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Reato Di Evasione — Anno 2023

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218 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Reato Di Evasione

Provvedimenti

Reato di evasione e particolare tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di condanna per il reato di evasione. Il ricorrente contestava il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Gli Ermellini hanno stabilito che le censure erano generiche e meramente riproduttive di quanto già discusso in appello. La decisione impugnata è risultata logicamente motivata, evidenziando come le modalità della condotta e l'oggettivo disvalore dell'azione rendessero incompatibile l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. con la fattispecie concreta.
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Reato di evasione: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. Il ricorrente contestava la motivazione della sentenza di secondo grado riguardo alla propria responsabilità penale. I giudici di legittimità hanno stabilito che la decisione impugnata era supportata da una disamina probatoria coerente e priva di vizi logici, rendendo le doglianze del ricorrente non deducibili in sede di legittimità. Di conseguenza, è stata confermata la condanna con l'aggiunta di sanzioni pecuniarie.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che si era allontanato dal luogo di detenzione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi presentati dalla difesa risultavano meramente riproduttivi di quanto già discusso e correttamente respinto nei gradi di merito. La Suprema Corte ha ribadito che la mancata concessione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche era supportata da una motivazione logica e coerente, evidenziando inoltre la genericità delle doglianze riguardanti la recidiva.
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Reato di evasione e inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per reato di evasione. La difesa sosteneva l'assenza di dolo a causa di un presunto errore, ma i giudici hanno stabilito che tale motivo era una mera riproduzione di argomenti già respinti nel merito. La sentenza ribadisce che in sede di legittimità non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti se la motivazione del giudice precedente è corretta e logica.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un imputato che si era allontanato dal luogo di detenzione. Il ricorrente sosteneva l'assenza di dolo e la scarsa offensività della condotta, ma la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi presentati, i quali non muovevano critiche puntuali alla sentenza d'appello ma tentavano una mera rivalutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità.
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Reato di evasione: la deviazione non autorizzata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il **reato di evasione** a carico di un soggetto che, pur essendo autorizzato a recarsi presso uno studio dentistico, ha effettuato una deviazione non consentita. Il ricorrente è stato sorpreso in un supermercato mentre interloquiva con un soggetto pregiudicato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, escludendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della condotta e della personalità negativa del soggetto.
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Reato di evasione: quando l’errore di fatto non salva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva invocato l'errore di fatto ex art. 47 c.p. per escludere la propria responsabilità. Il ricorrente sosteneva che la sua condotta fosse priva di dolo a causa di una percezione errata della realtà. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano aspecifici e tendevano a richiedere una rivalutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che si era allontanato dal proprio domicilio senza autorizzazione. Il ricorrente invocava uno stato di necessità e la particolare tenuità del fatto, ma i giudici hanno ritenuto inammissibili tali doglianze. La decisione sottolinea che la Cassazione non può rivalutare le prove già esaminate nel merito e che l'abitualità della condotta inottemperante esclude l'applicazione dell'Art. 131 bis c.p. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con conseguente condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una condanna per il reato di evasione. Il ricorrente lamentava l'assenza dell'elemento soggettivo, ma la Suprema Corte ha stabilito che i motivi erano aspecifici, limitandosi a riproporre tesi già respinte in appello. Inoltre, è stato ribadito che in sede di legittimità non è consentito richiedere una nuova valutazione dei fatti, essendo questa prerogativa esclusiva dei giudici di merito.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva contestato la lesività della propria condotta. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché mirava a una rivalutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità. Inoltre, la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata rigettata in quanto non presentata nel precedente grado di appello e formulata in termini eccessivamente generici.
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Reato di evasione: la Cassazione sull’assenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la condanna per il reato di evasione (Art. 385 c.p.). L'imputato non era stato rinvenuto presso il proprio domicilio e non ha fornito prova di alcuna autorizzazione all'allontanamento. La Suprema Corte ha rilevato la genericità dei motivi di ricorso, i quali si limitavano a riprodurre censure già espresse in appello senza confrontarsi con le motivazioni della sentenza impugnata.
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Reato di evasione: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di tre imputati che avevano violato le prescrizioni relative ai permessi di uscita. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili per genericità e manifesta infondatezza. La Corte ha chiarito che il superamento dei limiti temporali e comportamentali fissati nell'autorizzazione configura pienamente il reato di evasione. Inoltre, è stata negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della gravità della condotta, caratterizzata dal contatto con soggetti pregiudicati e dall'elusione delle regole processuali.
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Reato di evasione e spesa fuori orario: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione nei confronti di un uomo in detenzione domiciliare sorpreso fuori dalla propria abitazione con le buste della spesa. La difesa sosteneva la particolare tenuità del fatto, ma i giudici hanno rigettato il ricorso evidenziando che l'imputato non aveva fornito giustificazioni valide né aveva utilizzato i canali ufficiali per richiedere variazioni di orario. È stata inoltre confermata la legittimità del calcolo della pena, comprensivo di recidiva, poiché le contestazioni tardive su quest'ultimo punto sono state dichiarate inammissibili.
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Reato di evasione: limiti della tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva impugnato la sentenza d'appello. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento dell'attenuante per il rientro spontaneo e l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Gli Ermellini hanno dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la valutazione sulle modalità della condotta e sul grado di colpevolezza, operata dai giudici di merito, era congrua e non sindacabile in sede di legittimità.
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Reato di evasione: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una condanna per il reato di evasione. Il ricorrente aveva sollevato dubbi sull'elemento soggettivo e richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha rilevato che le doglianze erano generiche e che la richiesta relativa alla tenuità del fatto non era stata presentata in sede di appello, rendendola improponibile in sede di legittimità.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva impugnato la sentenza d'appello. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che la valutazione sulla gravità della condotta e sulla pericolosità del soggetto era stata correttamente eseguita dai giudici di merito. La decisione ribadisce che il giudizio sulla tenuità richiede un'analisi complessa delle modalità dell'allontanamento e del grado di colpevolezza.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di evasione. Il ricorrente contestava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della particolare tenuità del fatto. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che i motivi di ricorso erano generici e non confutavano le motivazioni della sentenza di appello. Di conseguenza, oltre al rigetto, è stata disposta la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile e sanzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una condanna per il reato di evasione. Il ricorrente contestava la responsabilità penale e il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, oltre a richiedere un diverso bilanciamento delle circostanze. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi erano generici e miravano esclusivamente a una rivalutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di due imputati, dichiarando inammissibili i loro ricorsi. Le doglianze riguardavano la valutazione delle prove, la dosimetria della pena e la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha stabilito che tali motivi erano generici e non erano stati specificamente sottoposti al vaglio della Corte d'Appello, rendendo impossibile una loro analisi in sede di legittimità.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva impugnato la sentenza d'appello. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e non si confrontavano con le motivazioni della sentenza impugnata. La difesa aveva tentato di contestare il dolo e di invocare la particolare tenuità del fatto, ma la Corte ha rilevato che tali istanze miravano a una nuova valutazione delle prove, operazione preclusa in sede di legittimità.
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