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Revoca

944 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La revoca amministrativa è un atto amministrativo di secondogrado (avente ad oggetto, cioè, un precedente atto amministrativo), con il quale viene ritirato, con efficacia non retroattiva (ex nunc, cioè "da ora, da questo momento"), un atto amministrativo "per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario" (art. 21 quinquies della legge n. 241/1990, introdotto dalla legge n. 15/2005). La pubblica amministrazione può dare luogo alla revoca di un atto affetto da vizi di merito, sempre in presenza del presupposto fondamentale del pubblico interesse. A differenza dell'annullamento dell'atto amministrativo, che ha come presupposto vizi di legittimità (violazione di legge, eccesso di potere, incompetenza relativa), la revoca può intervenire su atti viziati nel merito, cioè divenuti inopportuni rispetto alla tutela dell'interesse pubblico che quell'atto amministrativo deve perseguire, oppure valutati come inopportuni a seguito di una successiva valutazione dei vari interessi coinvolti dall'atto stesso. Normalmente, l'atto di revoca è emanato dalla stessa autorità amministrativa che ha emesso l'atto da revocare, a meno che non sia intervenuta, nel frattempo, qualche modificazione normativa che abbia determinato il venir meno della sua competenza sulla materia su cui verte l'atto. La revoca può essere adottata, di regola, anche da un organo della pubblica amministrazione che si trovi in posizione di superiorità gerarchica rispetto a quello che ha posto in essere l'atto da revocare, a meno che quest'ultimo non abbia competenza esclusiva sulla materia specifica. La revoca non ha efficacia retroattiva; quindi gli effetti dell'atto sono mantenuti ed hanno validità fino al momento in cui è intervenuta la revoca. In sede di adozione di un atto di revoca di un provvedimento preesistente, sotto il profilo procedimentale l'amministrazione è tenuta a porre in essere un procedimento analogo a quello a suo tempo seguito per l’adozione dell’atto da revocare. In altri termini, l'amministrazione procedente deve dare luogo alla stessa procedura che è stata messa in atto per l'adozione dell'atto di primo grado, trattandosi di procedimento regolato dalle stesse norme, espressione dello stesso potere amministrativo che sta alla base dell'atto da revocare. Se dalla revoca nasce una danno per i soggetti direttamente interessati l'amministrazione deve procedere al relativo indennizzo. Le controversie su questa materia sono attribuite al giudice amministrativo (Tribunale Amministrativo Regionale in primo grado, Consiglio di Stato in appello). Il comma 1 bis dell'art. 21 - quinquies della legge n. 241/1990 (comma aggiunto dall'articolo 11, comma 4, decreto-legge n. 7 del 2007, convertito dalla legge n. 40 del 2 aprile 2007) prescrive che "ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea di cui al comma 1 incida su rapporti negoziali, l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell'atto amministrativo oggetto di revoca all'interesse pubblico, sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all'erronea valutazione della compatibilità di tale atto con l'interesse pubblico".

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

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Provvedimenti

Revoca del patrocinio a spese dello Stato: il difensore non può impugnare
Un avvocato ha contestato la revoca implicita del patrocinio a spese dello Stato per la sua cliente, vittima in un processo penale. Il Giudice di Pace aveva negato i compensi al difensore, ritenendo che la cliente avesse fornito dichiarazioni non veritiere, implicando una revoca del beneficio. Il Tribunale ha dichiarato inammissibile il ricorso del difensore, sostenendo che solo la parte assistita può impugnare la revoca. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la legittimazione a contestare la revoca del patrocinio a spese dello Stato spetta unicamente al beneficiario, non al suo legale. Il difensore può agire solo per la liquidazione dei compensi, se il beneficio non è stato revocato. Il ricorso è stato rigettato.
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Revoca Decreto Ingiuntivo: Quando il Giudicato Sostanziale non si forma
Un proprietario immobiliare ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro un inquilino per il mancato pagamento dell'IMU. L'inquilino si è opposto tardivamente, ma ha comunque pagato l'importo. Il Tribunale ha revocato il decreto ingiuntivo, pur condannando l'inquilino alle spese per l'opposizione tardiva. Il proprietario ha sostenuto la formazione di un giudicato sostanziale sul debito. La Cassazione ha chiarito che la revoca di un decreto ingiuntivo, anche se l'opposizione era tardiva o il pagamento era avvenuto, impedisce la formazione di un giudicato sostanziale sul merito del credito. Se il proprietario voleva un giudicato, avrebbe dovuto impugnare la sentenza di revoca. Il ricorso del proprietario è stato rigettato.
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Revoca credito d’imposta: quando l’errore del contribuente prevale
Un'Azienda, dopo aver ottenuto un credito d'imposta per incremento occupazionale, si è vista notificare una revoca da parte dell'Agenzia delle Entrate. L'Azienda ha contestato la revoca, sostenendo la nullità dell'atto per la mancata indicazione del responsabile del procedimento e la violazione del principio di buona fede. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda. Ha stabilito che la mancata indicazione del responsabile non rende nullo l'atto, tranne che per le cartelle di pagamento. Inoltre, l'Azienda non poteva invocare il legittimo affidamento, avendo inadempiuto alle disposizioni ministeriali che regolano il credito d'imposta.
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Revoca posizione organizzativa: la sanzione disciplinare basta a motivare?
Un lavoratore, responsabile di un'Agenzia Territoriale, ha ricevuto una sanzione disciplinare. L'ente datore di lavoro ha quindi proceduto alla revoca della sua posizione organizzativa, richiamando la sanzione come motivazione. Il lavoratore ha contestato la legittimità della revoca. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso. Ha stabilito che, nel pubblico impiego contrattualizzato, la motivazione della revoca di una posizione organizzativa è sufficiente se richiama il provvedimento sanzionatorio. Non servono ulteriori spiegazioni sulle ragioni del potere discrezionale del datore. La proroga dell'incarico era inoltre condizionata al non verificarsi di tali condizioni.
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Revoca patrocinio a spese dello Stato: la Cassazione chiarisce la competenza
Un imputato, ammesso al patrocinio a spese dello Stato in un procedimento penale, ha visto la sua ammissione revocata d'ufficio dalla Corte d'Appello. Sia l'imputato che il suo avvocato hanno presentato ricorso in Cassazione contro questa revoca. La Corte di Cassazione, Sezioni Civili, ha dichiarato la propria incompetenza. Ha stabilito che le questioni relative alla revoca del patrocinio a spese dello Stato in ambito penale rientrano nella competenza delle sezioni penali. Pertanto, la Corte ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l'assegnazione alla sezione penale competente per la decisione sul ricorso.
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Gratuito patrocinio: salva l’ammissione se il legale sbaglia
Il Giudice del lavoro ha revocato l'ammissione al gratuito patrocinio di un cittadino poiché il suo difensore aveva chiesto la distrazione delle spese a proprio favore. L'assistito e il legale si sono opposti, ottenendo l'annullamento della revoca dal Tribunale. Il Ministero della Giustizia ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l'incompatibilità insanabile tra la richiesta dell'avvocato e l'assistenza pubblica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero. I giudici hanno chiarito che il gratuito patrocinio è un diritto soggettivo personalissimo del cittadino non abbiente. Le scelte o gli errori processuali del difensore non possono comportare la rinuncia implicita o la perdita del beneficio statale.
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Revoca patrocinio a spese dello Stato: Cassazione ribalta il Tribunale
La Corte di Cassazione ha esaminato la **revoca patrocinio a spese dello Stato** per una Cittadina in un giudizio di separazione personale. Il Tribunale aveva confermato la revoca, ritenendo di poter riesaminare i requisiti di ammissibilità, inclusi i mezzi di prova. La Cassazione ha accolto il ricorso della Cittadina. Ha stabilito che la revoca del patrocinio può avvenire solo per specifiche ragioni (cambiamenti reddituali, mala fede o colpa grave, o rivalutazione della manifesta infondatezza della pretesa). La revoca era stata motivata dalla carenza di requisiti iniziali e insufficiente indicazione dei mezzi di prova, senza considerare che l'istanza di separazione era stata accolta. La Cassazione ha cassato l'ordinanza del Tribunale, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Revoca patrocinio a spese dello Stato: la Cassazione chiarisce la competenza
Un Cittadino ha presentato ricorso contro la revoca del suo patrocinio a spese dello Stato, concesso per un procedimento penale. Il Tribunale aveva revocato il beneficio perché il Cittadino e la sua coniuge non avevano presentato le dichiarazioni dei redditi, nonostante fossero soci di società con notevoli volumi d'affari. La Corte di Cassazione, Sezione Civile, ha ricevuto il ricorso. Tuttavia, la Corte ha stabilito di non essere competente a decidere sulla revoca del patrocinio a spese dello Stato in un procedimento penale. Ha quindi rimesso gli atti al Primo Presidente per l'assegnazione a una sezione penale, chiarendo la competenza in materia.
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Revoca Credito d’Imposta: La Cassazione dà ragione all’Agenzia delle Entrate
Una Società aveva ottenuto un credito d'imposta per incremento occupazionale. L'Agenzia delle Entrate ha revocato il beneficio, sostenendo che le assunzioni erano avvenute nello stesso mese della domanda, violando le condizioni. La Società ha impugnato la revoca, ma la Commissione Tributaria Regionale ha confermato la decisione dell'Agenzia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della Società, ritenendo legittima la Revoca Credito d'Imposta. La Corte ha stabilito che la motivazione della sentenza precedente era sufficiente e le presunte irregolarità procedurali non rendevano nullo l'atto, poiché l'illegittimità del provvedimento precedente non era stata definitivamente accertata.
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Revoca della Procura: La Cassazione Tutela il Terzo Acquirente
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso riguardante la validità di una compravendita immobiliare. Una società aveva venduto terreni tramite un procuratore, la cui procura era stata precedentemente revocata da una lettera del nuovo amministratore. La società acquirente ha sostenuto di non essere stata a conoscenza di questa revoca della procura, rendendola inopponibile. I giudici di merito avevano ritenuto la revoca efficace e la conoscenza presunta. La Cassazione ha accolto il ricorso principale dell'acquirente, rilevando che la contestazione sulla mancata conoscenza e pubblicità della revoca era stata erroneamente ignorata. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Revoca Decreto Ingiuntivo: Spese Legali Indebite, La Cassazione Fa Chiarezza
Un Condominio ha cercato di recuperare le spese legali da un Proprietario, ottenendo un decreto ingiuntivo. Queste spese derivavano da un precedente giudizio in cui un decreto ingiuntivo a favore del Proprietario era stato parzialmente revocato, con compensazione delle spese. Il Condominio sosteneva che la revoca del decreto ingiuntivo implicasse l'indebito di tutte le somme, incluse le spese. I giudici di merito hanno respinto questa tesi. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la revoca del decreto ingiuntivo, anche se parziale, estende i suoi effetti anche alle spese legali inizialmente liquidate. Pertanto, le spese legate a un decreto ingiuntivo revocato diventano indebite e devono essere restituite. La causa tornerà al Tribunale per una nuova valutazione.
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Definizione agevolata: il pagamento blocca la revoca del debito
Una società contribuente ha aderito alla definizione agevolata per estinguere carichi esattoriali, pagando l'intero importo liquidato dall'agente della riscossione ma omettendo di barrare la casella di rinuncia al giudizio pendente. Successivamente, l'impresa ha tentato di revocare la domanda per riottenere le somme versate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la definizione agevolata si perfeziona con il pagamento integrale e non consente ripensamenti. L'impegno a rinunciare alle liti tributarie collegate è un obbligo di legge vincolante. La contribuente perde la causa e deve rifondere le spese.
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TFR: Revoca Decreto Ingiuntivo per Mancanza di Prove del Lavoratore
Un Lavoratore ottenne un decreto ingiuntivo contro l'INPS per il pagamento del TFR non versato dal datore di lavoro fallito. La Corte d'Appello confermò la revoca di tale decreto ingiuntivo. Il Lavoratore non aveva prodotto correttamente l'attestazione di cancelleria che provava la mancata opposizione dell'INPS allo stato passivo. Sebbene l'INPS avesse pagato gran parte della somma durante il processo, insistette per la revoca. La Cassazione ha respinto il ricorso del Lavoratore, confermando che la prova non era stata correttamente introdotta e che le nuove pretese sul residuo debito erano inammissibili perché non sollevate tempestivamente.
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Restituzione nel Termine: Inammissibile la Revoca di un Provvedimento Impugnabile
Un Lavoratore, condannato in primo grado, ha chiesto la restituzione nel termine per impugnare la sentenza, sostenendo di aver ricevuto tardi l'attestazione del deposito. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta e ha poi dichiarato inammissibile la successiva istanza di revoca di tale provvedimento. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità del ricorso del Lavoratore, stabilendo che un provvedimento impugnabile (come il rigetto della restituzione nel termine) non può essere revocato dallo stesso giudice che lo ha emesso.
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Patrocinio a spese dello Stato: Revoca illegittima senza convivenza
Un Detenuto aveva ottenuto il patrocinio a spese dello Stato, ma il Tribunale glielo ha revocato. La revoca si basava sul superamento dei limiti di reddito, considerando anche quello della madre. Il Detenuto ha contestato la decisione, sostenendo di non convivere con la madre e di risiedere in carcere. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la revoca del patrocinio a spese dello Stato era errata perché il Tribunale non aveva chiarito le ragioni per cui la madre, non convivente, fosse stata inclusa nel nucleo familiare. La Corte ha quindi annullato la revoca, rinviando il caso al Tribunale per un nuovo esame.
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Revoca Sospensione Condizionale: Nuova Condanna Annulla il Beneficio
Un individuo aveva ottenuto la sospensione condizionale della pena. Successivamente, ha ricevuto un'altra condanna per un reato commesso in precedenza. La Corte d'Appello ha revocato la sospensione condizionale della pena, ritenendo che la somma delle pene superasse il limite legale di due anni di reclusione. L'imputato ha presentato ricorso, contestando il calcolo delle pene e la data di riferimento. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la revoca della sospensione condizionale della pena era corretta. Il calcolo include tutte le pene, anche quelle non sospese, e la data di irrevocabilità è quella che conta.
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Revoca Affidamento in Prova: Comportamento Oppositivo e Motivazione Illogica
Un Lavoratore, beneficiario dell'affidamento in prova al servizio sociale, ha manifestato un comportamento non collaborativo e ha violato le prescrizioni. Nonostante ciò, il Tribunale di Sorveglianza aveva deciso di non procedere alla revoca dell'affidamento in prova, limitandosi a modificare le modalità dell'attività. Il Procuratore Generale ha impugnato questa decisione. La Cassazione ha annullato l'ordinanza, ritenendo la motivazione del Tribunale illogica. Non era stato adeguatamente spiegato perché il comportamento 'oppositivo' del Lavoratore non giustificasse la revoca dell'affidamento in prova. Il caso tornerà al Tribunale per un nuovo esame.
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Revoca sospensione condizionale: GIP sbaglia, Cassazione annulla
Il Giudice per le indagini preliminari (GIP) aveva negato la revoca sospensione condizionale della pena a un condannato. Il Pubblico Ministero aveva richiesto la revoca perché il condannato aveva commesso altri reati entro il quinquennio dalla prima condanna. Il GIP, però, aveva erroneamente ignorato la condanna specifica indicata dal Pubblico Ministero e si era basato su un'altra condanna non pertinente. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del GIP. La Suprema Corte ha stabilito che il GIP deve riesaminare il caso, considerando correttamente la condanna che impone la revoca del beneficio.
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Revoca patrocinio a spese dello Stato: non basta l’incertezza dell’identità
Un Lavoratore ha richiesto il patrocinio a spese dello Stato per la sua difesa. Il Tribunale ha revocato questo beneficio a causa di dichiarazioni contraddittorie sulle sue generalità e sulla disponibilità economica. Il Lavoratore ha contestato la revoca, sostenendo che i documenti dimostravano la sua identità e che la revoca della ammissione al beneficio richiede una condanna definitiva per false dichiarazioni, non solo incertezze. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la revoca del patrocinio a spese dello Stato è possibile solo dopo una sentenza irrevocabile che accerta le false dichiarazioni. L'incertezza sulle generalità può rendere inammissibile la richiesta iniziale, ma non giustifica la revoca successiva senza una condanna.
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Revoca Sospensione Condizionale: Nuovo Reato, Beneficio Perduto
Un condannato aveva ottenuto la sospensione condizionale della pena. Successivamente, ha commesso altri reati ed è stato nuovamente condannato con sentenze definitive. Il Tribunale di Enna ha revocato la sospensione condizionale della pena precedentemente concessa, basandosi sull'articolo 168, primo comma, n. 1, del codice penale, poiché il condannato aveva commesso un nuovo reato entro il periodo di prova. Il condannato ha presentato ricorso per cassazione, sostenendo che la revoca era illegittima. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità della revoca della sospensione condizionale della pena.
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