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Quota B

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83 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pensione lavoratori spettacolo: il massimale sulla quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8515/2025, ha stabilito un punto fermo sulla pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha confermato la piena validità del massimale di retribuzione giornaliera, previsto da una norma del 1971, anche per il calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione, relativa ai contributi versati dopo il 1° gennaio 1993. La sentenza ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale e chiarendo che le normative successive non hanno abrogato tale limite, ritenendolo inoltre costituzionalmente legittimo.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto si applica
In un caso riguardante la pensione lavoratori spettacolo, l'ente previdenziale ha impugnato una sentenza di secondo grado che escludeva un tetto salariale storico dal calcolo della pensione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale sulla retribuzione giornaliera pensionabile, previsto da una norma del 1971, è ancora in vigore e deve essere applicato nel calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione, ribaltando così la decisione della Corte d'Appello.
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Pensione spettacolo: il massimale si applica a quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione spettacolo, il calcolo della 'quota B' deve rispettare il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la decisione di merito che aveva escluso tale limite. È stato inoltre ribadito il termine di decadenza triennale per le azioni di ricalcolo. Il caso riguarda la riliquidazione della pensione di un'artista.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto sulla quota B
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una lavoratrice dello spettacolo contro l'ente previdenziale riguardo al calcolo della pensione. La controversia verteva sull'esistenza di un limite massimo alla retribuzione giornaliera per determinare la cosiddetta "quota B" della pensione. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile è legittimo e deve essere applicato. Secondo la Corte, tale limite non è stato abrogato dalle normative successive e non viola i principi costituzionali, poiché il sistema pensionistico dei lavoratori dello spettacolo è già complessivamente più favorevole rispetto a quello generale.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8563/2025, interviene sul tema della pensione per i lavoratori dello spettacolo. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro una lavoratrice, stabilendo che, per il calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione (relativa alle anzianità maturate dopo il 1992), continua ad applicarsi lo specifico limite massimo di retribuzione giornaliera pensionabile previsto per il settore. La decisione ribalta le sentenze di merito che avevano ritenuto superato tale limite, e dichiara infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla lavoratrice.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione lavoratori spettacolo, il calcolo della "quota B" deve rispettare uno specifico massimale di retribuzione giornaliera. Con l'ordinanza n. 8571/2025, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva disapplicato tale tetto, riaffermando la legittimità del limite previsto dalla normativa speciale, anche se inferiore alla base contributiva, in quanto parte di un sistema previdenziale complessivamente più favorevole per la categoria.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione lavoratori spettacolo, il calcolo della 'quota B' deve rispettare il tetto massimo di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dalla normativa speciale. L'ente previdenziale ha visto accolto il suo ricorso contro la decisione della Corte d'Appello che aveva disapplicato tale limite, riaffermando la validità di un sistema previdenziale specifico e complessivamente favorevole per la categoria.
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Pensione lavoratori spettacolo: limiti quota B confermati
Un lavoratore del settore dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della propria pensione, sostenendo che il limite massimo di retribuzione giornaliera per la cosiddetta "quota B" non fosse più in vigore. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha stabilito che tale limite è ancora applicabile. Inoltre, ha affermato che la decadenza triennale per le azioni giudiziarie si applica anche ai trattamenti pensionistici maturati prima del 6 luglio 2011, data di entrata in vigore della norma che ha introdotto tale termine.
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Pensione spettacolo quota B: il massimale resta
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito la piena validità del massimale di retribuzione giornaliera per il calcolo della pensione spettacolo quota B. Riformando le decisioni dei giudici di merito che avevano disapplicato tale limite, la Suprema Corte ha chiarito che il tetto pensionabile è un elemento coessenziale del sistema previdenziale speciale per i lavoratori dello spettacolo, in quanto bilancia le condizioni di maggior favore di cui essi beneficiano rispetto alla generalità dei lavoratori. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Pensione spettacolo quota B: il massimale è valido
Un lavoratore dello spettacolo ha richiesto la rideterminazione della sua pensione, sostenendo che il massimale di retribuzione per il calcolo della "quota B" non fosse più applicabile. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che il limite massimo alla retribuzione giornaliera pensionabile per la pensione spettacolo quota B è ancora pienamente in vigore. La Corte ha motivato che tale limite, mai abrogato, è una componente legittima di un sistema previdenziale speciale complessivamente più favorevole per gli iscritti rispetto a quello generale.
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Pensione lavoratori spettacolo: decadenza e tetto
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo, stabilendo l'applicazione del termine di decadenza triennale e del tetto massimo alla retribuzione giornaliera per la cosiddetta "quota B". L'ordinanza chiarisce che il termine di decadenza opera con un meccanismo "mobile", salvaguardando i ratei maturati nel triennio antecedente la domanda giudiziale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
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Pensione lavoratori spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5360/2025, interviene su un caso di ricalcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo. La Corte ha stabilito che si applica la decadenza triennale per le richieste di riliquidazione, ma con un meccanismo 'mobile' che salva i ratei futuri. Inoltre, ha confermato che per il calcolo della 'quota B' della pensione, maturata dopo il 1992, vige ancora il limite massimo di retribuzione pensionabile previsto da una legge del 1971. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Quota B pensione spettacolo: il tetto retributivo
La Cassazione chiarisce le regole per la quota B pensione spettacolo. Viene confermata l'applicazione del tetto massimo di retribuzione pensionabile per le anzianità maturate dopo il 1992. Inoltre, si precisa che la decadenza triennale per la riliquidazione si applica solo ai ratei maturati oltre il triennio precedente la domanda, senza intaccare i ratei futuri.
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Pensione spettacolo: il massimale per la quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5392/2025, ha stabilito un principio fondamentale per la pensione spettacolo. Ha chiarito che il limite massimo di retribuzione giornaliera pensionabile si applica anche alla cosiddetta "quota B" della pensione, ovvero quella relativa ai contributi versati dopo il 31 dicembre 1992. Questa decisione, che riforma la precedente sentenza della Corte d'Appello, si basa sull'orientamento consolidato secondo cui tale limite è una componente essenziale del sistema previdenziale speciale per i lavoratori dello spettacolo, sistema che nel suo complesso risulta più favorevole rispetto a quello generale.
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Quota B pensione spettacolo: il limite massimo vale
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il calcolo della quota B pensione spettacolo, destinata ai lavoratori del settore, si deve ancora applicare il limite massimo di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dal d.P.R. n. 1420 del 1971. La Corte ha chiarito che le riforme successive, in particolare il d.lgs. n. 182 del 1997, non hanno abrogato tale tetto. La decisione riforma la sentenza d'appello che aveva escluso l'applicazione del massimale, accogliendo il ricorso dell'Istituto Previdenziale e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto massimo vale
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il calcolo della "quota B" della pensione lavoratori spettacolo, si deve ancora applicare il limite massimo di retribuzione pensionabile previsto da una norma del 1971. La Corte ha così accolto il ricorso dell'ente previdenziale, ribaltando la precedente decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale limite. Il caso riguardava la pensione di un lavoratore dello spettacolo, con decorrenza dal 2018, per la quale era sorta una controversia sul metodo di calcolo della quota retributiva maturata dopo il 1992.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo, ovvero il limite massimo di retribuzione giornaliera, continua ad applicarsi per il calcolo della "quota B" della pensione dei lavoratori del settore. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva escluso tale limite, ribadendo un principio di diritto ormai consolidato. La sentenza chiarisce che la normativa successiva non ha abrogato il tetto retributivo, considerandolo un elemento coessenziale e compatibile con il sistema previdenziale di favore previsto per questa categoria di lavoratori.
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Massimale pensionabile: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8411/2025, ha chiarito la questione del calcolo pensionistico per i lavoratori dello spettacolo. La Corte ha stabilito che il massimale pensionabile previsto dal D.P.R. n. 1420/1971 è ancora pienamente in vigore per la determinazione della "quota B" della pensione. La decisione ribalta la sentenza della Corte d'Appello, che aveva escluso l'applicazione di tale limite, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale. La Cassazione ha ribadito un orientamento consolidato, sottolineando come il tetto alla retribuzione pensionabile sia un elemento essenziale del sistema previdenziale di favore per questa categoria di lavoratori.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave per le pensioni dei lavoratori dello spettacolo. Contrariamente a quanto deciso dalla Corte d'Appello, il "massimale pensionabile" giornaliero si applica anche alla "quota B" della pensione, ovvero quella maturata dopo il 31 dicembre 1992. La Suprema Corte ha ritenuto che tale limite non sia stato abrogato dalle riforme successive e rimanga un elemento essenziale per garantire l'equilibrio e la sostenibilità del sistema previdenziale di categoria.
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Massimale pensionabile: la Cassazione fa chiarezza
Un ente previdenziale ha impugnato una sentenza che escludeva il tetto massimo per il calcolo pensionistico di una lavoratrice dello spettacolo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale pensionabile si applica anche alla 'Quota B' della pensione, maturata dopo il 1999. La decisione si allinea a una giurisprudenza consolidata, confermando che la normativa speciale per questa categoria, pur prevedendo un tetto, non è stata abrogata e non viola i principi costituzionali.
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