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Quota B Della Pensione

81 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La parte del trattamento pensionistico calcolata sulle anzianità contributive maturate a partire dal 1° gennaio 1993.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pensione lavoratori dello spettacolo: confermato tetto massimo
Un pensionato otteneva dai giudici territoriali il ricalcolo favorevole della propria pensione lavoratori dello spettacolo per la quota B successiva al 1992, escludendo il tetto massimo giornaliero di retribuzione. L'ente previdenziale ricorreva per Cassazione sostenendo la piena vigenza del massimale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che le riforme legislative successive non hanno mai abrogato il tetto giornaliero di retribuzione pensionabile. L'equilibrio finanziario del sistema previdenziale impone l'applicazione del limite massimo anche alle anzianità successive al 1992.
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Pensione lavoratori dello spettacolo: resta il massimale Quota B
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo del supplemento di pensione per eliminare il tetto massimo alla retribuzione giornaliera nella Quota B. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ritenendo abrogato tacitamente il limite normativo. L'Ente Previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente. La decisione ha chiarito che il massimale giornaliero resta pienamente valido anche per le anzianità successive al 1992. La riforma previdenziale non ha mai soppresso tale soglia economica, necessaria per tutelare l'equilibrio dei conti pubblici. La controversia sulla pensione lavoratori dello spettacolo torna alla Corte d'Appello per una nuova quantificazione conforme alla legge.
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Tetto al calcolo della pensione dei lavoratori dello spettacolo
Un pensionato, ex lavoratore dello spettacolo, ha richiesto la rideterminazione della propria pensione. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, escludendo l'applicazione del limite massimo giornaliero di retribuzione per la quota B della pensione. L'Istituto Previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che il tetto giornaliero di 315.000 lire (rivalutato) si applichi anche a questa quota. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che, nel calcolo della pensione dei lavoratori dello spettacolo, il limite massimo alla retribuzione giornaliera pensionabile non è stato abrogato e si applica anche alla quota B. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata e la causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Massimale retributivo pensionabile: INPS blocca il ricalcolo
Un pensionato del settore dello spettacolo ha chiesto all'ente previdenziale la riliquidazione della quota B della sua pensione, pretendendo che non venisse applicato il limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'appello gli ha dato ragione, ritenendo tale limite abrogato. L'ente previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale retributivo pensionabile si applica anche alla quota B per i lavoratori iscritti prima del 1995, non essendo stato abrogato dalle riforme successive. Ha inoltre confermato che la decadenza triennale colpisce solo i singoli ratei pensionistici pregressi oltre i tre anni dalla domanda, e non l'intero diritto al ricalcolo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Massimale pensionabile: INPS vince contro la pensionata
Una pensionata del settore dello spettacolo ha richiesto la riliquidazione della quota B dei propri supplementi di pensione ex ENPALS, sostenendo che non dovesse applicarsi il limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'appello ha accolto la domanda, ritenendo il limite implicitamente abrogato. L'INPS ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il massimale pensionabile previsto dal D.P.R. n. 1420 del 1971 è pienamente vigente anche per la quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1996. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per un nuovo giudizio conforme a questo principio.
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Pensione spettacolo: il massimale pensionabile resta attivo
Un pensionato del settore dello spettacolo ha richiesto all'ente previdenziale la riliquidazione della propria pensione, sostenendo che il calcolo della quota B non dovesse subire il limite del massimale pensionabile giornaliero introdotto nel 1971. La Corte d'Appello ha accolto la domanda del lavoratore, ritenendo tale limite implicitamente superato dalle riforme successive. L'ente previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dal D.P.R. n. 1420/1971 rimane pienamente operativo anche per la quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. Non vi è stata alcuna abrogazione tacita, poiché la norma risponde a esigenze di bilanciamento finanziario del sistema previdenziale. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Massimale pensionabile: l’Inps vince sul ricalcolo della pensione
L'Ente Previdenziale ha impugnato la sentenza che riconosceva a un lavoratore dello spettacolo il diritto al ricalcolo della pensione senza l'applicazione del limite massimo di retribuzione giornaliera sulla quota B. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che il massimale pensionabile previsto dalla legge speciale del 1971 rimane pienamente operativo anche per la quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1996, non essendo stato abrogato dalle riforme successive. Rigettato invece il ricorso del pensionato sulla decadenza dei ratei ultra-triennali.
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Massimale retributivo pensionabile: l’INPS vince in Cassazione
Un pensionato del settore dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della propria pensione, sostenendo che per la quota B non dovesse applicarsi il limite massimo di stipendio giornaliero pensionabile. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, escludendo l'applicazione del tetto. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale retributivo pensionabile si applica anche alla quota B per i lavoratori iscritti prima del 1996. La normativa speciale non è stata abrogata e serve a garantire l'equilibrio dei conti pubblici. La sentenza d'appello è stata quindi annullata.
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Massimale retributivo pensionabile: Inps vince in Cassazione
Un pensionato, ex lavoratore dello spettacolo, chiedeva la ricostituzione della propria pensione (quota B) senza l'applicazione del limite massimo di retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello gli dava ragione, ritenendo il limite superato. L'INPS proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il massimale retributivo pensionabile si applica anche alla quota B della pensione per i lavoratori iscritti al Fondo dello spettacolo prima del 1996. La Corte ha chiarito che la normativa speciale non è stata abrogata e che il limite risponde a esigenze di equilibrio finanziario del sistema previdenziale. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Massimale pensionabile: stop ai ricalcoli per lo spettacolo
Un lavoratore dello spettacolo chiedeva la riliquidazione della propria pensione ex ENPALS, sostenendo che il limite massimo alla retribuzione giornaliera non dovesse applicarsi al calcolo della quota B del trattamento. La Corte d'Appello accoglieva la domanda, ritenendo implicitamente abrogato tale limite. L'Ente Previdenziale proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge del 1971 rimane pienamente operativo anche per la quota B della pensione. La Corte ha chiarito che non vi è stata alcuna abrogazione, poiché il limite risponde a esigenze di equilibrio finanziario del sistema previdenziale. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per una nuova decisione.
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Massimale retributivo pensionabile: INPS vince in Cassazione
Una lavoratrice dello spettacolo ha chiesto la riliquidazione della pensione senza l'applicazione del limite massimo alla retribuzione giornaliera per la quota successiva al 1992. La Corte d'appello le ha dato ragione, ritenendo il limite superato dalle riforme. L'Istituto Previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale retributivo pensionabile previsto dalla vecchia legge del 1971 non è stato abrogato e si applica anche alla quota B della pensione per i lavoratori iscritti prima del 1996. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Massimale pensionabile: la Cassazione taglia i supplementi ENPALS
Un Lavoratore dello spettacolo ha chiesto all'INPS la riliquidazione dei supplementi di pensione maturati presso la gestione ex ENPALS. Il Lavoratore sosteneva che per la quota di pensione successiva al 1992 non si dovesse applicare il limite massimo di retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello gli ha dato ragione, ma l'INPS ha proposto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge speciale per i lavoratori dello spettacolo è pienamente operativo anche per la quota B della pensione. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per ricalcolare la pensione applicando il tetto massimo.
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Massimale pensionabile: l’INPS vince contro la lavoratrice
Una lavoratrice dello spettacolo ha chiesto la riliquidazione della propria pensione ex ENPALS, sostenendo che per la quota B non si dovesse applicare il limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ma l'INPS ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge speciale per i lavoratori dello spettacolo rimane pienamente operativo anche per le anzianità maturate dopo il 1992. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello e ha rinviato la causa per una nuova decisione conforme a questo principio, confermando la legittimità del tetto pensionistico.
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Massimale pensionabile: l’INPS blocca il ricalcolo della pensione
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto la riliquidazione della propria pensione ex ENPALS senza l'applicazione del limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ma l'INPS ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge si applica anche alla quota B della pensione per i lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. La Corte ha chiarito che non esiste un principio di necessaria corrispondenza tra i contributi versati e la pensione erogata, respingendo i dubbi di costituzionalità. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Massimale pensionabile: l’INPS blocca il ricalcolo dei lavoratori
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto la riliquidazione della propria pensione senza l'applicazione del limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, escludendo il tetto per la quota di pensione maturata dopo il 1992. L'INPS ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge speciale del 1971 si applica anche alla quota B della pensione per i lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. Non esiste infatti un principio di necessaria corrispondenza totale tra contributi versati e pensione erogata. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Massimale pensionabile: INPS vince sul ricalcolo del lavoratore
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della propria pensione ex ENPALS senza l'applicazione del limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, escludendo il tetto per la quota di pensione maturata dopo il 1992. L'INPS ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile si applica anche alla cosiddetta Quota B della pensione per i lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. La Suprema Corte ha chiarito che questo limite non è stato abrogato e serve a garantire l'equilibrio del sistema previdenziale, respingendo i dubbi di costituzionalità. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Pensione spettacolo: il vecchio massimale vince sulla riforma
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della sua pensione, sostenendo che il vecchio tetto retributivo non dovesse più applicarsi ai contributi versati dopo il 1993 (la cosiddetta 'Quota B'). I giudici di merito gli avevano dato ragione. La Corte di Cassazione, però, ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'Ente Previdenziale. La Corte ha stabilito un principio chiaro: il massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo, previsto da una legge del 1971, è ancora pienamente valido e non è stato cancellato dalle riforme successive. La sua applicazione è giustificata dalla necessità di garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale e dalla specialità del regime pensionistico di questa categoria.
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Massimale Pensionabile Spettacolo: Tetto confermato dalla Cassazione
Un lavoratore del mondo dello spettacolo aveva chiesto il ricalcolo della sua pensione, sostenendo che il vecchio limite sulla retribuzione, il cosiddetto 'massimale pensionabile', non dovesse più essere applicato alla 'quota B' del suo assegno. I giudici di merito gli avevano dato ragione. L'Ente Previdenziale ha però fatto ricorso in Cassazione, che ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito un principio chiaro: il massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo è ancora in vigore e pienamente operativo. Le riforme successive non lo hanno cancellato. Questa scelta serve a garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale vince e la pensione del lavoratore dovrà essere calcolata rispettando quel tetto massimo.
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Calcolo Pensione Spettacolo: Tetto Retributivo Vince su Ricalcolo
Una lavoratrice dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della sua pensione senza applicare il vecchio limite massimo sulla retribuzione giornaliera. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente Previdenziale, stabilendo un principio chiave sul calcolo pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha confermato che il vecchio tetto retributivo, fissato da una norma del 1971, resta valido anche per la cosiddetta 'quota B' della pensione, relativa ai contributi versati dopo il 1993. Questa decisione evita di creare un regime previdenziale troppo favorevole e squilibrato rispetto agli altri lavoratori. Di conseguenza, la precedente sentenza favorevole alla lavoratrice è stata annullata.
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Pensione spettacolo: l’INPS vince, il limite retributivo quota B vale
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della sua pensione, sostenendo che il vecchio tetto massimo sulla retribuzione giornaliera non dovesse applicarsi alla cosiddetta 'quota B' (contributi versati dopo il 1992). La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente Previdenziale. I giudici hanno stabilito che il limite retributivo quota B, previsto da una legge del 1971, non è mai stato cancellato dalle riforme successive. Pertanto, questo tetto si applica ancora oggi al calcolo della pensione per i lavoratori di questo settore, anche per i periodi più recenti. La Corte ha confermato la piena legittimità di questo meccanismo, respingendo il ricorso del lavoratore.
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