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Reato Permanente — Anno 2022

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146 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Reato Permanente

Provvedimenti

Sequestro preventivo di immobile abusivo: stop ai lavori sospesi
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di immobile abusivo di tre piani in corso di costruzione in un'area protetta da vincolo paesaggistico. Il proprietario aveva contestato la misura sostenendo che i lavori fossero già stati sospesi dal Comune e che non vi fosse pericolo concreto. I giudici hanno chiarito che, per le opere edilizie ancora in corso di ultimazione, l'esigenza di impedire la prosecuzione dei lavori abusivi è di per sé sufficiente a giustificare il sequestro preventivo di immobile abusivo, a prescindere dall'entità dei lavori rimanenti. Di conseguenza, il ricorso del proprietario è stato dichiarato inammissibile, con sua condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Utilizzo di immobile senza collaudo: la sanatoria non salva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale dei comproprietari di un edificio per il reato di utilizzo di immobile senza collaudo. I proprietari avevano consentito l'uso dell'immobile prima del rilascio del certificato di collaudo statico. La Suprema Corte ha chiarito che tale illecito costituisce un reato permanente, la cui prescrizione inizia a decorrere solo con la cessazione dell'uso o con l'effettuazione del collaudo. Inoltre, il rilascio di titoli edilizi in sanatoria non sostituisce il collaudo, che tutela la pubblica incolumità. Infine, è stata ritenuta legittima la costituzione di parte civile del vicino confinante, che lamentava una riduzione di aria e luce dal mare. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili.
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Reati antisismici: perché la sanatoria non cancella la condanna
Il Direttore dei Lavori è stato condannato per aver eseguito opere in cemento armato in zona sismica senza depositare i progetti e senza autorizzazione. Il ricorrente sosteneva che i reati fossero prescritti e che il successivo rilascio del permesso in sanatoria avesse sanato ogni irregolarità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che i reati antisismici hanno natura di reati permanenti: la violazione cessa solo con il deposito tardivo, la fine dei lavori o la demolizione. Di conseguenza, la prescrizione non era decorsa. Inoltre, la sanatoria edilizia estingue solo i reati urbanistici, ma non ha alcun effetto sanante sulle violazioni della normativa antisismica e sulle opere in cemento armato.
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Divieto di reingresso: il nome falso smaschera il finto ignaro
Un cittadino straniero, espulso dall'Italia con divieto di reingresso per dieci anni, è rientrato illegalmente prima della scadenza utilizzando un nome falso. Condannato in appello, ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica ufficiale dell'espulsione e contestando l'aggravante della recidiva. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'accompagnamento alla frontiera e l'uso di false generalità dimostrano la piena consapevolezza del provvedimento. Inoltre, il reato di violazione del divieto di reingresso ha natura permanente: la condotta illecita continua per tutto il tempo della permanenza non autorizzata sul territorio dello Stato. Di conseguenza, il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Ingresso illegale nello Stato: il permesso tardivo non salva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato per il reato di ingresso illegale nello Stato. L'imputato sosteneva che il successivo rilascio del permesso di soggiorno, avvenuto circa due anni dopo la contestazione del fatto, cancellasse il reato o ne escludesse la punibilità. I giudici hanno chiarito che il permesso di soggiorno ottenuto in un momento successivo non ha alcun effetto retroattivo sulla condotta illecita già consumata. La norma punisce infatti il comportamento attivo di varcare i confini senza autorizzazione e quello omissivo di trattenersi illegalmente. Di conseguenza, lo straniero perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Occupazione abusiva: querela valida anche dopo anni dall’inizio
Un uomo e stato condannato per l'invasione di un immobile altrui. La difesa sosteneva che il reato fosse istantaneo e che il diritto di querela fosse scaduto, poiche l'occupazione era iniziata anni prima del decesso della proprietaria originaria e la querela era stata presentata successivamente dall'erede. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che l'occupazione abusiva prolungata nel tempo costituisce un reato permanente. Di conseguenza, finche dura l'occupazione, il reato e in stato di flagranza e la querela puo essere presentata validamente in qualsiasi momento. L'occupante perde la causa ed e condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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