LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Raddoppio Dei Termini Di Accertamento

Pagina 7 di 7

136 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ius superveniens: sanzioni fiscali e legge favorevole
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per fatture inesistenti. La Corte di Cassazione ha respinto la maggior parte dei motivi, confermando la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento e l'onere della prova. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo alle sanzioni, affermando che il principio dello ius superveniens impone l'applicazione della legge successiva più favorevole al contribuente, con rinvio al giudice di merito per il ricalcolo.
Continua »
Operazioni inesistenti: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16966/2024, ha rigettato il ricorso di una società, confermando il recupero dell'IVA per operazioni soggettivamente inesistenti e cessioni all'esportazione basate su lettere d'intento false. La Corte ha ribadito che la consapevolezza della frode da parte del contribuente può essere provata anche tramite presunzioni gravi, precise e concordanti. Ha inoltre chiarito l'applicabilità del raddoppio dei termini di accertamento quando la denuncia penale viene presentata prima della scadenza del termine ordinario.
Continua »
Responsabilità socio accomandante: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena responsabilità del socio accomandante per i maggiori redditi accertati a una società di persone, anche se derivanti da attività illecite compiute esclusivamente dall'amministratore. La sentenza conferma che, in base al principio di trasparenza fiscale, il reddito societario viene imputato a tutti i soci indipendentemente dalla percezione e dalla loro partecipazione all'illecito. Anche il raddoppio dei termini di accertamento e le relative sanzioni si estendono al socio accomandante, la cui colpa risiede nel mancato esercizio del dovere di controllo sulla gestione e contabilità sociale.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento per un professionista, nonostante l'adesione a un condono fiscale. La Corte ha stabilito che, se il condono non si perfeziona per incompletezza o incongruenza dei dati, l'Amministrazione Finanziaria può procedere con l'accertamento esteso. Il raddoppio dei termini è legato all'obbligo di denuncia penale per un reato tributario, a prescindere dall'esito del procedimento penale o dalla prescrizione del reato stesso.
Continua »
Dichiarazione d’intenti falsa: onere del fornitore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13959/2024, ha rigettato il ricorso di una società a cui era stata contestata la vendita di beni in sospensione d'IVA sulla base di una dichiarazione d'intenti falsa fornita da un cliente. La Corte ha stabilito che il fornitore ha un onere di diligenza e non può beneficiare dell'esenzione se dispone di elementi per sospettare dell'irregolarità. Inoltre, è stata confermata la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento in presenza di indizi di reato e l'irrilevanza, nel giudizio tributario, di una eventuale sentenza di assoluzione penale per i medesimi fatti.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: basta l’obbligo di denuncia
Una Srl e i suoi soci contestavano un avviso di accertamento per redditi non dichiarati. La Cassazione chiarisce che il raddoppio dei termini di accertamento si applica quando il fatto ha rilevanza penale, a prescindere dalla tempestiva presentazione della denuncia. La sola sussistenza dell'obbligo di denuncia è sufficiente. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato gli atti impositivi.
Continua »
Costi soggettivamente inesistenti: deducibilità e limiti
Una società ha ricevuto avvisi di accertamento per IRES e IRAP, contestando l'indeducibilità di costi fatturati da una società estera schermo, per operazioni definite soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che i termini di accertamento possono essere raddoppiati per IRES in presenza di un'ipotesi di reato tributario, ma non per IRAP. Inoltre, ha affermato la deducibilità dei costi soggettivamente inesistenti, a condizione che siano stati effettivamente sostenuti e siano inerenti all'attività d'impresa, cassando la sentenza di merito e rinviando alla Corte di Giustizia Tributaria per una nuova valutazione.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione conferma
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per redditi detenuti all'estero e non dichiarati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del raddoppio termini accertamento basato sul solo obbligo di denuncia penale, indipendentemente dalla sua produzione in giudizio. La Corte ha inoltre ritenuto infondate le contestazioni sul calcolo del patrimonio e sulla riduzione delle sanzioni, stabilendo che la soglia di rilevanza penale va valutata al momento dell'accertamento.
Continua »
Favor rei tributario: Cassazione su sanzioni ridotte
Un contribuente viene accertato per redditi esteri non dichiarati. La Cassazione rigetta i motivi su scudo fiscale e onere della prova, ma accoglie quello sul favor rei tributario, annullando la sentenza sulle sanzioni e rinviando al giudice di merito per l'applicazione della norma più favorevole.
Continua »
Raddoppio termini fiscali: sì alla retroattività
La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma sul raddoppio dei termini fiscali per l'accertamento di violazioni relative al monitoraggio fiscale ha natura procedurale e, pertanto, si applica retroattivamente anche ai periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore. La vicenda riguarda un contribuente sanzionato per l'omessa dichiarazione di capitali detenuti in Svizzera, emersa da una nota lista di dati bancari. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato le sanzioni per decorrenza dei termini, affermando che le norme che estendono i tempi per l'accertamento, a differenza di quelle che introducono presunzioni legali, seguono il principio del 'tempus regit actum' e non hanno carattere sostanziale.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento fiscale per capitali detenuti in paradisi fiscali è una norma procedurale e si applica retroattivamente. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un contribuente, annullando la decisione di secondo grado che aveva ritenuto l'amministrazione decaduta dal potere di accertamento.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: è retroattivo?
Un contribuente ha contestato un avviso di accertamento per capitali non dichiarati all'estero, eccependo l'illegittima applicazione del raddoppio termini accertamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma sul raddoppio dei termini è di natura procedurale e quindi retroattiva. Al contrario, la presunzione legale di evasione, introdotta contestualmente, è una norma sostanziale e non può essere applicata a periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore. La Corte ha inoltre confermato che le sanzioni non possono essere disapplicate per generiche ragioni di 'opportunità'.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2643/2025, ha stabilito che la norma sul raddoppio termini accertamento per capitali detenuti in paradisi fiscali ha natura procedurale e, pertanto, si applica retroattivamente. È stato accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un contribuente per l'omessa dichiarazione di capitali in Svizzera, annullando la decisione di merito che aveva ritenuto illegittimo l'atto sanzionatorio perché notificato oltre i termini ordinari.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: soglie di punibilità
La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'annullamento di un avviso di accertamento. Il caso riguardava l'applicazione del raddoppio termini accertamento per redditi da reato. La Corte ha stabilito che, sebbene la denuncia penale tardiva sia irrilevante, il raddoppio non si applica se l'imposta evasa non supera la soglia di punibilità penale, come correttamente valutato dal giudice di merito.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: basta l’obbligo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18046/2025, ha chiarito che, per la normativa applicabile fino al 2015, il raddoppio dei termini di accertamento fiscale scatta in presenza dell'obbligo di denuncia per reati tributari, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia stessa. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società, cassando la decisione dei giudici di merito che avevano annullato un avviso di accertamento per decorrenza dei termini. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Raddoppio dei termini: quando è legittimo l’avviso
Una società ha ricevuto un avviso di accertamento fiscale ben oltre la scadenza ordinaria. L'Agenzia delle Entrate ha giustificato il ritardo applicando il raddoppio dei termini di accertamento, basandosi su prove di illeciti fiscali. La Corte di Cassazione ha confermato che la sola esistenza di fatti che configurano un reato tributario è sufficiente per attivare il raddoppio dei termini, indipendentemente dalla presentazione di una denuncia penale o dall'esito di un eventuale processo. Il ricorso del contribuente è stato respinto.
Continua »