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Reddito Da Partecipazione

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La quota di reddito di una società di persone che viene attribuita direttamente a ciascun socio e tassata in capo a quest'ultimo, indipendentemente dalla sua effettiva percezione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Redditi da partecipazione: la compensazione perdite fiscali è possibile
Un contribuente, socio di una società in regime di trasparenza fiscale, ha cercato di applicare la compensazione perdite fiscali per ridurre il reddito da partecipazione. L'Agenzia delle Entrate aveva accertato un maggior reddito. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato la compensazione, ritenendo che la società non avesse dichiarato perdite. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la Commissione ha sbagliato. Doveva considerare le perdite personali del contribuente derivanti da altre società, dichiarate nella sua dichiarazione dei redditi, e non solo quelle della società specifica. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Definizione Agevolata Debiti Tributari: Cassazione rinvia per verifica
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una contribuente, socia di società a ristretta base sociale, a cui l'Agenzia delle Entrate aveva imputato redditi da partecipazione basandosi su un accertamento analitico induttivo. Durante il ricorso in Cassazione, la contribuente ha aderito alla **definizione agevolata debiti tributari**, versando gli importi dovuti per i carichi pendenti. La Suprema Corte ha quindi rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo all'Agenzia delle Entrate 60 giorni per verificare la correttezza di tale definizione e l'impatto sull'avviso di accertamento impugnato.
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Trattazione congiunta nei ricorsi tributari: la decisione
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un socio di una società di persone per contestare un maggiore reddito da partecipazione ai fini Irpef. A seguito dei precedenti gradi di giudizio e del mancato perfezionamento della definizione agevolata, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno rilevato la presenza di un altro giudizio pendente avente ad oggetto la posizione di un ulteriore socio della medesima società. Per evitare decisioni contrastanti sullo stesso reddito societario, la Suprema Corte ha stabilito la necessità della trattazione congiunta nei ricorsi tributari connessi. Di conseguenza, il processo è stato rinviato a nuovo ruolo con trasmissione alla Sezione Tributaria Ordinaria per consentire la decisione unificata delle cause relative ai singoli soci.
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Avviso di accertamento definitivo al socio: paga anche se la società fa ricorso
La Corte di Cassazione chiarisce la validità di una cartella di pagamento emessa sulla base di un avviso di accertamento definitivo al socio. Una contribuente, socia di una S.a.s., non aveva impugnato l'avviso di accertamento relativo al suo reddito da partecipazione, rendendolo così definitivo. La Corte ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate ha agito legittimamente iscrivendo a ruolo il debito. La posizione fiscale del socio diventa autonoma e non è influenzata dal contenzioso ancora aperto sull'accertamento notificato alla società. La mancata impugnazione da parte del socio consolida la sua obbligazione tributaria.
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Accertamento reddito da partecipazione: Fisco vs Socio, la Cassazione sospende
Una società subisce un accertamento per costi indeducibili legati a operazioni inesistenti. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate emette un accertamento reddito da partecipazione anche nei confronti di un socio. Quest'ultimo ottiene l'annullamento dell'atto in appello, poiché anche l'accertamento principale verso la società era stato cancellato. L'Agenzia ricorre in Cassazione, ma il processo viene sospeso. La Corte Suprema ha infatti accolto la richiesta del socio di aderire a una definizione agevolata dei debiti tributari, mettendo in pausa la decisione finale sul merito della questione.
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Raddoppio dei termini per l’accertamento e pace fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a una società immobiliare e ai suoi soci, riguardante un accertamento per plusvalenze non dichiarate. Il punto centrale della controversia riguardava la legittimità del raddoppio dei termini per l'accertamento in presenza di violazioni con rilievo penale. Mentre l'Ufficio sosteneva la tempestività dell'atto basandosi sulla normativa vigente, i contribuenti eccepivano la decadenza del potere impositivo. Durante il giudizio di legittimità, i contribuenti hanno presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della normativa sulla pace fiscale. La Corte di Cassazione, preso atto dell'adesione alla sanatoria e del mancato deposito di istanze di trattazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'efficacia della definizione agevolata sulla pretesa tributaria originaria.
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