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Rateo

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Ciascuna delle singole rate in cui viene suddivisa una prestazione economica periodica, come ad esempio la mensilità di una pensione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Vittima del dovere: lo status non scade ma i ratei sì
Gli eredi di un dipendente pubblico hanno richiesto l'assegno vitalizio spettante a chi subisce invalidità o morte in servizio. Il Ministero competente ha negato il beneficio, eccependo il decorso del termine decennale di prescrizione sia per la qualifica sia per i pagamenti. I giudici hanno accolto la domanda degli eredi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha respinto il ricorso ministeriale. Il principio stabilito chiarisce che la qualifica di vittima del dovere rappresenta uno status personale permanente e imprescrittibile. L'azione per ottenerne l'accertamento non si estingue mai con il passare degli anni. Al contrario, i singoli ratei economici periodici restano soggetti a prescrizione ordinaria, ma nel caso concreto riguardavano esclusivamente il periodo successivo alla richiesta formale presentata dagli eredi.
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Tredicesima e contratti di solidarietà: illegittimi i tagli forfettari
Un'azienda applicava una decurtazione annuale forfettaria sui ratei di tredicesima e premio annuo ai dipendenti sottoposti a riduzione d'orario, richiamando la disciplina del CCNL relativa all'inizio o cessazione del rapporto. I lavoratori contestavano questo calcolo sfavorevole, chiedendo il rispetto degli accordi aziendali interni. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del metodo aziendale sul tema tredicesima e contratti di solidarietà. I giudici hanno stabilito che le clausole degli accordi di solidarietà prevedono un criterio di stretta proporzionalità basato sull'effettiva presenza. Non è consentito applicare in via analogica clausole esterne o imporre prassi unilaterali dell'azienda. La società deve rimborsare le differenze retributive ai lavoratori.
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Ripetizione di indebito: limiti su Quota 100
La Corte d'Appello ha stabilito che la ripetizione di indebito per chi percepisce la pensione Quota 100 e lavora deve limitarsi ai soli mesi di effettivo cumulo vietato. L'ente non può richiedere l'intera annualità se l'attività lavorativa è stata di breve durata, poiché la sospensione totale non è prevista dalla legge.
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Ricalcolo della pensione: l’INPS perde, salvi gli arretrati
L'INPS ha contestato la decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto a un pensionato il diritto al ricalcolo della pensione con i criteri del Fondo elettrici. L'istituto sosteneva l'applicazione della decadenza triennale all'intera prestazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che la decadenza triennale si applica esclusivamente alle differenze sui singoli ratei maturati oltre i tre anni precedenti alla domanda giudiziale. Il diritto al ricalcolo della pensione in sé non si perde, ma si prescrivono solo le somme arretrate più vecchie di tre anni. L'INPS è stata condannata a pagare le spese di giudizio.
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Cambio appalto: obbligatorio il trattamento di miglior favore
Alcuni lavoratori di un servizio mensa scolastico hanno chiesto alla nuova società appaltatrice, subentrata nell'appalto, il pagamento di differenze retributive basate su un vecchio accordo integrativo provinciale e il corretto calcolo dei ratei di tredicesima e quattordicesima. Una lavoratrice ha inoltre richiesto il ripristino del quinto livello di inquadramento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che, in caso di cambio appalto, le condizioni economiche precedentemente godute dai lavoratori costituiscono un trattamento di miglior favore che deve essere mantenuto. La Corte ha chiarito che la tutela della retribuzione comporta anche la conservazione del livello di inquadramento, per evitare una dequalificazione vietata dalla legge. Di conseguenza, l'azienda subentrante è stata condannata a pagare le differenze retributive e le spese di giudizio.
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Riliquidazione della pensione: sì al ricalcolo ma addio arretrati
Un pensionato ha richiesto all'INPS la riliquidazione della pensione per includere voci retributive precedentemente escluse. Dopo il rifiuto, ha proposto ricorso giudiziale. La Corte d'Appello ha accolto la domanda escludendo la decadenza. L'INPS ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, chiarendo che la decadenza triennale introdotta nel 2011 si applica anche alle prestazioni già in corso. Tuttavia, tale decadenza non cancella l'intero diritto alla riliquidazione della pensione, ma colpisce esclusivamente i singoli ratei arretrati maturati oltre i tre anni precedenti alla data di deposito del ricorso giudiziario. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Pensione pagata al defunto: l’erede deve restituire l’indebito
Un Ente Previdenziale ha versato per errore un rateo di pensione dopo la morte del titolare. La somma è stata accreditata sul conto cointestato e percepita dall'erede. L'Ente ha chiesto la restituzione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la regola da applicare è quella generale del Codice Civile (art. 2033) e non quella speciale, più favorevole, prevista per le prestazioni previdenziali. Il principio chiave è che, con la morte del pensionato, il rapporto previdenziale cessa. Di conseguenza, la **ripetizione indebito previdenziale post mortem** è sempre dovuta, a prescindere dalla buona o mala fede di chi ha incassato la somma. L'erede è stata quindi condannata a restituire l'importo.
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Tassazione Pensione Integrativa: Diritto Vecchio, Legge Nuova
Una contribuente, titolare di una pensione di reversibilità integrativa, ha chiesto il rimborso dell'IRPEF pagata in eccesso. Sosteneva che la sua pensione dovesse essere tassata solo sull'87,50% dell'importo, secondo una vecchia normativa. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, affermando che una legge del 2000 imponeva la tassazione sull'intero importo per i ratei pagati dopo il 1° gennaio 2001. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia delle Entrate. Ha stabilito che per la tassazione pensione integrativa conta il momento del pagamento, non quando è sorto il diritto. Pertanto, tutti i pagamenti ricevuti dopo il 2001 sono interamente tassabili. La richiesta di rimborso della contribuente è stata definitivamente respinta.
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Onere della prova: ricalcolo della pensione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova del corretto pagamento dei ratei pensionistici spetta all'ente previdenziale. Il caso riguardava un pensionato che chiedeva il ricalcolo dell'assegno includendo tredicesima e ferie non godute nei periodi di contribuzione figurativa. La Corte ha confermato che il creditore deve solo allegare l'inadempimento, mentre il debitore deve provare il fatto estintivo.
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Pensione Quota 100: quando è cumulabile con il lavoro
Un pensionato che beneficiava della "Pensione Quota 100" ha svolto un breve periodo di lavoro dipendente, percependo un reddito minimo. L'ente previdenziale ha richiesto la restituzione dell'intera annualità di pensione, sostenendo un'incompatibilità assoluta. Il Tribunale di Brescia ha accolto la tesi del pensionato, stabilendo che la "incumulabilità" prevista dalla legge non comporta la perdita dell'intera pensione, ma solo la sospensione dei ratei mensili percepiti durante i mesi di effettiva attività lavorativa. Di conseguenza, l'ente è stato condannato a restituire le somme trattenute in eccesso.
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