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Resistenza A Pubblico Ufficiale — Anno 2024

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208 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Resistenza A Pubblico Ufficiale

Provvedimenti

Resistenza a pubblico ufficiale: anche a bassa velocità
Un conducente, assolto in appello per resistenza e lesioni a un agente, vede la sentenza annullata dalla Cassazione. La Corte chiarisce che anche guidare a bassa velocità ignorando l'ordine di fermarsi costituisce il reato di resistenza a pubblico ufficiale, poiché impedisce attivamente la funzione pubblica. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Particolare tenuità del fatto: no alla non punibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale, il quale lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha chiarito che, al momento del reato (maggio 2021), la norma che esclude tale beneficio per i reati contro agenti di pubblica sicurezza era già in vigore, escludendo quindi qualsiasi applicazione retroattiva di una legge sfavorevole.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando il ricorso è out
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che la violenza fisica usata per ostacolare le forze dell'ordine, causando lesioni, non costituisce una mera resistenza passiva. Tale condotta, inoltre, rende il reato di lesioni procedibile d'ufficio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a titolo di sanzione.
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Ricorso inammissibile: genericità e condanna spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale a causa della genericità assoluta dei motivi. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, come previsto dall'art. 616 c.p.p.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso è stato ritenuto generico perché non contestava specificamente le motivazioni della Corte d'Appello, la quale aveva ben descritto la condotta violenta dell'imputato, consistita in brusche frenate per farsi tamponare dall'auto degli agenti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la fuga in auto è reato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 47504/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che la fuga in auto, quando determina una situazione di concreto pericolo per gli altri utenti della strada, non costituisce una "mera resistenza passiva" o una "mera fuga", ma integra pienamente il reato previsto dall'art. 337 del codice penale.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 47430/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso è stato respinto poiché si limitava a riproporre le medesime argomentazioni già esaminate e rigettate nei precedenti gradi di giudizio, senza sollevare vizi di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la fuga non basta
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una condanna per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo la Corte, per configurare il reato di resistenza non è sufficiente la mera fuga in auto, ma è necessario dimostrare un pericolo concreto e oggettivo. La sentenza ha anche chiarito che la continuazione tra i due reati è ipotizzabile, dato che la necessità di forzare un controllo di polizia è un'eventualità prevedibile durante il trasporto di droga.
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