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Ricettazione — Anno 2019

12 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricettazione

Provvedimenti

Prova dolo ricettazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione di assegni. La Corte ha ribadito che la prova del dolo nella ricettazione può essere desunta dalla mancata fornitura di una spiegazione attendibile sulla provenienza dei beni. Inoltre, ha chiarito che la recidiva, anche se bilanciata con le attenuanti, rileva ai fini del calcolo della prescrizione, rendendo il motivo di ricorso su questo punto manifestamente infondato.
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Pena e attenuanti: la discrezionalità del giudice
Un imputato, condannato per ricettazione, ricorre in Cassazione contestando la mancata concessione delle attenuanti generiche in prevalenza sulle aggravanti. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo la vasta discrezionalità del giudice nella commisurazione della pena e nel bilanciamento delle circostanze, specialmente in presenza di precedenti penali che indicano una tendenza a delinquere. La decisione del giudice di merito, se non illogica o arbitraria, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Falso grossolano: quando la ricettazione sussiste
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione di prodotti contraffatti. Anche in caso di falso grossolano, il reato sussiste poiché la norma tutela la fede pubblica e non solo il singolo acquirente. La Corte ha confermato il concorso tra il reato di ricettazione e quello di commercio di prodotti con segni falsi.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per ricettazione e altri reati. La Corte conferma la decisione di non concedere le attenuanti generiche e altre attenuanti specifiche, a causa del valore non irrisorio del bene, dei numerosi precedenti penali e della personalità negativa dell'imputato, ritenuti indici di accresciuta pericolosità sociale.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo dichiara
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di ricettazione di un cellulare. L'imputato è stato condannato in primo e secondo grado. Il ricorso è stato respinto perché le eccezioni sull'inutilizzabilità delle prove sono state sollevate per la prima volta in sede di legittimità, una mossa proceduralmente non consentita. La Corte ha sottolineato che tali questioni, richiedendo valutazioni di fatto, devono essere presentate nei gradi di merito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione reperti archeologici: la prova
La Corte di Cassazione conferma la condanna per ricettazione reperti archeologici a carico di un soggetto trovato in possesso di un'anfora antica. L'ordinanza stabilisce che la consapevolezza dell'origine illecita può essere provata tramite indizi e in assenza di una giustificazione credibile da parte dell'imputato, rendendo il ricorso inammissibile.
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Ricettazione carta prepagata: quando si è colpevoli
La Corte di Cassazione conferma la condanna per ricettazione carta prepagata a carico di un soggetto che aveva ricevuto una ricarica fraudolenta ottenuta tramite phishing. L'attivazione della carta e la disponibilità del PIN sono stati considerati elementi di prova decisivi. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile per genericità dei motivi.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e motivazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due soggetti condannati per ricettazione. Il motivo è la genericità e la natura meramente ripetitiva delle argomentazioni, già respinte in appello. La Corte sottolinea che non basta presentare una tesi alternativa, ma è necessario indicare vizi logici specifici nella sentenza impugnata. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione consumata: quando si perfeziona il reato?
Un soggetto viene condannato per ricettazione dopo essere stato sorpreso a tentare di avviare un ciclomotore rubato. In Cassazione, egli sostiene che si trattasse solo di un tentativo. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che per la ricettazione consumata è sufficiente il conseguimento di un possesso anche solo temporaneo del bene, come nel caso di specie, a prescindere dal fatto che il mezzo si sia avviato o meno.
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Ricorso inammissibile ricettazione: quando è valido?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per ricettazione, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il ricorso è stato giudicato una mera riproposizione di censure di fatto, poiché la corte territoriale aveva già adeguatamente motivato il rigetto dell'ipotesi di reato lieve e la sussistenza della recidiva, basandosi sulla quantità dei beni contraffatti e sui precedenti penali specifici dell'imputata, indicativi di una personalità proclive al crimine.
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Riciclaggio veicoli: trasferire auto rubate all’estero
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due individui accusati di riciclaggio veicoli. L'ordinanza stabilisce che trasferire all'estero un'autovettura rubata e alterata nei suoi dati identificativi è un'operazione che ostacola l'identificazione della sua provenienza illecita, integrando pienamente il delitto di riciclaggio. L'appello degli imputati è stato dichiarato inammissibile in quanto manifestamente infondato.
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Attenuanti generiche: il diniego non va motivato?
Un imputato, condannato per ricettazione, ricorre in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, affermando che la motivazione del diniego è adeguata se si basa su elementi decisivi, senza necessità di esaminare ogni singolo aspetto favorevole o sfavorevole.
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