La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che concedeva a un detenuto in Regime 41-bis l'autorizzazione permanente a svolgere colloqui mensili via Skype con il figlio, anch'egli detenuto. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene il diritto ai legami familiari sia tutelato, le autorizzazioni non possono essere generiche o indiscriminate. È necessario un bilanciamento costante con le esigenze di sicurezza pubblica, richiedendo il parere preventivo della DDA e valutando ogni singolo colloquio per prevenire lo scambio di comunicazioni criptate o pericolose.
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