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Raddoppio Termini Accertamento Tributario

12 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Raddoppio termini accertamento tributario: Cassazione rinvia la decisione
Una società in fallimento ha contestato un avviso di accertamento per IRES e IRAP relativo all'anno 2002. L'Agenzia delle Entrate aveva ricostruito i ricavi dopo che la società aveva presentato una dichiarazione dei redditi 'in bianco'. I giudici di merito avevano confermato l'accertamento. La Corte di Cassazione, di fronte alla complessa questione del raddoppio termini accertamento tributario e della loro proroga, ha deciso di non pronunciarsi in camera di consiglio. Ha rimesso la causa a un'udienza pubblica per approfondire la questione di diritto, posticipando la decisione finale sul merito.
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Raddoppio termini accertamento: Reato fiscale basta, denuncia no
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del raddoppio termini accertamento tributario. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento IVA e sanzioni contro un'Azienda, basato su una fattura inesistente. I giudici di merito avevano annullato l'accertamento per decadenza, ritenendo che mancasse una "notizia di reato" specifica per l'anno in questione. La Cassazione ha invece stabilito che il raddoppio dei termini si applica se sussistono i presupposti oggettivi per l'obbligo di denuncia di un reato tributario, anche se la denuncia non è stata effettivamente presentata o è avvenuta in ritardo. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Raddoppio termini accertamento: obbligo denuncia vs. prescrizione
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento con il raddoppio termini accertamento tributario contro una Società per imposte non pagate su dividenti e plusvalenze. La Società ha contestato il raddoppio, sostenendo che il reato fiscale era già prescritto e non sussisteva l'obbligo di denuncia penale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. Ha stabilito che il raddoppio dei termini scatta se esiste l'obbligo di denuncia penale per un reato tributario, anche se la denuncia non è stata presentata o il reato è prescritto. Il giudice tributario deve solo verificare l'esistenza di indizi che fanno sorgere tale obbligo, senza accertare la sussistenza del reato stesso. La sentenza precedente è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Raddoppio termini accertamento tributario: quando la motivazione non basta
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un Contribuente. L'Agenzia aveva contestato l'indeducibilità di costi non inerenti da parte di un'Azienda in regime di trasparenza fiscale. I giudici precedenti avevano annullato l'accertamento. La Cassazione ha ritenuto che la sentenza impugnata presentasse una "motivazione apparente", non spiegando adeguatamente le ragioni della decisione sull'indeducibilità dei costi e sul condono IVA. Inoltre, ha rilevato un'errata applicazione del principio del "raddoppio termini accertamento tributario" in caso di reato fiscale. La Corte ha cassato la sentenza e rinviato il caso alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Raddoppio termini accertamento tributario: quando vale e quando no per IRAP
Una società ha contestato un avviso di accertamento fiscale per IRES, IVA e IRAP relativo al 2003, dove l'Agenzia delle Entrate aveva applicato il **raddoppio termini accertamento tributario** per presunti reati. La Corte di Cassazione ha confermato che il raddoppio si applica in presenza di seri indizi di reato, indipendentemente dall'esito del procedimento penale. Tuttavia, ha escluso l'applicazione del raddoppio per l'IRAP, poiché le violazioni relative a questa imposta non sono sanzionate penalmente. La sentenza ha parzialmente accolto il ricorso della società, annullando l'accertamento solo per la parte IRAP.
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Raddoppio termini accertamento: retroattività e presunzioni semplici
L'Amministrazione finanziaria ha contestato a un Contribuente redditi non dichiarati, derivanti da investimenti in un paese a fiscalità privilegiata (San Marino) per l'anno 2008, applicando il raddoppio dei termini per l'accertamento. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'accertamento, sostenendo la non retroattività della presunzione di evasione e del raddoppio dei termini. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione. Ha stabilito che la presunzione legale di evasione non è retroattiva. Tuttavia, il raddoppio dei termini per l'accertamento tributario ha natura procedimentale e si applica anche quando l'Ufficio usa presunzioni semplici per contestare redditi esteri non dichiarati, purché l'atto sia notificato dopo l'entrata in vigore della norma. La sentenza è stata rinviata per un nuovo esame.
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Raddoppio Termini Accertamento: Frode Fiscale e Limiti Temporali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente, socia di una società, contro avvisi di accertamento per maggiori redditi derivanti da operazioni oggettivamente inesistenti. La sentenza ha confermato l'applicazione del raddoppio termini accertamento tributario per gli anni d'imposta in cui le condotte fraudolente superavano le soglie penali. La Corte ha ribadito che l'obbligo di motivazione degli atti tributari è soddisfatto anche per i soci di società di persone tramite rinvio all'accertamento societario, e che il contraddittorio preventivo era stato garantito. La contribuente è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Raddoppio termini accertamento tributario: Fisco vince, contribuente perde
Un Contribuente ha ricevuto avvisi di accertamento e cartelle di pagamento per maggiori imposte e IVA. Ha contestato la validità di questi atti, sostenendo che l'Ufficio aveva perso il potere di accertare (decadenza) e che il raddoppio termini accertamento tributario non era applicabile. Il Contribuente ha affermato che la segnalazione di reato era pretestuosa e che una successiva autotutela aveva ridotto l'importo sotto la soglia penale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il raddoppio dei termini scatta con l'obbligo di denuncia penale, indipendentemente da successive riduzioni dell'imposta. Ha anche dichiarato inammissibili i motivi di ricorso per mancanza di specificità.
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Raddoppio Termini Accertamento: IRAP Salva, Società di Comodo Sotto Esame
Un Contribuente ha contestato avvisi di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA, oltre a una cartella di pagamento, relativi a redditi d'impresa attribuitigli tramite una "società di comodo". L'Agenzia delle Entrate aveva applicato il raddoppio termini accertamento tributario a causa di presunti reati fiscali. La Corte di Cassazione ha confermato il raddoppio per IRPEF e IVA, ribadendo che basta l'obbligo di denuncia penale, anche se archiviata. Ha escluso il raddoppio per l'IRAP, non essendo collegata a sanzioni penali. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per una nuova valutazione delle prove sulla reale gestione della società e sul ruolo del Contribuente.
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Raddoppio termini accertamento tributario: basta l’obbligo, non la denuncia
L'Amministrazione Fiscale ha emesso un accertamento per II.DD. e IVA contro un Contribuente. I giudici tributari di primo e secondo grado hanno annullato l'accertamento, ritenendolo tardivo. Hanno escluso il "raddoppio termini accertamento tributario" perché non era stata presentata una denuncia penale effettiva. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Fiscale. Ha chiarito che il raddoppio dei termini si applica se esiste l'obbligo di denunciare un reato tributario, come la dichiarazione infedele, non è necessaria l'effettiva presentazione della denuncia. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione ribalta la decadenza fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha accertato maggiori imposte a una società e ai suoi soci, ritenendo che avessero usato una società 'schermo' per evadere il fisco. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato gli avvisi, sostenendo la decadenza dell'Agenzia dal potere di accertamento, poiché la denuncia penale era tardiva e i fatti non costituivano reato. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che per il raddoppio termini accertamento tributario è sufficiente l'astratta configurabilità di un reato, a prescindere dall'esito del procedimento penale o dalla tempestività della denuncia. La causa dovrà essere riesaminata.
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Raddoppio Termini Accertamento: Fisco vince su avviso dopo 8 anni
Un contribuente riceve un avviso di accertamento per l'anno 2006 notificato nel 2014, oltre i termini ordinari. L'Agenzia delle Entrate invoca il raddoppio termini accertamento tributario per la presenza di indizi di reato. La Commissione Tributaria Regionale annulla l'atto, ritenendo superata la norma sul raddoppio. La Corte di Cassazione, invece, dà ragione al Fisco. Stabilisce che per i periodi d'imposta antecedenti al 2016, gli avvisi notificati prima delle nuove leggi restano validi se rispettano le vecchie regole. Il raddoppio dei termini, quindi, era legittimamente applicabile per IRPEF e IVA, ma non per l'IRAP. La sentenza viene annullata e il caso rinviato per un nuovo esame.
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