto l'avviso a causa di un guasto tecnico alla sua casella di posta certificata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla notifica PEC fallimento: essa è legalmente valida nel momento in cui il sistema genera la ricevuta di avvenuta consegna. È onere e responsabilità dell'imprenditore assicurare il corretto funzionamento della propria PEC. Il malfunzionamento, anche se causato dal gestore, non invalida la notifica e non ferma la procedura fallimentare. L'azienda ha perso la causa e la dichiarazione di fallimento è stata confermata.
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Deposito telematico: quando l’appello è tempestivo?
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino il cui appello era stato dichiarato inammissibile per tardività dal Tribunale. Il giudice di merito aveva erroneamente considerato la data di iscrizione a ruolo dell'atto anziché quella dell'invio tramite PEC. La Suprema Corte ha ribadito che il deposito telematico si perfeziona nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna (RdAC), indipendentemente dalle successive attività della cancelleria. Poiché la RdAC era stata emessa entro il termine semestrale previsto dall'art. 327 c.p.c., l'appello doveva considerarsi tempestivo.
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Deposito telematico: validità e data di consegna
Un debitore ha presentato ricorso per la ristrutturazione dei debiti tramite deposito telematico il giorno precedente l'entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi. Il Tribunale aveva dichiarato la domanda inammissibile poiché l'atto era stato inizialmente indirizzato a un registro errato della cancelleria e ripresentato formalmente solo dopo l'entrata in vigore della nuova legge. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il deposito telematico si perfeziona con la generazione della ricevuta di avvenuta consegna, indipendentemente dall'errore materiale nell'individuazione del registro, salvaguardando così l'applicazione della normativa previgente.
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Deposito telematico: guida alla validità degli atti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava improcedibile un appello a causa di un errore nel deposito telematico. Il caso riguardava un invio effettuato nei termini ma inizialmente rifiutato dal sistema per file illeggibile. La Suprema Corte ha stabilito che se il deposito genera una ricevuta di consegna, la tempestività è fatta salva se la parte reagisce prontamente all'errore.
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Deposito telematico: quando l’appello è valido
Una coppia di genitori si oppone alla dichiarazione di adottabilità dei propri figli. La Corte d'Appello dichiara il loro ricorso inammissibile a causa di un 'deposito telematico' i cui file risultavano illeggibili. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: il deposito è perfezionato e valido con la ricevuta di avvenuta consegna (la seconda PEC), anche se un successivo malfunzionamento dei sistemi del tribunale impedisce la lettura degli atti. Il rischio di un errore tecnico del sistema giudiziario non può ricadere sul cittadino, salvaguardando così il diritto di difesa.
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Deposito telematico: vale la data di consegna
La Cassazione ha stabilito che il deposito telematico si perfeziona con la generazione della ricevuta di consegna, non con l'accettazione della cancelleria. Il caso riguardava un appello incidentale ritenuto tardivo dalla Corte d'Appello, che aveva considerato la data di lavorazione dell'atto anziché quella di invio e consegna telematica. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando la tempestività del deposito.
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Notifica a mezzo PEC: la Cassazione sulla prova
Una società impugna un avviso TASI. Dopo aver vinto in primo grado, perde in appello per non essersi costituita. La Cassazione rigetta il ricorso finale, chiarendo che la sola ricevuta di deposito telematico non prova la corretta notifica a mezzo PEC dell'atto, rendendola inesistente e la costituzione in giudizio invalida.
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Notifica PEC: appello inammissibile senza la prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro una società in materia di tassa sui rifiuti (TARES). La decisione non è entrata nel merito della questione tributaria, ma si è basata su un vizio procedurale fatale: la mancata prova della corretta notifica PEC dell'atto di ricorso. Il Comune non ha depositato le ricevute di accettazione e consegna della posta elettronica certificata, rendendo la notifica giuridicamente inesistente e l'impugnazione non esaminabile.
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Deposito telematico: quando si perfeziona?
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale sulla tempestività degli atti processuali. In caso di deposito telematico, il momento che determina il rispetto dei termini non è l'accettazione da parte della cancelleria, ma la generazione della ricevuta di avvenuta consegna (PEC). Nel caso specifico, l'appello di un notaio, ritenuto tardivo in secondo grado, è stato considerato tempestivo perché la ricevuta di invio telematico era stata generata entro il termine di dieci giorni dalla notifica, annullando così la precedente dichiarazione di improcedibilità.
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Deposito telematico: la data che conta è la ricevuta
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla tempestività del deposito telematico. Un ricorso, inizialmente dichiarato inammissibile perché ritenuto tardivo, è stato giudicato tempestivo. La Corte ha chiarito che la data che fa fede non è quella di registrazione dell'atto da parte della cancelleria, ma il momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna (RdAC) dal sistema di posta elettronica certificata del Ministero della Giustizia. Questa decisione protegge il cittadino da ritardi non imputabili a lui.
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