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Remissione Di Querela

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1067 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Remissione di querela: stop alla condanna per truffa contrattuale
Due soggetti erano stati condannati nei precedenti gradi di giudizio per il reato di truffa contrattuale in concorso. Gli imputati hanno proposto ricorso per Cassazione evidenziando l'avvenuta remissione di querela da parte della persona offesa. La Suprema Corte ha accolto i ricorsi, stabilendo che la remissione di querela, accettata formalmente tramite procuratore speciale, determina l'estinzione del reato ai sensi dell'articolo 150 del codice penale. I giudici hanno chiarito che l'effetto estintivo della remissione si estende automaticamente a tutti i soggetti che hanno concorso nel reato, anche se la revoca è stata indirizzata formalmente verso uno solo di essi. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del procedimento a carico dei querelati.
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Condanna per lesioni cancellata dalla remissione di querela
Un cittadino, precedentemente condannato dal Giudice di Pace per il reato di lesione personale, ha proposto ricorso per Cassazione. Successivamente, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela tramite il proprio difensore. L'imputato ha accettato tale revoca. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando estinto il reato. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'imputato, come previsto dalla legge in caso di accettazione della remissione.
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Remissione di querela: la pace cancella condanna e risarcimento
L'Imputato era stato condannato per il reato di minaccia. Successivamente, la difesa ha depositato l'atto di remissione di querela, accettato formalmente dalla Persona Offesa. La Corte di Cassazione ha rilevato l'assenza di elementi per un'assoluzione nel merito e ha dichiarato l'estinzione del reato. La remissione di querela cancella anche le statuizioni civili, comprese le condanne al risarcimento dei danni decise nei precedenti gradi di giudizio. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del procedimento a carico del Querelante, come concordato tra le parti.
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La remissione di querela cancella la condanna pur col ricorso errato
Due imputati sono stati condannati per il reato di lesioni personali. Hanno proposto ricorso per Cassazione contestando la valutazione delle prove testimoniali operata dal giudice d'appello. La Suprema Corte ha rilevato che il ricorso, basato su vizi di motivazione per un reato di competenza del Giudice di pace, sarebbe stato inammissibile. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, regolarmente accettata. La Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta prima della decisione definitiva, estingue il reato e prevale sulla stessa inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato nei termini. Di conseguenza, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del procedimento a carico degli imputati.
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Remissione di querela: salva anche con ricorso inammissibile
L'Imputata era stata condannata per il reato di furto. Contro la sentenza d'appello ha proposto ricorso in Cassazione. Nonostante i motivi di ricorso fossero giudicati inammissibili o infondati, la Suprema Corte ha rilevato che, durante la pendenza del giudizio di legittimità, era intervenuta la remissione di querela da parte della persona offesa, regolarmente accettata dall'Imputata. Secondo il principio di diritto consolidato, la remissione di querela cancella il reato anche se il ricorso presenta profili di inammissibilità, purché sia stato presentato nei termini di legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato e ponendo le spese processuali a carico dell'Imputata.
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Tentata violenza privata: perché il ricorso del PM è inutile
Il Pubblico Ministero ha impugnato la sentenza con cui il Tribunale ha riqualificato il reato di tentata violenza privata in minaccia, dichiarando l'estinzione del procedimento per intervenuta remissione di querela. Il ricorrente sosteneva che il fatto dovesse essere qualificato come tentata violenza privata non aggravata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse. Infatti, a seguito della Riforma Cartabia, anche il reato di tentata violenza privata non aggravata è procedibile a querela di parte. Di conseguenza, la già avvenuta remissione della querela da parte della persona offesa impedisce comunque la prosecuzione del processo, rendendo del tutto inutile qualsiasi diversa qualificazione giuridica del fatto.
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Concordato in appello: l’accordo blocca il ricorso in Cassazione
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione dopo aver definito il procedimento penale di secondo grado tramite un concordato in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia preventiva ai motivi di merito, limitando la cognizione del giudice d'appello e determinando effetti preclusivi anche nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, l'Imputato non può contestare in Cassazione questioni coperte dall'accordo, come la responsabilità penale o vizi formali non tempestivamente eccepiti. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Condanna per molestie cancellata: rileva la remissione di querela
Un cittadino era stato condannato alla pena di quattrocento euro di ammenda per il reato di molestia o disturbo alle persone. Successivamente, la riforma Cartabia ha modificato il regime di procedibilità di questo reato, trasformandolo da perseguibile d'ufficio a perseguibile solo dietro querela della vittima. Poiché la persona offesa aveva già effettuato la remissione di querela prima della sentenza definitiva, la Corte di Cassazione ha applicato la nuova legge più favorevole al reo. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno annullato senza rinvio la condanna precedente, dichiarando il reato estinto proprio grazie alla remissione di querela, ponendo a carico dell'imputato solo le spese del procedimento.
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Truffa telematica: la remissione di querela cancella la condanna
L'Imputato era accusato di truffa telematica consumata e tentata, aggravata dalla minorata difesa, per aver venduto beni a distanza ingannando le vittime, e di sostituzione di persona per aver usato un falso nome e documenti altrui. Dopo l'entrata in vigore della riforma che qualifica la truffa a distanza come reato procedibile a querela, la vittima ha revocato la denuncia. La Corte di Cassazione ha chiarito che la remissione della querela estingue i reati di truffa, applicando la legge sopravvenuta più favorevole. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la condanna per le truffe, confermando però la responsabilità per la sostituzione di persona e rinviando alla Corte d'appello solo per rideterminare la pena residua.
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Remissione di querela: come cancella la condanna per furto
L'Imputato era stato condannato per tre furti pluriaggravati. Successivamente alla sentenza d'appello, le vittime hanno deciso di ritirare la denuncia. L'Imputato ha accettato questa decisione e ha presentato ricorso in Cassazione per far valere la remissione di querela. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che è possibile ricorrere al solo fine di depositare la revoca della querela intervenuta dopo la condanna ma prima della scadenza dei termini di impugnazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione dei reati. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'Imputato, in mancanza di un accordo diverso con le vittime.
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Condanna per furto azzerata dalla remissione di querela
L'Imputato era stato condannato per furto. Tuttavia, prima della scadenza del termine per presentare il ricorso in Cassazione, la Persona Offesa ha effettuato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso è pienamente ammissibile anche se proposto al solo scopo di far valere la remissione di querela avvenuta dopo la sentenza d'appello. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela. Le spese del processo sono state poste a carico dell'Imputato, in assenza di un accordo diverso tra le parti.
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Remissione di querela: la condanna per furto viene cancellata
L'Imputato, condannato nei gradi precedenti per il reato di furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente alla sentenza d'appello, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta in pendenza del ricorso e regolarmente accettata, determina l'estinzione del reato. Questo effetto prevale anche su eventuali motivi di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato tempestivamente. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto e ponendo le spese del procedimento a carico dell'Imputato, in assenza di accordi diversi tra le parti.
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Truffa: la remissione di querela cancella la condanna in appello
L'Imputato era stato condannato in appello per concorso nel reato di truffa ai danni di una società e del suo legale rappresentante. Successivamente alla sentenza, ma prima della scadenza dei termini per impugnarla, la persona offesa ha presentato la remissione di querela, accettata formalmente dalla difesa dell'imputato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la remissione di querela, intervenuta tempestivamente e regolarmente accettata, estingue il reato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo a carico dell'imputato le sole spese processuali in mancanza di accordi diversi tra le parti.
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Remissione di querela: la condanna per truffa viene cancellata
L'Imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di truffa semplice ai danni della Persona Offesa. Successivamente alla sentenza d'appello, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, regolarmente accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, stabilendo che la remissione di querela, intervenuta e accettata durante il giudizio di legittimità, estingue il reato. Tale estinzione cancella anche le condanne civili al risarcimento dei danni. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, ponendo le spese del procedimento a carico dell'Imputato in assenza di accordi contrari.
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Sostituzione di persona: querela ritirata ma il reato resta
Un uomo ha attivato un contratto telefonico a nome di un'altra persona, facendole addebitare i costi. La vittima ha sporto querela, ma successivamente l'ha revocata. La Corte di Cassazione ha stabilito che la revoca estingue il reato di truffa, ma non quello di sostituzione di persona, in quanto quest'ultimo è perseguibile d'ufficio. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la condanna per truffa. Hanno invece rinviato alla Corte d'Appello la decisione sul reato di sostituzione di persona, affinché il giudice rivaluti la pena e l'eventuale applicazione della particolare tenuità del fatto, poiché è venuto meno il reato più grave che faceva da base al calcolo della condanna complessiva.
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Calcolo della pena per tentata truffa: la Cassazione nega sconti
L'Imputato, condannato per tentata truffa, ha proposto ricorso in Cassazione contestando il calcolo della pena effettuato dalla Corte di appello. La difesa lamentava l'oscurita dei passaggi matematici relativi alla riduzione per il tentativo, all'applicazione delle circostanze attenuanti generiche e all'aumento per la continuazione dei reati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato. I giudici di legittimita hanno chiarito che la Corte di appello ha correttamente ripreso i criteri del primo grado, dove la riduzione per il tentativo era gia integrata nella pena base e le attenuanti generiche non erano state concesse. Inoltre, l'aumento per la continuazione e stato rideterminato in modo lineare per l'unico reato superstite, dopo l'estinzione degli altri per remissione di querela. Di conseguenza, il calcolo della pena per tentata truffa e risultato corretto e privo di vizi logici.
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Frode informatica: la Cassazione condanna chi riceve bonifici abusivi
L'Imputato è stato condannato per il reato di frode informatica aggravata dal furto d'identità digitale, avendo ricevuto sul proprio conto corrente due bonifici per un totale di 30.000 euro sottratti dal conto del Correntista tramite l'accesso abusivo al servizio di home banking. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che l'uso consapevole delle credenziali altrui per disporre bonifici non autorizzati integra pienamente l'aggravante del furto d'identità digitale, a prescindere dal modo in cui tali codici siano stati originariamente ottenuti.
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Violenza privata in condominio: dal blackout alla pace legale
Un condomino è stato condannato per il reato di violenza privata per aver chiuso a chiave la zona cantine del condominio. Questa condotta ha impedito a un altro residente di accedere al proprio contatore elettrico dopo un blackout, costringendolo a passare la notte al freddo e senza luce. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contestando la qualificazione del reato. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, le parti hanno formalizzato la remissione della querela con contestuale accettazione. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'imputato.
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Lesioni Colpose: La Remissione di Querela annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una persona condannata per lesioni colpose. Il Tribunale aveva confermato la condanna e il risarcimento danni. Successivamente alla sentenza, la persona offesa ha presentato una remissione di querela, accettata dall'imputata. La Suprema Corte ha accolto il ricorso. Ha dichiarato il reato estinto per l'intervenuta remissione di querela. Di conseguenza, ha annullato la sentenza impugnata e ha fatto cadere anche le statuizioni civili relative al risarcimento. L'imputata deve pagare le spese processuali.
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Remissione di querela: la Cassazione estingue il reato dopo l’appello
L'Imputato era stato condannato per ricettazione, poi il reato è stato riqualificato in truffa semplice. Il suo difensore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato fosse estinto per intervenuta remissione di querela e accettazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la remissione di querela, se accettata e presentata correttamente, estingue il reato, anche se avviene dopo la sentenza d'appello. Ha quindi annullato la condanna e dichiarato il reato estinto, ponendo le spese a carico dell'Imputato.
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