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Resistenza A Pubblico Ufficiale — Anno 2024

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208 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Resistenza A Pubblico Ufficiale

Provvedimenti

Resistenza a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due individui condannati per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha rigettato la richiesta di attenuanti generiche per uno e confermato il dolo per l'altro, chiarendo l'inapplicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a questo specifico reato quando commesso contro un ufficiale in servizio.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando la fuga è reato
La Corte di Cassazione conferma la condanna per resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un automobilista che, per sottrarsi a un controllo, non si era limitato a fuggire ma aveva compiuto manovre pericolose per ostacolare l'inseguimento. L'ordinanza chiarisce che tale condotta integra il reato, superando la semplice fuga. La Corte ha inoltre ritenuto legittimo il diniego di ulteriori attenuanti basato sulla personalità negativa dell'imputato, desunta dai suoi precedenti penali.
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Remissione di querela: annulla la condanna per furto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33583/2024, ha annullato una condanna per tentato furto a seguito di una remissione di querela intervenuta dopo la sentenza d'appello. Ha confermato, invece, la condanna per resistenza a pubblico ufficiale, chiarendo la differenza con la resistenza passiva. Infine, ha rinviato il caso a una nuova Corte d'Appello per la rideterminazione della pena relativa ai reati residui, censurando la motivazione contraddittoria della precedente decisione sul trattamento sanzionatorio.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due individui condannati per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. La Corte chiarisce che minacce di morte e atti intimidatori verso le forze dell'ordine non costituiscono una mera critica, ma integrano pienamente il reato di resistenza, in quanto volti a contrastare il compimento di un atto d'ufficio. Viene confermata anche la condanna per evasione per uno degli imputati, nonostante fosse autorizzato a lasciare il domicilio per lavoro.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31928/2024, ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un automobilista che aveva minacciato gli agenti durante le procedure di ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha chiarito che il reato si configura anche se la minaccia avviene durante le fasi conclusive dell'atto d'ufficio. Al contempo, ha annullato la condanna per la guida in stato di ebbrezza, dichiarandola estinta per intervenuta prescrizione, specificando che le regole di calcolo per le contravvenzioni differiscono da quelle per i delitti.
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Prescrizione reato: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31775/2024, ha annullato senza rinvio la condanna d'appello inflitta a cinque imputati per resistenza a pubblico ufficiale. Sebbene i motivi di merito siano stati ritenuti infondati, la Suprema Corte ha accolto il ricorso relativo alla prescrizione del reato. I fatti risalivano al 2015 e, nonostante brevi periodi di sospensione, il termine massimo di prescrizione era maturato prima della pronuncia della sentenza di secondo grado, determinando l'estinzione del reato.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la Cassazione decide
Un detenuto, dopo un colloquio telefonico, tentava di aggredire una guardia carceraria. Condannato per tentata resistenza a pubblico ufficiale nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo si trattasse di mera resistenza passiva. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, in quanto generico e volto a una non consentita rivalutazione dei fatti, confermando la condanna.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici, in quanto mere ripetizioni di argomentazioni già respinte in appello. La Corte ha ribadito che manovre pericolose come zigzagare nel traffico e guidare contromano costituiscono una forma attiva di resistenza, non passiva.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la fuga è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un motociclista condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che una fuga pericolosa nel traffico, con slalom tra i veicoli, costituisce la violenza richiesta dalla norma, superando il concetto di mera disobbedienza. La condanna è stata confermata, respingendo anche le eccezioni sulla violazione del principio del ne bis in idem per la contemporanea presenza di sanzioni amministrative.
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Concorso di persone nel reato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42881/2024, affronta il tema del concorso di persone nel reato di resistenza a pubblico ufficiale e la distinzione tra furto tentato e consumato. La Corte stabilisce che il furto è consumato quando l'agente acquisisce l'autonoma disponibilità del bene, anche se per breve tempo. Riguardo al concorso di persone nel reato, chiarisce che la responsabilità dei passeggeri per la resistenza posta in essere dal conducente non è automatica, ma richiede una prova della loro partecipazione psicologica o materiale.
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Resistenza a pubblico ufficiale: guida e minacce bastano
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 29954/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha confermato che la combinazione di guida pericolosa e minacce verbali integra il reato, in quanto idonea a ostacolare l'operato delle forze dell'ordine, rendendo l'appello manifestamente infondato.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
Un individuo ricorre in Cassazione contro la condanna per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, confermando la decisione di merito. Il ricorso è stato ritenuto una mera riproposizione di motivi già respinti e infondati. La Corte ha validato anche il diniego delle attenuanti generiche e la pena inflitta, considerati congrui alla luce dei precedenti penali dell'imputato.
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Resistenza a pubblico ufficiale: l’ubriachezza scusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato sosteneva che il suo stato di ubriachezza escludesse l'intenzionalità del reato (dolo). La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo il ricorso generico e sottolineando come la condotta violenta, reiterata nel tempo, dimostrasse la piena consapevolezza dell'azione, rendendo irrilevante lo stato di alterazione alcolica.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 4 luglio 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi, considerati mere doglianze di fatto e non di diritto, e la censura infondata sulla mancata applicazione di pene sostitutive, non hanno superato il vaglio di legittimità, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che non è sufficiente affermare di essersi solo 'divincolato' se la sentenza di merito ha accertato una vera e propria colluttazione. Inoltre, le censure sulla misura della pena e sul diniego delle attenuanti generiche non sono ammissibili se la decisione del giudice non è palesemente illogica o arbitraria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: guida pericolosa basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29759/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'automobilista condannata per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha confermato che una condotta di guida pericolosa, caratterizzata da alta velocità e sorpassi azzardati, è sufficiente a integrare l'elemento della 'violenza' richiesto dal reato, rendendo legittima la condanna.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
Un cittadino viene condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale per aver spintonato le forze dell'ordine al fine di opporsi a un controllo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, dichiara inammissibile il suo ricorso, chiarendo che per integrare il reato è sufficiente una condotta violenta finalizzata a opporsi all'atto d'ufficio, anche se da essa non derivano lesioni personali, per le quali l'imputato era stato infatti assolto.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ubriachezza irrilevante
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 27891/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che minacciare agenti per evitare l'identificazione integra il reato e che lo stato di ubriachezza è irrilevante ai fini del dolo. È stato inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche a causa della gravità della condotta.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La condotta di guida pericolosa per sottrarsi a un controllo di polizia è stata ritenuta sufficiente a configurare il reato. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici e miranti a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato, condannato per aver aggredito un agente durante l'arresto del fratello, aveva contestato i fatti e l'entità della pena. La Corte ha stabilito che le critiche sui fatti non sono ammesse in sede di legittimità e che la pena era stata correttamente motivata.
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