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Respingimento

19 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Provvedimento con cui l'autorità di frontiera nega a un cittadino straniero l'ingresso nel territorio dello Stato, emesso anche nei confronti di chi è entrato eludendo i controlli ed è stato fermato subito dopo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Respingimento dello straniero: la Cassazione blocca il ricorso
Un cittadino straniero ha impugnato il decreto di respingimento dello straniero e di accompagnamento alla frontiera emesso dalla Questura. Il Giudice di Pace ha rigettato il ricorso. Lo straniero si è quindi rivolto alla Corte di Cassazione, lamentando la mancata traduzione integrale del provvedimento in lingua araba, il difetto di firma del Questore e l'illegittimità della convalida delle misure coercitive. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la contestazione sulla convalida appartiene a un procedimento diverso rispetto all'opposizione al respingimento. Inoltre, le altre censure richiedevano accertamenti di fatto non consentiti nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, il provvedimento di espulsione resta pienamente valido ed efficace.
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Sbarca nonostante il divieto di reingresso: condanna confermata
Uno straniero, già destinatario di un provvedimento di respingimento con annesso divieto di reingresso, faceva ritorno in Italia sbarcando a Lampedusa. Per questa violazione, veniva condannato. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza, dichiarando inammissibile il suo ricorso. I giudici hanno respinto le argomentazioni della difesa, che contestava la qualificazione del reato e lamentava la mancata traduzione degli atti. La Corte ha stabilito che la violazione del divieto di reingresso integra una specifica fattispecie di reato e che i motivi del ricorso erano generici e infondati. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Immigrazione clandestina: quando il reato non sussiste
Un cittadino straniero era stato condannato dal Giudice di Pace per il reato di immigrazione clandestina dopo essere stato riconsegnato alla polizia italiana dalle autorità svizzere, che lo avevano fermato in uscita dall'Italia. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio, stabilendo che il fatto non sussiste. La decisione si basa sulla mancanza di volontarietà dell'ingresso in Italia, avvenuto per coercizione esterna, e sull'applicazione delle deroghe previste dall'art. 10-bis del Testo Unico Immigrazione per chi viene identificato durante i controlli in uscita.
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Protezione internazionale: i diritti del migrante
Un cittadino straniero ha impugnato i provvedimenti di trattenimento emessi a seguito di un decreto di respingimento e di una successiva domanda di protezione internazionale. Il ricorrente ha denunciato la violazione dell'obbligo di informativa sui diritti di asilo e la natura collettiva dell'espulsione. La Corte di Cassazione ha rilevato un nesso di pregiudizialità tra i due ricorsi, disponendone la riunione. La decisione finale è stata rinviata in attesa di un approfondimento nomofilattico su questioni analoghe riguardanti l'effettività dell'informativa legale fornita ai migranti al momento dello sbarco.
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Protezione internazionale e trattenimento CPR
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un cittadino straniero trattenuto in un CPR a seguito di un decreto di respingimento. Il ricorrente ha contestato la legittimità del trattenimento denunciando la mancata informativa sul diritto alla protezione internazionale e la natura collettiva dell'espulsione. I giudici hanno rilevato una connessione tra il primo provvedimento di rimpatrio e il secondo, emesso dopo una domanda di protezione internazionale ritenuta strumentale. Data la complessità delle questioni e la necessità di un orientamento uniforme, la Corte ha disposto la riunione dei ricorsi e il rinvio della causa in attesa di una decisione nomofilattica della pubblica udienza.
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Espulsione collettiva: i chiarimenti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un cittadino straniero contro i provvedimenti di respingimento e trattenimento. Il ricorrente contestava la mancata informativa sulla protezione internazionale e denunciava un'ipotesi di espulsione collettiva. La Corte ha stabilito che, poiché il giudice di merito aveva già accertato l'avvenuta informativa tramite la sottoscrizione del foglio notizie e la valutazione individuale della posizione del soggetto, tali fatti non sono più contestabili in sede di legittimità. La decisione conferma che la presenza di accertamenti medici e schede personali esclude la natura collettiva del provvedimento.
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Reingresso illegale: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a otto mesi di reclusione per un cittadino straniero accusato di reingresso illegale nel territorio italiano. L'uomo, già destinatario di un decreto di respingimento con divieto di rientro per tre anni, è stato intercettato a bordo di un peschereccio tunisino entro le acque territoriali. La difesa ha contestato la mancata riunione del processo con un altro procedimento connesso e l'assenza di dolo, sostenendo che l'imputato ignorasse la rotta verso l'Italia. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la riunione dei processi è discrezionale e che la presenza in mare territoriale senza attrezzatura da pesca prova la volontà di violare il divieto.
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Trattenimento migranti: la quarantena non è detenzione
Un cittadino straniero ha impugnato la proroga del suo trattenimento, sostenendo l'illegittimità del provvedimento a causa di un precedente periodo di quarantena e di una manifestazione di volontà di chiedere asilo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la quarantena sanitaria per i migranti è una limitazione della libertà di circolazione e non della libertà personale, quindi non si computa nel periodo massimo di trattenimento. Inoltre, la richiesta di protezione internazionale, per essere ostativa al respingimento, deve essere presentata alle autorità competenti. La sentenza consolida i principi sul trattenimento migranti in relazione alle misure sanitarie e alle procedure di asilo.
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Trattenimento dello straniero: la Cassazione rinvia
Un cittadino straniero impugna due provvedimenti di convalida del suo trattenimento, basati su un unico decreto di respingimento. I ricorsi sollevano questioni sulla mancata informativa per la protezione internazionale e sulla natura di espulsione collettiva del respingimento. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza delle questioni legali, ha deciso di unire i ricorsi e di rinviare la causa, in attesa di una decisione da parte di una pubblica udienza su casi analoghi. L'ordinanza non decide nel merito ma sospende il giudizio sul trattenimento dello straniero.
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Respingimento straniero e quarantena: la Cassazione
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di respingimento, sostenendone l'illegittimità a causa di un precedente periodo di quarantena obbligatoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la quarantena per motivi di salute pubblica non costituisce detenzione e non invalida il successivo provvedimento di respingimento straniero. La Corte ha inoltre respinto le censure relative alla mancata informazione sulla protezione internazionale e ai rischi in caso di rimpatrio, ritenendole non provate.
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Informativa protezione internazionale: obbligo violato
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di trattenimento di un cittadino straniero a causa della mancata prova della corretta informativa protezione internazionale. È stato stabilito che l'autorità deve dimostrare di aver fornito un'informazione completa ed effettiva sul diritto di asilo, anche con l'ausilio di un interprete, prima di poter procedere con misure restrittive come il trattenimento per il rimpatrio.
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Obbligo di informativa: la Cassazione annulla decreto
La Corte di Cassazione ha annullato due provvedimenti di convalida del trattenimento di un cittadino straniero, sottolineando la violazione dell'obbligo di informativa sulla possibilità di richiedere protezione internazionale. I giudici di merito non avevano adeguatamente verificato il rispetto di tale dovere fondamentale prima di convalidare la detenzione, rendendo illegittimo il trattenimento.
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Informativa protezione internazionale: obbligo per lo Stato
La Corte di Cassazione ha annullato il decreto di respingimento e i conseguenti provvedimenti di trattenimento emessi nei confronti di un cittadino straniero. La decisione si fonda sulla mancata comunicazione, da parte delle autorità, dell'informativa protezione internazionale al momento dell'arrivo sul territorio nazionale. La Corte ha stabilito che questo adempimento è un obbligo inderogabile, la cui omissione rende illegittimi sia il respingimento che la successiva restrizione della libertà personale, a prescindere dalle ragioni dichiarate dal migrante per il suo ingresso in Italia.
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Obbligo di informativa: la Cassazione si pronuncia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11670/2024, ha accolto il ricorso di un cittadino straniero contro un provvedimento di respingimento. La Corte ha stabilito che l'obbligo di informativa sui diritti, inclusa la protezione internazionale, non può considerarsi assolto con una mera dichiarazione generica nell'atto amministrativo. È onere dell'amministrazione dimostrare di aver fornito un'informativa completa ed effettiva, in una lingua comprensibile e con l'ausilio di un interprete, annullando la decisione del giudice di merito che aveva ignorato la richiesta di accertamento su questo punto cruciale.
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Obbligo di informativa: nullo il respingimento
La Corte di Cassazione ha annullato i provvedimenti di respingimento e trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo che l'obbligo di informativa sul diritto di richiedere protezione internazionale è un dovere inderogabile per le autorità. Tale obbligo sussiste a prescindere dalle dichiarazioni iniziali dello straniero sulle ragioni del suo ingresso in Italia. La mancata fornitura di un'adeguata informazione rende nulli tutti gli atti conseguenti che limitano la libertà personale.
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Informativa protezione internazionale: obbligo essenziale
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di respingimento e i successivi provvedimenti di trattenimento a carico di un cittadino straniero. La decisione si fonda sulla mancata informativa protezione internazionale da parte delle autorità al momento dell'arrivo. La Corte ha stabilito che tale informativa è un obbligo inderogabile, anche se lo straniero dichiara di essere venuto in Italia per motivi di lavoro, poiché la scelta di chiedere asilo deve essere consapevole e informata.
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Convalida trattenimento straniero: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29741/2024, ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro la convalida del suo trattenimento in un CPR. Il ricorrente sosteneva l'illegittimità del provvedimento basandosi su un precedente respingimento non documentato agli atti. La Corte ha stabilito che il controllo del giudice sulla convalida trattenimento straniero riguarda la legittimità del provvedimento attuale e che spetta alla difesa fornire prove di una manifesta illegittimità legata a eventi passati, che in questo caso erano solo ipotizzati e non dimostrati.
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Informativa protezione internazionale: obbligo assoluto
La Cassazione ha annullato il trattenimento di un cittadino straniero in un CPR, stabilendo che la mancata informativa protezione internazionale al momento del suo arrivo in Italia rende illegittimi sia il decreto di respingimento sia i successivi provvedimenti di detenzione. L'obbligo di informare è incondizionato, anche se il migrante dichiara di essere arrivato per motivi di lavoro.
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Respingimento differito: la Cassazione rinvia in udienza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha esaminato il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di respingimento. Il ricorrente lamentava la mancata pronuncia del Giudice di pace sulla nullità del provvedimento per omessa udienza di convalida. Ritenendo la questione sul respingimento differito di particolare rilevanza giuridica, la Corte ha disposto la trattazione del caso in pubblica udienza, rinviando la decisione.
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