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Remissione In Pristino

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'ordine del giudice di ripristinare la situazione materiale di un luogo allo stato in cui si trovava prima della commissione di un illecito, ad esempio demolendo un'opera abusiva.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prescrizione edilizia: revocato l’ordine di demolizione
Un proprietario subiva una condanna in primo grado per reati edilizi e paesaggistici dovuti alla costruzione abusiva di una tettoia e di volumi abitativi. Il giudice ordinava anche l'abbattimento delle opere e il ripristino dei luoghi. La Corte d'Appello dichiarava i reati estinti per prescrizione ma confermava sia l'ordine di demolizione sia l'obbligo di rimessione in pristino. L'imputato ricorreva in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che le sanzioni accessorie della demolizione e del ripristino paesaggistico possono essere ordinate dal giudice penale esclusivamente con una sentenza di condanna. Di conseguenza, in presenza di prescrizione, il giudice penale deve revocare tali ordini.
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Abuso edilizio e vincolo paesaggistico: demolire non basta
Un cittadino ha realizzato un muro in tufo e un barbecue entro trenta metri dalla costa senza le dovute autorizzazioni, commettendo un abuso edilizio e vincolo paesaggistico. Successivamente ha demolito parzialmente la struttura, lasciando però le fondamenta in cemento, e ha richiesto l'estinzione del reato e la non punibilità per tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la rimozione parziale non basta a estinguere il reato paesaggistico né ad azzerare la gravità del fatto. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso sul reato di deturpamento di bellezze naturali, poiché la motivazione del giudice d'appello era del tutto generica. La sentenza è stata annullata con rinvio limitatamente a questo profilo.
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Abuso Edilizio: Prescrizione del Reato Annulla la Demolizione
Una proprietaria, condannata per una serie di abusi edilizi in un'area a vincolo paesaggistico, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Sebbene la difesa avesse sollevato una grave nullità processuale (la mancanza del verbale di un'udienza), la Corte ha applicato la prescrizione del reato, poiché era trascorso il tempo massimo previsto dalla legge. Questo principio ha prevalso sul vizio di procedura. Di conseguenza, la condanna è stata cancellata e l'ordine di demolizione delle opere abusive è stato revocato, chiudendo definitivamente la vicenda.
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Proprietà del fondo: la prova nel reato edilizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per coltivazione abusiva di una cava. L'imputato sosteneva di non essere il proprietario del terreno, ma la Corte ha confermato che la prova della proprietà del fondo può derivare da un insieme di elementi fattuali gravi, precisi e concordanti. Tra questi, l'essersi qualificato come 'proprietario' in comunicazioni ufficiali, l'essere stato nominato custode giudiziario del bene sequestrato e il fatto che l'area fosse recintata e non accessibile al pubblico. La sentenza sottolinea come le azioni e le dichiarazioni di un soggetto possano costituire prova sufficiente della sua titolarità di fatto sul bene.
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Inammissibilità ricorso cassazione per abusi edilizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per abusi edilizi. I motivi, basati su remissione in pristino, prescrizione e particolare tenuità del fatto, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La decisione chiarisce l'applicazione della "Legge Orlando" sulla prescrizione e le conseguenze di un'impugnazione inammissibile.
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Abuso edilizio boschivo: condanna anche senza prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per abuso edilizio boschivo. La creazione di piste da esbosco senza autorizzazione è reato, anche se si sostiene di aver solo sistemato tracciati esistenti. Gli indizi come le tracce del mezzo e i danni alla vegetazione sono sufficienti a provare la colpevolezza.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di abusi edilizi. La decisione si fonda su un vizio procedurale dirimente: il ricorso per cassazione è stato proposto personalmente dall'imputata e non da un avvocato abilitato, come richiesto dalla legge. La Corte ribadisce che tale modalità di presentazione rende l'atto nullo, a prescindere dal merito delle questioni sollevate.
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Sanatoria paesaggistica: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di demolizione. La sentenza chiarisce che la sanatoria paesaggistica non è applicabile per abusi edilizi che comportano la creazione di nuovi volumi o superfici utili in aree vincolate, ribadendo i limiti stringenti del cosiddetto "condono ambientale".
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