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Reclamo — Anno 2026

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171 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Regime 41-bis: legittimo il contraddittorio differito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis, stabilendo che la procedura è costituzionalmente legittima. La Corte ha chiarito che il diritto di difesa è pienamente garantito nella fase giurisdizionale del reclamo, dove è possibile accedere a tutti gli atti. Inoltre, ha ribadito che la valutazione sulla pericolosità sociale si basa su elementi concreti e non su una presunzione assoluta, confermando la correttezza della decisione del Tribunale di Sorveglianza.
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Sospensione vendita fallimentare: i limiti del curatore
In una procedura di vendita fallimentare, una società si aggiudica un ramo d'azienda. Successivamente, il curatore sospende la vendita per un'offerta migliorativa, ma solo dopo aver già depositato in cancelleria gli atti della prima aggiudicazione. La Corte di Cassazione stabilisce che il potere del curatore di disporre la sospensione della vendita fallimentare cessa con il deposito degli atti. Da quel momento, la competenza a sospendere la vendita passa in via esclusiva al giudice delegato, al fine di garantire una sequenza procedurale chiara e la stabilità delle vendite.
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Impugnazione tardiva: come evitare l’inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la vendita di un immobile in una procedura fallimentare. La decisione si fonda sul principio che, in caso di impugnazione tardiva, è necessario contestare tutte le autonome ragioni della decisione del giudice precedente. L'omessa contestazione di anche una sola di esse rende il ricorso inammissibile per difetto di interesse.
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Reclamo archiviazione: la Cassazione chiarisce i rimedi
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ricorso contro un provvedimento di archiviazione deve essere convertito in reclamo archiviazione. A seguito della riforma del 2017, l'impugnazione è ammissibile solo per specifici vizi procedurali che ledono il contraddittorio, e non per contestare il merito della decisione. La Corte ha quindi convertito il ricorso e rinviato gli atti al Tribunale competente.
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Rinuncia al ricorso: spese compensate per incertezza
Una società agricola, dopo aver proposto ricorso in Cassazione per la tardività di un reclamo nello stato passivo di una liquidazione controllata, effettua una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio ma, contrariamente alla prassi, dispone la compensazione delle spese legali. La decisione si fonda sulla sopravvenuta incertezza normativa riguardo ai termini processuali, generata da una recente riforma del Codice della Crisi d'Impresa, che giustifica la scelta iniziale della parte di impugnare.
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Reclamo archiviazione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso delle persone offese contro un'ordinanza del Tribunale che aveva respinto il loro reclamo archiviazione. La Suprema Corte ribadisce che, per legge, tale ordinanza non è impugnabile, se non in casi eccezionali di abnormità del provvedimento, non riscontrati nel caso di specie.
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Diritto di difesa fallimento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un socio contro la sentenza di fallimento della propria società. Il socio lamentava una violazione del diritto di difesa fallimento, sostenendo che il tribunale non avesse atteso la proposizione di un reclamo contro la revoca di misure protettive. La Corte ha stabilito che la società aveva avuto il tempo per agire e non ha specificato come il tribunale le avesse impedito di esercitare i propri diritti, rendendo il motivo di ricorso generico e quindi inammissibile.
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Impugnazione archiviazione: il reclamo è la via giusta
La Corte di Cassazione chiarisce che, a seguito della riforma del 2017, l'unico strumento corretto per l'impugnazione archiviazione disposta dal G.i.p. è il reclamo al Tribunale monocratico. Un ricorso presentato erroneamente alla Suprema Corte non è inammissibile, ma viene riqualificato e trasmesso al giudice competente, in applicazione del principio di conservazione degli atti giuridici.
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Diritti del detenuto: no a vino e birra in carcere
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un carcerato contro il regolamento di un istituto penitenziario che vietava l'acquisto di vino e birra. Sebbene venga riconosciuto un diritto soggettivo al consumo moderato di tali bevande, la Corte ha stabilito che i diritti del detenuto possono essere limitati. Il divieto è legittimo se l'istituto, per ragioni organizzative come la mancanza di locali idonei al consumo collettivo dei pasti, non può garantire le modalità previste dalla legge, operando un bilanciamento tra il diritto del singolo e le esigenze di ordine e sicurezza interna.
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Concordato semplificato: poteri del giudice d’appello
La Cassazione chiarisce i poteri del giudice d'appello in caso di reclamo contro la liquidazione giudiziale e il rigetto di un concordato semplificato. La Corte ha stabilito che la Corte d'Appello non può rinviare la decisione al primo giudice, ma deve valutare direttamente i presupposti per l'ammissione alla procedura, cassando la sentenza impugnata.
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Appello giudice incompetente: non è inammissibile
Una consumatrice, dopo il rigetto del suo piano di ristrutturazione del debito, ha presentato appello a un giudice non competente. La Corte d'Appello ha dichiarato l'impugnazione inammissibile. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che un appello al giudice incompetente non è causa di inammissibilità. Grazie al principio della 'translatio iudicii', il processo deve semplicemente proseguire davanti al giudice corretto, in questo caso il Tribunale in composizione collegiale.
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