La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per concorso in ricettazione di banconote. L'imputato era stato sorpreso a sostituire banconote danneggiate, provenienti da furti con esplosivo a sportelli bancomat, presso distributori automatici e casse di supermercati. La difesa sosteneva la mancanza di prove sul collegamento tra il denaro e i furti, nonché l'assenza di dolo, avendo ricevuto le somme dal padre. I giudici hanno invece confermato la colpevolezza: i video di sorveglianza e le intercettazioni telefoniche dimostravano la piena consapevolezza dell'origine illecita dei fondi e l'attività di "ripulitura" del denaro sporco. Di conseguenza, la condanna a tre anni di reclusione, sostituita con lavoro di pubblica utilità, è stata confermata definitivamente.
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