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Quota B

83 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La porzione della pensione calcolata sulla base dei contributi versati a partire dal 1° gennaio 1993, secondo il sistema retributivo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Base pensionabile: il dipendente perde il ricalcolo
Un dipendente pubblico, dopo aver ottenuto in un precedente giudizio le differenze retributive per un incarico dirigenziale temporaneo svolto prima del pensionamento, ha chiesto la riliquidazione della propria pensione. Il lavoratore pretendeva che tali somme fossero inserite direttamente nella base pensionabile della Quota A (trattamento fondamentale). L'Ente Previdenziale si è opposto, sostenendo di aver già ricalcolato correttamente la pensione inserendo le somme nella Quota B (trattamento accessorio). La Corte d'Appello ha dato ragione all'Ente Previdenziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore, confermando che le maggiorazioni per mansioni superiori non rientrano nella base pensionabile strutturale ma vanno calcolate secondo le regole della quota accessoria, condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Massimale pensionabile ex ENPALS: INPS vince in Cassazione
Un pensionato dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della propria pensione ex ENPALS (Quota B), sostenendo che non si dovesse applicare il limite massimo di retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda del pensionato, ma ha applicato la decadenza triennale per i ratei più vecchi. L'ente previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale pensionabile ex ENPALS continua ad applicarsi anche al calcolo della Quota B per le anzianità maturate dopo il 1992. Ha inoltre confermato che la decadenza triennale si applica alle richieste di ricalcolo delle pensioni già in godimento, limitando il recupero delle somme arretrate ai soli tre anni precedenti la domanda giudiziale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello.
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Pensione lavoratori dello spettacolo: stop ai ricalcoli facili
Un lavoratore dello spettacolo chiedeva il ricalcolo del supplemento della propria pensione, sostenendo che per la quota B non si dovesse applicare il limite giornaliero di 315.000 lire previsto dalla legge del 1971. L'INPS si opponeva, applicando invece tale massimale. La Corte d'Appello dava ragione al lavoratore, elevando l'importo mensile. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il massimale giornaliero per la pensione dei lavoratori dello spettacolo non è stato abrogato dalle riforme successive ed è tuttora valido per calcolare la quota B. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Pensione spettacolo: vince l’INPS sul massimale pensionabile
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Istituto Previdenziale contro la decisione che escludeva l'applicazione del massimale pensionabile per un lavoratore dello spettacolo. Il Lavoratore chiedeva la riliquidazione del supplemento di pensione per la quota B (anzianità post 1992) senza il limite del tetto massimo giornaliero previsto dalla legge speciale. I giudici di legittimità hanno chiarito che il massimale pensionabile previsto dal d.P.R. n. 1420/1971 rimane pienamente operativo e non è stato abrogato. La Cassazione ha ribadito che non esiste un principio di necessaria corrispondenza tra i contributi versati e l'importo della pensione erogata, poiché il sistema previdenziale risponde a logiche di solidarietà collettiva e non di pura corrispettività commerciale. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Spettacolo e contributi: si applica il massimale pensionabile
Un pensionato dello spettacolo chiedeva la riliquidazione dei propri supplementi di pensione maturati presso la gestione ex ENPALS, pretendendo che non venisse applicato il massimale pensionabile previsto dalla legge. La Corte d'Appello accoglieva la domanda, ma l'INPS ricorreva in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che per il calcolo della quota B di pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995 si applica il limite massimo della retribuzione giornaliera pensionabile. Non esiste infatti un principio di necessaria corrispondenza tra contributi versati e prestazioni erogate. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Massimale pensionabile: regole per i lavoratori spettacolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo dal d.P.R. n. 1420 del 1971 continua ad applicarsi anche alla quota B della pensione. La decisione ribalta l'orientamento della Corte d'Appello, escludendo che le riforme del 1997 abbiano abrogato tacitamente il limite alla retribuzione giornaliera. La Suprema Corte ha evidenziato come tale limite sia essenziale per garantire l'equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali e la sostenibilità del sistema, non ravvisando alcuna incompatibilità tra la normativa storica e i nuovi criteri di calcolo introdotti successivamente.
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Massimale pensionabile: validità per lo spettacolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo dal d.P.R. 1420/1971 continua ad applicarsi anche alla Quota B della pensione. La controversia nasceva dalla pretesa di una lavoratrice di ricalcolare la pensione senza il limite giornaliero, sostenendo l'abrogazione della vecchia norma. La Suprema Corte ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che le riforme del 1995 e del 1997 non hanno eliminato tale tetto, necessario per l'equilibrio finanziario del sistema.
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Massimale pensionabile: limiti confermati dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo rimane pienamente operativo anche per la Quota B della pensione. La controversia nasceva dalla richiesta di una pensionata di ricalcolare il supplemento di pensione senza applicare il limite retributivo giornaliero, sostenendo un'abrogazione tacita della norma del 1971. Gli Ermellini hanno invece stabilito che le riforme del 1997 non hanno eliminato tale tetto, necessario per garantire l'equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali speciali.
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**Massimale pensionabile**: novità per lo spettacolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il **massimale pensionabile** giornaliero previsto per i lavoratori dello spettacolo continua ad applicarsi anche alla quota B del trattamento pensionistico. La sentenza chiarisce che non vi è stata alcuna abrogazione tacita della normativa del 1971 da parte delle riforme successive, in quanto il limite retributivo è essenziale per garantire l'equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali speciali. La decisione ribalta l'orientamento di merito che escludeva il tetto per le anzianità maturate dopo il 1992.
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Massimale pensionabile: calcolo Quota B spettacolo
La Corte di Cassazione ha chiarito che il massimale pensionabile giornaliero per i lavoratori dello spettacolo rimane applicabile anche alla Quota B della pensione. La controversia nasceva dalla richiesta di un pensionato di ricalcolare il supplemento di pensione senza il tetto retributivo previsto dalla normativa del 1971. Mentre i giudici di merito avevano ipotizzato un'abrogazione tacita del limite a seguito delle riforme del 1995 e 1997, la Suprema Corte ha ribaltato tale visione. La decisione conferma che il massimale pensionabile è uno strumento essenziale per garantire l'equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali e non può considerarsi superato senza una chiara volontà legislativa.
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Massimale pensionabile: la Cassazione sulla quota B
La Corte di Cassazione ha chiarito che il **Massimale pensionabile** previsto dal d.P.R. n. 1420 del 1971 continua ad applicarsi anche alla quota B delle pensioni per i lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. La controversia nasceva dalla pretesa di una pensionata di ottenere la riliquidazione del trattamento senza l'applicazione del tetto retributivo, sostenendo che il d.lgs. n. 182 del 1997 avesse implicitamente abrogato tale limite. Gli Ermellini hanno invece stabilito che non vi è alcuna incompatibilità tra le norme e che il massimale è essenziale per garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale.
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Calcolo pensione spettacolo: la Cassazione chiarisce
Un lavoratore dello spettacolo ha contestato il calcolo della sua pensione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la classificazione in gruppi del 1997 non è retroattiva, definendo nuove regole per il calcolo pensione spettacolo basate sul criterio di prevalenza applicato solo dal 1997 in poi.
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Pensione lavoratori spettacolo: il limite alla quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29773/2024, ha riformato una decisione di merito riguardante la pensione lavoratori spettacolo. Il caso verteva sul calcolo della "Quota B" della pensione per un ex lavoratore dello spettacolo. I giudici di merito avevano escluso l'applicazione del massimale di retribuzione giornaliera pensionabile. L'ente previdenziale ha fatto ricorso, sostenendo la validità di tale limite. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, riaffermando che il tetto alla retribuzione giornaliera, previsto dal D.P.R. 1420/1971, è pienamente applicabile. La decisione sottolinea che tale limite, sebbene crei una discrepanza con la retribuzione su cui si versano i contributi, è costituzionalmente legittimo in quanto parte di un sistema previdenziale complessivamente più favorevole per questa categoria di lavoratori. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Pensione lavoratori spettacolo: il limite alla Quota B
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione del massimale di retribuzione giornaliera per il calcolo della 'Quota B' della pensione lavoratori spettacolo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso di un ente previdenziale, cassando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale limite. È stato ribadito che questo tetto, sebbene crei un divario tra contributi versati e prestazione, è parte integrante di un sistema pensionistico complessivamente più favorevole per questa categoria di lavoratori e non viola i principi costituzionali.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto retributivo
Un ente previdenziale ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello relativa al calcolo della pensione per un lavoratore dello spettacolo. Il nodo della questione era l'applicabilità di un massimale retributivo per la cosiddetta "Quota B". La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, confermando che il tetto sulla retribuzione giornaliera pensionabile resta valido per la pensione lavoratori spettacolo, annullando così la precedente decisione.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della Quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29769/2024, ha stabilito che per la pensione dei lavoratori dello spettacolo, il calcolo della cosiddetta "Quota B" deve ancora tenere conto del massimale di retribuzione giornaliera pensionabile previsto da una normativa del 1971. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto superato tale limite. La motivazione risiede nel fatto che questo limite è parte integrante di un sistema pensionistico complessivamente più vantaggioso per questa categoria di lavoratori rispetto alla generalità degli assicurati.
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Pensione lavoratori spettacolo: il massimale si applica
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale per la pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha stabilito che il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile si applica anche alla cosiddetta "Quota B" del trattamento pensionistico. La decisione ribalta i precedenti giudizi di merito, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale e affermando la piena vigenza del limite, considerato parte integrante di un sistema pensionistico complessivamente più favorevole per la categoria.
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Pensione spettacolo: limite retribuzione per Quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29605/2024, ha stabilito che per il calcolo della cosiddetta 'Quota B' della pensione spettacolo, deve essere applicato il limite massimo di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dalla normativa del 1971. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale limite. Inoltre, la sentenza d'appello è stata annullata anche per aver pronunciato 'ultra petita', ovvero andando oltre le richieste originarie del pensionato, che vertevano solo sui supplementi di pensione e non sull'intera pensione.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto per la Quota B
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale per la pensione lavoratori spettacolo, stabilendo che il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile, previsto da una normativa del 1971, si applica anche alla cosiddetta "Quota B", ovvero ai contributi versati dopo il 1° gennaio 1993. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello. Secondo i giudici, questo limite non è mai stato abrogato e la sua applicazione è legittima, nonostante la base per il versamento dei contributi sia più alta, in virtù del regime complessivamente più favorevole previsto per questa categoria di lavoratori.
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Pensione lavoratori spettacolo: il limite sulla Quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29604/2024, ha stabilito che il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dalla normativa del 1971 si applica anche alla cosiddetta "Quota B" della pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha ribaltato la decisione di merito, affermando la perdurante vigenza di tale limite, ritenendolo non abrogato e coessenziale alla disciplina speciale e di favore per questa categoria di lavoratori.
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