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Resistenza A Pubblico Ufficiale — Anno 2024

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208 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Resistenza A Pubblico Ufficiale

Provvedimenti

Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato
Una donna ha impugnato la sua condanna per resistenza a pubblico ufficiale, sostenendo che la sua fosse solo una resistenza passiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che spingere e graffiare gli agenti costituisce una condotta attiva e integra il reato. La Corte ha inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche a causa dei precedenti penali violenti della ricorrente, chiarendo così i limiti della protesta.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato attivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato, in stato di alterazione alcolica, aveva tentato di colpire con pugni gli agenti intervenuti per sedare un suo comportamento molesto in un locale. La Corte ha stabilito che tale condotta, non essendo una mera resistenza passiva, integra pienamente il reato, giustificando la condanna e il diniego delle attenuanti generiche a causa dei precedenti penali.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che la condotta violenta e le minacce verso un agente di polizia penitenziaria per opporsi alla chiusura della cella non costituiscono una mera protesta, ma integrano pienamente il reato. I motivi del ricorso, basati su una diversa interpretazione dei fatti, sono stati respinti in quanto non consentiti in sede di legittimità.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Le minacce rivolte agli agenti durante una perquisizione sono state ritenute sufficienti per configurare il reato. Il ricorso è stato respinto perché riproponeva le stesse argomentazioni già valutate e respinte in appello, confermando la condanna e l'obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Legittimo impedimento: udienza nulla senza verifica
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per resistenza a pubblico ufficiale a causa di un grave vizio procedurale. La Corte d'Appello aveva ignorato un certificato medico che attestava il legittimo impedimento dell'imputato a comparire, procedendo all'udienza e violando il suo diritto a partecipare al processo. La Cassazione ha stabilito che la mancata valutazione del certificato determina la nullità insanabile della sentenza.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la fuga e i limiti
La Corte di Cassazione analizza un caso di resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di stupefacenti. Un passeggero, durante un inseguimento, lancia dal finestrino un involucro con droga. La Corte conferma la misura cautelare, stabilendo che una guida pericolosa durante la fuga integra il reato di resistenza. Viene inoltre affermato che il gesto di disfarsi della droga presuppone la consapevolezza del suo contenuto. La richiesta di derubricazione del reato di spaccio è dichiarata inammissibile per mancanza di un concreto vantaggio per l'indagato.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per condanne relative a spaccio di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso è stato respinto perché contestava la valutazione dei fatti, materia riservata ai giudici di merito. La Corte ha confermato che strattonare un agente costituisce resistenza attiva e che la presenza di strumenti organizzati esclude l'ipotesi di spaccio di lieve entità.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la fuga è reato?
Un automobilista è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale per aver effettuato manovre pericolose al fine di fuggire a un controllo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che per integrare il reato non è necessaria una violenza diretta contro l'agente, ma è sufficiente una condotta pericolosa volta a ostacolare l'atto d'ufficio. La sentenza chiarisce anche la rilevanza della recidiva ai fini della prescrizione.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni durante una manifestazione. La sentenza sottolinea che il ricorso in Cassazione non può riesaminare i fatti già accertati nei gradi di merito. Inoltre, chiarisce come i periodi di sospensione del processo, richiesti dalla difesa, posticipino la maturazione della prescrizione del reato, rendendo infondata l'eccezione sollevata da uno dei ricorrenti.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. L'uomo, dopo un tentativo di fuga, aveva ingaggiato una violenta colluttazione con un operante, colpendolo con gomitate, calci e pugni. La Corte ha stabilito che tale condotta non può essere considerata 'mera resistenza passiva', ma integra pienamente il reato di resistenza attiva. È stato inoltre confermato il nesso teleologico tra la resistenza e le lesioni provocate, rigettando le doglianze dell'imputato come mere rivalutazioni dei fatti, non ammissibili in sede di legittimità.
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Resistenza a pubblico ufficiale: minaccia e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso è stato giudicato del tutto generico, in quanto non specificava le ragioni di fatto e di diritto a sostegno della richiesta di annullamento. La Corte ha confermato che le minacce proferite dall'imputato al personale di polizia penitenziaria, consistenti in allusioni ad incendi di auto e al possesso di lamette, erano idonee a integrare la fattispecie di reato, in quanto capaci di incutere timore e coartare la volontà dei destinatari.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando la fuga è reato
Un individuo ha impugnato una condanna per vari reati, tra cui la resistenza a pubblico ufficiale, commessa fuggendo e colpendo l'auto della polizia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'uso di violenza, come speronare un'auto di servizio durante un inseguimento, configura pienamente il reato, a prescindere dall'esito. La Corte ha inoltre confermato la colpevolezza per la detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, basandosi sulle modalità della condotta e sul materiale rinvenuto.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che uno stato di agitazione, pur rilevante, non esclude la coscienza e volontà (dolo) di opporsi a un atto d'ufficio. Inoltre, il motivo relativo alla recidiva è stato ritenuto precluso perché non sollevato nel precedente grado di giudizio, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali.
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Resistenza a pubblico ufficiale: l’ubriachezza basta?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La condanna era basata su atti di violenza e minaccia, tra cui il lancio di un posacenere e l'uso di un bastone contro i Carabinieri. La Corte ha rigettato la tesi difensiva basata sull'incapacità per ubriachezza, specificando che la semplice ebbrezza non costituisce un vizio di mente. È stata inoltre negata l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della gravità della condotta.
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Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la condanna per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La Corte ribadisce che se la violenza supera il minimo necessario per la resistenza e provoca lesioni agli agenti, il reato di lesioni personali non viene assorbito ma concorre con quello di resistenza. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano meramente ripetitivi e infondati, soprattutto riguardo alla richiesta di attenuanti generiche, negate a causa dei precedenti penali e della pericolosità sociale del soggetto.
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Resistenza a più ufficiali: è concorso di reati
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25845/2024, ha chiarito che la resistenza a più pubblici ufficiali, anche se compiuta con una sola azione, configura un concorso formale di reati ai sensi dell'art. 81 c.p. e non un reato unico. Il caso riguardava un individuo che aveva aggredito due carabinieri intervenuti presso la sua abitazione. La Corte ha annullato la sentenza di merito limitatamente alla determinazione della pena, poiché il primo giudice non aveva applicato il conseguente aumento sanzionatorio, rinviando per un nuovo calcolo.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per resistenza a pubblico ufficiale e violazione della sorveglianza speciale. La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo generiche le censure sulla sussistenza del reato e corrette le valutazioni su recidiva e revoca della sospensione condizionale della pena.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il motivo del ricorso, relativo alla configurabilità del dolo, è stato ritenuto generico e riproduttivo di doglianze già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello, la quale aveva correttamente motivato come la violenza fosse stata usata al fine di sottrarsi a un controllo.
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Resistenza a pubblico ufficiale: spinta e lesioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. L'imputato, fermato senza mascherina durante l'emergenza Covid, aveva spintonato un carabiniere per sottrarsi all'identificazione. La Corte ha ritenuto il ricorso generico, confermando che la spinta volontaria per ostacolare un pubblico ufficiale integra il reato, indipendentemente dall'esito.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la condotta attiva
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Pur essendo solo un passeggero, la sua condotta attiva, consistita nell'aprire lo sportello per ostacolare l'auto della polizia, è stata ritenuta una forma di violenza e minaccia sufficiente a integrare il reato, creando pericolo per la circolazione e gli agenti.
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