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art. 47 d.P.R. n. 639 del 1970

0 provvedimenti

Decadenza domanda amministrativa: l’INPS vince, il Lavoratore perde
Un Lavoratore ha chiesto la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. Ha presentato una prima domanda amministrativa nel 2008 e una seconda nel 2015. Un precedente giudizio aveva dichiarato improponibile la sua azione giudiziaria del 2007 per mancanza di una domanda amministrativa preventiva. La Corte d'Appello aveva accolto il ricorso del Lavoratore, ritenendo tempestiva la domanda del 2015. La Corte di Cassazione, invece, ha annullato questa decisione. Ha stabilito che il termine di decadenza della domanda amministrativa decorre dalla prima richiesta del 2008. Il ricorso giudiziario del 2016 era quindi tardivo, avendo superato il termine triennale di decadenza.
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Giudicato Esterno: Rivalutazione Contributiva Amianto Negata
Un Lavoratore ha chiesto la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto tra il 1977 e il 2000. L'Istituto di Previdenza ha resistito alla domanda. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta, confermando una precedente sentenza del Tribunale di Brindisi del 2012 che aveva già deciso sulla medesima domanda. La Corte ha ritenuto che si fosse formato un giudicato esterno (una decisione definitiva e inappellabile) sulla questione. Il ricorso del Lavoratore alla Corte di Cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Cassazione ha ribadito che il giudicato esterno impedisce di riproporre la stessa domanda, anche se la motivazione della prima sentenza era basata sull'assenza di prove.
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Ricalcolo della pensione: l’INPS perde, salvi gli arretrati
L'INPS ha contestato la decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto a un pensionato il diritto al ricalcolo della pensione con i criteri del Fondo elettrici. L'istituto sosteneva l'applicazione della decadenza triennale all'intera prestazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che la decadenza triennale si applica esclusivamente alle differenze sui singoli ratei maturati oltre i tre anni precedenti alla domanda giudiziale. Il diritto al ricalcolo della pensione in sé non si perde, ma si prescrivono solo le somme arretrate più vecchie di tre anni. L'INPS è stata condannata a pagare le spese di giudizio.
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Diritto alla pensione salvo: la decadenza colpisce solo i ratei
Una lavoratrice ha chiesto il riconoscimento del proprio diritto alla pensione di vecchiaia. L'INPS ha eccepito la decadenza dall'azione giudiziaria. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la domanda ritenendo l'intero diritto estinto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della lavoratrice, chiarendo che la decadenza non colpisce il diritto alla pensione in sé, che è imprescrittibile, ma si applica esclusivamente ai singoli ratei maturati prima dell'avvio della causa. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Riliquidazione della pensione: sì al ricalcolo ma addio arretrati
Un pensionato ha richiesto all'INPS la riliquidazione della pensione per includere voci retributive precedentemente escluse. Dopo il rifiuto, ha proposto ricorso giudiziale. La Corte d'Appello ha accolto la domanda escludendo la decadenza. L'INPS ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, chiarendo che la decadenza triennale introdotta nel 2011 si applica anche alle prestazioni già in corso. Tuttavia, tale decadenza non cancella l'intero diritto alla riliquidazione della pensione, ma colpisce esclusivamente i singoli ratei arretrati maturati oltre i tre anni precedenti alla data di deposito del ricorso giudiziario. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Ricalcolo della pensione: l’INPS vince sui limiti degli arretrati
Il Pensionato, titolare di una pensione dal 2002, ha chiesto all'INPS il ricalcolo della pensione per includere voci retributive escluse. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ritenendo inapplicabile il termine di decadenza introdotto nel 2011 alle pensioni liquidate in precedenza. L'INPS ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il termine di decadenza introdotto dal D.L. n. 98/2011 si applica anche alle pensioni già in essere, ma solo a partire dall'entrata in vigore della nuova legge. Di conseguenza, per la richiesta di ricalcolo della pensione, la decadenza colpisce i ratei arretrati oltre i tre anni precedenti alla domanda giudiziale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Decadenza benefici amianto: diritto perso per ritardo
Un lavoratore esposto all'amianto ha richiesto il beneficio della rivalutazione contributiva, ma l'Ente Previdenziale ha eccepito la tardività della domanda. La Corte di Cassazione ha confermato che la decadenza benefici amianto colpisce l'intero diritto e non solo i singoli ratei di pensione arretrati. Poiché il lavoratore ha agito in giudizio oltre i termini di legge, ha perso definitivamente il diritto al beneficio. La Corte ha quindi respinto il suo ricorso, condannandolo al pagamento delle spese legali.
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Decadenza rivalutazione contributiva amianto: diritto perso per sempre
Un lavoratore esposto all'amianto ha perso il diritto alla maggiorazione dei contributi perché ha agito in giudizio troppo tardi. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decadenza rivalutazione contributiva amianto. Il lavoratore sosteneva che il termine di decadenza dovesse applicarsi solo ai singoli arretrati della pensione non pagati, e non al diritto stesso. La Corte ha respinto questa tesi, chiarendo che il diritto alla rivalutazione è un beneficio autonomo. Pertanto, la decadenza, se scatta, cancella l'intero diritto alla radice, non solo le singole mensilità. La richiesta del lavoratore è stata così definitivamente respinta.
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Decadenza Benefici Amianto: domanda tardiva cancella il diritto
Un lavoratore esposto all'amianto ha richiesto la rivalutazione dei contributi per la pensione. Tuttavia, ha agito in giudizio oltre i termini di legge. La Corte di Cassazione ha stabilito che la **decadenza benefici amianto** si applica all'intero diritto e non solo ai singoli ratei di pensione arretrati. Secondo i giudici, il beneficio è un diritto autonomo rispetto alla pensione e, una volta scaduto il termine per richiederlo, si perde completamente e per sempre. Di conseguenza, la richiesta del lavoratore è stata respinta in modo definitivo, confermando che la tempestività dell'azione legale è un requisito fondamentale.
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Massimale pensionabile: la Cassazione fa chiarezza
Un lavoratore dello spettacolo ha contestato l'applicazione del massimale pensionabile sulla propria pensione. La Corte d'Appello gli ha dato ragione, ma l'ente previdenziale ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il limite massimo alla retribuzione giornaliera pensionabile per i lavoratori dello spettacolo è ancora in vigore e deve essere applicato, annullando la sentenza precedente e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Decadenza ricorso agricolo: termine perentorio
La Corte di Cassazione ha rigettato l'appello di una lavoratrice, confermando l'inammissibilità della sua domanda di accertamento di lavoro agricolo a causa della decadenza del ricorso agricolo. La Corte ha stabilito che il termine perentorio per l'azione giudiziaria decorre dalla data in cui il provvedimento amministrativo diventa definitivo, indipendentemente da eventuali errori nella scelta dell'organo a cui è stato presentato il ricorso amministrativo, sottolineando l'importanza della certezza del diritto.
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Decadenza benefici amianto: la Cassazione decide
Un pensionato, dopo aver ottenuto in appello il diritto alla maggiorazione contributiva per esposizione all'amianto, ha visto la sua richiesta rigettata dalla Corte di Cassazione. Il motivo è la decadenza dei benefici amianto, in quanto l'azione giudiziaria è stata avviata nel 2015, ben oltre i termini previsti dalla legge rispetto alla prima domanda amministrativa del 2003. La Suprema Corte ha chiarito che successive domande non interrompono né sanano la decadenza già maturata.
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Decadenza benefici amianto: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di decadenza benefici amianto. Ha chiarito che il termine di prescrizione triennale per l'azione giudiziaria decorre dalla data della prima domanda amministrativa presentata, anche qualora questa sia stata avanzata nel corso di un giudizio poi dichiarato improponibile. Le domande successive non possono riaprire i termini. La Corte ha così riformato la decisione di merito che aveva accolto la richiesta di un pensionato, rigettando definitivamente la sua domanda di rivalutazione contributiva.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un ex lavoratore dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della sua pensione, contestando l'applicazione del 'massimale pensionabile spettacolo' alla 'quota B'. La Corte d'Appello gli ha dato ragione. L'ente previdenziale ha però impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, che ha ribaltato la sentenza. La Suprema Corte ha confermato la piena validità del tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile e ha chiarito che la decadenza triennale per tali richieste riguarda solo gli arretrati maturati oltre tre anni prima dell'azione legale, senza estinguere il diritto in sé.
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Responsabilità professionale avvocato: nesso causale
Un cliente ha citato in giudizio il proprio legale per responsabilità professionale, lamentando la mancata riscossione del TFR dal fondo di garanzia dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: per affermare la responsabilità professionale avvocato, non è sufficiente provare la sua negligenza, ma è necessario dimostrare il nesso causale, ovvero che senza l'errore del legale, il cliente avrebbe ottenuto un risultato favorevole.
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Decadenza prestazione previdenziale: quando scade?
Un lavoratore ha citato in giudizio l'ente previdenziale per il ricalcolo della sua indennità di disoccupazione agricola. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'azione legale era stata avviata troppo tardi. Il diritto di richiedere il ricalcolo di una prestazione è soggetto a un termine di un anno, che decorre dal momento del riconoscimento parziale da parte dell'ente, anche se non viene effettuato alcun pagamento a causa di una compensazione. Questo principio sancisce la decadenza prestazione previdenziale se non si agisce tempestivamente.
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Termine di decadenza: il silenzio rigetto lo fa partire
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza per impugnare un'ordinanza-ingiunzione decorre dalla formazione del silenzio-rigetto su un precedente ricorso amministrativo. Una successiva e tardiva decisione esplicita dell'amministrazione è irrilevante e non può riaprire i termini, anche se indica la facoltà di proporre opposizione. La Corte ha quindi rigettato il ricorso di un'associazione, confermando l'inammissibilità dell'opposizione perché presentata oltre il termine di decadenza.
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